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  1. #51
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    Predefinito Riepiloghiamo....

    Chi vuole abolire la FESTA del 25 Aprile e commemorare i morti della repubblica di Salò non può essere che un fascista. Ma perchè vi vergognate di ammetterlo? Cosa c'è di male? Chi era comunista ed è rimasto tale, ben lungi dal vergognarsene, ha portato due partiti in parlamento. E allora? D'altronde vi basta andare un giorno qualsiasi a Predappio per vedere quanti FASCISTI vanno in pellegrinaggio sui luoghi santi. Io quando dò del fascista ad una persona, NON INTENDO OFFENDERLO, prendo solo atto del suo pensiero, della sua ideologia.

    Desidero anche far notare che i caduti della II Guerra Mondiale, quelli che volenti o nolenti sono andati a combattere la guerra di Mussolini, sono onorati in tutte le piazze di tutti i paesi d'Italia, perchè loro sì, a prescindere da come la pensassero, hanno combattuto e dato la vita per LA PATRIA. I repubblichini hanno dato la vita per Mussolini ed Hitler, CONTRO il popolo italiano e i suoi alleati.

    Chiedessero a Mussolini ed Hitler una commemorazione.

    P.S.: per quanto riguarda le dolomiti, caro Franci, lascia perdere. I partigiani hanno combattuto in mezza Italia, a partire dal Lazio fino al Monferrato. Quello che pensano gli austriaci che abitano le dolomiti, in questo contesto, vale veramente poco. E te lo dice uno che da 40 anni tutti gli anni spende 2-3 settimane sulle dolomiti, e ha amici tirolesi da S. Candido a Fortezza.

  2. #52
    colleziono trofei
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    Predefinito

    Originally posted by brunik



    ??

    A chi avrei mai dato del fascista, io? Chi mi smerda il giardino?


    Questo qua secondo me non sta molto bene, la m+++a ce l'ha nel cervello.

    Ti ho sempre dato del berluschino, che è cosa diversa dal fascista. Il termine indica persona arrogante di parte con fettone di salame delle Dolomiti sugli occhi.

    Hei, a proposito di salame, e i tuoi rapporti "pungenti" col compagno di banco come vanno?

    hey, muderatùr, se mi cambi la parola "muffa" con "m+++a" la gente capisce un'altra cosa e pensa che io sia scurrile.

  3. #53
    fiorirà l'aspidistra
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    Predefinito Re: Riepiloghiamo....

    Originally posted by Dario
    Chi vuole abolire la FESTA del 25 Aprile e commemorare i morti della repubblica di Salò non può essere che un fascista. Ma perchè vi vergognate di ammetterlo? Cosa c'è di male? Chi era comunista ed è rimasto tale, ben lungi dal vergognarsene, ha portato due partiti in parlamento. E allora? D'altronde vi basta andare un giorno qualsiasi a Predappio per vedere quanti FASCISTI vanno in pellegrinaggio sui luoghi santi. Io quando dò del fascista ad una persona, NON INTENDO OFFENDERLO, prendo solo atto del suo pensiero, della sua ideologia.

    Desidero anche far notare che i caduti della II Guerra Mondiale, quelli che volenti o nolenti sono andati a combattere la guerra di Mussolini, sono onorati in tutte le piazze di tutti i paesi d'Italia, perchè loro sì, a prescindere da come la pensassero, hanno combattuto e dato la vita per LA PATRIA. I repubblichini hanno dato la vita per Mussolini ed Hitler, CONTRO il popolo italiano e i suoi alleati.

    Chiedessero a Mussolini ed Hitler una commemorazione.

    P.S.: per quanto riguarda le dolomiti, caro Franci, lascia perdere. I partigiani hanno combattuto in mezza Italia, a partire dal Lazio fino al Monferrato. Quello che pensano gli austriaci che abitano le dolomiti, in questo contesto, vale veramente poco. E te lo dice uno che da 40 anni tutti gli anni spende 2-3 settimane sulle dolomiti, e ha amici tirolesi da S. Candido a Fortezza.
    Lacia perdere tu, che confondi il sudtirolo col Bellunese. Evidentemente non ti muovevi da casetta tua, o non leggevi i cartelli quando passavi per Cortina, San Vito, Pieve, Calalzo, che certo tedesche non sono.
    Fascista è un insulto se lo rivolgi a una persona che non si riconosce tale. I comunisti che hanno avuto il coraggio di chiamarsi come sono rimangono sì e no un terzo del glorioso vecchio PCI. Gli altri si raggruppano sotto siglette che nomino sennò mi danno del berluschino. Ma sappiamo che se c'è qualcuno che ha del tutto rinnegato il proprio passato, beh, egli sta a sinistra ben più che a destra.

    C&C
    Franci

  4. #54
    fiorirà l'aspidistra
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    Predefinito

    Originally posted by brunik

    hey, muderatùr, se mi cambi la parola "muffa" con "m+++a" la gente capisce un'altra cosa e pensa che io sia scurrile.
    Fastidioso lo rimani comunque

  5. #55
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    Predefinito Caro Franci

    Tu hai parlato di Dolomiti, e anche se non ci sei mai stato ti basterà guardare una carta geografica per scoprire che Val Pusteria, Val Badia e Val Gardena sono il cuore delle dolomiti. Se volevi specificare che parlavi del bellunese, dovevi nominare il Cadore. Non per insegnarti qualcosa.

    Ti ripeto che se uno fa certi discorsi, per me è un fascista, senza voler offendere nessuno, perchè il fascismo è una ideologia come tante altre che ci sono al mondo, non è un'offesa. Secondo me.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  6. #56
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    Predefinito

    ottimo laboratorio Trieste, per il legame fra destra ufficiale e destra estrema, città che ha rivalutato il boia nazifascista Pagnini

  7. #57
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    Predefinito riconciliarsi non significa umiliarsi...



    Sull'orlo della crisi la giunta comunale di Trieste dopo che per l'ennesima volta il 'pavido, inetto e vile' sindaco DiPiazza ha 'calato le braghe'. E' successo che in occasione della cosiddetta 'Giornata della memoria', nella quale per altro ci si è ben guardati dal 'rievocare la memoria' delle migliaia di Triestini finiti nelle foibe carsiche durante le 'meravigliose giornate della liberazione' nella primavera del '45, il sindaco si è piegato al 'diktat' del console sloveno ed ha replicato il suo discorso 'ufficiale' tenuto alla risiera di San Sabba in lingua slovena.

    Piena, entusiastica e totale solidarietà con Roberto Menia!!!... parole, le sue, da incidere nel bronzo per le future generazioni!!!...

    Ecco a voi l'articolo del Piccolo di oggi...

    al solito... buona lettura!...


    Il discorso del sindaco alla Risiera di San Sabba nella Giornata della memoria provoca forti reazioni tra i partner di Alleanza Nazionale

    Menia: ‘Dipiazza un pavido, un inetto, un vile’

    ‘Ha ceduto al ricatto degli sloveni. In Consiglio comunale non potrà più contare sui nostri voti’


    Un ‘pavido’. Un ‘inetto’. Un uomo che ha compiuto un ‘atto di viltà, non di coraggio’ dimostrando ‘di non essere sincero né leale nei confronti di chi gli sta vicino’.
    Il virgolettato è dell’onorevole assessore alla cultura Roberto Menia, che ieri in una conferenza stampa ha espresso la ‘delusione’ cocente di An nei confronti del sindaco DiPiazza, esplicitando ‘la profonda crisi’ - così l’ha definita il presidente provinciale del partito Paris Lippi - in cui versa il ‘matrimonio’ tra il primo cittadino forzista e il partito di Fini. Una unione i cui scricchiolii sinora erano sempre stati tenuti a bada. Ma lunedì, alla Risiera, il sindaco ha fatto tradurre simultaneamente in lingua slovena il discorso tenuto in occasione della Giornata della memoria. Una decisione che An giudica grave anche perché assunta ‘in un clima di ricatto’ che avrebbe visto DiPiazza cedere alle pressioni della comunità slovena. ‘E dire che il sindaco mi aveva telefonato domenica dicendomi in un triestino grezzo mi no me fazo meter i piedi in testa de ’sti sloveni...’, ha narrato il deputato.
    Secondo Menia non è vero che il sindaco abbia ‘riconciliato’ la città: ‘È stato il mio assessorato a predisporre delle manifestazioni concordate ed equilibrate, con cerimonie religiose in tutte le lingue e in tutti i riti’. E per non dare adito ad alcun appiglio polemico ‘io stesso avevo annunciato che lunedì sarei stato assente’, ha precisato Menia. Malgrado tutto però ‘si è voluto creare l’incidente sostenendo falsamente che non vi era il riconoscimento della comunità slovena’. Di qui il paradosso: ‘La legge istitutiva della Giornata della memoria intende affermare valori profondi e condannare tutti i totalitarismi e tutti gli eccidi. Ebbene, qui a Trieste non è esistita soltanto la Risiera. Eppure non è stata spesa mezza parola sulle altre tragedie, quelle cioè legate all’occupazione titina e alle foibe. All’opposto, mentre non smetteremo mai di esprimere orrore e condanna per la Risiera a me non risulta ci sia stata una Shoah degli sloveni. Il sindaco dovrebbe chiedere scusa a una moltitudine di triestini e istriani che portano su di sé i danni del comunismo, perché è riuscito a compiere quello che nessun sindaco aveva mai fatto prima, oltretutto in un momento grave per chi tutela gli interessi nazionali di questa parte d’Italia’.

    Il deputato ha avuto parole aspre anche nei confronti del console sloveno Jadranka Sturm Kocjan: ‘Trovo folle e offensivo che il sindaco si faccia imporre scelte e comportamenti da un console estero che in troppe occasioni ho visto occuparsi di fatti interni all’Italia. Lunedì insomma DiPiazza ha compiuto uno, due, tre passi indietro rispetto a quel percorso di riconciliazione iniziato con lo scorso 25 aprile e condiviso da tutta la giunta. Ma An riparerà a questo stupido gesto aderendo autonomamente all’iniziativa della Federazione degli esuli e celebrerà il 10 febbraio un’altra Giornata della memoria’.
    D’ora in poi in consiglio comunale ‘non ci sentiremo più obbligati a votare tutte le proposte del sindaco- ha detto Menia, e quanto alla giunta in cui An esprime quattro dei dieci assessori – vedremo…’, ha aggiunto il deputato. Il messaggio comunque è chiaro: ‘DiPiazza non potrà più contare su di noi come partito di riferimento’, è intervenuto Lippi. ‘Personalmente - ha ancora detto Menia - sono ben conscio di avere delle responsabilità personali e collettive, ho dei progetti da portare avanti e non voglio compiere alcuna scelta precipitata. Ma non so quali spazi troverò per collaborare con DiPiazza. Si tenga l’abbraccio della console slovena, dell’Arcigay e dell’Arcilesbica. Ha perso però l’abbraccio di tanta gente che gli vuole bene...’.

    E mentre Lippi ha ribadito che in Risiera An era presente con alcuni consiglieri comunali e con il presidente della Provincia Fabio Scoccimarro, quest’ultimo ha sottolineato di aver partecipato alla Giornata in maniera ‘particolarmente sentita’. ‘Continuerò ad adoperarmi per promuovere la convivenza e tutelare i diritti di tutti i gruppi, anche quelli minoritari, purché previsti dalle vigenti leggi. Non mi risulta però - ha ribadito Scoccimarro - che nel nostro Comune il bilinguismo sia stato mai istituzionalizzato’.

    Paola Bolis



    --------------

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  8. #58
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    Predefinito Il messaggio di risposta di un esule istriano

    cari amici
    oggi è previsto a Roma un vertice della Casa delle libertà, nel corso del quale si tenterà di dirimere la disputa sorta tra il sindaco Dipiazza e l'assessore alla cultura Menia sorta in seguito dell’improvvisa decisione del primo cittadino di farsi tradurre simultaneamente in sloveno il discorso tenuto in occasione della 'Giornata della memoria' lunedì scorso alla Risiera di San Sabba. L’appuntamento romano è fissato per le 14 in via dell’Umiltà, quartier generale di Forza Italia, dove a dar man forte al sindaco Dipiazza dovrebbe esserci il coordinatore nazionale di Forza Italia Roberto Antonione e dall'altra parte della trincea, insieme a Menia, il ministro Maurizio Gasparri, che segue da vicino le vicende giuliane. Vada come vada questa 'singolar tenzone' una cosa è assolutamente chiara: Alleanza Nazionale non cederà di un solo millimetro nella difesa dell’italianità e contro il bilinguismo a Trieste.

    A parte questo problema è probabile che durante l'incontro si discuta della designazione del candidato della Casa delle Libertà alle prossime regionali, dopo che tra il 'governatore uscente' Renzo Tondo e la 'pasionaria leghista' Alessandra Guerra Alleanza Nazionale si è recentemente schierata per quest'ultima.
    Vedremo...

    Quello che tengo a far conoscere comunque ai lettori è il messaggio, pubblicato oggi su Il Piccolo, inviato dal presidente della comunità Famiglia di Grisignana ai rappresentanti della Comunità israelitica di Trieste. Non è necessario alcun commento...




    La motonave Vulcania attraccata a Trieste nell'autunno '45. Su di essa salirono in quei mesi decine di migliaia di profughi istriani costretti all'esilio, dopo aver perso tutto, dal terrore rosso. Per essi e per le migliaia di fratelli finiti nelle foibe intorno a Trieste non una parola in occasione della 'Giornata della Memoria'


    Una riflessione sulla storia, i parallelismi e il ruolo degli istriani.
    'Non siamo figli di un dio minore'


    Il mio pensiero è rivolto al signor Mariani, neopresidente della Comunità ebraica triestina, e nasce a margine dell’uso simultaneo della lingua slovena per il discorso del sindaco in Risiera. Vede, caro Mariani, da parte nostra, esuli istriani, fiumani e dalmati, entrare in discussioni relative alla Giornata della memoria a Trieste, significa percorrere la lama di una spada Solingen, più affilata di un rasoio. Ogni parola, pure il respiro e, ahimé, anche il silenzio pesano a tal punto che qualunque atteggiamento si assuma diviene facilmente oggetto di manipolazioni. Siamo, comunque si agisca, vittime di una distorsione implicita che trova la sua misura in una diffusa esecrazione, facile preda del mondo che ama dirsi progressista, se si cade nella tendenza di stabilire contrapposizioni, similitudini o rapporti tra il dramma della mia gente e quello della sua. E a questo punto, per il popolo umile, per l’infaticabile capra [troppo spesso pecora] istriana, il giusto modo di essere starebbe nel silenzio. Quello stesso silenzio intenso che dimensiona la tragedia ebraica, quel silenzio e quel vuoto che danno il limite eterno del miglior ricordo, del più efficace 'museo'.

    Nessuno della nostra gente [quanti ebrei fra di noi?...] riesce a vivere 'facilmente' il 27 gennaio [o il 10 febbraio, se questo ha da essere un altro segno], pur nella considerazione che i nostri morti inseribili in quella data ci sono e, in più, che la Risiera, per noi, ebbe un prolungamento durante i 40 giorni di occupazione titina di Trieste. Vede quanto è difficile, in una città che per noi esuli [dai campi profughi in poi siamo rimasti in 80 mila a Trieste] ha significato Italia, ha significato prima patria di nazione, condividere la scelta del sindaco. Quanto è difficile da parte di un popolo di vinti della storia, come siamo, da parte di uomini, ormai esuli di seconda, terza generazione che, pur avendo patito, pur contando almeno un morto in ogni famiglia, non hanno mostrato mai né revanscismi né odii verso altri popoli [e lei sa che genti diverse in ben altro modo hanno reagito], accettare la perfetta condivisione ebrei-sloveni nella Giornata della memoria. Tali equazioni, proprio nel rispetto per tutti, nelle complesse diversità di ognuno, siano essi sloveni, zingari, omosessuali o istriani, diventano difficili proprio perché corrono il rischio di allontanare quella concordia che ho sempre creduto si dovesse cercare, e quella pace cui gli uomini di buona volontà dovrebbero puntare.

    Lei, se non ho inteso male, ha considerato il dramma istriano, fiumano e dalmata, una grande tragedia che deve essere spunto per riflessioni, peraltro 'al di fuori del concetto di olocausto'. E se si deve condividere ciò bisogna riflettere sulle frasi di altri quando si afferma che 'alcuni non sanno o non vogliono capire le necessità fondamentali della cittadinanza di Trieste'. Io 'voglio' credere che necessità fondamentale per gli esiti non solo di questi 80 mila esuli ma di tutta la cittadinanza sia il rispetto, anche silenzioso, per tutti senza ordini da parte di consoli sloveni nello stesso modo di cui non danno ordini, nè, purtroppo, si levano a protestare, i consoli italiani in Slovenia, o in Croazia, davanti alla continua profanazione di tombe italiane o davanti a picconate di sindaci 'democratici' [eletti peraltro dalla Dieta democratica istriana appoggiata dall’Unione italiana dell’Istria e di Fiume] a lapidi in ricordo dei caduti nelle foibe.

    Caro presidente, figlio di un padre nato per sorte proprio il 27 gennaio e io nato solo per pochi mesi fuori dal campo profughi di San Sabba [che strano destino], non 'voglio' credere di sentirmi 'figlio di un dio minore', preferisco credere e ricordare con affetto le parole rivolte a me personalmente e in pubblico dal caro Wiesenfeld, con cui negli ultimi mesi si è progettata una giornata di ricordo da fare insieme [esuli ed ebrei] per Palatucci, che mi diceva 'voi istriani e noi ebrei siamo la stessa cosa, abbiamo patito e dobbiamo fare in modo che, non dimenticando, tutto ciò non si ripeta'.

    Piero Delbello

    pres. Famiglia di Grisignana, Libero Comune d’Istria in esilio



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  9. #59
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    Predefinito ... anche quest'anno per il 25 aprile due distinte cerimonie... bene così!...

    cari amici
    come l'anno scorso così anche quest'anno si terranno due distinte cerimonie per la 'festa di liberazione', una, quella che avrà la precedenza, alla Foiba di Basovizza, e l'altra, per chi avrà voglia di andarci, alla Risiera di San Sabba...

    Ecco a voi l'articolo di oggi su Il Piccolo...

    ... al solito... buona lettura!...




    Il cippo commemorativo alla Foiba di Basovizza

    Canciani [Rc] fa un appello alla Trieste democratica affinché sia proposta una celebrazione 'alternativa'.

    Bordate sul 25 aprile del Comune

    Zvech [Ds]: 'In questo modo si ripresenta una città divisa'

    Sta prendendo di nuovo fuoco, in un clima di tristezza generale, la questione del 25 aprile. Il blitz del sindaco Roberto Dipiazza che l’altra sera in municipio ha presentato il ‘kit’ bell’e pronto delle celebrazioni che invece dal 1979 al 2001 erano state sempre concordate con il Comitato per la difesa dei valori della Resistenza e delle istituzioni democratiche, ha già raccolto una pioggia di polemiche e alcuni distinguo, in primis quello del presidente della Provincia Fabio Scoccimarro deciso a non fare ‘la ruota di scorta del Comune’.
    ’Devo registrare con preoccupazione - è intervenuto ieri nella querelle il segretario provinciale dei Ds, Bruno Zvech - la crescente divaricazione tra Comune e Provincia generata evidentemente non solo da gelosie istituzionali, ma dall’ambiguità e dall’incertezza con la quale si sono messi rispetto al significato della celebrazione. Non vorrei che queste polemiche - continua Zvech - ci facessero ripiombare nel clima dell’anno scorso presentando ancora una volta in modo irresponsabile una città divisa. Spero che il Comitato si possa riunire al completo con la presenza di tutte le istituzioni, com’è loro dovere e consuetudine, e mi aspetto un segnale chiaro di unità attorno ai valori del 25 aprile che stanno alla base dell’Italia repubblicana e nella quale si riconoscono tutti i cittadini’. Zvech si rammarica anche dell’assenza del presidente Ciampi che avrebbe sottolineato ‘il significato della festa che ricorda la liberazione dal fascismo e dal nazismo’.
    Nella propria motivazione della festa, il Comune parla invece di ‘riaffermazione dei valori universali della libertà, della democrazia, del rispetto della vita umana, della fratellanza, nel segno della pacificazione con la condanna, senza reticenze, delle aberrazioni dei totalitarismi’ e alla cerimonia alla Risiera se ne fa precedere una alla Foiba di Basovizza.
    Allora Igor Canciani, segretario provinciale di Rifondazione comunista, va più in là invitando esplicitamente ‘la Trieste democratica a rispondere con una forte, radicale e unitaria proposta di celebrazione alternativa’. ‘Siamo nuovamente di fronte - sostiene Canciani riferendosi e Dipiazza e all’assessore alla cultura Menia - a un atto di incredibile arroganza’.
    E mentre Soccimarro conferma la prossima convocazione del Comitato [quando i buoi però sono già scappati...], va sperabilmente catalogata tra gli sfoghi momentanei la dichiarazione fatta ieri sera a una Tv locale dal sindaco che ha annunciato che a causa delle nuove polemiche il 25 aprile andrà in gita e non delegherà a rappresentarlo alcun assessore, ma un semplice consigliere.



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    Nobis ardua

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  10. #60
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    Predefinito

    E' chiaro che quando si dà il potere e gente come Dipiazza e all’assessore alla cultura Menia, questo è il minimo che si possa aspettare.

 

 
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