Originally posted by Dragonball
O meglio... http://www.mensa.it/iqtestitaauto.html
Personalmente ritengo i criteri del mensa un emerita sciocchezza e non sono la sola. Volevo sapere se "TU"hai nozione dell'impostazione dei criteri.


Originally posted by Dragonball
O meglio... http://www.mensa.it/iqtestitaauto.html
Personalmente ritengo i criteri del mensa un emerita sciocchezza e non sono la sola. Volevo sapere se "TU"hai nozione dell'impostazione dei criteri.


gli 'uomini' sono diversi l'uno dall'altro. Per quanto posso vedere con i miei occhi (senza paraocchi ideologici), esistono uomini pienamente coscienti, responsabili, autodeterminati, volitivi, attivi, brillanti. D'altro canto esistono pure uomini semi-incoscienti, irresponsabili, dipendenti, abulici, passivi, spenti. Ci sono in giro un sacco di persone incapaci di fare della propria vita qualcosa di significativo, di valido (nel senso che 'valga la pena' vivere), che vagano smarrite, perdute nei meandri della droga, nell'ozio inutile, nel vuoto esistenziale, alla rincorsa di feticci e falsi miti.Originally posted by mariarita
Ma la storia è anche piena di esempi di schiavi poco felici della loro condizione. Gli uomini sono per loro natura portati alla ricerca dell'autorealizzazione che coincide con la felicità.
Un sistema di società proposto da te sarebbe funzionante per un po' di tempo e con grande sfoggio di mezzi coercitivi solo se si stabilisse che ogni categoria di lavoratori, da quelli più umili a quelli più qualificati prendessero tutti lo stesso stipendio. Mi spiego, in una banca, stesso stipendio al direttore e al puliscicesso della stessa. In un laboratorio di ricerca, stesso stipendio al direttore e al puliscicesso . Alla corte di Cassazione, stesso stipendio ai togati e agli addetti di pulizie, naturalmente passando per i gradi intermedi. Una condizione già prevista da Mao in quella fase della storia che va sotto il nome di rivoluzione culturale.
Lo so che tu sei uno di quelli che si infuria pensando che il tuo voto vale come quello del barbone all'angolo........
Ma vivi al di fuori della realtà perchè in Italia, se Dio vuole, tutti hanno conseguito un grado di emancipazione sufficiente per non scegliere coscientemente la condizione di schiavo felice.
E poi esiste un altro ostacolo. I giovani sono pochi e i posti da schiavi molti. Farai lavorare anche gli anziani?
Un tipo che ragiona come te assicura una sola prospettiva: la guerra civile. Anche questa è un'eventualità della storia che ha i suoi corsi e ricorsi. Dobbiamo considerarla un'eventualità prossima?
Queste persone troverebbero magari un senso alla propria vita se poste in condizioni di subodinazione, di tutela. Ed è questo il significato ultimo della schiavitù: porre le persone non-libere per natura sotto la tutela/guida di persone libere per natura.
È una forma di subordinazione analoga, ancorchè differente, a quella dei figli ai genitori.
Lo schiavo naturalmente dovrebbe essere trattato umanamente, paternalisticamente. Non quindi sfruttato, ma 'guidato' al lavoro utile.
Naturalmente l'introduzione di una forma di schiavitù di questo genere comporterebbe:
1) il contenimento delle spinte sovversive delle ideologie/fedi egalitarie (cristianesimo, liberalismo, comunismo)
2) l'istituzione di una legislazione ad hoc
3) la formazione di una cultura gerarchica improntata al rispetto umano della subordinazione
4) il ristabilimento di una sana demografia, cioè una corretta proporzione giovani/anziani, e quindi il surplus di giovani necessario per coprire le mansioni umili da affidare agli schiavi.
E chi decide chi sarà libero o schiavo? bene, proseguendo in questo esercizio di fantasociologia, potremmo attribuire il compito ad una classe intellettuale mandarinale di tipo cinese, che applicherebbe 'esami di stato' periodici per discriminare tra libertà e schiavitù.
È possibile benissimo che per arrivare a tale configurazione si debba passare per una tappa conflittiva, dato che l'influenza paurosa delle fedi egalitarie spingerebbe molti ad opporsi caparbiamente al nuovo ordine.
saluti![]()


Non fare il furbo. Tu hai glissato volutamente sul discorso economico.
Per ottenere quanto dici con puri intenti di organizzare una società di uomini sul modello organizzativo degli insetti sociali come le formiche o le termiti, devi , PER FORZA, ammettere che tutti, dal mandarino supremo all'ultimo degli schiavi felici, abbiano gli stessi compensi. Altrimenti, la tua società si chiama sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
In ogni caso, sono contenta di vivere in una società autenticamente libera dove ognuno si realizza come cavolo gli pare, anche facendo l'inetto, anche lasciandosi vivere , anche senza individuare scopi convenzionali per cui vivere, o da moralista assolutamente condizionato dal bisogno di dare significato a qualsiasi istante della propria vita , sconvolto da un io ipertrofico come te.
ciao.
mr


Io sono un sostenitore della societa' multi-etnica, quindi sono a favore dell'immigrazione (escluso gli islamici, che non sono integrabili), pero' a certe condizioni:
- che non ci sia assistenzialismo, cioe' chi immigra, se non si mette al lavoro, lo lasciamo morire di freddo e fame sotto un ponte;
- che ci sia una forte repressione del crimine, in particolar modo per i crimini commessi dagli "ospiti".
Oggi in Italia mancano entrambe queste condizioni, quindi si rischia di attirare la feccia che cerca un posto dove andare a vivere a spese degli ospitanti e a fare quello che vuole.
Prima facciamo le riforme, facciamo in modo che i cittadini non si possano piu' permettere il lusso della disoccupazione, poi apriamo le frontiere e arricchiamoci anche con l'arrivo degli immigrati (il numero e' potenza, diceva non a torto Mussolini), magari favorendo le etnie tradizionalmente piu' produttive tipo i cinesi.
Insomma, il concetto chiave e' che gli immigrati vanno accolti solo e soltanto se e' nel nostro interesse farlo, non certo per questioni umanitarie.


Originally posted by Il Condor
Io sono un sostenitore della societa' multi-etnica, quindi sono a favore dell'immigrazione (escluso gli islamici, che non sono integrabili), pero' a certe condizioni:
- che non ci sia assistenzialismo, cioe' chi immigra, se non si mette al lavoro, lo lasciamo morire di freddo e fame sotto un ponte;
- che ci sia una forte repressione del crimine, in particolar modo per i crimini commessi dagli "ospiti".
Oggi in Italia mancano entrambe queste condizioni, quindi si rischia di attirare la feccia che cerca un posto dove andare a vivere a spese degli ospitanti e a fare quello che vuole.
Prima facciamo le riforme, facciamo in modo che i cittadini non si possano piu' permettere il lusso della disoccupazione, poi apriamo le frontiere e arricchiamoci anche con l'arrivo degli immigrati (il numero e' potenza, diceva non a torto Mussolini), magari favorendo le etnie tradizionalmente piu' produttive tipo i cinesi.
Insomma, il concetto chiave e' che gli immigrati vanno accolti solo e soltanto se e' nel nostro interesse farlo, non certo per questioni umanitarie.
Non ti sfiora il sospetto che non di ragioni umanitarie si tratta ma di necessità? E anche di opportunità? Vedi l'emendamento Tabacci.
Il guaio è che non di merce si tratta ma di uomini. E l'essere umano non è un robot. Hai presente i 10 comandamenti? Fin da allora gli uomini commettevano atti in danno degli altri. Che vuoi è nella natura umana. L'uomo è libero di scegliere.
Credo che l'immigrazione vada trattata come cosa ineludibile, cercando di contenere i danni che può provocare, senza dimenticare i vantaggi che ci porta.
D'altronde le cose andranno come devono andare. La storia è piena di tentativi degli uomini di fermarla, sempre senza risultati.


[QUOTE]Originally posted by afam
"Non ti sfiora il sospetto che non di ragioni umanitarie si tratta ma di necessità? E anche di opportunità? Vedi l'emendamento Tabacci."
Cos'e' l'emendamento Tabacci ? mai sentito nominare.
La necessita' dell'immigrazione al momento non la vedo (anche se, ripeto, sono favorevole all'immigrazione). Ci sara' quando avremo assorbito i nostri disoccupati, e per assorbirli bisogna abolire lo stato sociale, tagliargli i viveri, costringerli a lavorare per mangiare.
"Il guaio è che non di merce si tratta ma di uomini. E l'essere umano non è un robot. Hai presente i 10 comandamenti? Fin da allora gli uomini commettevano atti in danno degli altri. Che vuoi è nella natura umana. L'uomo è libero di scegliere."
Io sono per la Plutocrazia: un uomo vale per la ricchezza che produce. Se ci sono popolazioni che non sanno procurarsi nemmeno il cibo, e' bene che muoiano, che si estinguano, come ci ha insegnato Darwin. Aiutarle significa andare contro natura, e alla fine la natura si vendichera'. Come sta succedendo ora, visto che se gli africani non si aiutavano oggi non erano 700 milioni, ma 100-150 e quindi non premevano per sfondare le nostre frontiere.
"Credo che l'immigrazione vada trattata come cosa ineludibile, cercando di contenere i danni che può provocare, senza dimenticare i vantaggi che ci porta."
Perche' ineludibile ? La forza militare per respingere l'invasione ce l'abbiamo, basta avere la volonta' di usarla. Se poi non abbiamo questa volonta', allora vuol dire che siamo piu' deboli di loro, ed e' giusto che loro ci scaccino dal nostro territorio e impongano la loro cultura.
Che l'immigrazione puo' portare vantaggi, e' una sacrosanta verita'.


Conta anche quanta ricchezza una persona fa perdere al resto dell'umanita'?Originally posted by Il Condor
Io sono per la Plutocrazia: un uomo vale per la ricchezza che produce. Se ci sono popolazioni che non sanno procurarsi nemmeno il cibo, e' bene che muoiano, che si estinguano, come ci ha insegnato Darwin. Aiutarle significa andare contro natura, e alla fine la natura si vendichera'. Come sta succedendo ora, visto che se gli africani non si aiutavano oggi non erano 700 milioni, ma 100-150 e quindi non premevano per sfondare le nostre frontiere.


Spiegati meglio. Fai esempi concreti.Originally posted by yurj
Conta anche quanta ricchezza una persona fa perdere al resto dell'umanita'?
Cosa vuol dire "fa perdere" ?
che non lavora ? (tipo i popoli del terzo mondo ?)
che impedisce ad altri di lavorare ? (tipo i sindacati)
che va a rubare ? (tipo i criminali)


[QUOTE]Originally posted by Il Condor
Originally posted by afam
"Non ti sfiora il sospetto che non di ragioni umanitarie si tratta ma di necessità? E anche di opportunità? Vedi l'emendamento Tabacci."
Cos'e' l'emendamento Tabacci ? mai sentito nominare.
La necessita' dell'immigrazione al momento non la vedo (anche se, ripeto, sono favorevole all'immigrazione). Ci sara' quando avremo assorbito i nostri disoccupati, e per assorbirli bisogna abolire lo stato sociale, tagliargli i viveri, costringerli a lavorare per mangiare.
"Il guaio è che non di merce si tratta ma di uomini. E l'essere umano non è un robot. Hai presente i 10 comandamenti? Fin da allora gli uomini commettevano atti in danno degli altri. Che vuoi è nella natura umana. L'uomo è libero di scegliere."
Io sono per la Plutocrazia: un uomo vale per la ricchezza che produce. Se ci sono popolazioni che non sanno procurarsi nemmeno il cibo, e' bene che muoiano, che si estinguano, come ci ha insegnato Darwin. Aiutarle significa andare contro natura, e alla fine la natura si vendichera'. Come sta succedendo ora, visto che se gli africani non si aiutavano oggi non erano 700 milioni, ma 100-150 e quindi non premevano per sfondare le nostre frontiere.
"Credo che l'immigrazione vada trattata come cosa ineludibile, cercando di contenere i danni che può provocare, senza dimenticare i vantaggi che ci porta."
Perche' ineludibile ? La forza militare per respingere l'invasione ce l'abbiamo, basta avere la volonta' di usarla. Se poi non abbiamo questa volonta', allora vuol dire che siamo piu' deboli di loro, ed e' giusto che loro ci scaccino dal nostro territorio e impongano la loro cultura.
Che l'immigrazione puo' portare vantaggi, e' una sacrosanta verita'.
L'emendamento Tabacci (presidente della Commissione Parlamentare per le attività produttive, di centro-destra) prevede la sanatoria, già concordata per le colf ed i badanti, estesa anche agli altri immigrati che hanno un posto di lavoro nelle industrie o nelle imprese.
La forza militare che abbiamo non basterebbe neanche per respingere una minima parte degli immigrati che volessero entrare. Ti ricordo che i nostri confini sono tra i più esposti nel mondo.
Tu ritieni che un uomo vale quanto produce in ricchezza. Tutto sta, prima di ogni cosa, a capire cosa intendi per "ricchezza". Usi la parola plutocrazia e, quindi se non erro, intendi soldi. Allora i primi che mi vengono in mente sono S.Francesco e Leonardo da Vinci. Nel tuo metro non sono nessuno. Neanche Gandhi.
Penso anche che chi nasce stupido od incapace non abbia colpe, ma abbia la stessa dignità umana degli altri : è solo più sfortunato.
Comunque in una cosa siamo tutti uguali. Prima o dopo facciamo la stessa fine. Di fronte alla morte cosa ha valore se non il pensiero? Il pensiero ha vita anche dopo la morte, le ricchezze sono nulla.


[QUOTE]Originally posted by afam
"L'emendamento Tabacci (presidente della Commissione Parlamentare per le attività produttive, di centro-destra) prevede la sanatoria, già concordata per le colf ed i badanti, estesa anche agli altri immigrati che hanno un posto di lavoro nelle industrie o nelle imprese."
Ripeto. Sono favorevole ad accogliere gli immigrati che dimostrano volonta' di lavorare. Pero' PRIMA dobbiamo assorbire la disoccupazione interna, e lo dobbiamo fare abolendo (o limitando fortemente) lo stato sociale, cosi' da impedire ai nostri giovani di arrivare a 30 anni e aver fatto come unico lavoro l'insegnante di tennis nei villaggi estivi, come dice la Fallaci.
"La forza militare che abbiamo non basterebbe neanche per respingere una minima parte degli immigrati che volessero entrare. Ti ricordo che i nostri confini sono tra i più esposti nel mondo."
Sono arci-convinto che dopo aver affondato due o tre navi cariche di clandestini, poi non ne verrebbero altre. Ovviamente prima di affondarle li avvertiamo e gli diamo la possibilita' di ritirarsi.
"Tu ritieni che un uomo vale quanto produce in ricchezza. Tutto sta, prima di ogni cosa, a capire cosa intendi per "ricchezza". Usi la parola plutocrazia e, quindi se non erro, intendi soldi. Allora i primi che mi vengono in mente sono S.Francesco e Leonardo da Vinci. Nel tuo metro non sono nessuno. Neanche Gandhi."
Il giudizio su chi produce ricchezza e chi no, non spetta ne' a me, ne' a nessun altro. L'unico giudice e' il libero mercato. Ovviamente per me Gandhi non vale nemmeno un'unghia di George Washinghton.
"Penso anche che chi nasce stupido od incapace non abbia colpe, ma abbia la stessa dignità umana degli altri : è solo più sfortunato."
Sono fermamente convinto che TUTTI nasciamo uguali. Ci sara' chi e' piu' bravo in X e chi in Y, ma tutti abbiamo le potenzialita' per guadagnarci da vivere. Poi c'e' chi usa queste potenzialita' a fini positivi e chi no (sia a livello di singoli che di popoli). Una possibile eccezione e' per chi nasce con gravi handicap, e in quel caso legalizzerei l'aborto anche DOPO la nascita vera e propria.
"Comunque in una cosa siamo tutti uguali. Prima o dopo facciamo la stessa fine. Di fronte alla morte cosa ha valore se non il pensiero? Il pensiero ha vita anche dopo la morte, le ricchezze sono nulla."
Le ricchezze si tramandano agli eredi. E quando arriviamo al cospetto del Divino, Egli giudichera' cosa abbiamo fatto nella vita terrena e agira' di conseguenza.