Il dato del ministero dell'Interno riassuntivo sulle liste del Pri, che si può leggere sul Corriere della Sera, è dello 0,5. Ed è questo il dato che bisogna tener presente. Perchè è vero che dove abbiamo presentato le liste abbiamo ottenuto risultati, esclusa Ancona e Vicenza, ma le liste il partito fa fatica a farle soprattutto nei grandi centri. E non è che se presentiamo li liste alle europee agggiungiamo a questo lo 0,5 un altro 0,5 dei repubblicani sparsi per l'Italia, perchè viene meno l'entusiasmo amministrativo che ci ha portati al 2,4 per cento di media dove eravamo presenti. Io credo quindi che il Pri sia ancora sotto l'1 %, anche perchè non ci sono più i repubblicani marchigiani, o perchè come ci ricorda E Chiesa molti non si impegnano perchè scettici sulla nuova collocazione e le forze che sono arrivate invece proprio per essa fanno galleggiare la baracca, ma poco più.
Fatta questa analisi, io ribadisco che la situazione è migliore rispetto alle passate amministrative, per il semplice fatto che siamo fuori dalla china discendente del centrosinistra, che resta perdente, e restiamo collocati in una posizione che ci consente un dialogo con le forze dello sviluppo del Paese che con la sinistra hanno chiuso. E siamo anche in una collocazione tale da non essere identificati con Berlusconi e con le forze principali dello schieramento e ciò consente di essere una riserva sulla quale puntare in un momento di difficoltà della coalizione. E' chiaro che c'è il rischio di restare nella zona d'ombra, ma intanto nella zona d'ombra possiamo vedere di farci qualche luce. Sicuramente nelle realtà in cui ci siamo affermati, avremo modo di essere messi alla prova. E non escludo che anche dove abbiamo mancato il consigliere, ma la coalizione ha vinto, Avezzano, i repubblicani non possano essere impegnati in primo piano. Il problema vero dei grandi centri è il rapporto con l'opinione pubblica che è stato fatto saltare da un'eccezionale regia della sinistra che ha occupato redazioni giornalistiche con uomini, precisi imput e parole d'ordine, quelle stesse redazioni che dovrebbero essere proprietà di Berlusconi e che controllano e distillano l'informazione politica a loro uso e consumo. Io posso fare gli elenchi e le storie e vi prego di darmi fiducia su questo e di non chiedermele. Ma questa è stata una trama che ho visto tessere in quasi dieci anni, di genere militare, che ci ha spezzato le gambe. La si invertirà solo se avremo un ruolo di governo di primo piano, o un qualche colpo a sorpresa che non riesco ad identificare. Ciò che si può fare intanto è provare a forzare il blocco, perchè è evidente, le maglie si stanno allentando e i severi custodi dell'ortodossia:- il pri è morto, i repubblicani non esistono, La Malfa è scomparso, iniziano a vacillare. Per questo, non sono pessimista.
Infine tre precisazioni.
1. Carrara è un grande risultato perchè fuori dalle coalizioni è inevitabile perdere voti, suprattutto in caso di un'elezione diretta di un presidente di regione, provincia o di sindaco.
2. Se noi siamo in difficoltà, l'Mre non va da nessuna parte e chi sta lì in buona fede inizi l'esame di coscienza invece di consolarsi con le sue batoste del fatto che il Pri perde colpi. La domanda è l'Mre quanta gente ha eletto in questa tornata amministrativa?
Perchè se non elegge nessuno o due consiglieri a Jesi, forse bisogna chiedersi se vale la pena di creare un'erosione nel Pri piuttosto che mantenere una posizione di critica all'interno come hanno fatto tutte le consociazioni contrarie alla svolta, fuorchè quelle delle Marche.
3. Io non credo che il Pri possa chiedere il seggio della Sbarbati, non perchè lei è repubblicana o non è più repubblicana, ma perchè il Pri l'ha condidata ed è responsabile della sua candidatura. In altre parole è il Pri che ha sbagliato e non la signora in questione che si fa da sempre gli affari suoi, e finora abbastanza bene. Mi fanno poi un po' ridere le ricusazioni contro La Malfa per una sua candidatura nel proporzionale di Forza Italia, essendo stata una scelta del partito quella di voler garantire La Malfa e di mandare piuttosto a morire ammazzati altri candidati, pur di essere certi che La Malfa ci rappresentasse in parlamento. Ma questa è politica cari amici e non è che tutti la possono capire.




Rispondi Citando
