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Discussione: la nave dei dannati

  1. #1
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    Predefinito la nave dei dannati

    Cari amici, quando io mi sono avvicinato al Pri - dopo una intensa anche se condotta da giovanissimo, esperienza politica nella Fgci e nel Pci, - avevo sue sole stelle polari che mi avvicinavano all'area repubblicana: da una parte le posizioni di politica estera filo occidentali e filo israeliane, nette ed inequivocabili, dall'altra il riconoscimento verso una tradizione purissima risorgimentale, che non consentiva nessuna confusione con le due tradizioni di pensiero in Italia dominanti, quella cattolica e quella marxista che a mio avviso rappresentavano un handicap per lo sviluppo della nostra vita nazionale, tant'è che mi convinsi e ancora sono convinto, che all'Italia serviva una tradizione politica pura a cui aggrapparsi per un rilancio, e per pura intendo che essa fosse priva dei fumi che queste ideologie dominanti avevano sparso nel nostro Paese fino a confonderlo e a fargli perdere la testa. Il Pri mi parve subito dotato di una forte carica ideale, ma sprovvisto di una vera e propria ideologia e la lezione lamalfiana che aveva scosso il partito negli anni '60 e settanta era proprio portata ad un'elaborazione dei problemi per una risoluzione positiva degli stessi, non per la gloria celeste o in ossequio di una potenza nemica per alzare il livello dello scontro di classe. Perché nel Pci si respirava un grande amore per la patria, non credete, ma quest'amore era più grande se la Patria andava meglio d'accordo con l'Unione sovietica e quando ci si allontanò da Mosca, la Patria si amava di più se si riduceva il peso del capitale, per quale forma di vita sociale, vi giuro, non l'ho mai capito.
    Questo rifiuto di erigere l'ideale a sistema, ai miei occhi faceva del Pri una forza capace di guardare le cose per quello che erano ed era questa per me una grande dote: perché della lezione marxiana avevo mantenuto il criterio di saper cogliere le contraddizioni della vita reale e di intepretarle, non secondo i desideri astratti, l'utopismo, ma i bisogni concreti. Lasciai il pci per amore verso l'ortodossia, perché a mio avviso il gruppo dirigente di allora, stravolgeva la realtà non si sforzava di interpretarla, mentre i repubblicani, come io li conobbi, avevano questo approccio critico, sempre critico, in ogni condizione e mai sottomesso, cosa che era per me la maggiore suggestione della mia prima educazione politica. Perché sono stato marxista? Perché Marx voleva andare alla radice delle cose e insegnava il radicalismo. Il partito comunista italiano, nascondeva la radice delle cose e non se ne curava. Il movimento repubblicano era un movimento radicale. Vi siete mai chiesti perché non c'è un forum di discussione così acceso, all'interno di un partito come il nostro, da nessuna altra parte? Perché noi abbiamo connaturato questo uso critico dell'intelligenza e per prima cosa lo rivolgiamo contro i nostri stessi dirigenti, contro le scelte intraprese, senza nessun timore riverenziale, quasi come fonte di affermazione. Non è un caso che nella nostra tradizione, lo sanno bene i carrarini, abbiamo l'anarchismo, un'assenza di principi che fa si che i principi vengano sempre messi in discussione. E' un inferno, si rischia di non cavarne niente, ma è una grande scuola politica. Essa sola ci consente di non avere un uso dogmatico dell'intelligenza che poi porta all'acquietamento, al compromesso, al lasciare le cose come sono, magari convincendosi, che non si possano cambiare. Per me il partito repubblicano, in questo senso, è l'unico partito del cambiamento.
    E' un partito che si può definire di sinistra, questo? Caspita! Questo è il partito di sinistra per antonomasia, se sinistra significa, innovazione, trasformazione, progresso, nessuna forza politica è più a sinistra di noi. Però voi meglio di me avete visto in questo partito di sinistra la necessità storica di distinguersi dalla sinistra tradizionale, quella socialista per l'appunto, definendosi, come "altra sinistra", che guardate bene significa altro dalla sinistra, avversario della sinistra, o come "sinistra democratica" nella sua alleanza conflittuale ma a volte anche pacifica, contratta con la democrazia cristiana per quasi quarantacinque anni.
    Il segno di quella alleanza era molto semplice: la dc garantiva un equilibrio democratico occidentale, nonostante le anime più varie che in quel partito si trovavano, e nello stesso tempo, per evitare che l'integralismo cattolico prendesse la sua rivincita nella repubblica italiana, avevamo bisogno di recuperare forze politiche, quelle dell'arco costituzionale ovviamente, alla causa occidentale, per contenere lo strapotere democristiano e temperare anche i furori ideologici dell'opposizione. Il centrosinistra è stato questo, mica un atto di fede. I repubblicani fecero il centrosinistra sulla base di una necessità concreta e quando questa formula mostrò la corda cercarono nuova linfa, ancora valutando le trasformazioni avvenute. L'odio che Parisi rivela nelle sue parole si spiega così: la nostra non rassegnazione al potere dc che lui condivise pacificamente. Da allora guardammo al Pds dell'onorevole Occhetto con grandissima attenzione, ma anche alla Lega. Abbiamo sempre cercato dalla trasformazione politica un elemento di novità importante per il progresso della vita nazionale, per estendere le ambizioni di cambiamento e di miglioramento della stessa, senza remore e senza conservatorismi. Noi non abbiamo una linea scolpita nel ferro e nell'acciaio, come Majakowsky e su questo forum, l'amico Jan Hus, pretenderebbero i crismi dell'azione politica. Non è questo il compito di una minoranza, per diamine. Una minoranza è inquieta di natura se no diventa una nicchia di piccolo e spicciolo potere e l'unica cosa che a noi ci ha minato, che è stata alla base della guerra civile del partito e della scissione, è questa interpretazione del pri, come un club di illustri personaggi, così illustri che non possono perdersi un giro e devono invece di manifestare la loro inquietudine, stare saldi su una posizione quale che sia, purchè li ripari loro i loro privilegi e i privilegi dei loro familiari. Io su questo voglio solo spendere una parola chiara. Quando abbiamo fatta l'alleanza con Segni, Amato e Prodi di intermediazione fra il Polo ed i progressisti, guardate, sapevamo che si finiva a mare. Non abbiamo avuto posti in parlamento, nemmeno le candidature e tantomeno sottosegretariati e presidenze di commissioni. M fu una scelta che puntava innanzitutto a chiedere tempo al partito di non buttarsi a corpo morto in un'alleanza quale che fosse, per evitare la divisione e fallimmo, e poi a dire al paese che l'equilibrio di allora non serviva a niente, non c'era e sarebbe stato superato, e questo lo cogliemmo, invece, perché la destra andò in pezzi e la sinistra aperse al centro. L'ulivo fu frutto della nostra posizione di allora, tant'è che fu Prodi candidato del cartello a cui il Pri aderì. Non è colpa nostra se la sinistra si richiuse su se stessa e decise di eliminare i centristi per ritrovare la sua unità formale nel governo d'Alema. Fu una vera e propria resa dei conti che portò alla catastrofe delle amministrative del 2000 e a recuperare per lo meno quell'area cattolica dossettiana, con la quale c'era una maggiore facilità di intesa. Noi con questa roba non c'entravamo più niente e quando La Malfa, Giorgio, fece l'intervista all'Espresso era perché sperava di recuperare un rapporto con la sinistra attraverso l'unica arma che questi conoscevano: il ricatto. D'Alema ci disse che noi non potevamo andare a destra e quindi di non rompere. Bene ci siamo andati. Ma ciò non significa che ci dobbiamo stare ad ogni condizione o che dobbiamo metterci ad applaudire Berlusconi in ogni occasione. Non ci pensiamo proprio. Altrimenti ci iscrivevamo a Forza Italia, no? Perché voler fare il Pri, che idea balzana. Più volte in questo forum ho cercato di spiegare agli amici che noi rifiutammo di comprendere il senso della discesa in politica di Berlusconi e la giudicammo semplicemente in maniera negativa per quello strascico di avventurismo e di affarismo che si portava dietro. Io come voi, come lo stesso La Malfa. Sbagliammo tutti, cari amici, questo nostro giudizio verso Berlusconi, è comprensibile per carità, ma non rende giustizia della nostra qualità politica. Berlusconi è stato un fenomeno di reazione profonda nella vita politica nazionale, ancora tutto da interpretare, ma che non può essere sottovalutato come facemmo nel '94. E il fatto che Berlusconi abbia avuto qualità è dimostrato dal fatto che egli ci è venuto a dire a fronte della nostra crisi con l'Ulivo: guardate io voglio aprire il Polo a sinistra, non voglio essere la destra di questo paese, non voglio stare fra Bossi e Fini, ma voglio un arco di forze democratico con cui governare il Paese che comprenda i repubblicani, i socialisti i liberali e non penso affatto che Forza Italia li possa tutti sussumere sotto di sé. Quanta poca dialettica ho visto, tutti a chiedere ma come fa il Pri ad andare con la destra e ma come fa la destra ad andare con il Pri. Forse non è destra, forse vuole emanciparsi, forse non ci riesce, forse ci prova. Ora molti a questo discorso non credono, non ovviamente che Berlusconi non ce l'abbia fatto, ma che veramente voglia realizzarlo, come che voglia a realizzare gli altri cento propositi annunciati. Io non ho mai escluso che Berlusconi fallisca, il fallimento in politica è sempre l'ipotesi più probabile. Ma perché devo negare credito ad una tale disponibilità, soprattutto quando il mio credito con la sinistra si è esaurito, nel senso io non faccio più credito a D'Alema, il Pri non gliene può fare più. Per inciso, chi ha letto l'intervista di D'Alema a Repubblica dove il nostro, con grande disinvoltura fa coincidere gli Usa, con i mercati, come se non ci fosse una differenza fra Soros e Bush? Che bell'esempio di mente illuminata.
    Di fronte a questo, io maggioranza del partito che ha vinto un regolare congresso - perché si è visto dal dato elettorale che nel sud il Pri ha ripreso fiato e Carrara, che pur è la consociazione più forte non ha potuto votare, per un'applicazione alla lettera del regolamento sulle deleghe congressuali richiesta dall'onorevole Sbarbati e concessale in quanto la direzione ha voluto tutelare la minoranza e poi ha fronte del caso Carrara abbiamo anche chiesto al nostro onorevole se voleva ritirare la sua richiesta, ma ella non ci rispose positivamente o non ci rispose affatto e allora la mandammo al diavolo e Carrara non votò - ho contratto una nuova alleanza, piena di incognite con due o tre punti chiari su cui lavorare e molti distinguo, perché sono consapevole come il più fiero mazziniano di Ravenna che mi trovo in una compagnia anomala e curiosa. La quale però ha il riguardo, che so, di invitarci ad un dibattito sulla cultura per sapere la nostra posizione a e il presidente del partito gliela dice e quindi si capisce che non siamo d'accordo con Baget Bozo, per esempio. Ma non hanno invitato il senatore Castagnetti a sostenere che Ugo La Malfa oggi sarebbe in Forza Italia, cosa che il buon Guglielmo mai sosterrebbe, come invece fecero i nostri grandi alleati ds con il loro segretario Veltroni e Adolfo Battaglia o chi per lui. E' chiaro? Che il presupposto di un'alleanza politica è il rispetto per l'autonomia della nostra storia e non sono i posti di ministro che non ci danno o le presidenze della Camera di commercio che ci danno. Poi puoi darsi che non andiamo da nessuna parte e ne trarremo le conseguenze state sicuri, come può darsi che miracolosamente questa compagine ministeriale trovi la rotta e porti dei risultati tali da far dire che so a Echiesa: bhe non è così male. Io voglio che sia Echiesa il metro di giudizio di questa azione di governo, cosa credete? Ma voglio assicurarmi equilibrio nel suo giudizio e anche un po' di tempo, magari. Nel frattempo non voglio che il mio partito beva olio di ricino. Mi riconosca il senso di una posizione nazionale, il tentativo difficilissimo e critico che stiamo compiendo, mi dia la solidarietà che mi spetta come repubblicano che le ha provate tutte per tenere in piedi il partito, la smetta di stare appresso alle voci da corridoio, le insinuazioni e i veleni che sono stati seminati per distruggerci da chi ci ha lasciato e che ha avuto un premio per averci lasciato e un premio per averci diviso. Nessuno per carità, mi parli di nausea. Perché la nausea in politica la proviamo tutti, tanta anche e cerchiamo di renderci lo stomaco più forte. Noi maggioranza da parte nostra perché dovremmo obbligare il partito dove non è convinto? Siano i nostri alleati a dimostrare di tenere ai repubblicani, al loro simbolo e alla loro compagnia. Già siamo due gatti in parlamento. Che almeno a Carrara si stia con la sinistra perché non siamo d'accordo sulla scuola, non lo siamo sulla procreazione assistita, e non sopportiamo l'onorevole ministro Buttiglione. Ma questo non significa che a domani Forlì non possa allearsi con il centrodestra se ne trova le condizioni o che noi tra cinque anni ci presentiamo al congresso nazionale facendo il mea culpa. Quando si è allo 0,6% nazionale si è con il coltello alla gola e si fanno i salti mortali. O no? Proviamo a stendere una rete di protezione sotto questo salto che abbiamo appena compiuto. E soprattutto in questa navigazione da battello ubriaco, se volete, lo ammetto, ma avete visto che mare?, ricordiamoci che siamo sulla stessa nave. La nave dei dannati repubblicani.
    ---------------------------------------------




  2. #2
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    Predefinito

    L'espressione " nave dei dannati" ha fatto colpo.
    Caro Calvin, la tua "relazione" merita che me la stampi e me la legga. Non merita una risposta di getto.
    L'unica cosa che posso dire è che continuerò sempre a battermi per un PRI che non sia sotto a nessuno. Forse tu, vivendo a Roma ed avendo rapporti più ad alto livello, non sai cosa si possa provare in Provincia quando ti fermano per la strada e ridendo quelli di F.I. ti dicono, senza che tu sappia nulla " Domani arriva il Commissario e vi butta fuori". Ti dicono anche l'ora ( 17.30) alla quale ariverà un fax da Roma.Previsone azzeccata al minuto.
    Tu sai che non sono mai stato tenero con La malfa e Nucara, giudico quei manifesti e quel volantino una forma di sudditanza, di obbedienza passiva contro gli organi locali del PRI che mi ha fatto male quasi fisicamente,ma vedere il responsabile di F.I. che chiede il Commissariamento della Direzione Nazionale PRI da parte di Berlsuconi bhè, ma li ha fatti divenire simpatici subito. Ma come si permettono!!!!! Pensino alle corna loro, che alle nostre ci pensiamo da soli.
    Tu non sai che impressione possa fare vedere le edere stampate sui manifesti elettorali del Comune strappate. Non sono mica stato io, o qualcuno di coloro che seguivano la linea di Carrara.
    Questo è il rispetto che abbiamo avuto dai nostri Amici del Polo.
    Ai tempi delle guerre con il PCI ci si coprivano i manifesti fuori spazio, si arrivava alle pennellate, ma mai una cosa del genere era mai accaduta.
    Ma sto cadendo nel patetico e nel sentimentale, mentre la tua lettera merita un altra risposta.
    Me la stamperò domani in ufficio e risponderò appena possibile.
    saluti
    echiesa

  3. #3
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    Predefinito Conosco

    Conosco il sentimento che ha fatto di molti di noi militanti di diversi movimenti. Lo so e lo capisco. Ma sono convinto che l'intuizione mazziniana alla fine risulta veramente vincente. Dobbiamo solamente dare forza al nostro orgoglio repubblicano che non ci ha mai costretto al revisionismo. I doveri ed i diritti dell'uomo sono valori che prima di tutti hanno qualificato il movimento republicano, riferimenti non elaborati ideologicamente e per questo non dogmatici.

  4. #4
    Garibaldi
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    il richiamo di beppe ai valori mazziniani mi apre il cuore e mi inumidisce gli occhi!!!!!
    Dovremmo tutti noi riscoprire quei valori libertari e altamente sociali!!??!
    Dio e popolo, pensiero e azione, sono il titolo di questo forum: basterebbe domandarci tutti i giorni cosa facciamo per Dio, cosa facciamo per il popolo e come dobbiamo agire nel rispetto del nostro pensiero mazziniano!1!!!

  5. #5
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    Chiedo scusa, ho stampato e volevo leggere, ma come avete visto nel nuovo trehad mi girano a 10.000.
    Se mi passa rispondo, non merita una risposta da incavolato nero per altre cose.
    saluti
    echiesa
    ooooooo, per la partitaaaaaaaa, non capite ad ombrello!!!!!

  6. #6
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    Non so chi si celi dietro il nome di Calvin, ma ha scritto qualche giorno fa che mi conosce. Quindi immagino sia un amico o un’amica dei miei anni giovanili. Ho letto con grande attenzione il suo lungo pezzo sulla nave dei dannati. Sulle cose personali, non ho molto da dire: ogni esperienza di vita ha un valore intrinseco che non spetta agli altri valutare. Però sulle valutazioni politiche non riesco a concordare. Calvino non spiega una cosa che ai miei occhi appare di importanza fondamentale: a cosa serve oggi la tradizione repubblicana? Da quanto vedo a destra e sinistra, mi sembra un po’ come quelle famiglie molto decadute che espongono la loro argenteria, ereditata, per guadagnare un minimo di credibilità. Attenzione: mi riferisco alla tradizione repubblicana, non al partito. In questo caso, avendo deciso di chiudere ogni rapporto con piazza dei Caprettari molto tempo fa – dieci anni – non avrei diritto di ficcare il naso in vicende che non mi riguardano. Però io – a differenza di Calvino – sono nato e cresciuto nell’alveo di quella storia, avendo aderito alla federazione giovanile a 16 anni, nel 1975. Quindi, credo di essere autorizzato a fare qualche commento, ormai da una prospettiva lontana.
    Ebbene, la più severa critica che rivolgo agli eredi di quella storia è di non avere risolto problemi politici, ma solo personali. E non si tratta di una convinzione che nutro privatamente. Almeno davanti a coloro che ancora frequento – e non sono pochi -, ho sostenuto spesso che la loro rielezione al parlamento, oppure la nomina a posizioni di governo ai più diversi livelli, non risolveva minimamente il problema della rappresentanza della cultura laica. Mi si potrà dare del donchisciotte, ma ho sempre espresso il mio dissenso. Lo feci, in anni lontani, perfino con Spadolini, che non era certo un personaggio facile quando si trattava di esprimere idee contrastanti con le sue (nella fattispecie, si trattava di una diversa valutazione della Lega, che io consideravo – e considero – un fenomeno barbarico, una specie di ingiusto flagello per il paese). Detto questo, non mi pare che sia mai stato risolto il problema della rappresentanza di quella che chiamavamo “l’altra Italia” – l’ennesima fra molte espressioni retoriche cui facevamo ricorso noi repubblicani di allora e, purtroppo, anche voi repubblicani di adesso -. Eppure, scorrendo la Navicella di questa legislatura e della precedente, scopriamo che quanti condividono una passata milizia comune nelle file del PRI non se la sono cavata affatto male nella seconda repubblica. Ce ne sono per tutti i gusti: nel PRI (ovvero come indipendenti di destra), Forza Italia, CCD, Margherita, UDEUR, DS, Alleanza Nazionale. Se voi considerate attentamente le cifre, i repubblicani si sono moltiplicati addirittura più degli ex democristiani: essendo una forza del 3 per cento, si sono riciclati con grande abilità.
    Però – insisto – il problema resta. Tutti questi repubblicani – sparsi nei rivoli della destra e della sinistra – hanno concluso qualcosa per il paese? Hanno tradotto una sola idea in legge, in una riforma – anche piccola – che contribuisse al bene comune (traduzione appropriata di “res publica”, ovvero di quanto hanno di più caro al mondo)? Parlate di Viroli, di Pettit, di altri teorici del nuovo repubblicanesimo, che conosco abbastanza bene: lavori che prendono le mosse dagli studi machiavelliani oppure dalla riscoperta del giusnaturalismo. Spero, tuttavia, che non confondiate la sorgente del pensiero rappresentata da Machiavelli, Montesquieu, Harrington e Locke con la conservazione di un seggio parlamentare di Tizio, Caio o Sempronio.
    Vi debbo dire la verità. Penso che in un paese privo di stampa libera ed indipendente, dove i giornalisti sono tutti più o meno prezzolati dai tempi di Giolitti (come è ampiamente dimostrato), gli unici che facciano un minimo di informazione sono alcuni programmi satirici. Fra questi, c’è un personaggio che si chiama Enrico Lucci e di professione fa la “Iena”. Ai tempi del “trifoglio”, ovvero il cartello Cossiga-SDI-PRI, Lucci si recò ad un congresso dei socialisti dove disse a Boselli: “Grazie per avere fondato il ‘Trifoglio’, gli italiani ne sentivano proprio il bisogno. Avete fatto proprio bene! Avete fatto felice un sacco di gente!”. Fine. Fu uno spettacolo devastante. Un massacro. In pratica, chi vide il servizio, capì che il Trifoglio non aveva nessuna rilevanza, se si escludeva l’obiettivo trasparente ed un po’ patetico di offrire un minimo di visibilità ai diretti interessati. Che fosse un’iniziativa inutile - per gli elettori, non per i protagonisti, che almeno si sono fatti un po’ di pubblicità – si è visto con la constatazione del decesso del “Trifoglio” medesimo.
    Comunque, non è del Trifoglio che merita di parlare. E’ una delle tante iniziative che mi vengono in mente. Tutte finite male. In pratica – è questo il senso delle mie parole – repubblicani ed ex repubblicani le hanno provate tutte. Il guaio è che in questi tentativi non hanno tenuto conto dell’unica cosa davvero imprenscindibile in politica: un obiettivo da realizzare. C’è una ragione per cui gli italiani dovrebbero scegliere i repubblicani (dentro e fuori il partito) come modello di buon governo? Hanno davvero dimostrato di meritare la fiducia della gente? C’è qualcuno di voi che mi sappia citare un ddl o pdl o iniziativa governativa che sia stata tradotta in legge e porti il nome di un repubblicano: attuale o ex? Ecco perché Lucci, che è un giovane uomo intelligente, con quella frase ripetuta ossessivamente, fece a pezzi quel progetto. E, allo stesso modo – per estensione –, potrebbe fare a pezzi praticamente tutti i movimentini o partitini o gruppettini (mi hanno perfino detto che adesso ci sono due AMI!) cui partecipano coloro i quali militarono o ancora militano sotto l’edera. Destra o sinistra, non importa. Per non parlare dell’idea velleitaria di fare da soli, di testimoniare un’idea. Domanda: quale idea volete testimoniare? Gli ideali risorgimentali? L’eredità di Ugo La Malfa? I doveri dell’uomo? Naturalmente, si tratta di cose onorevolissime. Ma non corrispondono alla domanda di politica che arriva dal paese. (E torniamo a Lucci: “Grazie di avere fatto la battaglia repubblicana, gli italiani ne sentivano la mancanza!”). Però, vi sarei grato anche di specificare, in una ipotetica risposta, cos’è la battaglia repubblicana, quali sono i programmi. Purché non mi si facciano le solite tirate retoriche sulla “nota aggiuntiva”, la politica estera nel dopoguerra, il centrosinistra degli anni sessanta, le emergenze. Ovvero, vorrei sentire parlare di viventi e di qualche idea per i prossimi dieci minuti, non per i passati cinquant’anni.
    Ormai credo di essere disincantato e un po’ cinico. Però non so che farmene della retorica di partito che prende le viscere dei militanti. Ho detto recentemente ad un personaggio pubblico piuttosto importante che avere delle idee intelligente e non realizzarne nessuna, quando arriveremo al termine della nostra giornata ed avendo avuto la possibilità in posti di potere, è una colpa assai grave. Non vorrei mai trovarmi al posto di chi sia stato ministro, deputato, senatore, o altro, e, arrivato alla fine, debba constatare di non avere realizzato nulla di nulla, tranne alcune idee interessanti. Questo, al massimo, se lo possono permettere quelli come me, che non hanno potere né responsabilità, né li avranno mai. Quelli come me hanno la parola, scritta o parlata, come unico strumento di milizia civile.
    Quindi, cari amici, io non vi compatisco. Se vi sentite ospiti di una nave di dannati, allora fareste bene a scendere al primo porto possibile oppure a tornare a nuoto a terra. State facendo un sacrificio che nessuno vi ha chiesto.
    Se mi inviterete a non scrivere più su questo forum, lo troverò comprensibiissimo.

  7. #7
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    Originally posted by Claudio Lodici
    Se mi inviterete a non scrivere più su questo forum, lo troverò comprensibiissimo.
    E' possibile che qualcuno non gradisca questo tuo intervento, ma lo ritengo utilissimo; ogni tanto bisogna avere lo spunto per guardarsi dal di fuori.

    Cercherò di rispondere più tardi con più calma, se qualcuno non lo avrà fatto prima di me dicendo meglio tutto quello che direi.

  8. #8
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    Gentilissimo prof. Lodici,
    evevo aperto il forum con l'intenzione di non scrivere nulla: il caldo non mi permette di stare troppo a riflettere e mi macava un pò la voglia, per cui avevo intenzione di dire a calvin di attendere ancora un giorno ed avrei risposto sicuramente alla sua lettera.
    Ma quanto Lei ha scritto mi ha talmente "attizzato"che ho deciso di rispondere alla sua concione ( sia detto in termini non ironici) come generalmente faccio, cioè al 90% di getto.
    Vedo con piacere che Lei deve avere pressapoco i miei anni, dato che si è iscritto alla FGR nel 1975, io nel 1977 a 14. Probabilmente ci saremo incontrati in qualche convegno o congresso della FGR ai tempi di Giacalone, e forse Lei faceva parte del gruppo degli angeli protettori di Spadolini come Tomada, Pappadà, Giacalone ed altri.
    Io, misero militante di provincia, non ho avuto la stessa possibilità, ed onestamente a dirla tutta manco mi sarebbe interessato.
    Parto dal fondo: è vero, nessuno ci chiede di stare sulla nave dei dannati, nessuno. Sarebbe più facile, molto più facile salire sugli agili e modernissimi traghetti superveloci della Grimaldi o della Costa Crociere e fare i Commisari di Bordo, i Cambusieri ed in alcuni casi i Comandanti. Molto più facile. E nessuno ce lo chiede. Nessuno. MA VEDE CARO PROFESSORE, LO VOGLIAMO NOI. E QUESTA E' UNA RISPOSTA CHE TAGLIA LA TESTA A TUTTO. LO VOGLIAMO NOI, E BASTA.
    Concordo con Lei che in questo momento ciò che resta del PRI sia abbastanza malmesso, lo dico da anni, prima ancora della sciagurata ( almeno per me) scelta di Bari. E la scelta di Bari è appunto frutto della mancata elaborazione di un nuovo progetto per il 2000 per il PRI. Quando mancano gli obiettivi anche ideologici è facile sbandare, ed a noi è successo. Vedo però che anche altri Partiti Storici hanno vissuto e vivono tutt'ora gli stessi travagli, a cominciare dagli stessi DS per arrivare ad AN ed alla Margherita. Noi da più piccoli viviamo più duramente certi momenti.
    Certo è che " La Nostra idea dell'Altra Italia", cioè di un Paese Laico, Normale, Civile devo ancora individuare chi me la possa rappresentare. E non lo vedo ancora, perchè se per Lei che viveva a fianco di certi personaggi, erano solo vuote e retoriche espressioni, per i miseri che lavoravano in Provincia non erano parole prive di senso.Forse non capivamo, non sò.E non capiamo ancora. Esistono ancora militanti in alcune zone del Paese per i quali davvero Una Messa vale più di Parigi ed ai quali vengono i mali di pancia. Può essere un interessante caso di studio, e mi metto sin d'ora a disposizione assieme ad altri della mia zona.
    Non è un facile richiamo a sentimentalismi che oggi possono non avere più valore. E' il fatto che putroppo a me ed ad altri certi valori sono stati inculcati, ed è difficile , molto difficile fare dire basta: anche perchè questi valori sono ancora attuali, moderni, sono i miei. Ed è proprio la mancanza di questi valori che fa vincere F.I., Berlusconi, : non esistono più ideologie, quello che conta è il mercato, è il successo. Con abili propagande riesco a vendere meglio Berlusconi che Rutelli: il sapone è lo stesso più o meno, ma riesco a convincere più gente che l'uno lavi più bianco del bianco rispetto all'altro. E questo a me personalmente non piace, non piace proprio. Io sono, resto e rimango un REPUBBLICANO IDEOLOGICO. Rara Aves?? Forse, certo, non so.
    Certo concordo con Lei che motivi di votare oggi Repubblicano a livello nazionale siano pochi, se non quasi nulli. Ma appunto io rimango perchè un domani, fra un anno, due, tre, cinque ci sia di nuovo la possibilità di poter spendere fra la gente il nome del Partito sicurmente, come si faceva ai tempi di la Malfa Ugo, Spadolini, Visentini,etc etc, persone che nella storia d'Italia dell'ultimo cinquantennio qualcosa hanno contato.
    Le chiedo a questo punto quali siano secondo Lei le domande politiche che salgono dal paese. La informo che nelle elezioni amministrative del maggio u.s. nella mia piccola realtà sono state presentate al Comune n° 20 liste per un totale di circa 600 candidati al C.C., su una popolazione di circa 65.000 abitanti. In una circoscrizione montana, sono state presentate 13 liste contrapposte: i paesi interessati al voto erano 9 con un totale di circa 7.000 abitanti. Quali sono le domande che salgono dal Paese?? Non vedo differenza fra quelle di 20 anni fa e quelle di adesso. Son cambiati i punti di riferimento, soprattutto per il crollo delle ideologie ( grave errore il festeggiare quesato avvenimento), questo si, ma le domande io non le vedo cambiate. E la maggior parte della gente come al mercato scieglie secondo confezione, prezzo, pubblicità, simpatia. Vedo che anche Lei cade nella retorica repubblicana con la frase " i repubblicani come espressione di buon governo". Chiede che progetti abbiamo per i prossimi 10 minuti, quali leggi stiamo approvando, quali ddl portano oggi le prime firme dei Repubblicani ( penso che si riferisca al presente, per il passato come Lei ben sa qualcosa c'è). Penso al momento nessuna: stiamo vivendo un travaglio interno difficile, per questo stiamo parlando di nave dei dannati ( l'espressione è la mia, che con alcuni amici ci siamo davvero). Il Paese non aspetta, vuole fatti concreti, non lagne. Giusto: fatti, solo fatti quello che conta oggi. La tradizione che Lei dice che oggi non è quello che il Paese vuole non conta più, bisogna agire, divenire spregiudicati. Ma se mancano le basi, su cosa si può costriure?? Io sto combattendo la mia battaglia interna basandomi sui principi, sulla storia, e Lei mi dice che non contano più nulla, solo una onerevolissima cosa. MA E' SU QUESTI PRINCIPI CHE DOBBIAMO RICOSTRUIRE, PARTENDO DA QUESTI POSSIAMO E DOBBIAMO TENTARE DI RIESSERE L'ANIMA DI UNA SINISTRA DEMOCRATICA, MODERNA. SE NON PARTIAMO DA QUESTO ALLORA SI PUO' GIUSTAMENTE STARE CON TUTTI, R.C. COME F.T., MASCHERANDO TUTTO CON LA FAMOSA DOMANDA POLITICA CHE VIENE DAL PAESE. E QUESTO IO PERSONALMENTE NON LO VOGLIO.
    Solo partendo da questi si potrà riprovare a ricostruire qualcosa. Difficile, inutile, non richiesto, dannoso forse. MA PERCHE' NON PROVARE??????
    La saluto cordialmente, e mi scuso se qualche volta nell'esporre possa essermi ripetuto o possa essere caduto nel banale e nel retorico, ma è scritto di getto.
    echiesa

    Lungi da me, almeno da me, invitarLa a non scrivere più su questo Forum. Quello che non volgio sia fato a me non voglio sia fatto agli altri

  9. #9
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    Predefinito Caro Lodici

    Mi è venuta la voglia di ripercorrere in breve la mia militanza repubblicana ad iniziare, anche per me dall'FGR ( 1972) e citare tutti i miseri ricordi di altrettanti miseri personaggi che nel PRI della mia provincia tanto godevano del riflesso nazionale di Ugo La Malfa. Di questi alcuni sono passati alla barca della Lega, altri del Partito Autonomista Trentino Tirolese, alcuni sono riusciti ad infilarsi fra i portaborse che in Trentino abbondano: sono stipendiati e fanno poi carriera negli organici della provincia.
    Mi vengono anche in mente le tre o quattro campagne elettorali, dalle quali sono emersi personaggi che oggi sono sindaci della "Margherita alla Trentina" Io invece non ho cambiato barca, nè mi pare mi si addica l'essere sulla barca dei dannati. Mi piacerebbe solo che in mezzo a tanti orrendi opportunisti, accalappiatori di facili e suggestionati consensi, contrabbandieri di altrui virtù, di tanto in tanto ci fosse qualcuno che accettasse di metterci del suo. Esporsi e battersi per un obiettivo individuale perchè è convinto sia di utile collettivo.

  10. #10
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    Predefinito

    Per l'opportuna conoscenza di eventuali e casuali visitatori di questo thread ricordiamo che l'acronimo FGR, citato piu' volte in questi ultimi messaggi, significa Federazione Giovanile Repubblicana.....non me ne "vogliano", per questa ovvia spiegazione, gli amici interessati alla discussione...
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