Millecinquecento euro, tre milioni di lire. E' il prezzo di una piccola nomade di soli tre mesi di vita che la madre stava tentando di vendere a Vigevano, vicino a Pavia.
Una storia di ordinario degrado quella della piccola bimba rom, che avrebbe dovuto trovare la sua conclusione proprio al termine di una turpe trattativia. Quella che avrebbe consentito il passaggio di mano, in cambio di denaro, della bimba: dalla famiglia di origine alla titolare di un bar nella cittadina di provincia lombarda.
Tutto, stando al racconto delle forze dell'ordine, sarebbe avvenuto quasi per caso. La donna, di origine Rom, sarebbe entrata nel bar vigevanese con la piccola di tre mesi in braccio, un uomo, e due bambini. Al barista, e alla moglie, avrebbe chiesto di mettere a scaldare il biberon. Nel frattempo, la neonata, si faceva sentire piangendo con forza. "La sente come strilla? - avrebbe detto la madre - non la sopporto più. Per noi questa bambina è un peso. Non abbiamo i soldi per vestirci. Se la vuole gliela vendo per tre milioni".
Barista e consorte hanno creduto di aver preso un abbaglio, poi hanno pensato a uno scherzo. Di fatto, la donna si è avvicinata è ha insistito, giungendo perfino ad abbassare il prezzo: "Sono sufficienti anche due milioni. Basta che ve la prendiate".
Marito e moglie restano scandalizzati. Rispondono di no, e attendono che la donna abbia finito di dare il latte ai bambini, poi nla guardano allontanarsi a bordo di un camper bianco. Un cliente del locale però, ha già avvertito le forze dell'ordine, che ora stanno attivamente cercando la famiglia.
Tragicomico... Chissà che ne pensa Ari..




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