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Risultati da 1 a 10 di 67
  1. #1
    Roderigo
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    Predefinito Solidarietà a Sergio Cofferati

    Caso Biagi, polemiche dopo le lettere su Repubblica. Esposto-denuncia di Cgil

    http://www.liberazione.it/notizia.asp?id=781


    Bertinotti: solidarietà a Cofferati. Siamo difronte ad un inquinamento della vita democratica
    Fausto Bertinotti


    http://www.liberazione.it/commento.asp?tutto=1

  2. #2
    Roderigo
    Ospite

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    Intervista
    Il leader della Cgil: "Chi diceva a Biagi
    che lo minacciavo? E perché lo faceva?"
    Cofferati: "Sono indignato
    perché i pm non mi interrogano?"


    di MASSIMO GIANNINI

    http://www.repubblica.it/online/poli...cofferati.html

  3. #3
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    Dipende se è colpevole o no, che è una solidarieta a priori?

  4. #4
    Roderigo
    Ospite

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    Originally posted by S.P.Q.R.
    Dipende se è colpevole o no, che è una solidarieta a priori?
    Colpevole di cosa?
    Questa è solidarità a posteriori, segue, e non precede, una vergognosa campagna di diffamazione.

    R.

  5. #5
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    Originally posted by S.P.Q.R.
    Dipende se è colpevole o no, che è una solidarieta a priori?


    Quell'altro son VENT'ANNI che s'aspetta di sapere se è colpevole o no e l'avete mandato a Palazzo Chigi!!!!!!
    Quell'altro è stato condannato e prescritto e l'avete mandato a Palazzo Chigi!!!

  6. #6
    Azzurro
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    Originally posted by Roderigo

    Colpevole di cosa?
    Questa è solidarità a posteriori, segue, e non precede, una vergognosa campagna di diffamazione.

    R.
    Le lettere sono state pubblicate e sembra anche taroccate da un quotidiano di sinistra e Repubblica, mi sa che pochi a destra le hanno commentate e subito il sig. Cofferati si è sentito chiamato in causa e chiede solidarietà.

    il commento di Ezio Mauro su Repubblica

    IL COMMENTO
    Un caso politico
    di EZIO MAURO


    Nel momento più acuto dello scontro sociale, con i sindacati divisi e il governo all'attacco della Cgil, scoppia il caso delle lettere di Marco Biagi, cento giorni dopo l'assassinio del giuslavorista da parte delle Brigate Rosse.

    Si sapeva che la Procura di Bologna lavorava su un dischetto del computer dal quale il professore, collaboratore del ministro del Welfare Maroni, scriveva i suoi messaggi. Adesso, quel dischetto è arrivato ad una piccola rivista dell'area no global ("Zero in condotta"), che oggi pubblica le lettere di Biagi. "Repubblica" è in grado di anticipare il testo, dopo aver cercato riscontri con tutti i destinatari delle e-mail, e anche con la vedova di Marco Biagi. Sulla base di questo materiale, nascono alcune domande inquietanti, che attendono una risposta pubblica e urgente.

    Le cinque lettere sono state scritte dal 2 luglio 2001 al 23 settembre dello stesso anno e sono indirizzate al direttore di Confindustria Stefano Parisi, al sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi, al presidente della Camera Pierferdinando Casini, al Prefetto di Bologna e al ministro Maroni. Nei testi c'è l'angoscia lucida e disperata di un uomo che si sente bersaglio del terrorismo, che riceve telefonate minatorie, che teme di fare la fine di Massimo D'Antona: e che vede revocata la sua scorta senza un motivo spiegabile, "per ragioni che ignoro", come scrive impotente a Casini.

    E' un documento terribile. Mentre si susseguono le telefonate anonime, informatissime sui suoi spostamenti e sulla sua inermità, Biagi si preoccupa per l'angoscia in cui vive la sua famiglia, e chiede a tutti di aiutarlo a portare avanti il suo lavoro, ripristinando la protezione: invano. Nella lettera a Maroni, il 23 settembre, Biagi conclude sconfortato: "Qualora dovesse malauguratamente occorrermi qualcosa, desidero si sappia che avevo informato inutilmente le autorità di queste ripetute telefonate minatorie senza che venissero presi provvedimenti conseguenti." Nessuna "autorità", dopo la tragica morte di Biagi, ha sentito il bisogno e il dovere di rispettare questo desiderio.

    MA DENTRO le lettere, oltre ad un atto d'accusa che chiama in causa il governo e lo Stato, c'è un caso politico clamoroso. Nella lettera a Casini, infatti, il professore chiama in causa Cofferati: "Sono molto preoccupato scrive perché i miei avversari (Cofferati in primo luogo) criminalizzano la mia figura". E' il 15 luglio 2001, Biagi si sente nel mirino del terrorismo, scrive di avere "avversari" che lo "criminalizzano", e fa il nome del segretario della Cgil, che verrà poi accusato nei mesi successivi con gli stessi argomenti dal presidente del Consiglio Berlusconi e ancora l'altro ieri dai ministri Scajola e Giovanardi.

    Cofferati spiega a "Repubblica" che in quel periodo non aveva avuto alcuna occasione di scontro o di polemica con Biagi: perché, si domanda, Biagi si sentiva "criminalizzato" dal segretario della Cgil tre mesi prima della polemica sul "Libro Bianco" del governo, che li oppose aspramente? Ma c'è di più. Al nostro giornale il direttore di Confindustria, Parisi, rivela che una lettera è uscita incompleta o manipolata dal dischetto: dal messaggio a lui spedito da Biagi il 2 luglio 2001, infatti, è stato espunto un passaggio che contiene un nuovo esplicito e pesante riferimento a Cofferati, e in particolare a "minacce" del segretario Cgil "riferitemi scrive il professore da persona assolutamente attendibile".

    Dunque a luglio qualcuno ha parlato a Biagi di "minacce" di Cofferati. Chi, perché, in riferimento a che cosa? Perché quel passaggio che "Repubblica" ha ricostruito, pubblicando il testo integrale della lettera è stato omesso nel dischetto o nella sua trascrizione? "Vogliono coprire chi strumentalizzava le paure di Biagi domanda Cofferati indirizzandole verso di me? Vogliono rendere note le accuse nei miei confronti, nella lettera a Casini, nascondendo il suggeritore di quelle accuse, nella lettera a Parisi"?

    Ma c'è un'ultima domanda. Se Cofferati "minacciava", perché la Procura non lo ha interrogato, pur conoscendo i testi di quel dischetto? Perché non ha cercato di ricostruire la storia di quelle minacce, il profilo di quella fonte "assolutamente attendibile" che le rivelava, la verità dei fatti esposti da Biagi? L'angoscia di un uomo che si sentiva ed era condannato a morte, merita considerazione e rispetto, e il governo e la polizia non hanno avuto n'è l'una n'è l'altro, lasciando Biagi solo. Oggi le parole del professore devono far riflettere tutti, a partire dal sindacato e dal governo, troppo spesso abituati nel loro linguaggio a scambiare gli avversari per nemici. Ma intanto, la Procura faccia chiarezza, riveli tutti i testi di Biagi, porti alla luce le sue accuse, e cerchi le responsabilità: senza riguardo per nessuno ma anche senza lasciar filtrare spezzoni di accusa, omissioni interessate, usi politici postumi di lettere private. Nella peggior tradizione italiana.

  7. #7
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    Sei riuscito a postarlo; bravo!
    Adesso leggilo..........PERO'!!!

  8. #8
    Roderigo
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    Originally posted by MrBojangles

    Quell'altro son VENT'ANNI che s'aspetta di sapere se è colpevole o no e l'avete mandato a Palazzo Chigi!!!!!!
    Quell'altro è stato condannato e prescritto e l'avete mandato a Palazzo Chigi!!!
    Il paragone non esiste comunque.
    Le accuse a Berlusconi, vere o false, sono verosimili, ed hanno un senso. Si capisce che un imprenditore può trarre vantaggi da frodi fiscali, falso in bilancio, corruzione, ecc.
    Le accuse a Cofferati sono invece incredibili, mirano unicamente a criminalizzare la Cgil, l'unica consistente forza di opposzione al governo Berlusconi e ad un disegno sociale che vuole fare del precariato il rapporto di lavoro normale. Come si può credere che in un simile conflitto, la Cgil, una organizzazione con 6 milioni di iscritti, assuma logiche brigatiste, pensando di risolvere un problema, di vincere una battaglia, prendendo a bersaglio un tecnico? Solo un idiota può dar credito a versioni del genere. Un idiota o un pubblicista diffamatore. Ma in questo caso la diffamazione è gravissima.

    R.

  9. #9
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    Originally posted by Roderigo

    Il paragone non esiste comunque.
    Le accuse a Berlusconi, vere o false, sono verosimili, ed hanno un senso. Si capisce che un imprenditore può trarre vantaggi da frodi fiscali, falso in bilancio, corruzione, ecc.
    Le accuse a Cofferati sono invece incredibili, mirano unicamente a criminalizzare la Cgil, l'unica consistente forza di opposzione al governo Berlusconi e ad un disegno sociale che vuole fare del precariato il rapporto di lavoro normale. Come si può credere che in un simile conflitto, la Cgil, una organizzazione con 6 milioni di iscritti, assuma logiche brigatiste, pensando di risolvere un problema, di vincere una battaglia, prendendo a bersaglio un tecnico? Solo un idiota può dar credito a versioni del genere. Un idiota o un pubblicista diffamatore. Ma in questo caso la diffamazione è gravissima.

    R.
    Ehi!!
    Lo dice il loro Capo che bisogna esprimersi come se avessero 11 anni ed a malapena la 2 media.
    Pochi concetti semplici; Banana docet.

    Ah!
    Che bella cravatta che hai, Roderigo.

  10. #10
    Roderigo
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    Originally posted by Azzurro
    Le lettere sono state pubblicate e sembra anche taroccate da un quotidiano di sinistra e Repubblica, mi sa che pochi a destra le hanno commentate e subito il sig. Cofferati si è sentito chiamato in causa e chiede solidarietà.
    Non hai risposto alla domanda.
    Non esiste nessuna dichiarazione con la quale Cofferati chieda la solidarietà di chicchessia.
    Esiste invece una intervista che pone alcune semplici e significative domande:
    http://www.repubblica.it/online/pol.../cofferati.html

 

 
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