MA CHE CI FACEVA PANNELLA CON LE PEN? (Da Sette Pag. 59)
Uno cappelluto a sorpresa. L’altro un po’ James Dean, un po’ Jean Gabin. Insieme passavano le notti a litigare di politica davanti a una bottiglia di vino. “Sette” svela la liason dangereuse tra due leader “estremi”.
Di Matteo Bandiera
Sono così cambiati, oggi, che a prima vista non li riconosci nemmeno. La foto- bianco e nero seppiato- è del 1951.
Siamo in Francia: il ragazzo biondo sulla sinistra guarda di lato- aria da eroe maudit, sguardo spavaldo- un po’ James Dean, un po’ Jean Gabin. Il ragazzo bruno osserva il fotografo con appena un’ombra di sorriso sul volto, i capelli corvini diventeranno precocemente grigi. È un piccolo tassello sulla storia comune delle classi dirigenti europee e documenta uno dei primi incontri fra il futuro leader del Front National francese, Jean-Marie Le Pen, e Marco Pannella, futuro leader del Partito Radicale.
L’uno nazionalista di estrema destra, l’altro liberal-libertario di formazione antifascista rosselliana. È l’atto di nascita di una lunghissima relazione tra amici-nemici, cementata negli anni malgrado le differenze abissali.
Quando Pannella viene a sapere che Le Pen ha ritrovato quella foto per utilizzarla nella sua campagna elettorale è ospite di Massimo Bordin, a Radio Radicale, ed esclama divertito: “ Ah, Jean-Marie figlio di buona donna…”.
Così Sette recupera “il reperto”. E il leader radicale ricostruisce la storia della sua liason dangereuse.
“Io mi ricordo benissimo il posto: eravamo a tavola, ad Aix-Les-Bains, un congresso dell’Unef, l’associazione degli universitari. C’eravamo tutti: liberali, comunisti, Le Pen era rappresentante del Corpò de droite alla Sorbonne… Ma io e lui ci conoscevamo fin dal 1948. A volte ho dormito a casa di sua madre. Eravamo già allora diversissimi, lui con una radice clericale, io laico… lui nazionalista, io federalista … Ma abbiamo sempre avuto un profondo senso di lealtà”.
E le Pen: “ Pannella? Un adversaire amical, conosciuto nei tempi in cui era bello fare notte davanti a una bottiglia di vino. Lo stimo enormemente”.
Ricorda Lino Jannuzzi, all’epoca direttore di Radio Radicale: “Nei primi anni ’70 Le Pen stava fondando il Front, era spesso in Italia. Con Pannella si vedevano, discutevano di politica e litigavano. Due volte l’ho trovato nella casa romana di Marco: sempre ubriaco”.
Ancora Pannella: “ La sua resurrezione elettorale? L’equivalente delle due torri per la sinistra europea. C’è un po’ di Luigi XVI e un po’ di Vandea, meno fascismo di quel che si pensi”. I vostri rapporti? “A Strasburgo siede davanti a me e io mi diverto a pizzicarlo: “Jean-Marie, lo vedi come ti sei ridotto? Arrivi a 70 anni con quella pellaccia da fascista e ti ritrovi vicino gli ebrei e i froci…”.
Lui che dice? “ Ride”.




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