Esatto!Originally posted by Osservatore
Senza religione, signor Gribisi, sarebbe tutto molto più semplice. Non ci sarebbero matrimoni misti, ma solamente matrimoni.
Cordialità![]()
Esatto!Originally posted by Osservatore
Senza religione, signor Gribisi, sarebbe tutto molto più semplice. Non ci sarebbero matrimoni misti, ma solamente matrimoni.
Cordialità![]()
La proposta è barbara: mina le fondamenta della civiltà occidentale, basata, fra l'altro, sulla responsabilità personale.


Se alcuni di questi post inneggianti alla pena di morte e alla vendetta rappresentassero veramente gli italiani sarebbe una tragedia.
Ma, forse sono solo parole di chi è nervoso per fatti suoi!
Responsabilità personale? Mi sa che tu non sei molto informata, chiedi a Deborah FaitOriginally posted by gdr
La proposta è barbara: mina le fondamenta della civiltà occidentale, basata, fra l'altro, sulla responsabilità personale.
http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=13901
Le famiglie dei Kamikaze speculano sulla morte dei loro figli per avere delle pensioni e dei risarcimenti economici. Usano i finanziamenti e gli aiuti dell'occidente per aiutare economicamente le famiglie che mandano alla morte i loro figli.
I mandanti hanno le stesse responsabilità degli esecutori materiali e qui si parla di stragi con decine di vittime ad ogni attentato.


Se si dimostrasse che i familiari sono mandanti o complici delle stragi, in quanto mandanti o complici potrebbero essere perseguiti, ma non in quanto padre di, fratello di, madre di.
(sorvoliamo sul problema della competenza a giudicare)


Ma gli ebrei, in fin dei conti, non sono anche essi palestinesi?
Madri di padri di.... ma basta vedere l'età di chi suicida, qui non ci sono storie anche le famiglie sono responsabili.Originally posted by gribisi
Se si dimostrasse che i familiari sono mandanti o complici delle stragi, in quanto mandanti o complici potrebbero essere perseguiti, ma non in quanto padre di, fratello di, madre di.
(sorvoliamo sul problema della competenza a giudicare)
Se si trattase di episodi isolati le indagini e i processi seguirebbero quelli che sono i normali procedimenti democratici, ma la realtà Israeliana è una realtà di guerra e infatti le risposte agli attentati ora sono militari.


E allora tu ammazzi tutti i familiari dei terroristi suicidi? Sulla base di una responsabilità connessa col sangue? Come le vendette trasversali dei mafiosi?Originally posted by Azzurro
Madri di padri di.... ma basta vedere l'età di chi suicida, qui non ci sono storie anche le famiglie sono responsabili.
Se si trattase di episodi isolati le indagini e i processi seguirebbero quelli che sono i normali procedimenti democratici, ma la realtà Israeliana è una realtà di guerra e infatti le risposte agli attentati ora sono militari.
Per me è aberrante e inumano, e il fatto che sia una guerra non significa che ogni mezzo è buono.


a sentire certi commenti qui ci stiamo davvero imbarbarendo. Vendette familiari camuffate da "giustizia" civile!
Principi fondamentali come la responsabilità individuale buttati alle ortiche!
Concordo con Gribisi: tutto ciò è aberrante e disumano.![]()


E cosa c'entrano gli ebrei con tutto ciò? Non c'è spazio qui per l'antisemitismo.Originally posted by S.P.Q.R.
Pena di morte per i familiari dei terroristi suicidi?
E’ la proposta di un noto avvocato americano, ex presidente dell'Associazione dei giuristi ebrei.
Nathan Lewin è un avvocato famoso, si è laureato ad Harvard, è stato collaboratore dell'Amministrazione di Lyndon Johnson, è candidato alla carica di giudice federale. Un giurista insomma rispettato e ascoltato dai colleghi e non un estremista che parla a vanvera. In questi giorni è al centro di polemiche che scuotono il mondo ebraico d'America, perché riguardano le fondamenta stesse della civiltà occidentale e dell'etica universale. Sulla rivista, "Sh'ma", un nome che ricalca la prima parola della preghiera in cui si afferma la fede in un unico Dio, Lewin se n'è uscito con una proposta choc. Ha scritto, che occorre introdurre la pena di morte per i familiari dei terroristi palestinesi che si fanno esplodere nelle città dello Stato d'Israele. In parole povere: dovrebbero essere portati al patibolo i padri, le madri, i fratelli e le sorelle dei kamikaze che uccidono civili israeliani.
In Israele la pena di morte non esiste (ad eccezione dei criminali nazisti). E poi Lewin è americano e non cittadino dello Stato ebraico. La sua proposta è quindi solo teorica, o potrebbe al massimo essere considerata come una provocazione. Ma essa è interessante per le sue motivazioni, e per le reazioni che ha suscitato. Lewin, che nel passato è stato presidente dell'Associazione dei giuristi ebrei e che è il vice presidente dell'Unione ortodossa (una delle organizzazioni dell'ebraismo religioso tradizionale) dice che la sua proposta si basa su un "precedente" giuridico. Quale? L'obbligo, iscritto nella Bibbia, di distruggere Amalek, la tribù ai tempi antichi, nemica d'Israele. Così la fonte di una legge non sarebbe più la cultura giuridica illuminista, ma le Sacre Scritture. Come auspicano i fondamentalisti di tutte le religioni del mondo.
Lewin è stato duramente condannato dall'ex presidente del Recontructionist Rabbinic College (la scuola rabbinica di una delle correnti laiche dell'ebraismo), il professor Arthur Green: "Mi sono sentito in lutto perché Lewin ha dissacrato il nome Dio". Jeremy Burton, Hannah Rosenthal, Eric Yoffie, leader del mondo ebraico progressista, hanno chiesto di espellere Lewin da ogni organizzazione ebraica. Ma altri esponenti importanti dell'ebraismo si sono rifiutati di prendere le distanze. Così Abraham Foxman, direttore della Anti-Defamation League, un'organizzazione che dovrebbe lottare contro la discriminazione razziale, ha dichiarato al settimanale newyorchese "Forward" che la proposta di Lewin è un contributo legittimo alla discussione su come porre fine al terrorismo. Simili le reazioni di molti altri leader.
Certo, Lewin non ha riscosso consensi, o almeno non pubblici. Ma il suo discorso da molti, e non marginali, è considerato legittimo. Pochi anni fa un giurista tanto importante quanto lui, e che fa parte dell'establishment di Washington, non avrebbe osato esprimere simili idee. I tempi stanno cambiando. I tabù cadono. Niente è più proibito.
spqr
Cmq, attento alle trappole della Lega Antidiffamazione.