27.04.2002
La destra cavalca la protesta degli agenti. Ds: la politica non si sostituisca ai giudici
di red
Preoccupate, ma anche dure le reazioni degli esponenti di sinistra a quello che è accaduto a Napoli venerdì sera dopo l'arresto degli otto poliziotti, accusati di violenze durante le manifestazioni per il Global Forum di Napoli del marzo 2001. Inviti a non generalizzare, ma soprattutto rifiuto della pretesa di impunità che si evince invece dalle prese di posizione di esponenti della maggioranza governativa. Gianfranco Fini, vicepresidente del consiglio, ha detto ad esempio che «se i provvedimenti decisi dalla magistratura partenopea non avessero il necessario riscontro, sarebbe un atto gravissimo», lasciando intendere un ipotetico disegno dietro gli ordini di custodia cautelare.
«Non è accettabile che il lavoro dei magistrati venga condizionato da interventi fuori luogo della politica. Quanto è accaduto a Napoli è fonte di preoccupazione». Lo ha detto Sergio Cofferati a proposito degli arresti di venerdì sera a Napoli. Sulla stessa lunghezza d’onda del leader della Cgil molti esponenti della sinistra.
Un invito a rispettare, comunque, l'autonomia della magistratura viene da una dichiarazione congiunta del segretario dei ds, Piero Fassino, e dai due capigruppo (alla Camera e al Senato), Violante e Angius. «Comprendiamo lo stato d'animo della polizia alla quale va tutta la nostra fiducia. Ma i diritti dei cittadini alla dignità, alla libertà e alla integrità personale sono intangibili ed è compito primario delle Forze di Polizia garantirli e tutelarli rispettando le leggi in qualsiasi circostanza, come tradizionalmente avviene in Italia». Detto questo, i dirigenti della Quercia se la prendono con quanti, nella maggioranza, hanno già emesso una sentenza di assoluzione. «Oggi nessuno degli accusati può essere ritenuto colpevole e non è compito della politica emettere giudizi di responsabilità o di innocenza». «Guardiamo con rispetto all'azione della Magistratura, confidando nella rapidità delle indagini - concludono i tre - per qualsiasi democrazia momenti come questi possono essere assai difficili, perciò occorre fermezza e serenità da parte di tutti».
E, ancora, per Giovanni Russo Spena, parlamentare di Rifondazione comunista, è «gravissima» la dichiarazione del vicepremier Gianfranco Fini: «Siamo al passaggio dalla legittima e giusta presunzione di innocenza, che è nel codice, alla presunzione di impunità - ha detto Russo Spena - il Governo risponde gridando al complotto politico e scagliando la polizia contro la magistratura. Siamo ad un regime di tipo latino-americano. Un poliziotto se è responsabile di comportamenti illegali ne deve rispondere. È un problema di singoli non della polizia in quanto tale».
Altrettanto forte il commento del presidente del Pdci, Armando Cossutta. «L'arresto di alcuni funzionari di polizia a Napoli è un atto clamoroso, ma clamoroso fu il comportamento delle forze di polizia, o di loro settori, un anno fa a Napoli».
«Quanto è accaduto questa notte a Napoli dopo gli arresti dei poliziotti per i fatti del Global Forum è grave, ma ancora di più sono gravi le dichiarazioni di alcuni ministri». Lo afferma il deputato Verde Paolo Cento. «Il governo, infatti, anziché garantire il pieno rispetto e sostegno alle iniziative della magistratura si è schierato con la rivolta degli agenti tentando una pericolosa strumentalizzazione politica e mostrando una strisciante tendenza pre-golpista. A Napoli come a Genova invece vi è stata nell'azione di alcuni appartenenti delle forze dell'ordine una gravissima sospensione della democrazia con coperture e rapidamente».
da www.unita.it




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