dalle BR esattamente come Aldo Moro e come Guido ROssa..
vorresti dire che l'hanno ucciso i ds? non saresti originale ci ha gia' pensato il tuo padrone..


dalle BR esattamente come Aldo Moro e come Guido ROssa..
vorresti dire che l'hanno ucciso i ds? non saresti originale ci ha gia' pensato il tuo padrone..
Antonio


Beh,, la bomba al Manifesto non l'ha messa certo Berlusconi.... e mi sembra che il linguaggio usato da certi esponenti della sinistra italiani si sposi meglio con l'estremismo di sinistra, vera piaga del nostro paese!Originally posted by tony
dalle BR esattamente come Aldo Moro e come Guido ROssa..
vorresti dire che l'hanno ucciso i ds? non saresti originale ci ha gia' pensato il tuo padrone..
Salut
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Minacce di morte a Aldo ScibonaOriginally posted by Österreicher
Ah, vero... hanno ucciso un collaboratore del Governo mentre un sindacato accusava lo accusava di fare proposte da "massacro sociale", durante manifestazioni "pacifiche" alcuni "pacifisti" hanno preso d'assalto sedi di lavoro interinale e banche, oltre che qualche fast food, recentemente per festeggiare il 25 aprile hanno compiuto attentati contro le sedi di Lega e Forza Italia di Torino.... effettivamente nel nostro paese abbiamo un'emergenza, ma forse non è quella che viene sbandierata.
Saluti e buon fine settimana
Gela, un candidato scomodo
Francesco Forgione
Un bossolo di pistola non esploso e un facsimile con il suo volto pieno di fori. A Gela e in Sicilia è un messaggio macabro e inequivoco. A riceverlo, nella buca della posta del partito, Aldo Scibona, candidato a sindaco di Rifondazione comunista.
E' un fatto gravissimo che rischia di snaturare il voto amministrativo di domenica prossima. Aldo Scibona è una persona stimata e apprezzata nella sua città per il suo impegno nel sociale e nella sua scuola, per il suo rigore morale e intellettuale, per le battaglie politiche condotte in consiglio comunale. Un candidato della sinistra e della Gela democratica, non la semplice e la sola espressione del nostro partito. Molti, anche dirigenti del centrosinistra, quando Rifondazione propose il suo nome come candidato risposero che era il nome migliore, una persona di pulizia morale e di trasparenza indiscussa ma… non avrebbe potuto vincere!
Come se per vincere a Gela servissero altre "qualità" o addirittura fosse di ostacolo l'impermeabilità morale di un candidato sindaco. E come se a Gela non si votasse in via straordinaria perché un discusso sindaco dei Ds, Franco Gallo, si è dimesso denunciando pressioni esterne al comune e scarsa copertura nel suo stesso partito. Denunce in codice fatte, come si fa in Sicilia, solo per chi deve e sa capire. Un sindaco e una giunta poco trasparenti, abbiamo ripetuto più volte, e per questo abbiamo chiesto una rottura con quella esperienza che, purtroppo, negli uomini e nei programmi, non è arrivata. L'Ulivo, in continuità con il passato, ha preferito candidare un assessore della giunta uscente, il cossuttiano Crocetta, forse per il successo, tutto da decifrare, del suo partito alle elezioni regionali: primo in città con circa il 27% dei voti, moltiplicatisi come funghi in un solo mese, quando alle politiche il Pdci aveva poco più del 5% e il primo partito era Forza italia che a Gela ha vinto tutto.
In Sicilia tutto è possibile e quel voto non rende certo trasparente quel risultato, discusso e chiacchierato da più parti e forse per questo, nel trasformismo della politica siciliana, considerato un valore aggiunto dall'Ulivo gelese. Questo almeno fino al momento della scelta autonoma di Rifondazione comunista.
Gela è un territorio difficile. Con i suoi quasi 100mila abitanti è la quinta città dell'isola. Uno dei pochi poli produttivi ancora esistenti anche se messo a dura prova dalle scelte folli dell'Enichem e dall'incapacità di chi, partiti e sindacati, non chiama alle proprie responsabilità i vertici del petrolchimico per avviare un piano di risanamento ambientale e di ricostruzione industriale e produttiva. Solo noi e le forze ambientaliste abbiamo sfidato la demagogia delle settimane passate ponendo il tema della riconversione dell'aria di Gela con una apposita legge del parlamento, per non rompere il filo rosso che deve tenere uniti difesa dei posti di lavoro e salute dentro e fuori la fabbrica. La disoccupazione qui continua a crescere e riprendono anche i flussi di emigrazione come non si era più abituati a vedere da anni.
Destra e Ulivo hanno puntato tutto sul contratto d'area, continuando ad ammiccare un sistema di imprese senza proporre alcuna nuova visione dello sviluppo e delle risorse esistenti e senza creare nuovi posti di lavoro. Per tutto questo c'è un forte scontro di interessi e la massa di affari in arrivo nei prossimi anni è enorme.
Qui c'è da sempre una mafia selvaggia, la respiri nei silenzi omertosi della gente come nel degrado urbanistico che rende Gela simile alle periferie di Ramallah. Passati gli anni delle cosche ribelli della "stidda", ora si incontrano gli interessi criminali e imprenditoriali delle cosche catanesi e della vicina Vittoria e quelle delle famiglie mafiose nissene. I miliardi in arrivo presuppongono un nuovo patto con la politica e le istituzioni. A Gela si vota in questo clima. Il Polo, qui e in Sicilia, è quello che è: ha eletto deputato al parlamento l'avvocato dei principali boss della zona, anch'egli più volte indagato. L'Ulivo dall'amministrazione comunale ha praticato una trasversalità senza confini né limiti e, soprattutto, ha mandato troppi segnali ambigui nella gestione degli affari che passavano dal comune. Rifondazione ha chiesto una svolta e una rottura. Nessuna ricerca di facile consenso elettorale ci avrebbe fatto accettare una doppia morale. Al sud la sinistra muore anche per questo.
Aldo Scibona non è un compagno che si fa intimorire e in questo momento gli è vicina la direzione nazionale e tutto il partito della Rifondazione comunista. Ma ora le istituzioni e le forze dell'ordine assicurino un sereno svolgimento delle elezioni, vigilino nei seggi, fermino i galoppini elettorali di tutti i partiti e di quei candidati che per un posto in consiglio comunale spendono in questa città fino a cento milioni. Noi, con Aldo, continueremo a combattere contro la mafia, per l'alternativa.
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Contento ora?


Infatti in Sicilia la vera piaga e' la sinistra e.. il traffico.Originally posted by Österreicher
Beh,, la bomba al Manifesto non l'ha messa certo Berlusconi.... e mi sembra che il linguaggio usato da certi esponenti della sinistra italiani si sposi meglio con l'estremismo di sinistra, vera piaga del nostro paese!
Salut


Vorresti negarlo?Originally posted by yurj
Infatti in Sicilia la vera piaga e' la sinistra e.. il traffico.![]()
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Una cartuccia inesplosa fu inviata anche a Berlusconi,, ma quella era una chiara azione dimostrativa......![]()
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Appunto, quindi evitiamo di tirare fuori questi discorsi ogni volta.Originally posted by Österreicher
Una cartuccia inesplosa fu inviata anche a Berlusconi,, ma quella era una chiara azione dimostrativa......![]()


Infatti questo discorso non l'ho tirato fuori io. nel thread parlavo della Francia....Originally posted by yurj
Appunto, quindi evitiamo di tirare fuori questi discorsi ogni volta.![]()
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...ah ecco..ora scopriamo che in Sicilia la piaga e' la sinistra ....ahahahhahahha....
non parliamo di mafia, con quella si puo' convivere benissimo giusto (Lunardi docet)? ci e' riuscito berlusconi, che ospitava i mafiosi in casa, perche' non dovrebero riuscirci gli altri?
e Falcone e Borsellino sono inciampati su un petardo...
Antonio


..alcuni, tra cui adornato, ex militante comunista divenuto militonto forzitaliota, vorrebbero stabilire cosa l'opposizione puo' dire e cosa non puo' dire.....e se non si adegua ai desiderata del cavaliere e dei suoi scherani viene tacciato di essere complice dei terroristi illudendosi cosi' di poter mettere a tacere il dissenso....
questa e' la concezione di democrazia che hanno gli esponenti di Forza Italia?..complimenti...
Antonio