LA VITA DEGLI ALTRI
di MAGDI ALLAM
Quello scisma antico
nel cuore dell'islam
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I cristiani che lamentano il fatto di non poter ancora costruire una chiesa in Arabia Saudita, l'unico paese musulmano dove esiste una interdizione ufficiale alla pratica di qualsiasi altra religione giustificata dal fatto che ospita i due principali luoghi di culto sacri dell'islam (i santuari della Mecca e di Medina), probabilmente resteranno sbigottiti nell'apprendere che c'è un'importante capitale musulmana dove è vietata la costruzione di talune moschee. E' il caso di Teheran, la maggiore città sciita, dove non esiste una sola moschea sunnita. Di fatto tra i sunniti, che sono il 90 per cento del miliardo e 250 milioni di musulmani del mondo, e gli sciiti permane una situazione di reciproca scomunica, accusandosi vicendevolmente di essere degli eretici. Così come si svolgono periodicamente degli incontri interreligiosi tra cristiani e musulmani nel tentativo di colmare il fossato religioso, ideologico e culturale che li separa, succede lo stesso tra sunniti e sciiti, quasi si trattasse di due religioni diverse pur essendo accomunate dall'unica fede in Allah e nel suo profeta Mohammad (Maometto).
Ebbene la novità è che per la prima volta nella storia contemporanea l'attuale presidente iraniano, il riformista Mohammad Khatami, un religioso sciita con il rango di hojatolislam, ha detto di volere una moschea sunnita a Teheran. Lo sceicco Ishaq Madani, il suo consigliere per gli Affari sunniti (già la presenza di quest'incarico è emblematica della realtà conflittuale), ha promesso che "qualcosa di positivo succederà". Ma ha subito precisato: "Non tutto è nelle mani di una sola persona. Il punto di vista di coloro che hanno potere e influenza sono diversi da quelli di Khatami". Significa che il desiderio di Khatami difficilmente verrà esaudito perché la maggioranza di quelli che tengono le vere redini del potere in Iran, i conservatori che fanno capo alla "Guida spirituale" l'ayatollah Ali Khamenei, si oppongono alla costruzione di una moschea sunnita a Teheran.
Per ora l'unità tra gli sciiti e i sunniti esiste solo in ambito politico e si regge esclusivamente sulla loro comune opposizione agli Stati Uniti e a Israele. L'hojatolislam Hussein Ibrahimi, responsabile degli Affari afghani, ha sostenuto nel sermone pronunciato nella moschea Imam Hussein di Birjand nella provincia del Khorasan che "la nostra gloria e la nostra grandezza verranno riesumati soltanto se gli sciiti e i sunniti si schiereranno uniti contro i Grandi infedeli dell'universo, che sono gli Stati Uniti e Israele". I sunniti in Iran sono circa 7 milioni, più del 10 per cento della popolazione. In Parlamento detengono 18 seggi su un totale di 290, pari al 6 per cento. L'interdizione delle moschee sunnite a Teheran testimonia quella che è la realtà basilare dell'islam dalla sua nascita ad oggi, ossia che è una realtà plurale ma non pluralista, diversificata ma non democratica. Ecco perché sostengo che il vero problema della tolleranza e del rispetto della diversità è innanzitutto un problema interno all'islam prima ancora di esserlo con il mondo esterno.




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