



L'importante è che al PRI non venga l'idea di confluire nel PDL e che dia da subito un segnale concreto non aderendo al gruppo unico del PDL alla Camera. L'autonomia la si dimostra con i fatti e non con le parole. Inoltre spero che sia l'ultima volta che non ci si presenta ma che lo sia davvero: questo pensare sempre e solo all'oggi uccide un partito come il PRI che ha fatto della visione del futuro dell'Italia e non solo uno dei propri tratti distintivi. E' arrivata l'ora di mettere da parte la tattica, che ha portato a due parlamentari sicuri, e di ricominciare ad avere una visione strategica che non può non passare che dalla costruzione di una forza laica, liberaldemocratica e repubblicana legata all'ELDR. Tutto le altre cose sono soltanto schiamazzi e chiacchiere che spero che ci accompagnino ancora soltanto per una settimana...






Ma credi che al mondo abbiano tutti la "fobia" di Berlusconi come te ?
Se si faceva gruppo insieme ... di deputati e senatori ce ne davano una dozzina !
Il Pri decidera', come sempre, con i suoi organi statutari sul metodo ed il merito di come stare in Parlamento ... e in quanto al "moribondo" P.R.I. .... quest'anno festeggiamo la centotredicesima candelina ... alla facciaccia di chi ci vuol male !


Spara meno ca...te, Nuvolarossa, è già stato deciso che si farà gruppo unico a Camera e Senato. Quanto ai festeggiamenti, mi sembri un governante cinese, festeggiano per le olimpiadi e massacrano il Tibet.


In Tibet c'e uno dei peggiori regimi comunisti che abbia avuto la Storia dell'uomo ... quel comunismo a cui si rifanno tanti che vorrebbero vedere il Pri alleato proprio con i seguaci di queste teorie marxiane ... e si adoperano con fatti e parole per portare acqua al mulino veltroniano dove coabitano tutti quei catto-comunisti dalla cui sodale alleanza sono venute tutte le sciagure di questo Paese ...


Giorgio La Malfa al "Corriere Adriatico" - Una regione da valorizzare
Sviluppare le infrastrutture delle Marche
Giorgio La Malfa, il capolista del PdL alla Camera nelle Marche, era a Frontone (Pesaro – Urbino) domenica mattina. Un tour nell'entroterra a cavallo tra le province di Pesaro e di Ancona per incoraggiare in questi ultimi giorni di campagna elettorale gli esponenti locali, ma soprattutto incontrare di persona i marchigiani che sono stati e si sentono tuttora repubblicani . "Il partito dell'Edera - ricorda La Malfa - è stato uno dei partiti pilastri del dopoguerra che, per decenni, ha lavorato per costruire un Italia forte a fianco della Dc. Oggi, una parte, guidata dalla Sbarbati, slitta a sinistra in uno schieramento che non ha niente a che vedere con la storia stessa del nostro partito. Altri invece sono dispersi tra Alleanza Nazionale e Forza Italia. Il mio intento è quello di rassicurare i repubblicani su come porteremo nel PdL i valori e le tradizioni che da sempre sono il cuore di questo partito.
Le Marche? "C'è un forte voto Udc che non può essere sprecato e che speriamo di indirizzare verso il PdL". La Malfa è stato per due legislature al Parlamento europeo, presidente delle commissioni Industria, Finanze, ministro del Bilancio e della programmazione economica in ben quattro governi e ministro delle Politiche comunitarie con Berlusconi. Egli considera la regione, nella sua dimensione economica, un cuore pulsante che ha bisogno di infrastrutture, di strade, di ferrovie, di un porto efficiente, di un aeroporto operativo e di una politica vera di rilancio. Il che significa, tra le tante misure da adottare, anche abbassare le tasse per le imprese e tagliare le spese pubbliche.
Giorgio La Malfa ha rilasciato la seguente intervista a Federica Buroni del "Corriere Adriatico".
Onorevole, ci risiamo: per la seconda volta è in campo per le Marche. Contento?
"La decisione è stata di Berlusconi e a me ha fatto piacere perché qui c'è un'antica tradizione repubblicana. La mia conoscenza della regione, infatti, è legata proprio a quelle aree dove la tradizione repubblicana è più radicata come il Pesarese ma anche l'Anconetano e il Fermano. Il resto? Beh, ho avuto la fortuna di partecipare ad un seminario ad Ancona con Fuà: era il 1966. Allora il centro di Fuà era agli inizi. Un'esperienza davvero interessante: proprio in quegli anni cominciava a prendere forma quel modello di sviluppo della terza Italia che poi prevalse".
Che cosa ha di virtuoso e cosa manca a una regione come questa?
"Mancano le infrastrutture: strade, ferrovie, porto e aeroporto. E' tutto da modernizzare e c'è un enorme lavoro da svolgere. Detto questo, le Marche sono una regione straordinaria per cultura, manifattura e per le università".
Qualche idea?
"La Quadrilatero è una gran bella cosa: si tratta ora di concludere l'opera".
Qualora le elezioni finissero in pareggio tra Pd e PdL, ritiene sia possibile un patto tra i due leader sulla riforma elettorale?
"Per l'Italia le priorità non sono le riforme istituzionali ma l'inflazione, la precarietà, i salari che non crescono. E poi c'è la sicurezza. Questi problemi hanno un rapporto molto lontano con le riforme istituzionali. D'altronde se veramente era necessaria una nuova legge elettorale ci poteva pensare il governo Prodi. Se non ci fosse una larga maggioranza determinata dagli elettori, sarebbe utile che i grandi partiti s'incontrassero per risolvere questi problemi così urgenti".
Qual è la sua ricetta per rilanciare il Paese?
"La sola cosa che si può fare è sgravare le tasse del 10%: oggi l'imposizione fiscale è il 43% del reddito nazionale. Per fare questo, però, occorre tagliare allo stesso modo la spesa corrente".
Che ruolo hanno i giovani nel programma PdL?
"Secondo una ricerca del "Sole 24 Ore" i giovani votano a destra e questo perchè la sinistra è vecchia. Per i giovani, il PdL propone una società che libera energia. Non mi piacciono gli incentivi, non mi sento di offrire loro una soluzione statale. Piuttosto occorre farli vivere in una società che guardi al futuro".
Lei è stato ministro per le Politiche comunitarie: quanto conta oggi l'Italia nella Ue?
"Siamo troppo europeisti in via di principio e poco di fatto. Dobbiamo essere più rispettosi delle leggi europee".
tratto da http://www.pri.it/new/7%20Aprile%202...eAdriatico.htm


Ciao Nuvola rossa, io mi attengo ai fatti e non mi sembra ci siano grandissime differenze tra la partecipazione del PRI nel pdl e dell'MRE nel pd: allo stato attuale anche l'MRE non si è sciolto nel pd ma il loro simbolo non compare sulle schede elettorali così come il PRI non si è sciolto nel pdl ma non si potrà comunque mettere la crocetta sulla storica edera.
Nuvola rossa, io sono Repubblicano da sempre, ho sempre votato PRI fino al 2000 per poi dare il mio sostegno all'MRE a seguito del congresso di Bari del 2001 ma lo scorso anno, dopo l'adesione dell'MRE al pd, sono uscito del movimento della Sbarbati non rinnovando la tessera e mi sono avvicinato alla Federazione Giovanile Repubblicana nella quale ho trovato condivisi in maniera più che ampia i miei ideali ed il modo di intendere l'essere Repubblicani.
Io non vedo l'ora di potermi iscrivere al PRI ma lo farò solo nel giorno in cui il partito taglierà nettamente e definitivamente i ponti con Berlusconi & co. e creerà uno schieramento Liberal Democratico con i Liberali, i Socialisti ed i Radicali.
A me fa male vedere il PRI a braccetto con i fascisti, vedere nelle mie Marche il PRI Marchigiano confluire nel "quadrifoglio" con la lega e l'udc, vedere l'Onorevole La Malfa sostenere candidati sindaci ammiratori di Mussolini ed Hitler.
Mi dispiace, ma io la mia crocetta su un simbolo che inneggia a Berlusconi non l'ho mai messa e mai la metterò; fortunatamente, l'Onorevole La Malfa è al terzo posto qui nelle Marche e quindi lascio ai fascisti, ai populisti, agli anti abortisti, ai clericali della peggior specie l'onore di eleggere un politico di valore e di nobili ideali come La Malfa.
Il mio misero ed umile voto andrà a chi, con tutte le difficoltà del caso, ha deciso di correre da solo per non offendere la propria identità Laica e Liberal Democratica.
Ciao.
Attilio.


Nuvolarossa, becca su e incarta!!!