SindacalRivoluzionario come Benito.
Interventista Totale - La Guerra per il Gusto del Combattere
Interventista Nazionale - Riunire Trento e Trieste alla Madre Patria
Interventista SindacalRivoluzionario - Unica possibilità di Resurrezione del Proletariato
Neutralmente "Attivo"-Lealista - Non son molto convinto, ma se il Re ordina, io parto
Neutralmente"Solidaristico"-Non capisco le ragioni,ma se partono tutti i miei amici,vado anch'io
Neutralmente"Medio" - Se proprio mi vengono a cercare...
Neutralista nel senso letterale del termine - Cazzi Loro, non mi vengano a cercare
Altro Interventismo - Fuggo da casa e vado a combattere per Cecco Beppe
Antinterventista Pacifico- E' un inutile Strage
Antinterventista Socialista - E' la guerra dei ricchi contro i poveri
Diserzione/Renitenza immediata - Fuga in Svizzera
Altro


SindacalRivoluzionario come Benito.


Una cosa è certa non avrei mai potuto combattere in sud Tirolo contro i miei amici austriaci! Mi sarei arruolato per il fronte Veneto-Friuli:giagia:
Ahi serva Italia di dolore ostello,
nave sanza nocchiero in gran tempesta
non donna di provincia ma bordello!
Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ovviamente con l'Impero!Non certo con gli italioti...
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell




dalla parte sbagliata


Sarei caduto sul Carso
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Ultima modifica di globulonero; 03-05-10 alle 09:13
Non ti curar di lor, ma passa e sputa


Sarei stato un interventista avente di mira Trento e Trieste, vista non solo come città italiana irredenta ma - unitamente a Fiume e alla Dalmazia - come trampolini di una politica imperialistica italiana nell'Adriatico e nei Balcani.
In un libello di storia militare, "Le bande VAC (volontari anti-comunisti) in Dalmazia", l'autore Teodoro Francesconi (già militare della RSI sull'Isonzo nel 1943-45 e autore del libro "Gorizia 1940-47") costruisce un'interessante ipotesi storica.
Ricorda come nel 1866, l'elemento dalmata di stirpe italiana attendesse con trepidazione l'unione della propria terra alla Madrepatria.
Addirittura, pare che alla vigilia della battaglia di Lissa il "mirabile podestà" di Spalato, Antonio Bajamonti, e altri 400 notabili spalatini attendessero l'esito della battaglia nel palazzo comunale, pronti ad accogliere la Regia Marina.
Finì putroppo come finì.
Ma l'autore immagina che la guerra del 1866 finisse altrimenti, cioè con la liberazione dell'Istria, della Dalmazia e di Trieste, impedendo così la slavizzazione del litorale dalmata e peremttendo così all'Italia, in una ipotetica guerra europea situata in uno scenario completamente diverso da quello del 1915-18, di volgersi verso Savoia, Nizza, Corsica, Tunisia e Malta.
Ma senza la vittoria del 1866, non ci potè essere quel seguito.
:754634673:
Non ti curar di lor, ma passa e sputa


"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell


Quand'ero bambino, si giocava sul fatto che anche i crucchi han sempre tradito.
Da Arminio, ai Lanzechinecchi voltabandiera per tutto il rinascimento,alla guerra dei trent'anni, dalle campagne Napoleoniche (gli stati germanici, quante volte cambiarono fronte?), al fatto che nel 1866 la Prussia prima di guerreggiare con l'Austria aveva firmato un patto di non belligeranza con la Francia, rimangiato 4 anni dopo (Guerra Franco-Prussiana) , al fatto che la stessa Austria non aveva rispettato gli accordi della triplice nel 1914, omettendo il fatto, cosa notoria negli stati maggiori, che pensò seriamente di invadere l'Italia durante il terremotodi Messina nel 1908, eccetera eccetera eccetera.
Quindi, la domanda è questa , tradito cosa?
Gli stati non tradiscono, perchè loro funzione è la sopravvivenza e se possibile l'aumento della sfera di potere e di ingerenza all'esterno ed all'interno dei propri confini.
Per cui se invece di fare gli austriacanti per presunti complessi di inferiorità, generate anche da infauste (e ascientifiche) letture evoleggianti, si studiasse la storia, tante pippe mentali scomparirebbero.
Poi , se si vuol fare come Nino Manfredi in Pane&Cioccolata, è altro affare.
Preferisco di no.


Ma io mica volevo dire che sento inferiore gli italiani rispetto ai germanici o agli austriaci...in fondo quello fu il momento della degenerazione totale di una tradizione imperiale scaturita dal sangue di Roma. E che, destino e fato han voluto essere ripresa per pochi anni proprio in Italia e in Germania. Sul livore anti-evoliano tralascio. Chi nn ha capito la chiarezza evoliana difficilmente potrà capire la mia poco chiara lezioncina sul carattere e la personalità.
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell