…pm di Napoli.
Sono tre la condizioni che la legge richiede per infliggere la carcerazione preventiva: nemmeno una solo di queste condizioni esistevano quando decisero di incarcerare i poliziotti indagati.
Non il rischio di inquinamento delle prove, non la reiterazione del reato, e nemmeno la fuga, considerando che i fatti contestati risalgono a 13 mesi prima. Detto questo un cittadino si sente in diritto di chiedere:
1)Se è vero che il pm Mancuso, in assenza delle condizioni di legge, assieme ad altri suoi colleghi, ha chiesto ed ottenuto gli arresti, è anche vero che c’è stato un Gip che li ha concessi, assumendosene personalmente la responsabilità. Perché li ha concessi? Cosa ha controllato prima di firmare come Gip? E’ stato in qualche modo influenzato dai pm interessati?
2)E’ lecito che il Pm che ha ottenuto gli arresti, mentre il Tribunale si accinge a decidere sulla questione, esca con dichiarazioni come questa:”..se le violenze commesse dagli agenti fossero confermate, ma ritenute legittime dal tribunale della libertà, saremmo in uno stato di polizia”. Non pare essere del tutto impropria questa dichiarazione nei confronti di un collegio giudicante che ancora doveva giudicare?
3)C’è sfuggito o i media lo hanno ignorato l’intervento del Csm o della Anm a censura di dette frasi? Forse che certi magistrati non sono indipendenti da altri magistrati? O che il Tribunale che doveva decidere non era degno di tutela?
4)Come intendono, il procuratore Mancuso e i suoi pm, e il Gip, la funzione del Tyribunale della Libertà? Deve valutare nel “merito” le accuse, sostituendosi al giudice di primo grado o solo verificare la sussistenza dei requisiti di legge?
5)Quando si è veramente in uno Stato di polizia? Quando agenti, comandati in servizio d’ordine, eccedono nella reazione (ed è sacrosanto che paghino)? O quando si chiede e si ottiene degli stessi senza che sussistano le condizioni di legge?
6)Si deve aver paura nel primo caso, quando basta non manifestare violentemente, abbandonare le dimostrazioni che diventano violente, non incontrare il “poliziotto” che perde il controllo di se? O quando più nessuno è sicuro della propria libertà perché ormai non basta più che ci sia una legge che ci dia ragione per non essere “cautelativamente arrestati”?
7)Chi e quando risponderà alle domande che ciascun italiano si pone?
Liberamente tratto da Libero di domenica 12 maggio
saluti




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