Il canadese Richard Pound, presidente dell'Agenzia mondiale antidoping (Wada), si è detto deluso dalla decisione della Fifa di non servirsi dell'agenzia per i controlli antidoping.
MONTREAL- Al progetto di un codice universale antidoping manca un tassello, quello del pallone: lo dice il canadese Richard Pound, presidente dell'Agenzia mondiale antidoping (Wada) la cui sede è stata inaugurata a Montreal ma che 'non è stata invitata dalla Fifa come osservatore indipendente ai mondiali di calcio in Asia''. Perciò Pound, che e' anche membro del Cio, si e' detto ''un pò deluso, non soltanto perchè il football è uno degli sport più seguiti ma perche' la nostra presenza avrebbe aggiunto più credibilità alle procedure antidoping della Fifa''. La Fifa è infatti una delle 3 federazioni internazionali, le altre due sono la scherma e la pallamano, che non si serve dell'agenzia per i controlli antidoping.
Pound ha tuttavia precisato che qualche contatto con la Fifa esiste e che ultimamente su questo fronte sono stati fatti ''progressi'' tali da non escludere un possibile accordo entro il prossimo agosto. ''La Fifa ha una rete di specialisti medici in più di 120 paesi, e loro sanno come si lavora'', ha ammesso peraltro il canadese sostenendo che un accordo con la Fifa consentirebbe allo sport di ridurre considerevolmente i costi
dei programmi antidoping.
Quanto alla Wada, ha aggiunto, ''ha all'attivo due Olimpiadi, Sydney 2000 e Salt Lake City 2002, e nessun dubbio è stato avanzato sull'efficacia e l'imparzialità del nostro programma di controlli antidoping, e questo per noi vale tanto oro quanto pesa''. Il progetto di codice universale antidoping, è per Pound una priorità da varare da qui alle Olimpiadi di Atene 2004: un tale codice permetterebbe di uniformare le politiche antidoping in vigore nel mondo e imporre sanzioni a quei governi nazionali, comitati olimpici e federazioni internazionali che non lo rispettino. Da Seul ha replicato a Pound Jiri Dvorak, responsabile dei controlli medici e antidoping ai mondiali che ha difeso la scelta della Fifa di tener fuori la Wada: ''Abbiamo dei regolamenti molto precisi che non prevedono osservatori e comunque non vedo la ragione di una supervisione''.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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