Si leggono tante analisi sulla crisi della sinistra europea, quindi anche di quella italiana; tante parolone messe in fila giusto per buttare fumo negli occhi.
Impossibilità a seguire i veloci mutamenti della società; difficoltà nel capire e governare i nuovi flussi emigratori di popoli; la veloce “scomparsa” del proletariato e l’avanzata del “terziario”; l’aumentata disponibilità economica dei cittadini; l’esplosione dei “media” e delle televisioni, ecc…ecc.
Ma nessuno punta il dito verso il vero e unico colpevole: il comunismo.
Quando nacque, il socialismo fu una forza politica popolare democratica, altamente e sinceramente democratica. Dopo i fatti russi, dalla costola socialista uscì la minoranza marxista leninista, i comunisti.
Le due forze ebbero vita separata. I socialisti, nel tempo, rimasero democratici, mentre i comunisti, sposando totalmente e in ogni parte del mondo il comunismo e il verbo della “Madre Russia” divennero fortemente e inesorabilmente “totalitaristi” in tutte le loro manifestazioni, dentro e “fuori” dal loro partito. L’espandersi dell’Impero Sovietico favorì il crescere dei tanti partiti comunisti sparsi nel mondo, a svantaggio dei partiti socialisti. Di fatto venne anche notevolmente “sbilanciato” il finanziamento aperto e occulto. Anche il fascismo di Mussolini nacque dalla sinistra socialista. Ma per contraddistinguersi dalla precedente "uscita" si chiamò fascismo.
Mentre il comunismo continuò, non sufficientemente contrastato, a dirsi “partito di sinistra”.
Presto divenne egemone nei paesi dove la democrazia latitava, come l’Italia, la Spagna e altri.
In Spagna successe quel che sappiamo.
Da noi comunisti e i socialisti ormai succubi lottarono contro il fascismo e lo batterono in quanto trovatisi dalla parte delle democrazie vincitrici.
Certo, i comunisti non combatterono per “liberare” l’Italia dalla dittatura, ma per scacciarla e mettersi al suo posto. Molti socialisti furono contrari e molti perirono uccisi dagli ex compagni.
Oramai la “sinistra” era inesorabilmente “occupata” dal partito o meglio, dal movimento politico e sociale il meno democratico e socialista che si possa immaginare.
Tutte le Nazioni dominate dai comunisti si chiamarono “Socialiste”.
Tutti sanno cos'era il socialismo reale lassù.
La crisi attuale della sinistra è la crisi mortale del comunismo che, tirando le cuoia, trascina con sé la sinistra, la "casa" che il secolo scorso occupò con destrezza e violenza.
Conclusione: la sinistra europea, forza politica della quale l’Europa non può fare a meno, deve trovare il coraggio di “espellere” il corpo estraneo chiamato comunismo ed ex comunismo o neo comunismo o rifondato comunismo.
La sinistra italiana ed europea può essere solo “socialista. Democratica e socialista”.
Senza alcuna pietà né ripensamenti.
saluti




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