Non era mia intenzione farvi cambiare discorso.
Ho semplicemente ritenuto opportuno fare delle precisazioni, peraltro da altri sollecitate [mi è stato chiesto: chi-come-quando e dove. O sbaglio?].
p.s. Solo un'ultima precisazione: rileggendomi mi sono reso conto di un aver commesso un errore: il libro cui facevo riferimento non è di Saverio Lodato ma di Francesco La Licata, Storia di Giovanni Falcone, Rizzoli Editore.
In particolare: pagg. 164-166 e 198. Lì l'autore ci spiega come la Rete di Leoluca Orlando, Alfredo Galasso, Carmine Mancuso; i giudici del Movimento per la Giustizia, quelli di Magistratura Democratica, e un ampio schieramento della sinistra, compreso il Pds, si opponessero alla candidatura Falcone con argomenti che poco avevano di politico e che lo stesso ex Giudice Istruttore riteneva offensivi. In proposito Falcone si lamentava dicendo: Non si fidano della mia capacità di autonomia, come se io fossi un traditore, come se la mia storia personale non fosse mai esistita.
E la sorella Maria, dopo la strage di Capaci scrisse: Leoluca Orlando e il quotidiano l'Unità che a quelle accuse decise di fare da cassa di risonanza, hanno la loro parte di responsabilità nell'isolamento di Giovanni
Questi accenni al tradimento e all' isolamento ci riportano alla vicenda del povero professore assassinato...
Tout se tient.




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