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Discussione: Repubblicani in UMBRIA

  1. #91
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    Riceviamo da Omar Proietti

    PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA

    Ing. Luigi Percivalli Sezione P.R.I. “Massimo Arcamone” Foligno

    La tragica collisione nello stretto di Messina, avvenuta il 15 gennaio, riporta all’attualità la mancata costruzione del ponte.

    COME E’ AVVENUTO L’INCIDENTE

    Quantunque interessante ma puramente per l’aspetto cronistico riportiamo la sequenza dei fatti come riferiti dalle cronache dei giornali.

    Secondo uno dei periti (quattro) incaricati dalla Provincia di Messina di accertare le cause del disastro, nel quale morirono quattro uomini dell’equipaggio del mezzo veloce delle Ferrovie, la tragica collisione tra il Segesta Jet e la nave portaconteiner Susan Borchard sarebbe stata causata dalla “mancata precedenza” di una delle tre navi presenti in zona. Oltre alle due navi sopra indicate l’altra nave che incrociava in zona era il traghetto Zancle della società privata Caronte e Tourist.

    Ora, secondo indiscrezioni riportate dai quotidiani locali sarebbe stata proprio la Zancle a mantenere una rotta diversa da quella prevista dalla regolamentazione del traffico navale tagliando il percorso della Segesta e oscurandole la visuale.

    Ma si tratta per ora solo di ipotesi.

    Conoscendo la Magistratura italiana (e forse non solo italiana) la verità la sapremo fra qualche mese (o anno).

    I PRECEDENTI

    Si può riassumere in un numero: 44 incidenti in 50 anni:

    Nel 1985 lo scontro fra la petroliera greca Patos e la nave spagnola Castello di Monteargon provocò tre morti, oltre alla perdita del carico della petroliera.

    IL PARERE DEI POLITICI

    Lo avevano approvato (il ponte sullo stretto) tutti i governi delle passate Legislature, lo aveva ritenuto opera prioritaria anche il Parlamento europeo, lo aveva approvato pure il CIPE.

    A fronte di tutti questi “autorevoli” pareri hanno prevalso i soliti VERDI e gli integralisti della estrema sinistra, facenti parte dell’attuale maggioranza.

    Poteva mancare il parere di un Ministro? No di certo: abbiamo quello del Ministrto dei Trasporti, Alessandro Bianchi, il quale in una intervista data a RAI 2, l’11 febbraio alle ore 15,10 si è espresso chiaramente: “IL PONTE SULLO STRETTO E’ UN’OPERA DANNOSA”.

    In verità il nostro aveva già chiarito in un suo documento che l’opera non rientrava nei programmi del governo.

    E all’indomani della sua nomina si era affrettato a dire: “IL PONTE SULLO STRETTO E’ UN’OPERA INUTILE”.

    Diversamente si era espresso il Governo regionale Milazzo.

    Addirittura durante il suo governo gli americani avevano approntato un progetto di massima impegnandosi a costruirlo (il ponte) a loro spese in 5 anni chiedendo a risarcimento delle spese semplicemente lo sfruttamento (pedaggi) per 20 anni.

    Più recentemente il Presidente della regione Siciliana (Salvatore Cuffaro) ha espresso chiaramente il suo parere, interpretando quello dei siciliani in un colloquio con Romano Prodi: “Il ponte ce lo facciamo noi. Il ponte sullo stretto è un’opera che non costerà un solo euro allo stato ed è già finanziato al 90% con somme vincolate”.

    Tutto bene ma Prodi gli darà licenza di farlo?

    E’ lecito dubitarne…. Anche se lo stesso Prodi nel lontano 1983, quando era Presidente dell’IRI parlava di una soluzione stabile per unire la Calabria e la Sicilia.

    UN SIMPATICO ANEDDOTO

    Per finire non posso fare a meno di riferire un simpatico aneddoto riferito da Cuffaro (Presidente della Regione Siciliana): frugando fra le sue carte trova una vignetta che ritrae il vicepremier Francesco Rutelli che a una folla di messinesi accorsi ad ascoltarlo assicura: “il ponte sarà inaugurato il 2 giugno del 2012”.

    Accanto alla folla plaudente, un tipo, sicuramente di Ganzirri, intento a pescare, chiede scettico: “sì, il 2 giugno del 2012, ma di mattina o di pomeriggio?

  2. #92
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    Riceviamo da Omar Proietti

    Si è tenuto Domenica 25 Novembre presso il ristorante “La Brace” a Cascia di Perugia, alla presenza dell’amico Franco Torchia della Direzione Nazionale, un incontro conviviale dei repubblicani umbri.

    Enzo Durazzi nuovo coordinatore regionale del Partito, ha illustrato le linee guida attraverso le quali dare impulso alla riorganizzazione e alla conseguente crescita del partito in Umbria.
    Omar Proietti consigliere nazionale e segretario del partito di Foligno e Gianfranco Gargagli responsabile della sezione di Terni, nel concordare con l’intervento di Durazzi, hanno posto l’accento sulla inderogabile necessità di rendere più incisiva l’azione del partito, attraverso un azione costante volta fare politica attiva sui problemi del territorio. Solo così, rendendo visibili le battaglie e le proposte dei repubblicani, è possibile accrescere l’interesse ed il consenso nei confronti del partito dell’edera.
    Particolarmente apprezzato è stato l’intervento del giovane coordinatore della neo-costituita sezione di Bastia Umbra, primo tangibile segnale, della volontà del PRI di tornare a crescere anche in questa regione.
    Gli altri amici intervenuti, tra i quali segnaliamo con piacere Gianluca Fratoni da poco rientrato nel Partito, hanno con convinzione ribadito il loro impegno volto al rilancio del Partito, sulla base di una chiara impostazione politica e programmatica che ci vede anche in questa regione collocati in una posizione distante ed alternativa da quella della sinistra la cui concezione egemonica dell’esercizio del potere, è stata più volte negativamente sottolineata per i guasti che ha prodotto e che continua a produrre. Guasti peraltro, che sono alla base della scarsa crescita anzi della sostanziale stagnazione, che caratterizza ormai da troppi anni l’economia dell’Umbria.
    Le conclusioni, sono state tratte dall’amico Torchia il quale, nel rispondere puntualmente alle osservazioni precedentemente poste dagli amici che sono intervenuti, ha esposto una disamina dell’attuale quadro politico e del ruolo che il PRI intende svolgere per aggregare anche ai fini delle elezioni europee in programma nel 2009, una aggregazione liberaldemocratica di tipo europeo di cui nella travagliata vicenda politica che attraversa il nostro Paese, si avverte sempre di più la necessità. In questo senso,Torchia ha ricordato l’importante convegno che si è da poco tenuto a Milano, organizzato dalla Voce Repubblicana e dal Partito Liberaldemocratico Europeo.
    Nel ribadire il forte giudizio negativo dei repubblicani nei confronti dell’esecutivo Prodi del quale è stata messa in risalto l’estrema fragilità e precarietà nonchè la cronica incapacità di portare avanti quelle riforme di cui il Paese ha bisogno, Torchia si è detto fiducioso sulle possibilità di crescita del PRI, crescita di cui è testimonianza non solo la ripresa organizzativa ormai in atto da tempo, ma i sempre più numerosi segnali attenzione che ci pervengono anche attraverso La Voce ed il sito del Partito e ciò, nonostante le difficoltà che permangono alte, nel portare all’attenzione del grande pubblico in specie di quello televisivo, le posizioni del Partito Repubblicano.

    PRI UMBRIA

  3. #93
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    Riceviamo dalla sezione P.R.I. "Massimo
    Arcamone" di FOLIGNO (Perugia)


    MAGGIORANZA DIVISA

    Ci fa piacere che il Consiglio Comunale abbia finalmente assunto una posizione chiara in relazione alla ss77 e ci fa ancora più piacere che il grosso della maggioranza che amministra questa città, abbia alla fine convenuto sulla utilità della stessa ai fini di ridurre l’isolamento viario del nostro territorio, di incrementarne le potenzialità economiche e turistiche, rendendo peraltro più consistente il rapporto tra la nostra regione e le Marche.

    Diamo atto volentieri all’assessore Stella di essersi mosso in questa ultima circostanza, con coerenza e sollecitudine.

    Lo ha fatto accelerando un po’ troppo i tempi non dando quindi eccessivo spazio all’ennesimo confronto partecipativo con questo o quel soggetto? Pazienza.

    A parte che di spazi e di momenti partecipativi sulla 77 ce ne sono stati anche troppi visto che non è certo il tempo che è mancato e visto anche che alcuni sono stati promossi tramite iniziative pubbliche, dalle forze politiche dell’attuale opposizione senza per inciso, che fossero presenti coloro che oggi si stracciano le vesti sull’importanza della “partecipazione”.

    Di percorsi cosiddetti partecipativi costellati di veti, sono già morte svariate opere pubbliche in questo Paese dove la politica ha perso e da tempo,la capacità di decidere e quindi non ci scandalizziamo di certo se per una volta, chi ha il dovere in virtù del mandato popolare di prendere delle decisioni,le porti poi avanti senza indugi.

    A noi interessa la sostanza e cioè che l’iter per la realizzazione della 77 viaggi il più speditamente possibile visto e considerato che di tempo se ne è perso sin troppo, diciamo pure svariati anni se non qualche decennio.

    Il punto politico quello vero che emerge dalla vicenda però, è che ancora una volta su un punto qualificante di primaria importanza dell’agenda di governo,la coalizione che amministra questa città si sia spaccata e non già per il voto contrario di un consigliere del PD peraltro motivato con argomentazioni francamente stucchevoli per non dire altro,ma per la contrarietà espressa da Rifondazione Comunista.

    Ora, intendiamoci bene.

    Non ci sorprende la posizione di questo partito da sempre contrario per ragioni ideologiche (checche ne dicano loro), ad ogni intervento volto a modernizzare le infrastrutture e quindi il volto di questo Paese,ma il perpetuarsi di una anomalia politica quale quella che vede i comunisti spesso in dissenso con il Sindaco e la giunta. Ci si potrebbe domandare naturalmente,perché mai Rifondazione visto e considerato che sulle questioni più importanti spesso dissente con gli alleati,non ne tragga le dovute conseguenze.

    Evidentemente, la coerenza politica per quelli di Rifondazione è un accessorio di secondaria importanza.

    Quello che ci chiediamo però è - alla luce di quello che è accaduto in Consiglio - , che cosa aspetti il Sindaco o chi per lui, ad aprire una seria verifica politica all’interno della maggioranza. E’ una domanda retorica la nostra? Può darsi anzi,conoscendo gli interlocutori ai quali ci rivolgiamo è quasi certo però, se sull’argomento più importante oggi sul tappeto la maggioranza si divide, con quale credibilità l’attuale amministrazione può continuare a governare?

    L’opposizione dal canto suo attraverso i propri gruppi consiliari, ha dato prova di responsabilità e compattezza esprimendo il proprio parere favorevole in conformità a quella che è stata una battaglia portata avanti per anni per la 77 a quattro corsie,battaglia portata avanti contro una certa sinistra e contro anche quella parte della sinistra oggi convertita sulla via di Damasco,che sulla 77 è per anni stata inerte quando non diffidente e ci riferiamo anche ad alcuni di coloro che l’altro giorno in consiglio comunale, hanno alzato la manina per dire di sì.

    Va da se infine, che una fondamentale coesione e coerenza programmatica è quanto si pretende da una coalizione che voglia presentarsi quale alternativa credibile a questa maggioranza ed è una condizione fondamentale affinché i repubblicani possano farne parte.

    Non c’è dubbio che per quanto ci riguarda, l’atteggiamento nei confronti di un punto essenziale e qualificante quale quello della realizzazione della 77, costituisce un discrimine non eludibile.

    Lo diciamo a scanso di equivoci, sia alla luce della posizione assunta dal rappresentante dei Verdi in consiglio comunale, sia alla luce di qualche tentativo di cui siamo venuti a conoscenza , volto a costruire un generico ed indistinto raggruppamento di tutti i soggetti e di tutte le forze politiche collocate oggi all’opposizione.

    OMAR PROIETTI Segretario PRI Foligno

  4. #94
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    Riceviamo dalla sezione P.R.I. "Massimo
    Arcamone" di FOLIGNO (Perugia)


    Prendiamo atto con piacere del fatto che il consigliere Eusebi ed altri del PD, abbiano rilevato la strategicità della nuova 77 a quattro corsie ai fini dello sviluppo del nostro territorio. E’ curioso notare, come lo abbiano fatto utilizzando gli stessi argomenti portati avanti da coloro che, sulla necessità di realizzare tale infrastruttura, si erano convinti anni prima di loro e delle stesse amministrazioni di sinistra che si sono succedute alla guida di questa città.

    Nessun problema comunque,come dice il proverbio, ”meglio tardi che mai”.

    Al tempo stesso, siamo pieni di comprensione per il tentativo che Eusebi si è accollato, di contenere entro determinati limiti il dissenso di un consigliere del suo stesso partito e della solita Rifondazione Comunista partito che con la generosa compiacenza di Eusebi e dei suoi colleghi di maggioranza, si consente il lusso di svolgere da tempo a seconda delle circostanze, il duplice ruolo di governo e di opposizione.

    Non siamo di certo preoccupati per il tentativo che era del tutto prevedibile, di creare allarmismo sulla nuova 77 inventandosi di sana pianta, il solito ed immancabile “comitato di cittadini”che naturalmente non esiste se non nelle persone di qualche militante di Rifondazione o dei cosiddetti verdi.

    Chi non voleva la 77, continua a dire di no portando avanti una battaglia di retroguardia di carattere puramente ideologico atteggiamento peraltro, che costituisce l’autentica cifra politica di quel partito e più in generale della sinistra estrema.

    Nulla di nuovo quindi.

    A noi in verità e lo diciamo sommessamente, sembra un tentativo patetico non solo per l’inconsistenza delle obiezioni sollevate che poi sono sempre le stesse peraltro da tempo già abbondantemente affrontate e chiarite, ma perché questi signori ci appaiono come quei soldati giapponesi che furono trovati in trincea con l’elmetto in testa, anni dopo che la guerra era finita.

    La 77 a quattro corsie ormai è cosa fatta e quindi, quelli di Rifondazione ed il consigliere Savina possono mettersi l’anima in pace oppure se vogliono, continuare ad abbaiare alla luna.

    Tutt’al più potranno provare (cosa che sicuramente faranno) a rallentarne l’iter con pretesti vari cosa però che potrà riuscirgli solo se troveranno connivenza nell’amministrazione comunale il che purtroppo, non siamo certo in grado di escluderlo dal momento che ne fanno parte e dal momento che il sindaco Marini ed il resto della giunta, non hanno mai brillato nei loro rapporti con Rifondazione, per determinazione politica e decisionale.

    Quello che non vorremmo è che alla fine, pur di bloccare l’avvio dei cantieri,qualche testa calda si mettesse in testa di scimmiottare quelle forme di boicottaggio violento che sono divenute una triste italica usanza.

    Purtroppo,conoscendo la sensibilità democratica di alcuni soggetti,non ne saremmo sorpresi più di tanto.


    Omar Proietti
    Segretario P.R.I. Foligno

  5. #95
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    Le sedi del PRI in Umbria

    Bastia Umbra PG
    Foligno PG
    Terni TR


  6. #96
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    Riceviamo da Omar Proietti

    FOLIGNO - (Perugia) - I repubblicani, capiscono e comprendono la decisione assunta dai commercianti dell’associazione “Innamorati del centro”, di creare un servizio di vigilanza privata con lo scopo di favorire un contesto di sicurezza e di tranquillità nel centro storico per lo meno nelle ore più a rischio.

    E’ di certo una iniziativa “anomala”se vogliamo e che in un contesto normale non sarebbe stata necessaria, ma è una risposta eloquente nel segnalare lo stato di insicurezza e di disagio che oramai da anni, percepiscono coloro che vivono ed operano nel nostro centro storico.

    Ciò, è dovuto da un lato agli episodi di criminalità che micro o meno che sia, si verificano con una frequenza via via sempre più crescente, dall’altro, all’assoluta latitanza ed inettitudine dell’amministrazione comunale -che peraltro in materia sconta al suo interno differenze di fondo-, sul fronte della sicurezza e della tranquilla convivenza cittadina.

    Il tema però, va al di là degli aspetti prettamente legati alla sicurezza come ci sembra abbia colto uno dei commercianti interpellati il Sig.Massimiliano Tiburzi, che richiama il degrado nel quale vive da tempo il centro storico quale effettiva causa di tanta insicurezza additando a mò di esempio, la cattiva gestione nell’assegnazione delle unità abitative. Ma di esempi aggiungiamo noi, se ne potrebbero fare altri; dalla scarsa igiene alla carente illuminazione, alla presenza in particolar modo in alcune ore, di extracomunitari clandestini dediti a delinquere.

    Il tutto,nella più plateale assenza (tranne qualche sporadico caso) di interventi volti a riqualificare e valorizzare il centro storico rendendolo nuovamente fruibile ai cittadini di Foligno che ora al contrario, tendono a rimanerne alla larga ed è anche difficile dargli torto.

    Anzi,va pure aggiunto che quelle iniziative che sono state prese nel tentativo di renderlo nuovamente “vivo”, sono state portate avanti molto spesso dagli stessi commercianti, quelli ai quali il Sindaco Marini risponde ora con argomenti e toni che definire stucchevoli è dire poco.

    Ma Marini e la maggioranza d’altra parte, di argomenti concreti non ne hanno essendo stata assolutamente fallimentare -come anche questa vicenda dimostra-, tutta la politica inerente il centro storico seguita da questa amministrazione ammesso e non concesso che ne abbia mai davvero avuta una.

    Marini, si è distinto soltanto nel vendere fumo sul centro storico magnificando interventi che non ci sono mai stati e promettendo interventi rimasti sempre sulla carta. Che ne è dei risultati del famoso “forum sul centro storico”sig.Sindaco.? Noi lo dicemmo subito che si trattava di una vetrina propagandistica, in realtà fummo anche troppo ottimisti perché quel forum non le è servito nemmeno a quello. Ora il Sindaco, scopre l’utilità di un efficace servizio di video-sorveglianza dopo che per anni forze politiche di minoranza, commercianti e associazioni lo hanno inutilmente sollecitato. E come li convince i suoi colleghi di giunta quelli di Rifondazione e della sinistra estrema?

    Quanto al vice-Sindaco Mismetti, le sue ironie da quattro soldi sulla pelle dei commercianti che hanno il legittimo desiderio di veder tutelati i propri beni e cioè i frutti del proprio lavoro, si commentano da sole. Si può anche valutare criticamente questa iniziativa assunta dai commercianti,ma il senso di insicurezza che esprimono e al quale questa amministrazione comunale

    -della quale Mismetti è tanta parte- non ha mai saputo dare risposte non a chiacchiere ma nei fatti, merita maggior rispetto.

    Omar Proietti
    - Segretario P.R.I. Foligno

  7. #97
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    Rifiuti: Un consiglio dei Ministri non risolve il problema

    Quando si parla degli Italiani si dice che siamo un popolo di Santi, Poeti e Navigatori ma quel che non si dice o meglio viene solo mormorato è che siamo anche un popolo di sozzoni, vorrei aggiungere, non certo per vocazione ma per necessità. E’ ciò che si potrebbe pensare della Campania e Napoli in particolare, un popolo, una lingua, una cultura che sta facendo dell’ immondizia una virtù, visto che a distanza di settimane preferisce vivere con i propri rifiuti sotto casa anziché portarli a discarica e trattarli adeguatamente.
    Si dice che la camorra vi giochi un affare di miliardi, ma si dice anche che il nord industrializzato abbia individuato nel sud la pattumiera d’Italia riversandovi quanto di scomodo non si voglia avere in casa.
    Mi chiedo se l’atteggiamento dei partenopei sia propenso più a risolvere questo problema che a farne un simbolo così come lo è divenuta la pizza.
    Ad un Consiglio dei Ministri “ propositivo “ svoltosi pittorescamente a Napoli con l’intento di risolvere il problema rifiuti,i Napoletani hanno risposto con barricate, riuscendo ad individuare in ogni sito proposto aspetti paesaggistici, ambientali, agricoli e quant’ altro la mente riusciva a partorire.
    Salvo verifica, il Cnr ci viene in soccorso con un nuovo sistema di raffinazione dei rifiuti solidi urbani trasformandoli in una risorsa rispettosa dell’ambiente così da soddisfare capre e cavoli come si è soliti dire, si potrebbe dire di aver trovato la panacea di tutti i mali del mondo.
    L’impianto chiamato in gergo tecnico Thor attraverso un mulino di nuova generazione riduce i rifiuti in microscopici pezzi della dimensione di micron producendo un prodotto purificato delle parti più dannose e fornendo materiale atto ad essere combusto con un potere energetico paragonabile ad un carbone di ottima qualità.
    E’ una valorizzazione dei rifiuti che ritorna in circolo con vantaggi economici per l’elevato utilizzo che se ne può fare dal combustibile per motori a funzionanti a biodisel alle caldaie a vapore ai sistemi centralizzati di riscaldamento.
    Non parliamo di futuro o futuribile parliamo di impianti già funzionanti, uno dei quali in Sicilia riesce a smaltire fino ad otto tonnellate ora senza la creazione di aree di stoccaggio.
    Conclusione: facciamo che vedi Napoli e puoi muori rimanga solamente un modo di dire.

    Gargagli Gianfranco - Partito Repubblicano Italiano - Terni

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=5039

  8. #98
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    Proposta Scaiola: Cosa pensa il P.R.I. di Terni

    La crisi che l’aumento del prezzo al barile del petrolio sta inducendo nell’economia dei paesi da esso dipendenti, ha determinato la necessità di dover svincolare la produzione energetica italiana da questa fonte ormai troppo onerosa veicolandola verso fonti alternative come quella del nucleare.
    In Italia con il massimo della disinformazione, facendo leva sull’emotività della gente ci si è avviati verso un referendum che nel 1987 sancì la chiusura delle quattro centrali nucleari esistenti nel nostro paese quali quella di Trino Vercellese, Caorso, Garigliano, Latina definendo in questo modo esaurita l’esperienza del nucleare quale fonte per la produzione di energia elettrica e rendendo il nostro paese dipendente da altre nazioni e per nulla al riparo dai pericoli di eventuali incidenti nucleari così come avvenuto in Slovenia nell’impianto di Krsko o ancora nella lontana Cernobyl.
    Il danno provocato da quel referendum non fu solo l’imbrigliamento della nostra produzione energetica ma fu causa anche della perdita di quei brevetti che aziende siderurgiche italiane produttrici di caldareria pesante avevano lungamente maturato nella realizzazione dei reattori per centrali nucleari.

    Abbiamo accumulato un drammatico ritardo di 20 anni sul nucleare, afferma Nucara, Segretario Nazionale del P.R.I. e ad esso aggiungerei l’impoverimento non solo economico ma anche scientifico dell’Italia.

    I punti su cui dovremmo impegnarci oggi a sostegno della rivoluzione energetica lanciata da Scaiola dovrebbero essere essenzialmente rivolti alla realizzazione di una efficienza energetica che faccia uscire l’Italia dalla dipendenza europea senza con ciò perdere di vista ricerca e sviluppo così da avviarsi verso la realizzazione di reattori di terza generazione.
    Dobbiamo dare sicurezza ai cittadini non solo sulle centrali nucleari, ma anche su ciò che esse di cattivo producono e cioè i rifiuti radioattivi la cui provenienza oltre che dalle centrali può derivare anche da esperimenti di laboratorio. Chi vive d’informazione e non ha conoscenze tecniche chiede che la scelta del nucleare vada subordinata all’individuazione di un sito o più siti di stoccaggio dove riporre questi rifiuti siano essi di seconda o terza generazione. E’ questo forse il problema più annoso che certamente ha condizionato lo sviluppo del nucleare in Italia e sul quale la politica ha giocato un ruolo determinante bloccandolo con le sue pastoie.

    Ne è una testimonianza lo scontro che si è sviluppato sul sito di Scansano Ionico dove si fronteggiano pareri quali quello del presidente della SOGIN e quello del presidente dell’ENEA.

    Tra il parere favorevole espresso dal presidente della SOGIN sull’unicità del sito di Scansano e le perplessità espresse dal Prof. Rubbia, presidente dell’ENEA crediamo che in mancanza di alternative energetiche che possano ridurre se non eliminare la dipendenza dal petroli, vada proseguita la ricerca di un sito geologico capace di ricevere queste scorie per favorire il ripristino dell’esistente e favorire la creazione di nuove centrali.

    L’invito che vorremmo lanciare è rivolto a proseguire in questo senso senza però perdere di vista ricerca e sviluppo delle energie rinnovabili.

    Gargagli Gianfranco

    Partito Repubblicano Italiano
    di Terni

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=5055

  9. #99
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    Riceviamo da Omar Proietti

    Partito Repubblicano Italiano
    Sez. Massimo Arcamone - Foligno

    Leggiamo dal bollettino comunale “città di Foligno”, che per l’assessore Stella, ”la nuova 77 quattro corsie, è la realizzazione di un sogno”.

    Non intendiamo certo polemizzare con l’assessore Stella al quale, diamo atto volentieri di essersi sempre speso coerentemente nelle sue vesti amministratore in favore di questa nuova arteria, però ci permettiamo di dire a Stella, che il sogno di cui parla forse era il suo,non certo quello di buona parte dei suoi colleghi di maggioranza il cui sogno al contrario, è stato sempre quello di ostacolare e boicottare l’avvio di questa indispensabile infrastruttura.

    Tutt’ora, assistiamo ai tentativi operati da esponenti di Rifondazione e purtroppo anche del neonato PD, volti a mettere i bastoni tra le ruote del progetto.

    Buon per Stella e per il Sindaco Marini, che in città l’opposizione politica vuoi per timidezza,vuoi per un malinteso senso del fair-play, vuoi come noi temiamo per la debolezza che la pervade, rinunci a precisare alla cittadinanza come in realtà sono andate le cose sulla 77 e cioè, che per anni sono state solo alcune forze della minoranza a battersi per la 77 a quattro corsie nell’indifferenza quando non nella disapprovazione occulta e palese, delle varie amministrazioni di sinistra che hanno governato questa città.

    Precisiamo queste cose solo per amor della verità,senza minimamente disconoscere il fatto che,sia pur con anni di ritardo, i nostri amministratori sia quelli regionali che quelli locali,sembrano finalmente essersi accorti della assoluta indispensabilità anche in ordine alle ricadute economiche, di questa infrastruttura viaria.

    Il progetto è ora in fase di decollo anche per ciò che concerne il tratto umbro e non saranno di certo le resistenze di certa vecchia sinistra e quelle di vecchie cariatidi del sottobosco politico locale come il Sig.Rambotti, a poterlo fermare.

    P.R.I. Foligno

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    Sez.PRI "Massimo Arcamone"
    FOLIGNO

    Leggiamo da qualche settimana a questa parte,il consueto balletto di nomi sui possibili candidati a Sindaco di questa o quella coalizione,posto che queste ultime non si sa nemmeno quante saranno né come saranno composte. Abbiamo invece assistito al balletto quello vero e francamente non molto edificante,delle trasmigrazioni in questo o quel gruppo all’interno del Consiglio Comunale.
    Noi invece non essendo interessati ai balletti né del primo né del secondo tipo sopra descritti, vogliamo far presente sia quella che riteniamo essere una necessità politica urgente ed imprescindibile per l’opposizione di questa città,sia una proposta politica che sottoponiamo alle forze politiche della minoranza.
    La prima, è quella di scendere in campo il prima possibile e cioè senza aspettare la ripresa autunnale,per prefigurare alla cittadinanza la squadra che si intende mettere in campo e soprattutto il progetto politico e programmatico che ci si propone di realizzare.
    E evidente che poter far questo,sia necessario chiarirsi quanto prima con l’UDC onde poter capire nella chiarezza e senza ambiguità,se questo partito intende o meno far parte della coalizione.
    Stante l’avvicinamento a quel partito,di esponenti legati fino a ieri a doppio filo con l’attuale amministrazione cominciamo a dubitarne a meno che, questi ultimi non si siano resi conto alla fine della legislatura,che la giunta Marini non è stata all’altezza.
    Sapremo presto comunque,se la reiterata assicurazione fornita un giorno sì e l’altro pure da Ronconi e la Monacelli circa l’alternatività dell’UDC rispetto alla sinistra in Umbria,sia autentica o meno.

    La seconda e qui veniamo alla proposta, è quella di invitare le forze politiche un tempo facenti parte della Casa delle Libertà,a presentarsi anche a Foligno con una sola lista avente come simbolo quello del PDL già sperimentato con indubbio successo alle recenti elezioni politiche.
    Una tale scelta costituirebbe a nostro avviso, un segnale di coesione e di unità tale da rendere più credibile e convincente lo sforzo di rappresentare una alternativa di governo per la città.
    Va da se,che tale eventuale lista, potrà essere aperta all’apporto di movimenti o di singole personalità che in virtù del programma, dovessero rendersi disponibili a portare un contributo.
    Per ora però,quello che si nota è un preoccupante silenzio da parte dell’opposizione.
    Se si pensa di poter attendere l’ultimo momento(come è già accaduto più di una volta nel recente passato) per poter mettere in piedi alla meno peggio una coalizione con un candidato sindaco votato già in partenza alla sconfitta ma con la garanzia in via riservata di poter spendere tale sua disponibilità per una successiva e più proficua candidatura da qualche altra parte, lo si faccia intendere subito.

    Omar Proietti

    Segretario PRI Foligno
    omar proietti

 

 
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