



Ho finito di leggere Teologia Politica proprio ieri. Ora passa sotto "il concetto di 'politico'", seconda parte delle Categorie del Politico di Schmitt.
Quella di Schmitt è un'analisi veramente bella e che mi ha appassionato tantissimo in questi ultimi mesi.
E' davvero interessante il legame che lui opta nei confronti di Giurisprudenza e Teologia, e le loro ripercussioni sulle epoche recenti.
La sua è infatti una visione ad hoc contro-rivoluzionaria, che, come ben sappiamo, vede il processo delle epoche moderne, come un continuo e costante accadere della Rivoluzione, in tutte le sue sfaccettature.
Proprio in un punto importante della Rivoluzione, quella Francese, si assiste all'apice del razionalismo e dunque al passaggio del Teismo verso il Deismo.
Come i deisti riconoscono un Dio architetto estraneo al mondo e ai fatti, eliminando il miracolo (mentre il "teismo" vede in Dio un agente incessante nella realtà), lo stesso il liberalismo vuole codificare e prevedere tutto il diritto, così, deisticamente, vuole eliminare il miracolo, cioè lo stato di eccezione, a differenza della scuola giuridica medievale (e chi ne ha tratto da essa insegnamenti), che lo stato di eccezione lo prevedeva eccome, e riconosceva in esso l'intervento risolutore dello Stato - persona - sovrano - Re che (Bodin), poteva sospendere i legami di accordo e di promesse fatte al popolo, che doveva esaudire secondo il Diritto Naturale, per ristabilire l'ordine delle cose.
Il liberalismo non riconosce l'eccezione, dunque si trova in profonda crisi e disagio su come concepirlo e semplicemente lo elimina. Eliminando o deviando conseguentemente il tema della sovranità, per farla coincidere con una utopica o vaga nazione o popolo, a seconda che si tratti, solo per fare due nomi, di Montesquieu o di Voltaire.
A mio avviso è questo il compito dello Stato: decidere sull'eccezione.
In ordinario svolgimento regolare della società, invece, la sua azione deve essere sussidiaria, deve essere semplicemente Custo Legis, custode di un diritto che già c'è e non inventarlo, ed essere autorità politica e militare.
Magari fosse così ora, in cui il Medioevo è così lontano e così utopico.
"Lo Stato faccia ciò che i cittadini non sono in grado di fare." Rosmini.


Ultima modifica di Defender; 06-09-09 alle 12:46
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


No, non sono d'accordo. Andava bene per qualche secolo fa. Quando tutto è mobilitazione tutto diviene eccezione e il compito dello Stato torna ad essere di formazione. L'eccezione rispetto a cosa? Al caos? Schmitt ha il limite del diritto che è solo un delle tante istituzioni sociali dell'uomo: meglio quando parla di terra e mare, o del partigiano.











