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  1. #131
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 17 gennaio 2005

    Il Novecento a Falconara”, l’epopea di una città

    FALCONARA (Ancona) - PRESENTATO presso il Centro Cultura Pergoli, il nuovo volume de “Il Novecento a Falconara”, l'opera scritta da Athos Geminiani e Lucia Perazzoli, che ripercorre, attraverso le notizie riportate dai quotidiani dell'epoca, la storia cittadina. Questo secondo volume, prende in considerazione gli anni dal 1910 al 1920: tra i passi più interessanti, gli articoli che hanno raccontato la Settimana Rossa anconetana, che ebbe ripercussioni su Falconara, la creazione della repubblica di Falconara, secessione ai danni dell'allora Regno d'Italia e le battaglie politiche tra repubblicani massimalisti e moderati.

    M.Cat.

  2. #132
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 28 gennaio 2005

    Si presenta il Pri fermano

    Si è tenuta nei giorni scorsi nella sala riunioni del ristorante Mario di Fermo, la prima assemblea della Provincia di Fermo del Partito Repubblicano Italiano, alla presenza del segretario regionale Gambioli.

    Dopo il dibattito riguardante la situazione politica nazionale del Pri, si è votato all'unanimità un documento da presentare al prossimo Congresso Nazionale del partito che si terrà a Fiuggi dal 4 al 6 febbraio prossimi.

    “Il Partito Repubblicano Italiano della Provincia di Fermo - scrive il segretario Dino Pesci -riconferma la linea espressa dalla dirigenza e dal segretario nazionale a riguardo della collocazione politica. Esaminata la situazione politica generale, illustrati anche temi politici e organizzativi dei repubblicani del territorio, rileva una marcata caratterizzazione del partito repubblicano”.

    L’appello di Pesci e del Pri fermano: “ Considerata non percorribile la strada della attuale sinistra, egemonizzata sempre più dalla sinistra massimalista e radicale, ritiene necessario, pur nella doverosa lealtà per gli impegni di legislatura presi, iniziare con fermezza una azione politica per riproporre il ripristino del sistema elettorale proporzionale”.

    Indicazioni elettorali: “ Continuare - rileva infine il Pri del Fermano nella nota firmata da Pesci - il confronto già aperto con l'area laica liberale-repubblicana e socialista, e promuovere alla guida dello schieramento della Casa delle Libertà un candidato autorevole di tale area”.

  3. #133
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 2 febbraio 2005

    Cavezzi nuovo segretario

    Repubblicani Il presidente è D’Emidio

    Si è tenuto il congresso provinciale del Partito repubblicano. Nell'occasione, Mario d'Emidio è stato confermato segretario provinciale, mentre Gabriele Cavezzi ha assunto il ruolo di presidente. Il congresso ha rinnovato la direzione che comprende, oltre al segretario e al presidente, Mimmo Buonvecchi, Giuseppe Candidori, Domenico Carcinelli, Ercole Collazzoni, Antonio Felicetti, Raffaella Finamore, Dino Leone, Maurizio Massa, Piero Massacesi e Antonio Merlini.

    “Pur confermando le esigenze di riorganizzazione e di maggiore responsabilità delle autonomie locali - è contenuto in una nota del Pri - non si ritiene possa essere accettato un Federalismo ottuso che porterebbe alla bancarotta dello Stato o all'aumento del numero delle Regioni, che andrebbero invece progressivamente ridotte aggregandole per grandi aree omogenee. In questo quadro si ritiene che ogni seria politica autonomista debba prevedere l'abolizione delle Province, la drastica riduzione del numero dei Comuni, il blocco degli apparati politici e amministrativi delle Regioni. La terza forza, in questa fase, in cui vige il sistema maggioritario, deve portare avanti una propria autonomia in termini di alleanza, che dovrà essere di legislatura, sulla base di programmi condivisi, come già avviene in Europa, ove l'Eldr raggruppamento cui il Pri fa riferimento, si allea di volta in volta con uno dei due poli”.

  4. #134
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    Predefinito mazzini duecento anni e non li dimostra

    PARTITO ISTITUTO per la
    REPUBBLICANO DEL RISORGIMENTO
    ITALIANO ITALIANO
    Federazione regionale marche Comitato provinciale


    MAZZINI NOSTRO CONTEMPORANEO
    Bicentenario della nascita


    FANO MERCOLEDI 9 FEBBRAIO 2005

    ORE 17.30

    SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FANO


    INTRODUCE
    ING. GIUSEPPE GAMBIOLI
    ( segretario reg. pri )




    INTERVENTI

    Dott. Scioscioli Ass. mazziniana italiana

    Prof. Bruno Ficcadenti ( Università di Urbino )

    Dott. Renato Traquandi Ass. mazziniana Arezzo



    Coordinatore Gerboni Gabriele Segretario PRI Fano

  5. #135
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    Predefinito Re: tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 28 gennaio 2005

    Originally posted by nuvolarossa
    Si presenta il Pri fermano

    Si è tenuta nei giorni scorsi nella sala riunioni del ristorante Mario di Fermo, la prima assemblea della Provincia di Fermo del Partito Repubblicano Italiano,
    che mi ricordi, c'è sempre stata una Consociazione del Fermano, distinta dalla Consociazione del Piceno.
    Ora, che bisogno c'è di questo rimarcare della "Provincia di Fermo" (scelta peraltro scellerata, oltre che storicamente non-repubblicana)?

    Visto che era la prima assemblea della Provincia, potevano dire qualcosa su questa cosa della provincia....

  6. #136
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 18 febbraio 2005

    Marche, i laici candidano Tiraboschi

    di Aldo Torchiaro

    La Casa Laica si propone, in tutt’Italia, come valore aggiunto per la coalizione di centrodestra, permettendole di intercettare i voti dei delusi, degli indecisi e degli elettori fidelizzati da personalità mai integratesi nella Casa delle Libertà.
    In tutto il paese, come regola generale. Ma ogni regola ha la sua eccezione. E per queste elezioni regionali, l’eccezione ha una inflessione marchigiana. Nella regione adriatica, infatti, l’accordo con la Casa delle Libertà non si èraggiunto.
    Malgrado la volontà del premier (“Dobbiamo guardare con decisione all’allargamento della coalizione”, aveva detto Silvio Berlusconi) nelle realtà locali non sempre si è dato seguito a questa linea di condotta.
    Ne dà conto a L’opinione, senza nascondere l’amarezza, Angelo Tiraboschi.
    La sua candidatura alla presidenza della regione Marche, che secondo i sondaggi avrebbe portato il centrodestra alla guida della regione storicamente rossa, è stata rifiutata dall’alleanza che va dall’Udc ad An.
    Gli è stato preferito un ex democristiano, Francesco Massi, 47 anni, che pure non sembra poter raccogliere più consensi di quelli - strettamente di minoranza - degli elettori di centrodestra.
    E così il Pli, il Partito Repubblicano, il Nuovo Psi, iniseme con la Dc di Gianfranco Rotondi hanno messo insieme una squadra che si candida da sola, come terzo polo, in alternativa a centrodestra e centrosinistra. Anche la nuova Dc è quindi della partita.
    Nei giorni scorsi il segretario regionale dell’ Udc Antonio Pettinari ha notificato alla Dc, così dice una nota, il veto di Follini all’apparentamento con la CdL.
    Anche se la Dc marchigiana non si è scomposta più di tanto, essendo già orientata a convergere con il terzo polo che - così afferma la nota - sosterrà come presidente della regione il socialista Angelo Tiraboschi.
    Il Patto Democratico punta non solo a contarsi ma ad eleggere per lo meno due consiglieri regionali.
    Dobbiamo superare il tre per cento, dice Tiraboschi, e valicare lo sbarramento.
    Poi in consiglio regionale sapremo far valere le nostre ragioni.
    Siamo una squadra di professionisti della politica, ci dice,ci dispiace solo non aver fatto capire a Berlusconi che bisogna mettere insieme più consensi di quelli già acquisiti, sennò rimane tutto inutile. Alla sua voce si lega quella di Rotondi: “Noi siamo e restiamo dalla parte di Berlusconi: ma se lui non è in grado di ricevere i nostri voti, cosa possiamo fare?”

  7. #137
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 20 febbraio 2005

    PRI

    L’ING. D’EMIDIO ELETTO CONSIGLIERE NAZIONALE

    L’ingegnere Mario D’Emidio è stato eletto consigliere nazionale del
    Partito Repubblicano Italiano. Nel recente congresso nazionale del Pri
    svoltosi a Fiuggi, il partito ha denunciato le contraddizioni dell’attuale
    modello italiano del bipolarismo da cui deriva la necessità di costituire
    coalizioni elettorali e politiche non omogenee. I repubblicani auspicano
    quindi nuove condizioni politiche e nuovi modelli elettorali in grado di
    arrestare il declino economico del Paese e di affrontare le grandi sfide
    internazionali. Dopo una storica scissione, il Pri, guidato dal segretario
    nazionale Giorgio La Malfa, fa parte della coalizione di centrodestra.

  8. #138
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    Predefinito la Repubblica Romana festeggiata a Jesi ...

    .... Il 9 febbraio è stato l'anniversario della Repubblica romana di Giuseppe Mazzini, proclamata nel 1849 ... un evento per i Repubblicani marchigiani che sono soliti festeggiarla con riunioni conviviali ... una vera occasione per ritrovarsi a festeggiare a tavola con amici repubblicani ... e così, i repubblicani jesini si sono ritrovati numerosi al ristorante Eden Park di Marzocca ... alla presenza del segretario regionale del Pri, Giuseppe Gambioli e di molti repubblicani confluiti anche dalla provincia di Pesaro ... insomma una bellissima occasione conviviale ...

  9. #139
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 25 febbraio 2005

    Il Patto lancia Tiraboschi

    ANCONA Angelo Tiraboschi, l'ex deputato socialista, è il candidato governatore del Patto Democratico, aggregazione di sei sigle (Nuovo Psi, Psdi, Partito Repubblicano Italiano, Pli, Ambientalisti Verdi Verdi-Animalisti e Sinistra Democratica) che si presenta nelle Marche con un'unica lista e l'obiettivo di essere «il terzo polo» e «la vera alternativa al centro destra e al centro sinistra».

  10. #140
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Edera, riscoprire le nostre radici ed aggiornarle agli scenari contemporanei/E’ ancora oggi valido il metodo mazziniano di una continua educazione al processo democratico

    Ribadire all’esterno le scelte politiche repubblicane

    Le scelte di lotta e di schieramento del Partito repubblicano italiano sono state fatte mettendo sempre in primo piano la politica estera.

    Il Congresso di Fiuggi si è celebrato all’indomani di una grande scommessa della democrazia: le votazioni in Iraq.

    Credo che il Partito repubblicano si debba sentire orgoglioso di appoggiare l’attuale Governo italiano che, come forza di pace, mettendo a rischio la vita dei nostri connazionali, come purtroppo è accaduto, partecipa attivamente ad instaurare la democrazia in diversi paesi e si trova in prima fila ad affrontare la crisi internazionale terroristica.

    Il Pri, per decenni si alleò con la Democrazia Cristiana e sostenne con forza una politica atlantica, fino a favorire l’installazione delle basi missilistiche, pur di ostacolare il comunismo.

    Oggi, dopo l’attentato alle Torri gemelle, la politica estera è diventata ancora più complicata e difficile, e un partito di grande tradizione come il nostro, prima di ogni altra questione, benché importante - che siano le scelte economiche, quelle ambientali, la procreazione assistita, il conflitto d’interessi o i deplorevoli condoni - dovrà subordinare le proprie scelte ad una giusta ed intransigente politica estera.

    Come sostenemmo il Governo di centrosinistra quando l’Italia, allora col ruolo di forza belligerante, e non come forza di pace, contribuì a liberare il Kosovo dalla tirannia, con lo stesso spirito gli italiani ora sono orgogliosi di trovarsi in Afghanistan ed in Iraq. E dovremmo aiutare quei popoli fino a quando ce lo chiederanno.

    L’augurio più bello che i repubblicani possono rivolgere al popolo iracheno è quello di sconfiggere il terrorismo e di far crescere la delicata pianta della democrazia.

    Il popolo afghano dopo decenni di guerra, dopo l’oscurantismo inumano imposto dai talebani, sta assaporando i primi benefici di una timida ma pur sana democrazia. Ci sarà tanto da fare, ma anche il Medio Oriente, teatro di guerre e soprusi, come lo fu l’Europa nel secolo scorso, troverà un giorno la sua pace.

    Una pace che dovrà essere conquistata giorno per giorno, i repubblicani questo lo sanno bene e quest’anno, con la ricorrenza bicentenaria della nascita di Mazzini, sarà un’occasione per rinverdire quei principi democratici a cui il profeta dedicò tutta la sua vita.

    Il grande pensatore rivoluzionario non avrebbe sfilato con le bandiere della pace, Giuseppe Mazzini era un uomo d’azione, che credeva nella nazione come base di ogni governo democratico e nell’esportazione della democrazia.

    Nel 1846, in Inghilterra, scrisse e pubblicò sul "People’s Journal" sei articoli denominati "Pensieri della democrazia in Europa" e il primo di questi articoli inizia con queste parole, ancora attualissime: "La tendenza democratica dei nostri tempi, il moto di ascesa delle classi popolari desiderose di prender parte alla vita politica non è più un sogno utopico, né un’incerta previsione: è un fatto, un grande fatto europeo che occupa ogni mente, incide sugli indirizzi dei governi, sfida ogni opposizione".Come nell’800 il popolo europeo sfidò ogni opposizione pur di prendere parte alla vita politica, oggi le donne e gli uomini afghani ed iracheni mettono a repentaglio la propria vita pur di beneficiare del suffragio universale.

    Credo che noi dovremmo condannare nazioni come la Francia, la Germania e la Spagna che con il loro immobilismo e comportamento pilatesco ignorano il dramma iracheno, e danno speranze ai tagliatori di teste che con il terrore vorrebbero soggiogare popoli interi.

    Il ritiro effettuato da Zapatero, dimostra che di fronte alla paura del terrorismo, una democrazia europea ha rinunciato a quei valori di civiltà, a quei principi liberali che caratterizzano le nostre società.

    Come riteniamo una corbelleria pensare di chiudere la porta dell’Europa alla Turchia che pur di sostenere un Islam moderato e democratico conta i suoi morti.

    Mazzini, sempre in quell’articolo, diceva: "Noi protestiamo contro ogni diseguaglianza, contro ogni oppressione, dovunque siano praticate: perché noi non consideriamo nessuno come straniero; noi distinguiamo solamente il giusto dall’ingiusto …".

    Il segretario Francesco Nucara è consapevole del momento storico in cui viviamo. Alla vigilia di una nuova era, con il rischio di uno scontro tra civiltà, egli si chiede chi sono oggi i repubblicani e perché sono iscritti a questo partito. Fare un bilancio delle nostre cognizioni dovrebbe essere facile, basterebbe rimanere ancorati alle nostre radici e, come ci sollecita il segretario, dovremmo fare uno sforzo maggiore per acquisire quella forza necessaria per rendersi, nei fatti, ciò che si è nello spirito.

    Voglio ricordare che la democrazia è il regime moderato per eccellenza, non ha bisogno di eroi ma, per progredire, per diffondersi all’umanità, ha bisogno di un vero apostolato della conoscenza.

    Ha bisogno di un confronto con la società e la classe politica con profondo realismo, senza ideologismi e tenendo presente l’importanza di quell’insegnamento che Mazzini si auspicava.

    Egli profeticamente diceva: "Il problema che vogliamo risolvere è un problema educativo; è l’eterno problema della natura umana; all’avvento di ogni era, a ogni scalino che noi saliamo, cambia il nostro punto di partenza, e un nuovo obiettivo, dietro quello appena raggiunto, si apre al nostro sguardo" .

    E’ questo il grande compito dei repubblicani, del partito democratico per eccellenza: far conoscere il valore politico dell’educazione nella democrazia.

    Giuseppe Gambioli
    segretario provinciale
    Pesaro Urbino

 

 
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