PRECISIAMO.Se intendiamo il dilemma tra diritto Naturale e diritto Positivo alla luce della modernità, cioè alla luce di una coerente teoria della democrazia, la situazione non mi sembra come la descrivi.Originally posted by Stonewall
Non capisco cosa intendi dire. Il problema qui non è scegliere Milan o Inter, ma vedere quale dei due sistemi ha più solide basi morali e tende a dare più rilievo alla libertà individuale. E in questo senso mi pare vi siano pochi dubbi. Se invece vuoi dire che i giuspositivisti, attualmente, dominano il dibattito, e che il diritto positivo ha scalzato quello naturale, hai ragione. Infatti, non vi sono mai stati tanti espropri, tasse, leggi e regolamenti come da quando sono scomparse le monarchie per diritto divino. Cosa vuoi che ti dica... a volte (purtroppo) vincono anche i cattivi.
Se nella concezione del diritto Naturale centrale è l'idea di "natura" umana, nella concezione del diritto Positivo centrale è l'idea di volontà ( autorità/ comando ).COME INCIDE LA TEORIA DEMOCATICA sulle due concezioni?La teoria democratica calza con l'ideale ius-Positivistico di volontarietà: dalla concezione hobbesiana di sovranità ( tendenze assolutistiche) si arriva alla concezione attuale: il comando è (fittiziamente) comando di tutti!
Ma la dottrina del diritto naturale come si concilia con la democrazia?A chi tocca dedurre norme dalla natura?A chi decidere che cosa sia la natura?
Storicamente le democrazie dirette non sono liberali... mentre sono liberali le "false" ( con false intendo "limitate" ) democrazie ( DEMOCRAZIE RAPPRESENTATIVE ). Ma se la democrazie è libertà... libertà x tutti di decidere come vivere... forse che una coerente concezione ius-naturalistica debba rinunziare alla teoria democratica ( o, ahimè, alla libertà)?
Kiricrate




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ttaù
