Ci sono delle differenze che determinano delle gerarchie - seppure limitate ad un determinato ambito o ad un determinato contesto - ed altre che non lo fanno. Questo sia tra popoli, gruppi od individui. Il discorso razzista e' gia' diverso, e non e' corretto assimilarlo al differenzialismo, che sostiene invece un'altra tesi. In realta' il razzista e' un eterofobo, ossia odia la differenza in quanto tale che trova nell'altro, proprio perche' differisce dalla sua identita' gia' assolutizzata. Il differenzialista - si puo' dire - e' invece eterofilo, ossia dell'altro apprezza proprio la sua alterita' e non cerca di renderlo simile a se stesso. Vuole che rimanga tale e - quindi - ne valorizza proprio le differenze, che impediscono di assimilarlo. Inoltre il razzismo si distingue anche perche', in modo esplicito o velato, crede alla possibilita' di enunciare una classifica universale delle razze in base a criteri ritenuti oggettivi (e che coincidono immancabilmente con quelli della propria cultura). Da un pto di vista differenzialista questo non accade perche' viene negata la possibilita' di comparazione globale delle civilta' e quindi si puo' parlare eterogeneita' ma non di superiorita'-inferiorita'.Originally posted by Claude74
per risponderti, riporto questo mio post che ho scritto sul forum liberale-libertario, in risposta all'utente PINOCCHIO. Credo che possa andare bene al caso.
http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=14208
Mi chiedo quale ideologia vieti di dire che non siamo tutti uguali. Un'ideologia stupida, direi, e cieca. La diversità tra un individuo e un altro (perchè esiste anche questa, oltre che quella tra gruppi) è un dato ineliminabile che caratterizza la specie umana. (Se non sbaglio, sono state rilevate delle differenze individuali "caratteriali" anche in individui di specie animali). Il problema, dal punto di vista morale, è se la diversità tra le persone giustifichi una disparità di trattamento, come, mi pare, sostengano i razzisti. Se i Ticinesi sono diversi dai Napoletani, può questo autorizzarci a riconoscere ad entrambi i gruppi uno status morale diverso e specifico per ognuno dei due? Io credo di no, poichè non comprendo come da delle caratteristiche psicofisiche contingenti (causanti la diversità) tra gli individui) si possa "dedurre" un una imparità di status(disuguaglianza).
Non so se mi sono spiegato.
PS
Che significa "contemptus mundi"?
Contemptus mundi sarebbe il disprezzo del mondo, tipico di certo profetismo biblibo e del cristianesimo apocalittico.![]()



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