Arriva l'ordinanza e Gasparri & C. partono all'assalto dei giudici (Cordova escluso)
di Luana Benini
An e una parte di Fi, scatenati contro «toghe rosse» e «magistrati talebani» riattizzano lo scontro fra polizia e magistratura, dopo la disposizione del Tribunale del riesame di scarcerare i poliziotti agli arresti domiciliari per le presunte violenze nel corso del Global Forum del marzo 2001 a Napoli. Più prudenti i centristi del Polo. Dal centro sinistra il monito: non si strumentalizzino le sentenze e soprattutto si vada fino in fondo nell’accertamento della verità. Perché la decisione del Tribunale non elimina certo la gravità degli indizi raccolti. Ancora non ci sono risposte su quanto avvenuto a napoli nella caserma Rainero.
Prima ancora che si conoscano le motivazioni del dispositivo e che siano chiarite le valutazioni che hanno condotto i magistrati del Tribunale del riesame a ritenere cessate le esigenze di custodia cautelare, Maurizio Gasparri si lancia in accuse pesanti verso la procura di Napoli e verso il Csm: «E’ la dimostrazione che qualcuno ha sbagliato e abusato dei propri poteri e questi non sono certo i poliziotti. Adesso attendo le scuse del Csm che nei giorni scorsi mi aveva offeso». Di più: «Valuterò in sede legale se posso dare mandato a qualche avvocato per contestare l’azione del Csm». Nel mirino di un Gasparri senza freni il consigliere del Csm Armando Spataro, i magistrati che «accompagnano i figli alle manifestazioni dei no-global» e che «attaccano gli altri magistrati coraggiosi come Cordova».




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) qualifica COLUI che "ce l'ha fatto".
