Selva si scaglia su Gasparri e promette vendetta
Il ministro non ama i "giudizi spietati" del presidente della Commissione esteri e ha soltanto "presa per buona" la smentita di appartenenza alla P2? Bene, dice l'ex Radio Belva: dovrà "lavare tali infamie col sangue".
ROMA- La premessa è in una gustosissima intervista di Sabelli Fioretti su Sette, il settimanale de Il Corriere della Sera. Il seguito ha per teatro la buvette di Montecitorio. Protagonista della premessa: il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. Del seguito: il presidente della Commissione esteri della Camera Gustavo Selva. Per l'epilogo...
I due esponenti di An se le dicono di santa ragione e se il ministro si lascia andare a un giudizio non esaltante sul presidente, il presidente arriva a minacciare il ministro spiegando che l'onta sarà "lavata col sangue".
"Ma avete letto le infamie che Gasparri ha detto contro di me?''. Gustavo Selva chiama uno a uno i giornalisti che gli capitano sotto tiro alla buvette di Montecitorio, e dopo aver registrato diverse risposte negative aggiunge: ''Non vi dico quali sono le sue infamie, ma sappiate che evidentemente Gasparri non conosce Gustavo Selva. Ha detto cose di cui si pentirà, che andranno lavate col sangue''.
Prima di arrivare al "guanto" e al duello, andiamo all'onta. Da pagina 86 in poi del settimanale della Rcs. In poche righe di un'intervista che ha tante comparse, il ministro delle Comunicazioni non esita a indicare in Selva, ''per i suoi giudizi spietati'', un collega di partito che non gli piace. ''Poveretto. Fu mandato via dalla Rai'', mitiga l'intervistatore. ''Anche per la storia della P2'', sottolinea Gasparri, che non demorde neppure quando gli viene ricordato che Selva ha negato quella appartenenza.''Probabilmente - risponde Gasparri - aveva ragione. Dicono tutti che non c'entravano. Pensi che tristezza il povero Gelli.Con chi faceva le riunioni della P2? Da solo?''. E poi rincara:''Noi abbiamo preso per buone le sue dichiarazioni sulla P2. Si
accontenti di questo e non ci rompa le scatole''.
Questa l'onta. Alla reazione di Selva qualcuno, un deputato di An e il sottosegretario Sgarbi, cercano di obiettare: ''Gasparri ha il difetto che parla troppo,anche di cose che non conosce'', dice il primo. ''Come? Ha attaccato te? In un partito così gerarchico non ha tenuto conto delle gerarchie?'', cerca di smorzare, il secondo.
Inutile, il presidente della commissione, l'ex giornalista è davvero furibondo: ''Dice di non essere fascista? Lo è nel Dna. D'altra parte, come si dice?, excusatio non petita...''. Tutti pronti per l'epilogo?




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