Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 64
  1. #1
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Vento di primavera a Trieste...

    cari amici
    non ho mai nascosto di essere stato da sempre fiero sostenitore di un provvedimento che mi auguro quanto prima il presente Governo si decida ad attuare: abolizione della giornata del 25 aprile come festività nazionale.

    Bellissimo esempio e sprone in proposito ci viene dalla città di Trieste, i cui cittadini in occasione della cosidetta 'liberazione' ebbero a subire persecuzioni talmenete inumane e bestiali, che a tutt'oggi la parola 'orrore' è assolutamente inadeguata a descriverle. Per la prima volta nella storia della città e nella storia dell'Italia del dopoguerra, le autorità del Comune e della Provincia ricorderanno il occasione del 25 aprile non già la 'festa della liberazione', bensì terrnanno una cerimonia in ricordo di 'tutti i caduti per la Libertà'.

    Naturalmente le polemiche non sono mancate, proveniente non solo, cosa del resto scontata, da sinistra, ma anche dalle fila della stessa maggioranza di Governo, polemiche a cui due articoli comparsi oggi su Il Piccolo, che propongo ai lettori, danno ampio risalto.

    Dal mio punto di vista penso sia superfluo sottolineare la mia personale entusiasta solidarietà con le autorità di Trieste, in specie con l'assessore Menia che più di ogni altro si è fatto promotore della splendida iniziativa, e mi permetto di fornire loro solo un piccolo e umile consiglio: ...a polemiche ed invettive, da destra come da manca, si risponde con un sublime, genuino, incomparabilmente stupendo...

    ...me ne frego!!!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato



    Reazioni contrastanti sulla decisione del Comune e della Provincia di ricordare domani ‘tutti i Caduti’. Il presidente delle Comunità Ebraiche: ‘Scelte lepeniste’
    Il 25 Aprile declassato fa discutere anche a Roma
    Casini rammaricato di non poter esserci. Per Fini è un caso locale. Violante: ‘È la peggior destra’



    Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini esprime rammarico per la mancata presenza alla cerimonia che si svolgerà domani alla Risiera di San Sabba, in occasione della Festa della Liberazione, come era stato annunciato in un primo momento. E’ quanto si apprende da Montecitorio dopo che si è aggravata la spaccatura tra Comune e Provincia da una parte, e il Comitato per la difesa dei valori della Resistenza dall’altra. Una polemica i cui echi sono giunti fino a Roma. Il presidente della Camera non individua tuttavia dei responsabili di questa sua mancata presenza a Trieste, e annuncia che il 25 Aprile lo celebrerà insieme al Capo dello Stato a Roma. Ma si dice comunque dispiaciuto per le divisioni sorte in città.
    Molto più abbottonato Gianfranco Fini. Il vicepremier interpellato in merito alla disputa sul 25 Aprile, fa sapere attraverso il suo portavoce di voler lasciare la questione agli esponenti triestini di Alleanza Nazionale. Non è il caso, precisano da via della Scrofa, di far entrare Fini, per il rilievo istituzionale che ha, in una polemica locale.
    Durissimo invece il commento dell’ex presidente della Camera Luciano Violante. Per l’esponente dei Democratici di sinistra ‘A Trieste la destra rivela il suo volto peggiore, quello della non accettazione della vittoria della Resistenza sul nazismo e sul fascismo’.
    Secondo l’esponente Ds ‘il 25 Aprile non si celebra una generica festa della libertà, ma la Liberazione dell'Italia democratica e repubblicana dalla dittatura e dalla vergogna’. ‘Nessuna prevaricazione - avverte - e nessuna ipocrisia potranno nascondere questa grande verità’.
    E conclude con un pronostico, sfavorevole al Centrodestra locale: ‘Saranno i cittadini democratici - dichiara Violante - e non le istituzioni a ricordare il 25 Aprile a Trieste. Questo segnerà in modo grave la perdita di prestigio e di credibilità delle amministrazioni del comune e della provincia, la loro distanza dai valori civili che caratterizzano l'Italia repubblicana’.
    Chi non esita a fare dei parallelismi fra Trieste e quanto sta accadendo in Francia, dove sta montando l’onda elettorale dell’estrema destra, è Amos Luzzatto. Secondo il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche ‘tutto questo appartiene a una forte ripresa generale della destra in Europa, che va nella linea del trionfo di Le Pen e Haider. Posizioni che preoccupano moltissimo perché significa riportare la storia al 1945. Cercando di omologare tutte le battaglie’. Per l'esponente della Comunità Ebraica ‘il problema non è piangere i morti. I morti li piangiamo tutti, con il rispetto e l’onore per chi non c’è più’. ‘Qui però - avverte - si tratta di onorare le loro battaglie. Questo è il punto sul quale bisogna stare attenti. Si stanno onorando battaglie che erano in contrasto: o ci si batteva contro il fascismo, o per il fascismo’.
    In altre parole, quanto stanno facendo il Comune e la Provincia di Trieste ‘è l’unico caso in Italia. Ed è contro la legge’ approvata nel 1949.
    Intanto, il Comune ha ufficializzato le cerimonie che si terranno nella giornata di oggi, che precedono quelle centrali di domani mattina, ovvero le tre tappe alla Foiba, alla Risiera e a San Giusto. Corone d’alloro saranno deposte stamane, a partire dalle 8,30, al Cippo della Resistenza nel Parco della Rimembranza, nonché nelle via Massimo d’Azeglio, Ghega, a Villa Opicina (Poligono), e a Basovizza (Osservatorio). Sempre oggi, ma alle 20, saranno commemorati i Caduti per la Libertà del rione di San Giovanni: saranno deposte delle corone sulla lapide del Narodni Dom-Casa della cultura. Successivamente verranno deposti dei fiori in via Pindemonte al cippo di Alma Vivoda, nonché a Sottolongera e Longera. E altrettanto faranno i cittadini di Servola, S. Anna e Coloncovez. La celebrazione si terrà domani alle 9,30 presso il monumento in via dell’Istria al numero civico 192.
    Anche il Comitato per la difesa dei valori della Resistenza, come riferito nell'edizione di ieri, ha ufficializzato il programma della ‘propria’ cerimonia che alla Risiera avrà inizio domani alle 12 (dopo i riti religiosi ai quali sarà presente) con la deposizione di una corona d’alloro. Oratori ufficiali Giovanni Miccoli, direttore del Dipartimento di Storia e di Storia dell’arte all’Università cittadina, e il sindaco di Monrupino Alessio Krizman che parlerà in lingua slovena. Presente il Coro partigiano Pinko Tomazic, il duo composto da Alfredo Lacosegliaz e Edy Meola interpreterà ‘Fuma el camin’ di Carolus Cergoly; a Maurizio Zacchigna, Matejka Grgic e Esma Beslagic sarà affidata la lettura di testi.
    Molti altri gruppi e associazioni annunciano iniziative legate al 25 Aprile: la Uil, che è parte del Comitato, partecipa soltanto alla cerimonia promossa dal Comitato stesso, mentre oggi renderà omaggio ai martiri delle foibe alle 16. Anche la Spi-Cgil si associa alla cerimonia della Risiera promossa dal Comitato, mentre l'Associazione deportati e perseguitati politici italiani antifascisti, in una nota ribadisce che ‘il 25 Aprile è la Festa della Liberazione, che non deve essere inquinata da nostalgiche ‘riconciliazioni’, e che va celebrata nel tradizionale spirito delle precedenti commemorazioni’. Il Fronte sociale nazionale organizza invece una serie di manifestazioni per la ricorrenza. Alle 11 di domani una rappresentanza sarà alla Foiba di Basovizza, mentre nel pomeriggio si tiene una conferenza sul tema: ‘I crimini dei vincitori’.

    Alessio Radossi




    I politici triestini si spaccano sul modo di celebrare la ricorrenza. E intanto anche la Cgil ricorda che ‘Liberazione c’è stata, ma solo dal nazifascismo’
    An attacca: ‘Sinistra razzista’. Illy: ‘E’ il Polo che divide’



    Divisi sulla Liberazione. I politici triestini non riescono a trovare un linguaggio comune quando il tema è il 25 Aprile. Alleanza Nazionale accusa la sinistra e Illy, Illy critica il Centrodestra e rimanda al mittente le accuse, i sindacati ribadiscono il loro ‘no’ alla riconciliazione forzata.
    Paris Lippi, ad esempio, segretario provinciale di An, tira in ballo il collega dei Ds. ‘E’ stato proprio Bruno Zvech ha dire che, in fondo, ci sono i morti di tutti i colori. Se concordiamo su questo, allora vorrei sapere perché la sinistra dice che ci sono morti di serie A e morti di serie B? Perché un giorno che dovrebbe essere di unione loro stanno cercando, in maniera razzista, di farlo diventare il giorno della spaccatura?’.
    Secondo Lippi quindi la decisione di effettuare tre cerimonie ‘è la soluzione ideale’. E ricorda che ‘anche il signor Illy, quand’era sindaco, aveva detto che la vera liberazione di Trieste non era il 25 aprile, ma il 10 giugno, quando se ne andarono i titini. E possiamo concordare. Ma non capiamo perché se lo dice Illy va bene ed è civile, se invece lo diciamo noi, sembriamo dei razzisti, oppure quelli che vogliono spaccare. A questo punto, con questi settarismi, un accordo mi sembra impossibile’.
    Pronta la precisazione dell’ex sindaco. ‘Non ho mai detto quanto mi attribuisce Lippi - avverte Riccardo Illy - anche se è vero, lo riconosco: Trieste ha vissuto la Liberazione in maniera diversa. Detto questo però, abbiamo sempre partecipato alla festa nazionale condividendone i valori di libertà, perché rappresenta un ricordo per le vittime del nazifascismo a Trieste’. E rilancia un’idea che gli è cara: ‘Ritengo più utile una festa della riconciliazione per ricordare insieme le vittime di tutti i totalitarismi, da tenersi in una data diversa. Non mi pare quindi che la soluzione adottata dal Comune sia adeguata, e temo che invece di riconciliare, non farà altro che aumentare la frattura nella città’.
    E il ‘no’ al declassamento del 25 Aprile arriva anche da Waldy Catalano, segretario della Cgil. ‘Deve essere respinta - attacca il sindacalista - ogni chiave di lettura che non corrisponda ai valori e agli ideali che rappresenta questa celebrazione. E’ una Festa della Liberazione su tutto il territorio nazionale, i cui valori non possono venire mistificati. Tutti i caduti hanno pari dignità. Le diverse tragedie di queste terre possono essere ricordate in maniera specifica. Ma il 25 Aprile deve rimanere quello che è: la liberazione del Paese dall’occupazione nazifascista’.
    Ieri pomeriggio intanto, una delegazione della Cgil ha deposto in via Ghega una corona in omaggio ai 52 caduti, prima fucilati al poligono dai Tedeschi e poi esposti impiccati lungo le scale del conservatorio il 23 aprile del 1944.

    a.r.

  2. #2
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito commenti del giorno dopo...

    Come era ampiamente da prevedere, l'iniziativa dell'assessore triestino alla cultura Roberto Menia di consacrare il 25 aprile al ricordo di 'tutti i caduti per la libertà' non è piaciuta affatto a vasti settori politici, e non solo della sinistra. La cosa se vogliamo è positiva, in quanto serve a capire bene chi oggi nel nostro Paese si batte per il progresso civile e chi si batte per conservare tutto lo squallore morale e materiale in cui l'Italia è precipitata cinquantasette anni fa. Qui di sotto riporto un articolo, pubblicato oggi su Il Piccolo, articolo nel quale sono contenute alcune risposte del sindaco e dell'assessore alla cultura triestini a varie 'obiezioni' giunte un pò da ogni parte.

    cordiali saluti!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato


    Dipiazza: ‘Siamo stati noi a ritirare l’invito a Casini. La sinistra evidentemente è brava a fare propaganda politica, noi siamo bravi a governare la città’.
    Menia: ‘Mi fa schifo chi divide i morti’
    ‘Cossiga? E’ un po’ anziano’. De’ Vidovich: ‘Ci furono due Resistenze’


    TRIESTE
    - Cerimonia con polemica alla Foiba di Basovizza. Protagonista indiscusso, l’assessore comunale alla Cultura e onorevole di Alleanza nazionale Roberto Menia, che ieri insieme al sindaco Dipiazza e al presidente della Provincia Fabio Scoccimarro, ha deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento che ricorda le vittime gettate nella cavità carsica nel ’45 dalle truppe jugoslave.
    ‘Mi fa schifo chi divide i morti’ attacca l’esponente di An, vera mente dell’intera operazione che ieri ha portato alla moltiplicazione delle cerimonie (Foiba, Risiera e San Giusto) in occasione del 25 Aprile. Se poi gli viene obiettato che si tratta di una festività sancita da una legge dello Stato, risponde polemico: ‘E’ una lettura faziosa fatta dalla stampa’.
    E’ un fiume in piena il fedelissimo di Fini, un’onda che travolge tutto e tutti. A iniziare da Cossiga e Buttiglione che ieri avevano accusato di ‘ignoranza e stupidità’ la giunta di centrodestra, per aver ‘declassato’ la festività. ‘Non sanno quello che dicono’ risponde Menia, ricordando che fu proprio l’ex Presidente della Repubblica, agli inizi degli anni Novanta, il primo Capo dello Stato italiano a onorare la Foiba di Basovizza. ‘Forse se n’è dimenticato perché è un po’ anziano...’ ironizza l’assessore.
    Circondato dai labari di alcune associazioni di reduci e di esuli istriani e dalmati, il leader locale di An rincara la dose quando il discorso scivola inevitabilmente sul significato storico-politico della giornata di ieri, quando nel resto d’Italia si è celebrata la Liberazione dal nazifascismo. Per Trieste, puntualizza l’assessore, la Liberazione non è stata certo il 25 aprile, quanto piuttosto ‘il 12 giugno 1945, quando se ne andarono i titini. Oppure il 26 ottobre 1954 quando la città ritornò all’Italia’.
    La riconciliazione si allontana, quindi? Su questo punto Menia risponde a sua volta con un interrogativo: ‘Mi si deve spiegare perché quando la riconciliazione la facciamo noi non va bene, mentre quando la fa la sinistra sono tutti d’accordo. Mi si deve spiegare per quale motivo non possiamo celebrare i morti alla Foiba?’.
    Anche il sindaco Roberto Dipiazza non rinnega la scelta, e anzi precisa che è stato lui a bloccare il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. ‘Siamo stai noi a ritirare l’invito: vi immaginate la terza carica dello stato che viene contestata alla Risiera? Pensavamo che eravamo maturi per questo passo. Evidentemente, la sinistra è brava a far propaganda politica, mentre noi a governare’.
    E sulla bontà dell’iniziativa, arriva anche la rivelazione di Fabio Scoccimarro. ‘Alla Risiera - confessa - volevamo far intervenire anche Giorgio Albertazzi e Dario Fo, c’era la loro disponibilità...»
    Valutazioni concordi sulla decisione del Comune di ‘ribattezzare’ la ricorrenza giungono anche da alcuni esponenti degli esuli, presenti ieri mattina alla cerimonia. Ad iniziare da Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega nazionale, secondo cui ‘le reazioni del Comitato sono inspiegabili. Quando c’erano Illy e Damiani, e anch’essi si recavano alla Foiba, tutto andava bene. Noi stessi siamo andati alla Risiera. E fu un evento apprezzabile...’. ‘Avere due celebrazioni è un vantaggio per la città, a parte chi vuole strumentalizzare’ aggiunge. Sulla medesima linea anche Renzo de’ Vidovich, presidente della delegazione triestina dei Dalmati nel mondo. ‘Il problema - avverte - é che ci furono due Resistenze: una per la democrazia e la libertà, e ci trova d’accordo. E l’altra contro l’Unione sovietica e il regime totalitario che rappresentava. A Trieste, in più, c’era lo scontro etnico con la complicità del partito comunista italiano’.

    Alessio Radossi

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Mar 2002
    Località
    estremo occidente
    Messaggi
    15,083
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    molto bene. Si rendano tutti gli onori a chi cadde per fermare la barbarie nazionalbolscevica nella Venezia Giulia.
    E se la sinistra sbraita e grufola?! Basta fregarsene. Non si risponde a dei ******.
    "Me ne frego" è la giusta risposta al sinistro che infanga i morti e strumentalizza il passato.

    saluti


    Gli insulti gratuiti non sono ammessi su questi forum, nei confronti di nessuno. La prossima volta provvederò a rimuovere l'intero messaggio: Pieffebi

  4. #4
    Il ragazzo della destra
    Data Registrazione
    21 Mar 2002
    Località
    Bergamo
    Messaggi
    58
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    colgo l'occasione per complimentarmi con le autorità triestine che hanno rinominato la festa del 25 Aprile come festa di tutti i caduti per la libertà...proprio quello che desidero io...

    complimenti!!

  5. #5
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La vera 'liberazione' di Trieste...



    Trieste ha celebrato ieri la 'vera' festa della 'liberazione', rievocando il 26 ottobre 1954, quando la città è finalmente ritornata all'Italia. Un messaggio, quello dei 60.000 Triestini, ossia un quarto della cittadinanza, che suona come risposta chiara e incontrovertibile per tutti i 'Cofferati' che solo tre giorni fa avevano farfugliavano goffamente:

    ‘...deve essere respinta ogni chiave di lettura che non corrisponda ai valori e agli ideali che rappresenta questa celebrazione. E’ una Festa della Liberazione su tutto il territorio nazionale, i cui valori non possono venire mistificati. Tutti i caduti hanno pari dignità. Le diverse tragedie di queste terre possono essere ricordate in maniera specifica. Ma il 25 Aprile deve rimanere quello che è: la liberazione del Paese dall’occupazione nazifascista...’

    Ecco per i gentili lettori l'articolo de Il Piccolo.


    I sessantamila partecipanti per quattro ore accompagnati dagli applausi dei Triestini


    ‘Ero in piazza dell’Unità il 26 ottobre 1954. Avevo vent’anni e scortavo la bandiera. Non dimenticherò mai l’abbraccio che Trieste e le ragazze triestine riservarono a noi carabinieri. Pioveva, faceva freddo ma il calore di quella giornata mi riempie ancora la vita e il cuore. Ecco perché sono qui e attendo di sfilare lungo le rive per raggiungere di nuovo quella piazza’.
    Il maresciallo capo Luigi Brusiches indossa un’antica divisa dell’Arma. quella consegnata alla Storia dalle tavole di Achille Beltrame pubblicate sulla Domenica del Corriere. Oggi l’anziano maresciallo è schierato con un gruppo di altri carabinieri coi capelli bianchi che 48 anni fa entrarono a Trieste restituita all’Italia dopo gli anni del Governo militare alleato e la guerra mondiale. Il generale Winterton si era già imbarcato sull’incrociatore britannico fermo in rada e Trieste aveva accolto le nostre truppe e il Tricolore con un immenso abbraccio.
    ‘Anch’io ero lì quel giorno in piazza dell’Unità in sella a una Guzzi 500: caschetto di pelle, guantoni alla moschettiera’ ricorda Luca Vaiani che esibisce un’uniforme ancora più antica. Guerre di indipendenza dall’Austria, Curtatone, Montanara, Goito, San Martino, Solferino. Libri di scuola, vecchi esami, il quadrilatero, maestri. Baribaldi, Nino Bixio, Carlo Alberto, Pio IX, Vittorio Emanuele, Cecco Beppe e il generale Radetsky, quello della famosa marcia suonata a Capodanno al concerto di Vienna ma anche a quello del teatro Rossetti.
    Altri reduci dell’ottobre ’54 si fanno avanti. Si chiamano Giuseppe Campanaro e Alberto Mariani. ‘Io a Trieste in quel giorno di pioggia e bora di 48 anni fa ho conosciuto una ragazza. Si chiamava Fiorella ed è diventata mia moglie’. Sorridono come liceali in gita gli anziani carabinieri. Sorridono, ricordano, vorrebbero raccontare. Ma è il momento di inquadrarsi, di mettersi in movimento verso la piazza che li attende.
    ‘Uno qui, uno qui, uno qui’ dice, anzi ordina il responsabile del gruppo. Muove le braccia e fissa nell’aria i posti assegnati. I Carabinieri ubbidiscono. Si schierano nel mezzo di riva Grumula mentre da lontano arriva l’eco di una fanfara. Fra dieci minuti, un quarto d’ora al massimo, saranno in piazza dell’Unità e raccoglieranno l’applauso di chi vuol loro bene. Il passo sarà ritmato, le gambe si muoveranno da sole. Come quel giorno di tanti anni fa, quando erano dei ragazzi in divisa che riportavano alla città il Tricolore.
    Ieri l’abbraccio di Trieste ai carabinieri si è fatto attendere, desiderare. Ma quando si è sciolto, quando le rive nella tarda mattinata si sono riempite di gente, è stato incontenibile, dolce e forte, senza pudori. Una festa di popolo: bambini, anziani, famiglie, carrozzine, cani al guinzaglio, biciclette, macchine fotografiche telecamere, telefonini, applausi. Anche un tricolore agitato nell’aria da due signore affacciate a una finestra al primo primo dello stabile posto all’angolo di via Felice Venezian. Festa di gente e festa di chi sfilava.
    ‘Quelli che sfilano sono almeno sessantamila, al di là di ogni previsione’ spiega un maresciallo che ha avuto il suo bel daffare per convogliare quella marea nell’alveo di quanto stabilito dal programma. L’assalto è iniziato sabato e ha saturato alberghi, pensioni, locande, camping. Non solo della nostra provincia ma anche dell’isontino e del litorale istriano. Molti che non avevano trovato posto pur cercando di prenotare si sono mossi nottetempo dalle loro città e i pullman giunti in numero più che doppio rispetto alle aspettative, hanno costituito un serie problema. Parcheggi saturi, deviazioni, ingorghi, aggravati da qualche piccolo tamponamento. Tutto si è risolto con un leggero ritardo nell’avvio della sfilata. Poi sulle note della fanfara per più di tre ore tutto ha funzionato a puntino.
    Associazioni regionali, gruppi, giovani, anziani, mogli, ragazze, ma anche qualche bersagliere e qualche alpino, hanno percorso le rive dietro a striscioni e cartelli. ‘Ponte di Valtellina, Bardolino, Cavarzere, Macerata, Imperia, La Spezia. Ciampino, Sardegna, Sicilia, Arcore, Castiglione delle Stiviere, Como, Dolo, Sottomarina, Osimo, Ancona, Assisi, Spoleto, Udine, Palmanova’.
    Si potrebbe continuare a lungo con queste elenco. Un compendio della carta geografica del nostro Paese, di un’Italia diversa e più complessa e articolata di quella che si manifesta ai caselli d’autostrada. Carabinieri con i cani da valanga, carabinieri della protezione civile, carabinieri dell’opera assistenza agli orfani dei militari caduti in servizio. Mille ragazzi che vengono seguiti fino al compimento degli studi. grazie a donazioni e elargizioni volontarie. Un grande cuore poco esibito ma che va conosciuto per essere apprezzato e aiutato.
    I nomi del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e del vicebrigadiere Salvo D’Acquisto sono comparsi più volte sugli striscioni portati con orgoglio. Il primo assassinato dalla mafia a Palermo, il secondo fucilato dai nazisti dopo essersi attribuita la responsabilità di un attentato compiuto da altri. Se non lo avesse fatto, una decina di innocenti sarebbe stata passata per le armi.
    Alla sfilata ha partecipato anche il fratello di Salvo d’Acquisto, Alessandro. A lui non è mancato il calore e la solidarietà della gente. C’era anche il carabiniere Bombini, sezione Alta Valsusa, il più anziano d’Italia.. C’erano subacquei, sciatori, maestri di musica, carabinieri a cavallo, marescialli, investigatori, colonnelli, elicotteristi e giovani che nell’Arma si sono arruolati al momento del servizio di leva. Bustine, cravatte rosse e blu, berretti, giacche ma anche jeans. Emigranti in Australia e America, reduci dalle missioni di pace a Sarajevo e nel Kosowo, uomini delle piccole stazioni rurali e delle radiomobili che operano nelle metropoli. Carabinieri, la Storia e l’Italia.


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #6
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito riguardo alla risiera di San Sabba...

    A più di un quarto di secolo dal processo per i 'crimini della Risiera', celebrato a Trieste nel ’76 e conclusosi con la condanna all’ergastolo del comandante tedesco Joseph Oberhauser, da più parti si comincia a mettere seriamente in dubbio molte 'verità' riguardo quello che è sempre stato considerato l'unico campo di sterminio nazista in terrirorio italiano.
    Il sottoscritto ha visitato la Risiera la scorsa estate, e devo dire ad onor del vero, che l'insorgere di qualche dubbio è come minimo 'ragionevole', soprattutto per quanto riguarda la presunta esistenza del tanto decantato 'forno crematorio'. Di esso tutto quello che rimane infatti è solamente un solco tracciato sul terreno dove un tempo si trovava probabilmente il condotto di scarica dei fumi del forno utilizzato per produrre aria calda per l'essicazione del riso. Un fatto incontestabile è che di esso non si trova alcuna traccia neppure in una delle fotografie esposte alla Risiera, comprese quelle scattate subito dopo la fine della guerra che mostrano i cumuli di calcinacci rimasti dopo che i Tedeschi, prima di andarsene, avevano minato la costruzione principale.

    Queste le dichiarazioni rilasciate da Ugo Fabbri a proposito del processo del '76 per i 'crimini della Risiera', in un recente convegno tenuto a Trieste:

    '...delle 182 testimonianze raccolte ne sono state utilizzate solo 25 che erano state concordate nelle sentine delle associazioni partigiane. In Risiera, anche se nessuno lo sa, vivevano una dozzina di famiglie che però non sono mai state escusse e c’era addirittura la Croce Rossa, particolare che mal si concilia con un lager. I giudici non sono mai andati alla ricerca dei riscontri oggettivi. Tra i morti in Risiera sono state inserite anche le vittime di un attentato a Fiume. La cosiddetta sala delle torture è stata costruita nel dopoguerra su un sito dove originariamente c’erano i cessi...’

    Una ricerca storica alquanto rigorosa che mette in serio dubbio molte di quello che viene spacciato per 'verità' a proposito della Risiera di San Sabba è stata svolta dal Pier Arrigo Courier in Lo sterminio mancato. La dominazione nazista nel Veneto Orientale 1943-45. Ed. Mursia, da cui riporto un articolo pubblicato sul giornale tedesco National Zeitung il 17 settembre 1979.

    buona lettura!...

    Così nasce un campo di sterminio [leggende antitedesche intorno ad una risiera di Trieste]

    In uno dei nostri recenti numeri abbiamo riferito che le ‘Israel Nachrichten’ hanno affermato, nell’edizione del 24 agosto 1979, che nel campo di sterminio tedesco della risiera di San Sabba, a Trieste, siano stati uccisi durante la guerra, da Josepf Kaspar [Oberhausen], attualmente cameriere presso una birreria di Monaco, più di 750.000 italiani e jugoslavi. Contemporaneamente il settimanale Allgemeine Judishe Wochenzeitung, che esce a Dusseldorf, forniva un numero diverso, sensibilmente inferiore, delle presunte vittime della ex-risiera di San Sabba a Trieste: ‘...qui morirono, grosso modo, 5.000 comunisti, partigiani ed ebrei...’.
    Consultando la solita opera La soluzione finale del solito autore ebreo Gerard Reitlingen, si osserva con costernazione che non si trova nulla riguardo ad uno sterminatore di nome Oberhausen, nè sul campo di sterminio di San Sabba. In quanto a quest’ultimo viene riferito soltanto che i ricoverati di una casa ebrea per anziani [in numero di 70] vennero tenuti per sette giorni nel deposito di riso di San Sabba prima di essere deportati.
    Questo ‘campo di sterminio’ di San Sabba, o San Saba, o Santa Saba, si tratta evidentemente di pura invenzione della propaganda antitedesca. Questa supposizione viene avvallata da una lettera che ci è pervenuta in questi giorni. Il signor Helmut Wolf ci scrive infatti da una città della Renania-Westfalia:

    ‘...poco tempo fa ricevetti da un conoscente la National Zeitung n.29 del 13 luglio 1979 e scoprii, a pag. 7, l’articolo Un uomo e 750.000 omicidi, che mi interessò molto. Quale incaricato dell’alloggiamento dell’Einsatz Alpen [Organizzazione Todt] venni trasferito, a fine gennaio 1944, da Bolzano a Trieste e mi venne assegnata, nel marzo o aprile 1944, l’ex-risiera di San Sabba per l’allestimento di un magazzino-deposito per attrezzature da ricovero. Nella risiera esisteva un capannone in legno che era considerato il maggiore d’Europa. Aveva le seguenti dimensioni: lunghezza metri 160, larghezza 70, altezza 12. Nel medesimo erano accatastati circa 12.000 metri cubi di legname segato; tra l’altro 7.000 metri cubi di faggio evaporato di Slavonia e 3.000 metri cubi di quercia. Nell’autunno 1944 [non rammento la data esatta] detto campione venne dato alle fiamme dai partigiani e tutto il complesso bruciò fino alle mura di base. Aggiungo due fotografie...’

    Fin qui la lettera di Helmut Wolf. Di un campo di sterminio quindi nemmeno una traccia [a meno che non si tratti della distruzione del capannone da parte dei partigiani]. La cenere rimasta dopo l’incendio non proveniva da 750.000 ammazzati, bensì da 12.000 metri cubi di legname.
    Ma che cosa importa questo ai propagandisti di Holocaust?...Essi fanno tranquillamente di un mulino per il riso un mulino per ossa. La verità non è interessante. Molto più importante è che i Tedeschi devono essere stigmatizzati, con tutte le forze, come bestie. L’ingiustizia effettivamente consumata, innanzitutto la persecuzione nazionalsocialista degli Ebrei, impone nel contempo di fare onore alla verità senza alcun limite e di ostacolare imbrogli e manovre tendenziose.


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  7. #7
    Registered User
    Data Registrazione
    15 Apr 2002
    Messaggi
    367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Felix
    molto bene. Si rendano tutti gli onori a chi cadde per fermare la barbarie nazionalbolscevica nella Venezia Giulia.
    E se la sinistra sbraita e grufola?! Basta fregarsene. Non si risponde a dei ******.


    Gli insulti gratuiti non sono ammessi su questi forum, nei confronti di nessuno. La prossima volta provvederò a rimuovere l'intero messaggio: Pieffebi
    Bravo... ma non c'è modo di fare di più?

  8. #8
    memoria storica di PoL
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    4,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito mi associo!...

    originally posted by Moderato:

    ...bravo!... ma non c'è modo di fare di più?...

    mi associo anch'io!...

    un 'bravo!' e un incitamento a 'fare di più' all'amico Felix!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  9. #9
    Anti-Obama
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Far West
    Messaggi
    4,116
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Congratulazioni ai triestini-- italiani che stimano se stessi e la
    Patria.

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    15 Apr 2002
    Messaggi
    367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: mi associo!...

    Originally posted by Fecia di Cossato
    originally posted by Moderato:

    ...bravo!... ma non c'è modo di fare di più?...

    mi associo anch'io!...

    un 'bravo!' e un incitamento a 'fare di più' all'amico Felix!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato
    Veramente, io dicevo bravo al moderatore, comunque...

    comandante CC vuol dire comandante dei Carabinieri?

    Se si, non hai nulla da commentare sul tema "Caloggero e Stupraminchia" in cui i leghisti infangano la categoria?

 

 
Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 02-05-12, 11:48
  2. A Trieste la galleria del vento naturale
    Di Robert nel forum Fondoscala
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 12-02-12, 00:34
  3. Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 06-09-10, 09:21
  4. Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 20-03-06, 21:26
  5. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 08-06-05, 21:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito