In Francia il lancio della stampa free, per intenderci quella che in Italia è costituita dai vari Metro, Leggo e City, ha trovato la grande opposizione dei sindacati francesi ed ha spinto addirittura gruppi di teppisti ad incendiare e distruggere migliaia di copie in azioni “dimostrative”, ma che evidenziavano solo tanta “intolleranza” e “intimidazione” verso la libertà di espressione. Un atto tanto più grave perché ha avuto il benestare di larghe fette di intellettuali e giornalisti che, in altri frangenti, si sono permessi di accusare altri paesi di fascismo. Lo squadrismo dimostrato in questo caso è invece l’ennesima dimostrazione di quanto il senso civico di certi paesi stia regredendo e di come sarebbe auspicabile guardare più in casa propria che ficcare il naso nelle questione dei paesi vicini.
Questa ondata di ostracismo nei confronti di un tipo di stampa accusata di concorrenza sleale solo perché gratuita, si è esaurita di colpo.
Vi direte che finalmente i contestatori sono rinsaviti. Se la pensate così siete semplicemente degli illusi, perché ancora una volta il “vil” denaro e gli interessi sono usciti fuori ed hanno dimostrato per l’ennesima volta quanta demagogia ci sia dietro tante campagne di criminalizzazione. Infatti si apprende che Metro, dopo essere stato costretto a stampare in Lussemburgo, abbia accettato le rotative di France Soir, pare per l’imposizione del potente sindacato Cgt, mentre 20Minutes, l’altro giornale che in Francia si divide il mercato dei giornali gratuiti, ha raggiunto un accordo con Le Monde (uno dei più critici contro la free press) che ha concesso la possibilità di stampare il quotidiano nella sua tipografia di Ivry.
E d’incanto i sindacalisti hanno sospeso tutte le agitazioni.
Viva la liberté!
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