La visione del mondo che è possibile sinteticamente definire "sinistrese politicamente corretto" (SPC) trova in Italia alla sua destra Rutelli, al suo centro Veltroni ed alla sua sinistra Bertinotti. Essa ha come zona di circolazione autoreferenziale gli organi giornalistici ed editoriali di "area". Ma essa non è assolutamente la forma contemporanea di una lunga catena storica iniziata con Rousseau e proseguita con Marx; si tratta invece di una formazione ideologica congiunturale altamente volatile, sorta dalla fusione fra la tendenza discendente del vecchio movimento operaio e la tendenza ascendente della nuova cultura di contestazione sessantottina del costume borghese.
Chi si muove all' interno di questo SPC non può certamente neppure rendersi conto di ciò ed in questo caso la sua falsa coscienza ideologica diventa uno schermo alla comprensione delle reali contraddizioni della società contemporanea. Finchè questo SPC continuerà a imperversare è assolutamente impossibile che si sviluppi una vera visione anticapitalistica di massa ed è all' opposto probabile che il disgusto generalizzato che questo SPC causa in milioni di persone continui a scaricarsi elettoralmente a destra.
Per l' SPC, infatti, un concerto rock accompagnato da uno spinellaggio generale e tribale è più progressista e rivoluzionario che studiare seriamente a scuola.
Per l' SPC un raggruppamento stradale di 100 metalmeccanici è più progressista di un analogo raggruppamento di 100 medici o 100 ingegneri o 100 insegnanti.
Per l' SPC è possibile sparare continuamente gravissime accuse di razzismo ai lavoratori del commercio padani, ma se per caso alcuni palestinesi esasperati dicono che gli ebrei sono razzisti allora vi è un coro di virtuose proteste.
Per l' SPC l' adesione a una legittima ma corporativa marcia dell' orgoglio gay deve sempre accompagnarsi alla satira contro la famiglia e contro i preti, visti come più reazionari di travestiti variopinti possibilmente brasiliani.
Questo sinistrese politicamente corretto, sempre ferocissmo ed intollerante verso i suoi contestatori, è una forma di individualismo liberale esasperato, travestito da conformismo sociale progressista.
Si tratta della semplice formazione ideologica metropolitana radicata nello strato inferiore della classe media globale frutto della fusione fra vecchie aristocrazie operaie e vecchia piccola borghesia.
Voglio precisare che l' SPC non è assolutamente la peggiore forma di identità culturale presente sul mercato, ve ne sono infatti anche di peggiori.
Ma ciò che è assurdo è che si pensi che questo sinistrese politicamente corretto possa essere la matrice sociale di un anticapitalismo adatto ai tempi in cui viviamo.
Saluti comunisti




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