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  1. #1
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    Predefinito eppur si muove..........

    Sharon: sì a stato palestinese ma senza Arafat


    Rivelati dai media israeliani alcuni dettagli del piano segreto del premier israeliano messo a punto con gli Usa: lo stato provvisorio durerebbe 10-15 anni e otterrebbe il 7% di territori in più rispetto a Oslo.



    GERUSALEMME – Il conflitto mediorientale può essere vicino a una svolta storica. Ieri, a sorpresa, il premier israeliano aveva annunciato un piano di pace segreto messo a punto con gli Stati Uniti ma non ne aveva rivelato i dettagli aspettando di parlarne con il ministro degli esteri Peres, il ministro della Difesa Eliezer e quello delle finanze Shalom. “Per ora il piano è conosciuto da tre o quattro persone”, aveva detto alla conferenza stampa di Cesarea, durante la quale aveva dato l’importante annuncio.

    Invece oggi media israeliano ne anticipano qualche punto citando voci vicine a Sharon: nascita di uno stato palestinese “provvisorio” sul 49% della Cisgiordania e su parte della Striscia di Gaza.

    "Prima la fine della violenza". Il piano, che seguirebbe le linee guida della proposta americana, darebbe ai palestinesi il controllo del 7% di terra in più in Cisgiordania rispetto al 42% di Territori concessi ai palestinesi dagli accordi di Oslo. Oggi, però, quel 42% di terra è controllato militarmente dall’esercito israeliano impegnati in operazioni anti-terrorismo. Due giorni fa Sharon aveva annunciato che per il momento non si ritirerà da sette città palestinesi, ritenute “zone calde” per l’alta percentuale di presunti terroristi.
    Infatti la fine delle violenze è la condizione “sine qua non” – è detto nel piano di Sharon - lo stato palestinese non può costituirsi. Non solo: Sharon chiede anche la destituzione di Arafat e un processo di democratizzazione della Anp.
    Lo stato provvisorio durerebbe per 10-15 anni. Per la pace Israele sarebbe disposto a rinunciare ad alcuni insediamenti.

    Sharon senza rivali in Israele. Sharon non è mai stato così amato dai suoi concittadini che lo appoggiano in tutto, soprattutto sul'espulsione di Arafat. Lo rivelano i sondaggi: se dovessero esserci elezioni anticipate in Israele il premier verrebbe riconfermato. Anche la scelta dei tempi per l'annuncio del piano di pace segreto è stata impeccabile: a due settimane dagli attentati a Gerusalemme gli israeliani si stavano concentrando sulle questioni economiche e sociali che potevano indebolire il governo. "E invece il piano" , scrive il quotidiano Maariv, "prevede anche una ripresa economica e turistica per Israele".

  2. #2
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    A me sembra sempre il solito giochetto delle 3 carte

  3. #3
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    Che generosità!!!

    Addirittura la metà del 22% dei loro vecchi territori!

    Addirittura "per la pace Israele sarebbe disposto a rinunciare ad alcuni insediamenti", ma come non farsi allargare il cuore da questa spropositata generosità!

    Cosa non si fa per la pace!

    La magnanimità e la generosità di sharon rilucerà nei secoli imperitura.
    Un monumento alla giustizia.

    Ciao, una piccola rimpatriata e ritorno in vacanza.

  4. #4
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    Nel complesso non mi piace per la troppa lentezza con cui si andrebbe all' assetto definitivo, oltre che per il rischio che l' assetto definitivo sia pregiudicato da una colata di insediamenti in questi 10-15 anni.
    Precisiamo però che i territori assegnati ai palestinesi sono dichiaratamente provvisori, ed è previsto che ne possano ottenere altri in futuro.
    A Camp David e Taba invece ad Arafat era richiesta, a fronte di concessioni ovviamente + ampie, una "Dichiarazione di Fine del Conflitto".
    Forse la scommessa che si cerca di vincere è quella di creare uno stato X i palestinesi PRIMA che ci sia accordo tra loro e Israele sui confini definitivi, sui profughi e su Gerusalemme.
    L'idea in sè non mi sembra male, ma d' altronde mi pare ovvio che se lo stato è provvisorio deve essere anche + piccolo delle proposte di Camp David e Taba.
    Se si riduce il tempo tra accordo provvisorio e definitivo, e si blocca l' espansione e la costruzione degli insediamenti in tutti i Territori, la cosa potrebbe essere seria.
    Altrimenti sarebbe troppo comoda: i palestinesi ottengono lo stato su tutti o quasi i Territori occupati nel 1967 e restano con le mani libere per chiedere di tutto e di più in futuro, e magari per organizzare una Santabarbara e preparare la prossima guerra.
    L' alternativa è il presupposto, prevalso fino ad oggi, che o si fa la soluzione definitiva o non si fa nulla, ma così finisce appunto che non si fa nulla e si continua a combattere.

  5. #5
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    il principio da far emergere e` proprio questo.
    che possa nascere uno stato palestinese. le dimensioni potrebbero subire dei cambiamenti in futuro.
    gli israeliani potrebbero anche valutare l`ipotesi di un trasferimento dei coloni, se questo potesse garantire una pace duratura. con il massimalismo di voler trattare ad armi pari senza uno stato, un esercito e dopo aver perso quattro guerre ha gia` nuociuto abbastanza ad arafat in precedenza. speriamo che la storia non si ripeta..............

  6. #6
    Roderigo
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    Predefinito Re: eppur si muove..........

    Originally posted by benny3
    Sharon: sì a stato palestinese ma senza Arafat
    Sharon disegna i confini del nuovo stato palestinese.


  7. #7
    vicepres Destra cricetale
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    Gli israeliani non hanno mai mostrato la volontà di sbaraccare gli insediamenti. Sono cresciuti, a ritmi rallentati, pure in periodo di pace!
    Arafat non ha il potere né la voglia di fare la pace.
    Ai palestinesi nel breve periodo conviene la guerra: il potere contrattuale è ai minimi termini, ma l'elité è difficilmente catturabile e quindi i satrapi dell'Anp non rischiano pressoché nulla a livello personale. Conviene puntare ancora sul terrorismo: Israele è uno stato militarizzato e abbastanza aggressivo, ma è di cultura occidentale e quindi ha una resistenza psicologica alla guerriglia permanente nettamente minore a quella degli arabi. Secondo me, da un punto di vista strettamente palestinese o meglio arafattiano, conviene continuare con il conflitto e con lo stillicidio di attentati.
    Inoltre c'è da considerare che Israele ha nel tempo tutto da perdere: è prevedibile che nei prox decenni gli Usa cominceranno a sbaraccare ed i paesi musulmani diventeranno sempre più forti (anche se poi è da vedere se avranno intenzione di muoere realmente guerra a Sion nation)
    proprio in virtù dell'occidentalità degli israeliani, il favore di cui gode Sharon non deve illudere: per ora va tutto bene, ma quando il prezzo comincerà a diventare troppo alto sarà diverso...

  8. #8
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    E infatti, o Einstazgruppen o fanno fuori Arafat (o
    tutteddue).
    Secondo me il casino schioppa uguale, visto che
    il cagacazzi di Bush non ha altro a cui pensare.

  9. #9
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    Originally posted by enrique lister
    Gli israeliani non hanno mai mostrato la volontà di sbaraccare gli insediamenti. Sono cresciuti, a ritmi rallentati, pure in periodo di pace!

    In Palestina è vero, ma nel Sinai li hanno sbaraccati tutti pur di fare la pace con Sadat. Non mettiamo limiti alla Provvidenza.

    Arafat non ha il potere né la voglia di fare la pace.

    Re: concordo.

    Ai palestinesi nel breve periodo conviene la guerra: il potere contrattuale è ai minimi termini, ma l'elité è difficilmente catturabile e quindi i satrapi dell'Anp non rischiano pressoché nulla a livello personale.

    Re: Ho i miei dubbi, perchè finora i palestinesi prendono solo batoste e perdono tutto quello che hanno avuto a Oslo. A meno che tu non intenda che con Sharon la pace non si fa e allora conviene combattere in attesa del prossimo governo, ma con quali conseguenze? Inoltre cosa vuol dire che i capi sono difficilmente catturabili? Israele prende chi vuole e quando vuole, salvo Arafat per motivi di "immagine".

    Conviene puntare ancora sul terrorismo: Israele è uno stato militarizzato e abbastanza aggressivo, ma è di cultura occidentale e quindi ha una resistenza psicologica alla guerriglia permanente nettamente minore a quella degli arabi. Secondo me, da un punto di vista strettamente palestinese o meglio arafattiano, conviene continuare con il conflitto e con lo stillicidio di attentati.

    Re: può darsi, ma allora io posso rispondere che a Israele converrebbe fare rappresaglie stile pied noirs, e magari un' altra nakba per "risolvere" definitivamente il Problema Palestinese. Se si ragiona solo sulla convenienza senza porre limiti morali, non si sa più dove si va a finire.

    Inoltre c'è da considerare che Israele ha nel tempo tutto da perdere: è prevedibile che nei prox decenni gli Usa cominceranno a sbaraccare ed i paesi musulmani diventeranno sempre più forti

    Re: Oh bella! E cosa te lo fa pensare?

    (anche se poi è da vedere se avranno intenzione di muoere realmente guerra a Sion nation)

    Re: speriamo di no, speriamo in dieci, cento, mille Sadat. Ma probabilmente paesi arabi diversi faranno cose diverse.

    proprio in virtù dell'occidentalità degli israeliani, il favore di cui gode Sharon non deve illudere: per ora va tutto bene, ma quando il prezzo comincerà a diventare troppo alto sarà diverso...

    Re: non concordo. Finchè era il sud Libano allora sì troppi morti hanno indotto Tsahal ad andarsene, ma non può succedere che gli israeliani se ne vadano da Israele. Anche dalla Cisgiordania è difficile che se ne vadano come dal Libano, perchè metterebbero a repentaglio Israele stessa. In linea di massima uno se ne va se è certo di perdere la colonia ma non la madrepatria (Francia e USA dal Vietnam, Francia dall' Algeria) ma nessuno abbandonerebbe mai l' unico territorio che ha per qualche morto in meno.

  10. #10
    vicepres Destra cricetale
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    x GRIBISI:
    Innanzitutto il petrolio è una risorsa esauribile e gli Usa allenteranno la morsa nel momento in cui la produzione del petrolio arabo calerà. E cmq l'amministrazione Bush ha deciso di mettere le mani sul petrolio della zona caucasica e delle repubbliche ex sovietiche (Turkmenistan, Kazakistan e via dicendo)
    I paesi arabi vedono crescere a ritmi esponenziali il Pil e (un bel po' di meno) anche il Pnl, sono meglio armati rispetto a 10 anni fa, possono contare sull'asse con la Cina, che in termini di proliferazione degli armamenti e di diritti umani ha dato fin qui esiti molto positivi per loro (Conferenza di Vienna '95....). la civiltà islamica è in espansione ed in crescita, paesi tradizionalmente filoccidentali come la Turchia o il Kuwait allentano i legami con l'occidente (oggi la Turchia potrebbe concedere le sue basi aeree contro l'Irak ma è poco probabile che lof accia tra 20 anni....).
    Secondo me è probabile che tra tot anni la difesa di Israele per gli occidentali non sarà più prioritaria com'è stata fino ad adesso


    Hai equivocato il mio discorso sul favore popolare di Sharon. Non dicevo che gli israeliani possano abbandonare Israele (per quanto non mi sembra nel lungo periodo uno scenario così irrealistico). Semplicemente dubito che tra altri 2 anni passati al ritmo di un attentato ogni 4 giorni, gli israeliani continueranno a preferire la linea dura.
    Siccome Peres ha dimostrato di essere un uomo valido per tutte le stagioni (nonché un emerito delinquente ma questa è opinione personale)....
    A quel punto la palla passerà ai palestinesi e vedremo

 

 
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