Dunque.
Tornando alle elezioni in Francia.
C'è da registrare innanzitutto l'insuccesso di Alain Madelin, l'unico candidato che proponeva un programma liberale relativamente coerente.
Lo sconvolgimento avvenuto in Francia può essere visto, secondo me, abbastanza con favore. Non tanto perché Le Pen sia in sé portatore di programmi particolarmente liberali (anche se per lo meno promette meno tasse e meno burocrazia, di abolire le 35 ore e di uscire dall'UE), quanto perché abbiamo assistito allo sputtanamento della classe politica francese così boriosa e spocchiosa. Quella classe politica francese in prima linea per mettere le sanzioni a Haider ed a Berlusconi. Quella classe politica francese che ha impedito all'Italia "fascista" di avere un suo stand alla fiera del libro di Parigi.
La Francia, in fondo, è il paese dello Stato più Stato che ci sia. Diciamo pure che lo Stato Moderno, lo Stato Onnipotente è nato in Francia, figlio della rivoluzione francese e di Napoleone. Lo Stato della coscrizione obbligatoria, lo Stato con diritti assoluti in quanto esercitati "in nome del popolo". La Francia è il paese in cui sei prima di tutto citoyen e quindi soggetto ad obblighi nei confronti dello Stato e solo dopo persona.
La sinistra francese ha fatto senz'altro una pessima figura, ma una brutta figura la ha fatta anche Chirac.
Chirac ha vinto nettamente scegliendo di non dibattere con Le Pen e di non confutare, possibilmente da una posizione liberale, i suoi programmi. Cosa che peraltro non sarebbe stata difficilissima.
Invece Chirac ha preferito giocare la carta del populismo e della demagogia. Ha preferito giocare la carta dell'halte au fascisme , dell'emergenza nazionale e della solidarietà nazionale con la sinistra.
Non ha dibattuto con Le Pen quando invece avrebbe dibattutto con Jospin, un ex-trotskista che governa insieme al Parti Communiste. Folle.
Anche in Francia la democrazia è in pericolo ogni volta che la sinistra perde. Proprio come in Italia.
Anche in Francia è lo squadrismo di piazza l'arma della sinistra per raddrizzare elezioni andate male. Proprio come in Italia.
E Chirac è stato loro complice.
Infine due parole sul successo della sinistra estrema. Delle Laguiller e dei Besancelot, gente nei confronti dei quali Bertinotti è un borghesuccio.
Gente che si propone di espropriare le aziende "pour les faire travailler au profit des travailleurs" .
Hanno il 10%. Non sono bazzecole. Eppure non mi risulta che ci sia nessuna particolare condanna internazionale nei loro confronti. Nessun Rutelli o nessun Blair paventa il pericolo di recrudescenze comuniste nell'Europa Occidentale.
Insomma in Francia sono messi anche peggio che da noi. L'unica speranza è che l'attuale bouleversement politique rappresenti un big bang per la politica francese, simile a quello verificatosi in Italia nel '93-'94 e grazie al quale qualche timida idea liberale nel nostro paese ha cominciato per la prima volta a filtrare.
Peccato solo per l'insuccesso di Alain Madelin, l'unico candidato che proponeva un programma liberale relativamente coerente.




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