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Discussione: Repubblicani in UMBRIA

  1. #71
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    Predefinito riceviamo dalla Sezione PRI Massimo Arcamone di Foligno

    Abbiamo letto la dichiarazione con la quale il Presidente del Consiglio Comunale Mattioli,non solo si autoassolve dalle critiche a lui indirizzate dalla CDL ma, con la modestia che lo contraddistingue,lo fa lodando se stesso per il modo a suo dire impeccabile, con il quale esercita il suo ruolo.Intanto,segnaliamo il fatto che nessun partito della maggioranza almeno sino ad ora,si sia sentito in dovere di prendere le sue difese e poi,avendo assistito ai lavori dell’ultimo Consiglio Comunale,ci pare che la sua ricostruzione dei fatti sia stata come dire, alquanto di comodo.

    Più in generale,pur non mettendo assolutamente in dubbio la conoscenza che Mattioli ha-com’è suo dovere-del regolamento,ci pare che qualche osservazione critica il presidente non solo se la meriti,ma possa anche accettarla senza considerarla un “delitto di lesa maestà”.

    Noi non siamo rappresentati in quanto tali nel Consiglio Comunale e pertanto ci capita di assistere -tra il pubblico-ai lavori dello stesso.Non pretendiamo quindi, di giudicare in modo esaustivo e categorico il modo attraverso il quale Mattioli gestisce l’andamento dei lavori.Però, se ci è concesso esprimere quella che è una nostra modesta impressione ormai consolidatasi,ci pare che Mattioli non riesca a capire fino in fondo,che il suo non è un ruolo politico ma istituzionale e, come tale, “super partes”.Al di là dei singoli episodi, segnalati anche nella recente conferenza stampa dai consiglieri comunali della CDL,è ormai evidente, dagli atteggiamenti e dai toni troppo spesso da lui esibiti nei confronti della minoranza consiliare,come Mattioli faccia molta fatica ad esercitare quella correttezza e quel rispetto che,stante il ruolo che ricopre,è tenuto ad avere e manifestare nei confronti di tutti i suoi colleghi,siano essi di maggioranza o di opposizione.

    OMAR PROIETTI

    Segretario PRI Foligno

  2. #72
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    Predefinito

    Intervento dell’amico Arch.Alessandro Balucani, pubblicato dalla “Voce Repubblicana” l’8 Settembre u.s.


    --------------------------------------------

    Mi siano consentite, una serie di considerazioni sull’articolo comparso sulla Voce Repubblicana del 5 luglio , che riportava l’intervento del Presidente La Malfa al Consiglio Nazionale del 2 luglio u.s.
    Un intervento pregevole per contenuti ed esaltante per le motivazioni che sono alla base dell’azione Repubblicana. Un intervento talmente spietato nell’analisi della situazione attuale che non sembra lasciare spazi a fantasie o soluzioni empiriche. Su una cosa non mi trovo d’accordo con il Presidente: quando parla delle grandi aziende (Olivetti, Montecatini, Edison, Pirelli, Fiat) che sarebbero state distrutte da una sinistra che odiava il capitalismo e che vedeva in queste aziende il nemico da combattere.
    E’ vero, Presidente La Malfa; mi ricordo perfettamente quel periodo e posso testimoniare la bontà delle affermazioni. Personalmente ritenevo che la sinistra, in quegli anni, stesse facendo il suo mestiere (insieme ai sindacati) e non faceva altro che combattere ogni forma di capitalismo in tutti modi, sino al punto da favorire(sia pure indirettamente)quel clima politico e quelle degenerazioni che portarono agli anni di piombo.
    Non voglio curarmi di loro perché li conosco bene. Avrei voluto, invece, leggere qualche parola su quella politica governativa che per decenni ha sponsorizzato la grande azienda con una tale quantità di denaro pubblico da competere con la politica sovietica. E allora come oggi, sempre alla ricerca di rendite di posizione, di monopoli, di privilegio.
    E alle piccole imprese quali speranza restavano quando lo Stato ha “regalato” l’Alfa Romeo alla Fiat? Quelle stesse piccole imprese che hanno rappresentato, come oggi, la spina dorsale di questo Stato ma che non potevano godere degli stessi privilegi né economici né legislativi.
    E nessuno che abbia mai pensato di trasformare l’aiuto di Stato (avvenuto con i soldi delle imposte dei cittadini) in una cessione di azioni agli stessi cittadini finanziatori in modo da trasformare la grande azienda in una public company.
    E quale attenzione è stata riservata alle piccole o piccolissime aziende? Solo una continua e crescente legislazione tendente ad ostacolare ed ingessare la loro azione.
    Si è mai domandato, Presidente, cosa deve fare oggi un modesto cittadino che volesse avviare un’attività di vendita di noccioline al pubblico?
    Inizierà con le domande in Comune, alla Camera di commercio, dovrà superare degli esami per dimostrare una competenza, si dovrà iscrivere all’ufficio IVA, dovrà nominare un commercialista, dovrà interessare i competenti uffici dell’USL, dell’Ufficio tecnico, dei controlli messa a terra, dei controlli caldaie per il riscaldamento, dovrà fare un progetto per dimostrare il livello di impatto acustico, di contenimento dei consumi, l’HACCP (origine sovietica?) etc.etc.
    Il tutto per poter guadagnare quei due o tremila euro al mese necessari per mandare avanti la famiglia. Una muraglia di 133.000 leggi che si erge ad ostacolo di qualsiasi iniziativa o flessibilità aziendale.
    E si è mai domandato, Presidente, cosa deve fare un cittadino per essere nominato nel Consiglio di Amministrazione di una delle migliaia di società pubbliche dello Stato, Regioni, Comuni? Solo una tessera di partito che, come un bancomat, basta inserire nella fessura giusta. E quali competenze dovrà dimostrare? Assolutamente nessuna perché la sola tessera è dimostrazione di qualità.
    Io vivo in una piccola Regione di sole 800.000 abitanti. Lei immagina quante società “partecipate” sono state costituite? Circa 300. E tutte dispongono di un Presidente, di un Direttore, di un consiglio di Amministrazione e personale vario con prebende che a volte farebbero impallidire chiunque.
    E Lei è informato di quanti Consiglieri Regionali disponiamo? Sono 36(con il nuovo Statuto promulgato dalla Regione), con un appannaggio francamente abnorme.
    Ora mi dica da Ministro della Repubblica a militante Repubblicano: come pensa che si possano affermare le linee guida di Lisbona 2 con un quadro politico che ha sempre sostituito la competizione con il monopolio, la flessibilità con le rendite di posizione e che, tuttavia, ha sempre insegnato agli altri la strada maestra della conoscenza, dell’innovazione e della competitività per uscire dalla crisi?
    E’ il vecchio e mai risolto dilemma della “teoria e della prassi” : si dice una cosa per fare esattamente l’opposto.
    Stia tranquillo Presidente. Non faccio di tutta l’erba un fascio. Non a caso sono un Repubblicano da oltre 35 anni e prima di me lo era mio padre e mio nonno.
    Noi non sfuggiamo alla logica dominante ma almeno ne abbiamo cognizione e cerchiamo di trovare la via d’uscita.
    Concludo con un piccolo consiglio.
    Sappiamo molto bene che il nostro sistema economico è ricompreso in un quadro europeo, ma a differenza di altri, i nostri piccoli artigiani e industriali hanno delle risorse di fantasia, eclettismo e flessibilità che non sono pari a nessun’altro.
    Ma tutte le idee hanno necessità di credito ed il nostro sistema bancario non sembra risplendere per innovazione e competenza: in fondo anch’esso risente del clima monopolistico del paese.
    E allora: perché non organizzare per “ i piccoli” una grande “piazza” (magari telematica) che funzioni come la Borsa delle società quotate?
    Ho un’idea, ne progetto la fattibilità, ne redigo un business plan e poi vado a cercarmi coloro i quali possono condividere con me quell’idea.
    Forse avremo qualche insuccesso, ma certamente eviteremo che in futuro si ripetano storie come la Cirio o la Parmalat.
    Mi scusi, Presidente, se ho un po’ esagerato con la critica e desidero che sappia che apprezzo molto la sua azione.
    Fraterni Saluti

    Arch. ALESSANDRO BALUCANI

    Sez.PRI “Massimo Arcamone”-Foligno
    omar proietti

  3. #73
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    Predefinito

    Intervento dell’amico Arch.Alessandro Balucani ,pubblicato dalla “Voce Repubblicana” l’8 Settembre u.s.


    -------------------------------------

    Mi siano consentite, una serie di considerazioni sull’articolo comparso sulla Voce Repubblicana del 5 luglio , che riportava l’intervento del Presidente La Malfa al Consiglio Nazionale del 2 luglio u.s.
    Un intervento pregevole per contenuti ed esaltante per le motivazioni che sono alla base dell’azione Repubblicana. Un intervento talmente spietato nell’analisi della situazione attuale che non sembra lasciare spazi a fantasie o soluzioni empiriche. Su una cosa non mi trovo d’accordo con il Presidente: quando parla delle grandi aziende (Olivetti, Montecatini, Edison, Pirelli, Fiat) che sarebbero state distrutte da una sinistra che odiava il capitalismo e che vedeva in queste aziende il nemico da combattere.
    E’ vero, Presidente La Malfa; mi ricordo perfettamente quel periodo e posso testimoniare la bontà delle affermazioni. Personalmente ritenevo che la sinistra, in quegli anni, stesse facendo il suo mestiere (insieme ai sindacati) e non faceva altro che combattere ogni forma di capitalismo in tutti modi, sino al punto da favorire(sia pure indirettamente)quel clima politico e quelle degenerazioni che portarono agli anni di piombo.
    Non voglio curarmi di loro perché li conosco bene. Avrei voluto, invece, leggere qualche parola su quella politica governativa che per decenni ha sponsorizzato la grande azienda con una tale quantità di denaro pubblico da competere con la politica sovietica. E allora come oggi, sempre alla ricerca di rendite di posizione, di monopoli, di privilegio.
    E alle piccole imprese quali speranza restavano quando lo Stato ha “regalato” l’Alfa Romeo alla Fiat? Quelle stesse piccole imprese che hanno rappresentato, come oggi, la spina dorsale di questo Stato ma che non potevano godere degli stessi privilegi né economici né legislativi.
    E nessuno che abbia mai pensato di trasformare l’aiuto di Stato (avvenuto con i soldi delle imposte dei cittadini) in una cessione di azioni agli stessi cittadini finanziatori in modo da trasformare la grande azienda in una public company.
    E quale attenzione è stata riservata alle piccole o piccolissime aziende? Solo una continua e crescente legislazione tendente ad ostacolare ed ingessare la loro azione.
    Si è mai domandato, Presidente, cosa deve fare oggi un modesto cittadino che volesse avviare un’attività di vendita di noccioline al pubblico?
    Inizierà con le domande in Comune, alla Camera di commercio, dovrà superare degli esami per dimostrare una competenza, si dovrà iscrivere all’ufficio IVA, dovrà nominare un commercialista, dovrà interessare i competenti uffici dell’USL, dell’Ufficio tecnico, dei controlli messa a terra, dei controlli caldaie per il riscaldamento, dovrà fare un progetto per dimostrare il livello di impatto acustico, di contenimento dei consumi, l’HACCP (origine sovietica?) etc.etc.
    Il tutto per poter guadagnare quei due o tremila euro al mese necessari per mandare avanti la famiglia. Una muraglia di 133.000 leggi che si erge ad ostacolo di qualsiasi iniziativa o flessibilità aziendale.
    E si è mai domandato, Presidente, cosa deve fare un cittadino per essere nominato nel Consiglio di Amministrazione di una delle migliaia di società pubbliche dello Stato, Regioni, Comuni? Solo una tessera di partito che, come un bancomat, basta inserire nella fessura giusta. E quali competenze dovrà dimostrare? Assolutamente nessuna perché la sola tessera è dimostrazione di qualità.
    Io vivo in una piccola Regione di sole 800.000 abitanti. Lei immagina quante società “partecipate” sono state costituite? Circa 300. E tutte dispongono di un Presidente, di un Direttore, di un consiglio di Amministrazione e personale vario con prebende che a volte farebbero impallidire chiunque.
    E Lei è informato di quanti Consiglieri Regionali disponiamo? Sono 36(con il nuovo Statuto promulgato dalla Regione), con un appannaggio francamente abnorme.
    Ora mi dica da Ministro della Repubblica a militante Repubblicano: come pensa che si possano affermare le linee guida di Lisbona 2 con un quadro politico che ha sempre sostituito la competizione con il monopolio, la flessibilità con le rendite di posizione e che, tuttavia, ha sempre insegnato agli altri la strada maestra della conoscenza, dell’innovazione e della competitività per uscire dalla crisi?
    E’ il vecchio e mai risolto dilemma della “teoria e della prassi” : si dice una cosa per fare esattamente l’opposto.
    Stia tranquillo Presidente. Non faccio di tutta l’erba un fascio. Non a caso sono un Repubblicano da oltre 35 anni e prima di me lo era mio padre e mio nonno.
    Noi non sfuggiamo alla logica dominante ma almeno ne abbiamo cognizione e cerchiamo di trovare la via d’uscita.
    Concludo con un piccolo consiglio.
    Sappiamo molto bene che il nostro sistema economico è ricompreso in un quadro europeo, ma a differenza di altri, i nostri piccoli artigiani e industriali hanno delle risorse di fantasia, eclettismo e flessibilità che non sono pari a nessun’altro.
    Ma tutte le idee hanno necessità di credito ed il nostro sistema bancario non sembra risplendere per innovazione e competenza: in fondo anch’esso risente del clima monopolistico del paese.
    E allora: perché non organizzare per “ i piccoli” una grande “piazza” (magari telematica) che funzioni come la Borsa delle società quotate?
    Ho un’idea, ne progetto la fattibilità, ne redigo un business plan e poi vado a cercarmi coloro i quali possono condividere con me quell’idea.
    Forse avremo qualche insuccesso, ma certamente eviteremo che in futuro si ripetano storie come la Cirio o la Parmalat.
    Mi scusi, Presidente, se ho un po’ esagerato con la critica e desidero che sappia che apprezzo molto la sua azione.
    Fraterni Saluti

    Arch. ALESSANDRO BALUCANI

    Sez.PRI “Massimo Arcamone”-Foligno
    omar proietti

  4. #74
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    Predefinito Riceviamo dalla Sez. PRI "Massimo Arcamone" di Foligno

    Dopo le dimissioni di Cesaretti,anche il navigato Ridolfi,”getta la spugna”e rassegna le dimissioni dalla presidenza dell’AFAM. Nel farlo, Ridolfi prova a farci credere che viveva sulla luna, lanciando non meglio precisate accuse nei confronti di coloro che, attraverso pressioni politiche, avrebbero tentato di ledere il suo ruolo e l’autonomia gestionale dell’azienda.

    Come tutti sanno (tranne a quanto pare lo smemorato Ridolfi), le nomine all’Afam a cominciare dalla sua e da quella di Schoen, sono state discusse e decise solo ed esclusivamente sulla base di criteri riferibili agli equilibri interni e di potere dell’attuale maggioranza. Bastava scorgere l’elenco dei componenti il CDA per rendersene conto all’istante. Era evidente che criteri come competenza, titoli ed attitudini professionali, non sono stati presi in considerazione.

    La sola idea che l’esimio Ridolfi (persona di una certa età ed esperienza, non un ragazzotto di primo pelo come il suo predecessore) non se ne fosse reso conto, susciterebbe in noi irrefrenabili scoppi di ilarità, se non stessimo parlando di una vicenda seria e preoccupante in primo luogo per i dipendenti delle farmacie comunali. Esemplare poi, per indecenza politica, il comportamento di Rifondazione Comunista la quale, dopo aver designato senza successo, ben due suoi esponenti alla Presidenza, vista la mala parata, non ha trovato di meglio che lavarsene le mani mettendo il cerino (che scotta) nelle mani della maggioranza della quale pure fa parte.

    Una volta di più, i nodi della cattiva gestione dell’azienda vengono al pettine e crediamo siano maturi i tempi per porre all’o.d.g., l’ipotesi di una privatizzazione delle farmacie comunali. Su questo punto, ci pare esista una convergenza nell’ambito della minoranza la quale peraltro, avra modo di esporre nei prossimi giorni una chiara ed unitaria posizione in merito a questa incresciosa vicenda.

    In un nostro precedente comunicato, avanzammo seri dubbi sulla capacità e soprattutto la volontà dell’amministrazione comunale sindaco in testa, di affrontare adeguatamente la situazione che si era venuta a creare. Siamo stati facili profeti.

    Sezione P.R.I.
    “Massimo Arcamone”-Foligno

  5. #75
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    Predefinito Riceviamo dalla Sez. PRI "Massimo Arcamone" di Foligno

    Il Direttivo della Sezione “Massimo Arcamone”di Foligno, riunito in data 23 Novembre,

    ascoltata la relazione del segretario in merito alla riunione dei responsabili di sezione dell’Umbria svoltasi a Perugia il 19 u.s.,alla presenza dell’amico Postorino responsabile nazionale dell’organizzazione;

    esprime il proprio apprezzamento per gli orientamenti scaturiti dalla suddetta riunione in particolare per quanto concerne la decisione assunta ed accolta dallo stesso Postorino,di tenere nelle prime settimane di Gennaio una volta cioè chiuso il tesseramento 2005,una assemblea regionale degli iscritti al PRI.

    In quell’occasione si dovrà procedere- come è stato concordato-,alla ricostituzione dopo anni di assenza, nelle forme che saranno possibili,di un organismo regionale del Partito legittimamente espresso dagli iscritti e per ciò stesso dotato della necessaria credibilità ed autorevolezza.

    Tale percorso,da noi peraltro più volte sollecitato e di certo non più procrastinabile,si rende inoltre necessario per dare agli amici dell’Umbria,un punto di riferimento certo ed utile, ai fini di una effettiva presenza del partito sia nel dibattito politico regionale, sia in quello interno alla CDL coalizione nella quale, la quasi totalità dei repubblicani umbri si riconosce, in linea con le decisioni assunte dal partito a livello nazionale.

    Un assemblea indetta con tali presupposti,testimonierebbe peraltro in modo tangibile anche all’esterno, la volontà dei repubblicani umbri di riorganizzarsi e di tornare ad esercitare il ruolo che gli compete.

    E’ sicuramente da apprezzare ed è di per se significativo,il fatto che la dirigenza nazionale del partito,nella persona dell’amico Postorino che va ringraziato per la sua solerte disponibilità,abbia ritenuto di dover stimolare e seguire in prima persona un possibile processo di riorganizzazione e di rilancio del PRI in Umbria.

    Noi siamo (e non da oggi) del parere che il percorso sopra descritto, sia l’unico in grado di tenere quantomeno aperta, una possibilità di crescita del partito in Umbria ed in quanto tale,il solo sul quale i repubblicani di Foligno ritengono utile spendersi e dare come hanno sempre fatto,il loro leale e convinto contributo.

    Noi repubblicani della Sezione “Massimo Arcamone” (alla quale peraltro risultano iscritti diversi amici di Perugia) ,continueremo in ogni caso pur con le nostre poche forze,a tenere alta la bandiera dell’edera a Foligno cosa che ci pare di poter dire,facciamo abbastanza egregiamente anche grazie all’impegno del nostro segretario(e la stessa lettura della Voce Repubblicana puntualmente informata circa la nostra attività,può darne testimonianza).

    Il nostro attaccamento al partito, lo stiamo dimostrando nei fatti, a dimostrazione che il senso dell’appartenenza all’edera,non è per noi una parola vuota.

    Il Direttivo della sezione PRI “M.Arcamone” - FOLIGNO

  6. #76
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    Predefinito riceviamo dalla Sez. P.R.I. “Massimo Arcamone” di FOLIGNO



    E’ curiosa la situazione che si è venuta a creare sulla vicenda cosiddetta “dei ponti”.

    Da un lato abbiamo una maggioranza che intendere procedere alla loro demolizione in barba -come giustamente la CDL ha sottolineato- ad ogni percorso partecipativo ,dall’altro, assistiamo al sorgere come funghi di comitati “ spontanei”di cittadini di questa o quella frazione sui quali, forze della stessa maggioranza, hanno cercato e cercano (devo dire con qualche successo), di mettere come si suol dire il cappello.

    Per cui,assistiamo al singolare balletto messo in opera da Rifondazione Comunista la quale prima,

    tramite il proprio esponente in giunta(peraltro dimezzato nelle sue funzioni e ai ferri corti con il Sindaco),appoggia le decisioni dell’Amministrazione e poi subito dopo,si mette alla testa del primo comitato che sorge per contestare proprio quelle decisioni,posto che, se il comitato in questione stenta a sorgere,ci pensano gli stessi esponenti di Rifondazione ad aiutarlo a nascere.

    L’On.Cento esponente dei Verdi,ha invitato Rifondazione a trarre le dovute conseguenze e cioè ad uscire dalla giunta Marini. Certo,se si arriva al punto di dover prendere lezioni di coerenza e stile politico persino dall’On.Cento…

    Lo stesso copione,viene recitato da alcuni esponenti della Margherita, in un ruolo naturalmente subalterno(tanto per cambiare) anche a Rifondazione, con l’aggiunta di una parte in commedia messa in atto dai vertici regionali di quel partito(ex assessore Masci compreso e parliamo della stessa persona che a suo tempo il progetto sui ponti lo aveva addirittura patrocinato) i quali, invitano l’amministrazione di Foligno a fare marcia indietro sconfessando così -come se nulla fosse- lo stesso operato dei loro colleghi di partito in giunta a Foligno,Sindaco compreso. Tanto,per quel che sembra contare quest’ultimo…

    L’assessore Trenta a sua volta,scopre ora che “il comitatismo,non è necessariamente sinonimo di alta democrazia”.In linea di massima, siamo d’accordo con lui. Certo,ci sembra strano

    però che a dirlo, sia l’esponente di un partito che anche a livello nazionale, dei rapporti con i cosiddetti “movimenti”(dai girotondini ai pacifiNti, tanto per rimanere alle cronache recenti)ha fatto molto spesso la cifra della propria espressività politica giungendo in qualche caso, perfino a delegargli compiti di direzione politica e senza badare tanto per il sottile, visto che non si sono avute remore a civettare politicamente con gruppi teppistici e violenti quali quelli tristemente visti all’opera a Genova nel 2001 ed in diverse altre città italiane ed europee.

    Evidentemente, per l’assessore Trenta e per i DS esistono come sempre,movimenti e movimenti e,nel caso specifico,comitati e comitati.

    Per quanto ci riguarda,ferma restando la giusta denuncia della scarsa considerazione nella quale l’Amministrazione Comunale tiene il concetto di rappresentanza,non riteniamo vi sia nulla di criticabile nel fatto che alcuni cittadini tendano, su uno specifico problema, ad organizzarsi per ottenere il sacrosanto diritto di essere nelle forme previste, partecipi ed informati dei progetti che li riguardano da vicino.Per inciso,è a questo che dovrebbero servire le tanto decantate (dalla stessa sinistra)circoscrizioni.

    Quello che ci convince molto meno,senza nulla togliere alla buona fede ed al disinteresse di molti cittadini che ne fanno parte,è il fatto che questi comitati non si siano dimostrati almeno finora,impermeabili alle speculazioni e strumentalizzazioni politiche poste in atto in particolar modo dal partito della Rifondazione Comunista il che, ci sembra come minimo molto strano,dal momento che quel partito fa parte e continua a far parte di quell’Amministrazione Comunale che ha approvato il progetto di demolizione dei ponti,la variante Sud, ecc…

    Quando le riunioni dei comitati in questione,vengono convocate da un noto militante di Rifondazione che siede pure al tavolo della presidenza,qualche sospetto sulla genuinità e quindi sulla credibilità dei suddetti comitati ci sorge spontaneo…

    Omar Proietti
    Segretario P.R.I. FOLIGNO

  7. #77
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    Predefinito riceviamo dalla Sez. P.R.I. “Massimo Arcamone” d FOLIGNO

    Ci fa piacere che Rifondazione Comunista,impegnata com’è nel duplice,gravoso ruolo di governo e di opposizione che attualmente riveste a Foligno,abbia trovato il tempo di replicare alle nostre affermazioni.

    Abbiamo sinceramente apprezzato lo sforzo comprensibile ma (ahinoi) patetico, con il quale due giovani esponenti di quel partito, hanno provato ad arrampicarsi sugli specchi, nel tentativo di giustificare quella che appare a tutta la città, una loro evidente contraddizione politica.

    La domanda che prima di ogni altra Napolitano e Gammarota dovrebbero porsi per poi trarne le doverose conseguenze,è se l’impostazione programmatica della giunta (non quella dei comitati) ,è coerente con le idee programmatiche del loro partito.Con ogni evidenza,la risposta è no, visto che le decisioni dell’Amministrazione in carica sui ponti,sulla variante sud ed anche sulla 77 tanto per portare solo alcuni esempi ma l’elenco è più lungo,sono da Rifondazione apertamente contestate.

    Se Gammarota e Napolitano,pensano che avallare alcune decisioni in giunta( condividendone quindi la responsabilità) per poi contestarle in piazza,sia un atteggiamento serio e responsabile, li lasciamo alle loro convinzioni.Ci sembra però che abbiano molte difficoltà a spiegarlo ai loro alleati ed in particolare ai DS, visto lo stato di insofferenza che questi ultimi manifestano nei confronti di Rifondazione e che ha portato l’attuale amministrazione, sull’orlo di una crisi politica.

    Ad ogni modo,se quelli di Rifondazione pensano di scaricare il peso delle loro contraddizioni politiche polemizzando- in modo peraltro pretestuoso- con la minoranza,non solo prendono una cantonata,ma dimostrano scarsa lungimiranza politica.Il cerino acceso (politicamente parlando)non è nelle nostre mani,ma nelle loro ed in quelle della maggioranza di cui fanno parte.Se Gammarota e Napolitano non se ne sono accorti,vadano a chiederlo ai DS che proprio ieri, hanno dichiarata aperta una verifica politica all’interno della maggioranza certificando così agli occhi di tutti i cittadini, lo stato di crisi nel quale versa la giunta Marini.

    Circa il tentativo da parte di Rifondazione(ed in subordine della Margherita) di strumentalizzare politicamente i comitati in questione,la cosa è talmente palese ed evidente a tutti,che a dirlo non sono solo diversi cittadini che agli stessi comitati hanno aderito in buona fede,ma persino gli stessi alleati di giunta,DS in primis.E se lo dicono loro,che di queste cose se ne intendono…

    PRI
    - FOLIGNO

  8. #78
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    Predefinito Comunicato stampa PRI di Foligno


    Comunicato stampa Pri di Foligno

    FOLIGNO - E’ del tutto evidente come questa amministrazione comunale sia sorda alle esigenze di sicurezza di chi vive e lavora a Foligno ed in particolare nel centro storico.
    Non si comprende l’ostinato atteggiamento della sinistra nel negare l’importanza che avrebbe un efficace sistema di videosorveglianza, nel garantire certamente meglio la sicurezza dei cittadini. Peraltro non sono poche nel nostro Paese le amministrazioni, pure di sinistra, che hanno fatto ricorso alle telecamere con risultati - dati alla mano - senz’altro positivi.

    Che vi sia a Foligno l’urgenza di attuare un piano volto a garantire l’ordine e la tranquilla convivenza in specie nel tessuto urbano della città, è da tutti riconosciuto, ma non c’è dubbio che, ad oggi, gli sforzi fatti si siano rivelati insufficienti.
    Più in generale, continuano a venire al pettine i nodi di una politica poco accorta portata avanti da questa amministrazione. Per quanto riguarda il centro storico abbiamo assistito nel corso degli anni ad una significativa per non dire drastica diminuzione dei cittadini residenti. Di un progetto, tendente a rivitalizzarlo, rendendolo nuovamente frequentato e “vissuto” in primo luogo dai folignati, non si è vista e non si vede traccia.

    Siamo stati facili profeti, a suo tempo, nel dire che di certo non lo si valorizzava sistemando, al suo interno, quote consistenti di extra-comunitari, per di più in appartamenti ubicati all’interno di palazzi storici.
    A proposito di extra-comunitari poi, non sappiamo nemmeno quanti siano tra regolari e clandestini a testimonianza di come questa Amministrazione e quelle che l’hanno preceduta, non abbiano saputo o voluto per la parte che gli compete, controllare e disciplinare il fenomeno.

    Le conseguenze le abbiamo avute e le abbiamo sotto gli occhi, sempre che non si voglia sostenere che i numerosi episodi delinquenziali ad opera di immigrati clandestini e non, siano un invenzione degli oppositori della Giunta Mismetti-Marini.
    Il nocciolo della questione peraltro,è che una reale integrazione non c’è mai stata nonostante le tante belle parole sempre in bocca agli esponenti della nostra demagogica sinistra ed è su questo, che i nostri amministratori dovrebbero riflettere.

    PROIETTI OMAR

    Segretario PRI Foligno


  9. #79
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    Predefinito Ma il Polo deve ampliare la sua base

    I repubblicani di Foligno: positivo l'esito elettorale/In proporzione la CdL migliora rispetto alle votazioni amministrative
    Ma il Polo deve ampliare la sua base


    FOLIGNO (Perugia) - I repubblicani di Foligno salutano positivamente l'esito delle elezioni politiche per ciò che concerne il risultato ottenuto dal Pri in termini di rappresentanza parlamentare.
    In ambito locale, la lettura dei dati elettorali, testimonia il perdurare di un orientamento politico fortemente caratterizzato a sinistra, pur nell'ambito di un elezione a valenza generale che – di norma- vede la Cdl attestarsi su percentuali migliori rispetto alle consultazioni di natura amministrativa.
    La stessa "redistribuzione" di consensi all'interno della Cdl, sempre rispetto alle precedenti politiche (e ci riferiamo alla forte crescita dell'Udc, alla sostanziale tenuta di An ed al forte decremento di Forza Italia) non muta il dato di fondo che, tradotto in termini politici, indica la necessità per le forze di opposizione in questa città, di delineare i contenuti e soprattutto la cornice politica di un alternativa di governo la cui credibilità politica (e ci rivolgiamo in primo luogo a noi stessi),è in larga parte ancora da costruire.
    Mentre da un lato, infatti, apprezziamo il tentativo portato avanti in primo luogo dagli amici di Alleanza nazionale, quale quello di proporre una piattaforma politico-programmatica aperta ai contributi provenienti dal mondo delle professioni e più in generale dalla società civile, non possiamo sia pure con spirito costruttivo, non segnalare il perdurare di problemi politici che rendono obbiettivamente accidentato il percorso da compiere.
    Da questo punto di vista, la presumibile "partenza" di Luciano Rossi (la cui elezione a Montecitorio salutiamo con favore), non potrà che acuire a nostro avviso, le difficoltà evidenti ed a tutti note, nelle quali si dibatte da tempo Forza Italia qui a Foligno e che di riflesso - e non potrebbe essere altrimenti - hanno penalizzato l'intera coalizione, né vediamo emergere all'interno di quella forza politica, almeno per ora, una diversa leadership che possa essere all'altezza della situazione.
    Ci sembra anzi evidente che una parte di quel partito faccia fatica ad essere consapevole della necessità di promuovere una sempre più ampia coesione della coalizione, il che implica un atteggiamento rispettoso del ruolo che ciascuna forza politica riveste. Pensiamo di dirlo a ragion veduta, dal momento che abbiamo purtroppo dovuto prendere nota di alcuni atteggiamenti politici nei nostri riguardi che ci sono parsi non solo poco rispettosi, ma addirittura ostili, e ai quali, peraltro, non abbiamo per senso di responsabilità, replicato.
    Diciamo queste cose con preoccupazione ed anche con amarezza, avendo condiviso con quel partito un percorso politico che ci vide, due anni fa, partecipi della stessa lista sulla base di un accordo politico ed elettorale che, alla luce di quanto detto sopra, ci chiediamo se non debba essere considerato concluso, e non per nostra scelta. Se così fosse, siamo pronti a prenderne atto. Serenamente e senza fare polemiche.
    Ci auguriamo anzi, che l'evolversi della situazione consenta a Forza Italia, qui a Foligno, di esercitare quel ruolo di guida e di raccordo politico della coalizione che i numeri e le responsabilità, legittimamente, gli assegnano.
    Ma al di là di ciò, rimane a nostro modesto avviso, l'esigenza per la Cdl, qui a Foligno, di ampliare la propria base di consenso politico non solo sviluppando più solide relazioni con le forze sociali ed economiche del territorio, ma anche aprendosi all'apporto di raggruppamenti politici pure presenti in città ed alleati su scala nazionale al centrodestra.
    Se si procederà nella costruzione di una seria e credibile alternativa al governo della sinistra, non mancherà il contributo dei repubblicani.

    Sezione Pri "Massimo Arcamone", Foligno

    tratto dal sito web
    http://www.pri.it


  10. #80
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    Predefinito Riceviamo da Omar Proietti

    MOSCHEA NEL CENTRO STORICO?

    E’ di questi giorni il dibattito sul trasferimento della Moschea nel Centro Storico. La nostra Amministrazione si dichiara apertamente a favore, supportando la decisione con una necessità di integrazione dei “nuovi” cittadini, con la carta costituzionale che assicura libertà di culto nel nostro paese, e, in una parola, con la necessità di attuare una generica tolleranza verso coloro che professano una fede “diversa” da quella ufficiale.

    E proprio a proposito della tolleranza è bene citare alcuni episodi:
    - Nel maggio 2001 Papa Wojtyla compie una storica visita alla moschea omayyade di Damasco.
    - Nel marzo 2006 Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, si reca alla Moschea romana di Monte Antenne ad incontrare Abdullah Redouane, segretario del Centro culturale islamico.
    - Recentemente L’imam di Cremona, in un’intervista al Foglio,ha dichiarato apertamente il suo odio e il suo disprezzo per la nostra società libera, dicendo di non capire il nostro laicismo, la nostra voglia di essere liberi in tutto quello che facciamo, di non condividere la nostra voglia di divertirci e di sedurre le belle ragazze che girano per strada.
    Conclude affermando che del resto è normale, perché noi occidentali siamo “tutti infedeli”, non abbiamo capito nulla del mondo e della vita e saremo puniti per questo.
    Parole dure, durissime, che io considero folli e insensate.

    Non c’è dubbio che solo l’immensa tolleranza italiana consente l’uso di siffatti giudizi che nessuno si permetterebbe di pronunciare in un paese straniero e, tantomeno in un paese islamico.
    Questa non è l’affermazione della tolleranza o una presunta libertà di espressione ma,essenzialmente, il tentativo di sopraffare una popolazione ed il desiderio di vedere l’affermazione di una società chiusa rispetto ad una società aperta.
    Io cerco di difendere una invenzione politica dei nostri padri che si chiama sistema liberale e che prevede la sua attuazione solo con una società aperta; una società in cui ogni componente puo’ esprimere liberamente il suo pensiero ma che, sempre a termini di costituzione, prevede norme di salvaguardia nei confronti di coloro che vogliono soffocare il pensiero (e la libertà) altrui. Sembra che la storia non abbia insegnato nulla: l’ex- URSS, il terzo Reich fino alla Repubblica Islamica Iraniana, dove ad una pretesa di perfezione corrisponde un tiranno che si autodefinisce perfetto e quindi divino.
    Quello che si cerca di affermare da parte del mondo islamico è, in realtà, il seme dell’odio e dell’intolleranza verso tutti coloro che la pensano diversamente; essi fanno finta di non sapere, pero’, che i nostri padri hanno versato tanto sangue per regalare ai propri figli una società democratica e pacifica.

    In questa diatriba appare incomprensibile la posizione della sinistra, composta da forze politiche che si richiamano ai valori della resistenza, del progresso e che in realtà difendono pericolose tendenze oscurantiste e conservatrici.
    E dimostra anche come i nostri Amministratori locali, a cui i cittadini hanno affidato con il voto la cura ed il mantenimento di quei beni immensi ed irripetibili che si chiamano memoria collettiva e identità sociale, siano disposti a cancellare e distruggere con facilità un intero modo di vita e un articolato complesso di libertà.
    Ci si potrà chiedere : e la libertà di culto? Non c’è dubbio che essa vada affermata senza alcuna riserva ma lo spazio del culto si ferma dinanzi ad uno stato laico che il nostro partito ha contribuito in modo determinante a formare.
    Siamo pronti ad accogliere ed agevolare tutti coloro che esprimono idee politiche e religiose anche molto diverse dalle nostre, ma solo se riconosceranno senza riserve questa forma di Stato di diritto.

    Arch.Alessandro Balucani
    Membro Direttivo Sez.P.R.I
    “ Massimo Arcamone” - Foligno

 

 
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