Spesso mi sconforta legger di romanzi parlando dei romanzieri. Lovecraft, per esempio, (ne parlavamo qualche tempo fa con la moderateuse Giovanna) pare fosse un autentico figlio de 'ntrocchia, e che si sia scoperto che per i mostri di Cthulhu si sia ispirato agli immigrati europei poverelli col le valigie di cartone che in America vivevano nelle catapecchie sottoterra, e dei quali, evidentemente, non pareva nutrire profonda stima. Lewis Carrol era pedofilo, Joyce faceva le puzzette mentre mangiava la peperonata, Voltaire russava ed era anche un po' impotente: ma non credo che questa sia la strada giusta.
Nè contestualizzare troppo o politicizzare: Sciascia, tanto per dirne uno, per questo motivo, per molto tempo (e ancora oggi), è assolutamente sottostimato come romanziere, perchè grande polemista fu (ma lui è uno che rimarrà). Per questo mai un romanzo andrebbe giudicato dal romanziere, e io, con tutte le mie forze, cerco sempre di ignorare notizie personali, così come disconosco (o voglio disconoscere) quelle di Orwell.




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