Stando ai primi exit pol in Francia lo sfidante di Chirac al ballottaggio sara' Le pen....
Inquietante.
Per tutta l'Europa.


Stando ai primi exit pol in Francia lo sfidante di Chirac al ballottaggio sara' Le pen....
Inquietante.
Per tutta l'Europa.
Direi invece per tutta la non-Europa!


Il gran porco Le Pen,l'ennesimo fattore stabilizzante del capitalismo borghese, la prova della prontezza risoluta da parte dell'imperialismo nel dar corpo a mostri politici chiaramente fascisti allorquando la congiuntura epocale e l'instabilità sociale lo rendono "opportuno".....
Le Pen, il gran porco, il grande bluff, il vero volto del sub-impero occidentale europeo.....
Oggi la biblioteca di Alessandria brucia un'altra volta;
Un'altra volta bruciano i libri, l'esempio, la saggezza, i moniti...
Dopo lo Stato d'Israele, un altro paese è teatro del riemergere dell'idra nazi-fascista.
"VOI IMPARATE CHE OCCORRE VEDERE,
NON GUARDARE IN ARIA,
OCCORRE AGIRE...
QUESTO MOSTRO STAVA UNA VOLTA
PER GOVERNARE IL MONDO.
I POPOLO LO SPENSERO.
PERO NON CANTIAMO VITTORIA TROPPO PRESTO...
IL GREMBO DA CUI NACQUE E' ANCORA FECONDO."
(BERTOLD BRECHT)
E' stato detto una volta e ripetiamolo ancora compagni di ogni nazione e terra:
NO PASARAN!
A QUALUNQUE COSTO, NON PASSERANNO!
I NAZISTI, CHE SIANO SIONISTI O NAZI-FASCISTI EUROPEI, NON PASSERANNO!
MORTE AI CANI NAZISTI!
CONTRO I IL NAZIFASCISMO DI STATO, TUTTO IL POTERE AL POPOLO, TUTTO IL POTERE ALLA DITTATURA DEL PROLETARIATO!
COMPAGNI D'OGNI LUOGO: ANTIFASCISMO MILITANTE PER LA COSTRUZIONE DEL COMUNISMO RIVOLUZIONARIO, ORA!
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!
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pare che i Francesi abbiano altre priorita'...![]()


NON SI TRATTA DI CADERE E SCADERE NEL SOLITO VECCHIO TRUCCO...
NON SI DEVONO DEMONIZZARE GLI INGANNATI, MA GLI INGANNATORI!
QUESTO VOTO E' IL FRUTTO DI QUESTA SOCIETA', DI PRECISI E BEN ORDINATI STIMOLI SOCIOLOGICI-MEDIATICI PER CONFERIRE UN PRESTABILITO VETTORE DI MARCIA AD UNA PROTESTA SOCIALE DI PER SE STESSA ESPLOSIVA!
BISOGNA FAR CAPIRE AL POPOLO, AI RIBELLI ED AI PROLETARI CHE COSA E' IL NAZI-FASCISMO DI LE PEN(AL PARI DI QUELLO SIONISTA), FAR LORO CAPIRE CHE NESSUN VELENO MORTALE PUO' ESSERE MEDICINA PER LA LORO/NOSTRA ALIENAZIONE PRODOTTA DAL CAPITALISMO IMPERIALISTICO;
MA CON I NAZI-FASCISTI NESSUNA PIETA'!
CONTRO IL NAZI-FASCISMO DI STATO, TUTTO IL POTERE AL POPOLO UNITO, TUTTO IL POTERE ALLA DITTATURA DEL PROLETARIATO PER LA RIVOLUZIONE COMUNISTA.
W IL COMUNISMO INSURGENTE!
W LE GAP!
W I PARTIGIANI COMUNISTI DI IERI E DI OGGI!
W EUZKAL TA ASKATASUNA!
LOTTA POPOLARE PER LA LIBERTA' DELLE NAZIONI, DEI POPOLI, DEGLI OPPRESSI!
NO PASARAN!
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!
Spiacente, KK, ma non amo a tal punto i palestinesi da felicitarmi per la maghrebizzazione avanzata della Francia...![]()


Penso che, invece, di evocare spettri e inesistenti ritorni al nazifascismo che semplificano le analisi e rendono tutto emotivamente "commestibile" si debba riflettere su quanto accaduto in Francia per capirne gli elementi di novita'.
Le Pen non è un fascista, ne' un nazista, sarebbe comodo e semplicistico dire il contrario, ma la sinistra dovrebbe anche uscire dall'infantilismo estremistico-analitico che la pervade per cercare, una volta tanto di capire.
Le Pen è il prodotto di vari fattori: il primo è la totale resa della sinistra europea al liberalismo ed al liberismo economico .Incapace di progettare e di proporre un modello alternativo di societa',la sinistra si è autodisintegrata in Europa ed ha lasciato spazio ad un populismo reazionario e sciovinista anch' esso di matrice liberale ( Le Pen dice di essere economicamente un liberista) che molto meglio interpreta anche agli occhi dei lavoratori le insicurezze causate dalla globalizzazione capitalista.
I francesi mostrano di essere molto critici verso il sistemadei partiti di democrazia parlamentare , tanto da registrare un'astensione del 30% e di premiare la demagogia lepenista pur di cambiare tutto e buttare a mare centrodestra e centrosinistra.
I discorsi di Le Pen non sono molto diversi, a parte i toni "gridati" da quelli dei tanti partiti di destra e di sinistra riformista che pullulano in Europa : sicurezza, la Nazione come baluardo contro i nemici dell'Occidente, massiccio ricorso all'autoritarismo in campo nazionale ed internazionale.
In vari paesi europei, Olanda e Danimarca ad esempio, illustri demagoghi dell'ultim'ora, improvvisano partiti xenofobi, fissati sul tema della sicurezza ,antiislamici, che arrivano in poco tempo a raccogliere moltissimi voti ed a mettere in crisi il vecchio ceto politico, erede del dopoguerra.
E' successo in Italia con Berlusconi e FI , sta arrivando in Francia, arrivera' anche in Germania prima o poi.Non è fascismo, è populismo autoritario di estrema destra che davanti all'incapacita' dei partiti "tradizionali" di rendersi piu' "presentabili" grazie a decenni di malgoverno, corruzione, lottizzazione , ormai ridotti a "caste sacerdotali" di matrice burocratica , ha gioco facile ad accattivarsi simpatie e voti, spesso proprio tra le classi popolari.
Potremmo chiamarlo nazional-liberalismo, questa nuova tendenza in atto in Europa, che nuova poi non è se facciamo mente locale ai fenomeni dell'inizio del Novecento dove sciovisnismo nazionalista, capitalismo liberale ed autoritarismo erano il mix preferito dalle oligarchie governanti in tutta Europa, compresa la tanto "democratica" Inghilterra.
Stiamo tornando a quella fase storica in un'epoca incerta come quella della globalizzazione che comlica ulteriormente le cose, ma la sinistra ha gravissime colpe in questo processo degenerativo, avendo praticamente abbracciato e sposato le tesi nemiche e non risultando piu' credibile davanti al popolo.
C' è anche un interesse Usa al crescere ed al diffondersi di queste formazioni nazionaliberali: primo, questi movimenti minano il processo di costruzione dell'Europa politica unita, perche' da Haider, a Le Pen , a Bossi sono per le "piccole patrie" o per il ritorno al micronazionalismo francese, austriaco, padano che potremmo definire "isolazionista"ed antieuropeo.Secondo perche' introducono fattori di destabilizzazione in Europa da non trascurare.Le Pen a quanto sembra gode di buoni appoggi Oltreoceano e nel passato ha pouto godere delle simpatie del reverendo MOON , la cui setta è stata ampiamente finanziata dalla Cia contro il comunismo nel mondo orientale sin dagli anni ottanta.
Quindi, ne vedremo altre di queste formazioni nazionaliste e liberali, è una carta che certi circoli vogliono giocarsi in questa fase declinante del capitalismo, per irrigimentare ancora meglio le opinioni pubbliche europee , togliendo di torno il vecchio ceto politico, sia esso di destra o di sinistra, condizonandolo con la presenza politica dei vari Le Pen , che sul piano dei contenuti, non della forma, non dice molto di diverso da Chirac o da Jospin.
Chirac , ad esempio, ora dovrà rincorrere Le Pen sui temi della sicurezza, dell'immigrazione , del no all'Europa di Maastricht.....
In tutto questo dov'è la sinistra?
Tranne che gridare al "novello fascismo" che viene evocato per coprire le proprie vergogne sul piano dell'appiattimento agli Usa ed al capitale, cosa fa?La sinistra riformista è morta e sepolta ed ha sulla coscienza l'aver favorito, con la sua politica suicida e ambigua, l'emergere di questa marea montante ultraconservatrice.
Al di là del solito zampino yankee che vedete dappertutto, questa è la prima analisi decente e non zavorrata dalla solita archeologia politica che, da sinistra, ho letto su POL a proposito di Le Pen. Complimenti.Originally posted by pietro
Penso che, invece, di evocare spettri e inesistenti ritorni al nazifascismo che semplificano le analisi e rendono tutto emotivamente "commestibile" si debba riflettere su quanto accaduto in Francia per capirne gli elementi di novita'.
Le Pen non è un fascista, ne' un nazista, sarebbe comodo e semplicistico dire il contrario, ma la sinistra dovrebbe anche uscire dall'infantilismo estremistico-analitico che la pervade per cercare, una volta tanto di capire.
Le Pen è il prodotto di vari fattori: il primo è la totale resa della sinistra europea al liberalismo ed al liberismo economico .Incapace di progettare e di proporre un modello alternativo di societa',la sinistra si è autodisintegrata in Europa ed ha lasciato spazio ad un populismo reazionario e sciovinista anch' esso di matrice liberale ( Le Pen dice di essere economicamente un liberista) che molto meglio interpreta anche agli occhi dei lavoratori le insicurezze causate dalla globalizzazione capitalista.
I francesi mostrano di essere molto critici verso il sistemadei partiti di democrazia parlamentare , tanto da registrare un'astensione del 30% e di premiare la demagogia lepenista pur di cambiare tutto e buttare a mare centrodestra e centrosinistra.
I discorsi di Le Pen non sono molto diversi, a parte i toni "gridati" da quelli dei tanti partiti di destra e di sinistra riformista che pullulano in Europa : sicurezza, la Nazione come baluardo contro i nemici dell'Occidente, massiccio ricorso all'autoritarismo in campo nazionale ed internazionale.
In vari paesi europei, Olanda e Danimarca ad esempio, illustri demagoghi dell'ultim'ora, improvvisano partiti xenofobi, fissati sul tema della sicurezza ,antiislamici, che arrivano in poco tempo a raccogliere moltissimi voti ed a mettere in crisi il vecchio ceto politico, erede del dopoguerra.
E' successo in Italia con Berlusconi e FI , sta arrivando in Francia, arrivera' anche in Germania prima o poi.Non è fascismo, è populismo autoritario di estrema destra che davanti all'incapacita' dei partiti "tradizionali" di rendersi piu' "presentabili" grazie a decenni di malgoverno, corruzione, lottizzazione , ormai ridotti a "caste sacerdotali" di matrice burocratica , ha gioco facile ad accattivarsi simpatie e voti, spesso proprio tra le classi popolari.
Potremmo chiamarlo nazional-liberalismo, questa nuova tendenza in atto in Europa, che nuova poi non è se facciamo mente locale ai fenomeni dell'inizio del Novecento dove sciovisnismo nazionalista, capitalismo liberale ed autoritarismo erano il mix preferito dalle oligarchie governanti in tutta Europa, compresa la tanto "democratica" Inghilterra.
Stiamo tornando a quella fase storica in un'epoca incerta come quella della globalizzazione che comlica ulteriormente le cose, ma la sinistra ha gravissime colpe in questo processo degenerativo, avendo praticamente abbracciato e sposato le tesi nemiche e non risultando piu' credibile davanti al popolo.
C' è anche un interesse Usa al crescere ed al diffondersi di queste formazioni nazionaliberali: primo, questi movimenti minano il processo di costruzione dell'Europa politica unita, perche' da Haider, a Le Pen , a Bossi sono per le "piccole patrie" o per il ritorno al micronazionalismo francese, austriaco, padano che potremmo definire "isolazionista"ed antieuropeo.Secondo perche' introducono fattori di destabilizzazione in Europa da non trascurare.Le Pen a quanto sembra gode di buoni appoggi Oltreoceano e nel passato ha pouto godere delle simpatie del reverendo MOON , la cui setta è stata ampiamente finanziata dalla Cia contro il comunismo nel mondo orientale sin dagli anni ottanta.
Quindi, ne vedremo altre di queste formazioni nazionaliste e liberali, è una carta che certi circoli vogliono giocarsi in questa fase declinante del capitalismo, per irrigimentare ancora meglio le opinioni pubbliche europee , togliendo di torno il vecchio ceto politico, sia esso di destra o di sinistra, condizonandolo con la presenza politica dei vari Le Pen , che sul piano dei contenuti, non della forma, non dice molto di diverso da Chirac o da Jospin.
Chirac , ad esempio, ora dovrà rincorrere Le Pen sui temi della sicurezza, dell'immigrazione , del no all'Europa di Maastricht.....
In tutto questo dov'è la sinistra?
Tranne che gridare al "novello fascismo" che viene evocato per coprire le proprie vergogne sul piano dell'appiattimento agli Usa ed al capitale, cosa fa?La sinistra riformista è morta e sepolta ed ha sulla coscienza l'aver favorito, con la sua politica suicida e ambigua, l'emergere di questa marea montante ultraconservatrice.
Saluti


Penso che si stia ingigantendo la reale portata di quanto è successo in Francia.
Sarebbe bastato che la sinistra presentasse non 7 candidati (3 comunisti trozkisti, 1 comunista alla Rifondazione, 1 verde, 1 socialista nazionalitario, 1 socialista riformista) ma due o tre, per consentire a Jospin di prevalere. Sicuramente, se non sono scemi, faranno tesoro di questa lezione per la prossima volta e lo vedremo già alle elezioni legislative di giugno.
Lo stesso discorso vale per noi. Perchè in fondo, meglio litigare in famiglia che tenersi per 5 anni Maroni, Fini e Berlusconi in Italia o Le Pen e Chirac in Francia. O no?


Come sostenitore di rifondazione mi sento offeso nel veder accostato il partito con il PCF, un morto vivente. Simpateggio molto per la sceno trotzkista e di estrema sinistra francese.
W la LCR
W LO
W il PT
ma soprattutto W l'unità della scena comunista francese (in vista delle legislative......LCR+LO+PT+verdi+sinistraradicale+ PCF hanno preso il 21%!!!)
TUTTO IL POTERE AI SOVIET!