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  1. #101
    Makeru ga, katta
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    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
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    Originally posted by Diabolik


    carissimo, di elezioni se ne riparlerà nel 2006...

    una bella riforma fiscale nel 2004-2005 e i sinistri si fanno altri 5 anni di opposizione...

    Ah, ci siamo già spostati al 2004-2005? Ma non doveva essere fatta quest'anno, poi spostata al 2003? Di questo passo silvio prometterà di farla nel prossimo decennio. Se gli italiani nel 2006 gli credono ancora giuro che cambio paese.

    marce

  2. #102
    Diabolik
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    Originally posted by marcejap



    Ah, ci siamo già spostati al 2004-2005? Ma non doveva essere fatta quest'anno, poi spostata al 2003? Di questo passo silvio prometterà di farla nel prossimo decennio. Se gli italiani nel 2006 gli credono ancora giuro che cambio paese.

    marce
    L'importante è farla a ridosso delle elezioni...

  3. #103
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    Originally posted by Diabolik


    L'importante è farla a ridosso delle elezioni...
    Si, è vero, ma solo se si parte dal presupposto che gli Italiani siano degli imbecilli a cui basta rifilare uno sconticino sulle tasse per farsi rieleggere. Ci credo poco.

  4. #104
    agaragar
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    Originally posted by manfredi

    Si, è vero, ma solo se si parte dal presupposto che gli Italiani siano degli imbecilli a cui basta rifilare uno sconticino sulle tasse per farsi rieleggere. Ci credo poco.
    è certo inutile ribassare le tasse all'ultimo minuto,

    gli itagliani ti rieleggono anche se le aumenti, se tieni bassi i salari, se metti le bombe ecc....

  5. #105
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    Qui non si fa altro che parlare di elezioni e candidati (le crisi RAI poi anticipano spesso quelle politiche). Siamo quasi in un clima pre-elettorale. E Prodi si avvicina.


    http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...161036,00.html

    Eco benedice il ticket Prodi-Cofferati

    "Sono due persone stimabilissime. Lo vedrei con favore. Rappresentano le due anime del vecchio Ulivo in forma nuova", dice il semiologo.

    ROMA - Il ticket Prodi-Cofferati alla guida dell'Ulivo? ''Non mi dispiacerebbe'', risponde il semiologo Umberto Eco, oggi a Milano per il premio Cenacolo.

    ''Rispondo a titolo puramente personale - precisa Eco - perché altri componenti di Libertà e giustizia potrebbero avere idee diverse. Però, riuscirebbe a salvare due anime del vecchio Ulivo in forma nuova. Non so quanto sia possibile, ma sono due persone stimabilissime. Lo vedrei con favore''.

    (25 NOVEMBRE 2002, ORE 160)

  6. #106
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    Ormai è Prodi-mania. Ma lui fa il prezioso, non si esprime. Come le belle donne si fa desiderare.

    Corriere, 28.11.02

    IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE
    Italiani in «chat» con Prodi: torna, aiutaci tu. Ma lui non risponde



    DAL NOSTRO INVIATO
    BRUXELLES - Valentina è la prima "chattista" a rompere gli indugi: «Presidente, quando torna in Italia?». Prodi non risponde. La conferenza «virtuale» è iniziata da mezz’ora e il presidente della Commissione Ue ancora non dà segni di vita. «Dov’è Romano nostro», grida online "Sadde". Tutti lo vogliono, qualcuno si spazientisce, pochi fanno domande in linea con il tema, che è l’Europa e allargamento. Enrico incalza: «Torni in Italia!!! Dopo aver finito a Bruxelles, si intende». Prodi inizia a rispondere, sull’Unione, sulla Turchia, persino sulla devolution («Ogni Stato membro può organizzare la pubblica amministrazione», replica a Riccardo). Ma è di altro che il popolo di Internet, collegato nella sezione italiana della chat, vuole parlare.
    "Cesenate" scrive: «L’aspettiamo con speranza». Matteo: «Aiutaci tu. Torna...». Si inserisce "Lobo": «...e manda via Rutelli». Mario cita Moretti: «Berlusconi è estraneo alla democrazia». Prodi tace, ma ecco Luca: «Non mi pare che a sinistra stiamo molto meglio». Aldo, che interviene sul Social Forum di Firenze, è tra i pochi fortunati ad avere una risposta: «Guardo questo movimento giovanile con enorme interesse», dice il presidente della Commissione Ue. E Aldo: «Mitico!». Valentina torna alla carica: «Se il Professore decide di candidarsi a sindaco di Bologna mi tocca trasferire la residenza...». «Resta solo un minuto», segnala inflessibile il moderatore della chat. "Federale": «Siamo tutti con lei». «Grazie a tutti», si congeda Prodi. Franco riesce ancora a digitare: «Torni in Italia, prima che sia troppo tardi».

    Riccardo Bruno

  7. #107
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    Bè, quando ci si mette di mezzo Ruini, le cose si fanno molto serie (e c'è anche Casini... ripeto, le crisi RAI non avvengono mai per caso...)

    da Dagospia http://212.239.51.72/public_html/art...ndex_5448.html

    4 – Non solo la finanza meneghina (Bazoli in primis) e quella romana (starring Antonio Fazio) si stanno attrezzando per il ritorno del prode Prodi; non basta che tutti gli ex diccì si ritroveranno a Corfù; non finisce di sollevare applausi il ritorno alla politica di Martinazzoli; anche il cardinale Camillo Ruini si è mosso facendo incontrare il duo-Bologna Casini e Prodi. Il Grande Centro cristiano è pronto per il decollo e per afferrare il collo del Cavaliere usurpatore. La Chiesa lo vuole.

  8. #108
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    Bene, Prodi si appresta a rientrare in tempo per le elezioni anticipate. Nel 2003.




    AVANTI MIEI PRODI, LE URNE SONO VICINE – BIG ROMANO PUO’ TORNARE IN CAMPO GIA’ NEL 2003…
    Fosca Bincher (alias Franco Bechis, direttore de “Il Tempo”) per “Il Tempo

    Romano Prodi rischia di sconvolgere molto prima del tempo gli equilibri politici fra maggioranza e opposizione in Italia. Tornando alla politica attiva con largo anticipo rispetto alle previsioni: già nella seconda parte del 2003. La clamorosa novità arriva, secondo quanto risulta al Tempo, dalle bozze dei trattati di adesione con i dieci paesi candidati all’allargamento della Unione Europea già messe a punto nelle ultime settimane a Bruxelles. Oltre alle condizioni per l’allargamento dei paesi candidati infatti nei trattati è stata inserita a sorpresa la clausola di dissoluzione della stessa commissione europea. Un particolare decisivo, perché se conservato nei documenti finali, significherebbe che l’attuale governo europeo guidato da Prodi verrebbe a scadenza entro il 2003 e che dal 2004 la comunità allargata dovrebbe avere una nuova guida che ne rispetti la composizione.

    Il testo dei trattati che riguardano l’ingresso di Cipro, Malta, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Lituania, Estonia e Lettonia, sarà rivelato ufficialmente a gennaio e probabilmente firmato qualche settimana dopo durante un vertice ad Atene. Il tema di una fine anticipata dei lavori della commissione Prodi era stato lanciato in verità dal suo stesso presidente a fine agosto, proponendo di fissarne la scadenza nella seconda metà del 2004 invece che con il termine naturale del 19 gennaio 2005, il capolinea istituzionale oggi previsto.

    Prodi aveva sostenuto l’ipotesi con una motivazione tecnica: "per armonizzare i tempi della commissione", aveva detto, "con quelli dell’Europarlamento in cui saranno presenti anche i nuovi Stati membri, la nuova assemblea dell’Europa allargata potrebbe votare una commissione nuova che entrerebbe subito in carica". La bozza dei nuovi trattati di adesione invece attraverso la clausola di dissoluzione della commissione attuale ne anticiperebbe ulteriormente la scadenza di almeno sei mesi. Consentendo così fin dal primo momento dell’allargamento la composizione di una nuova commissione dove siamo egualmente rappresentati tutti e 25 gli stati membri.

    Ogni paese attualmente aderente alla Ue avrebbe così la possibilità di scegliersi un solo commissario, stravolgendo gli attuali rapporti di forza sia politici che numerici interni al governo comunitario. Per Prodi si porrebbe a questo punto una difficile alternativa: anticipare il ritorno in patria preparandosi a una campagna elettorale lunga due anni, o trattare una riconferma alla guida della commissione togliendosi dalla competizione politica interna.

    Dagospia.com 8 Dicembre 2002


  9. #109
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    Originally posted by brunik
    15.07.2002

    Speriamo che POL duri parecchio che tra qualche tempo lo ritiriamo fuori questo thread con le tue sghignazzate
    Direi che, come promesso, possiamo tirare fuori le sghignazzate di Diabolik di 5 mesi fa quando si parlava di ticket Prodi-Cofferati.

    Allora, pare che il progetto sia il seguente:
    - 2003-2004 lasciamo ancora Berlusca sulla graticola a dimostrare a tutti quanto è u parolaio incapace
    - ottobre 2004 Prodi scade
    - primavera 2005: primarie Ulivo con Cofferati che appoggia Prodi
    - primavera 2006 ramazzata finale a berlusca.


    Corriere, 16.12.2002
    Ulivo, le primarie piacciono anche a Prodi

    Parisi: la proposta di Cofferati è un sostegno al Professore che le ritiene un «passaggio doveroso»


    ROMA - Raccontano i suoi amici che se Romano Prodi avesse letto, ieri, le parole di Sergio Cofferati le avrebbe apprezzate. Ma, dicono, il suo telefono a Bruxelles era incandescente. E il Professore si emozionava per le centinaia di telefonate, da tutto il mondo, di congratulazioni per l'allargamento dell'Europa deciso a Copenaghen. «E' stato il momento più significativo della mia vita politica» ripeteva Prodi, che nella capitale danese ha colto il suo «storico» obiettivo. «Un'unione di debolezze che nasce dai popoli, non da atti di guerra come in passato», come ha ripetuto in questi anni. Ma se tutti, o quasi, vogliono il ritorno di Prodi alla guida dell'Ulivo, non è offensivo pensare di sottoporlo a elezioni primarie proposte da Cofferati? Non sarebbe lesa maestà dirgli: torna, guidaci, ma prima senti cosa pensano di te gli elettori? Non è già sottoposto a primarie Prodi ogni volta che incontra masse imploranti (come recentemente a Marzabotto) che gli chiedono di tornare in Italia per salvare il centrosinistra? «In effetti - afferma Augusto Barbera, il costituzionalista che con Stefano Ceccanti ha elaborato uno studio sulle primarie che sarà presentato mercoledì a Roma -, Prodi stravincerebbe le primarie e avrebbe una legittimazione enorme dall'elettorato, non più dai singoli partiti che con questo tipo di indicazione dovrebbero cedere quote di sovranità a favore della coalizione».
    Questo è quanto da anni sostiene lo stesso Prodi. «Le primarie sono un passaggio doveroso, anche se dividono. Ma vanno fatte con un certo anticipo perché il tempo poi ammortizzi le divisioni», spiegava il Professore quando con Arturo Parisi invitava a guardare all'esempio americano. E dicono gli amici che, se ieri avesse avuto il tempo di leggere le parole di Cofferati, il Presidente avrebbe apprezzato anche la scelta dei tempi che l'ex leader della Cgil ha indicato nel 2005. «Una data che conferma il suo appoggio alla candidatura Prodi», avrebbe infatti confidato Parisi. Perché il mandato europeo di Prodi scade nell'ottobre 2004, e le primarie nel 2005 gli consentirebbero di parteciparvi. Sempre che il Professore non aspiri a un secondo mandato a Bruxelles dove, continua a ripetere, «mi trovo benissimo», e sempre che ci sia una coalizione da guidare.
    Intanto, qualcosa nel centrosinistra si muove. Infatti, se Augusto Barbera nota con piacere che «la volontà di andare alle primarie espressa da D'Alema ne denota di fatto la piena conversione ulivista», Arturo Parisi usa le stesse parole con quella dose di ironia (ultimamente molto ridotta) che riserva al leader ds ma accoglie «la nuova battaglia» dalemiana con grande soddisfazione. Ma, se i partiti più grossi della coalizione (Ds e Margherita) si possono finalmente trovare d'accordo almeno su un punto, non è detto che la pensino così i «minori». Subito ieri, infatti, Clemente Mastella per l'Udeur e Ugo Intini per lo Sdi si sono detti contrari alle primarie. Perché, spiega Barbera, «se la scelta del leader è più facile anche se tecnicamente più difficile, perché dovrebbe muovere milioni di persone, nei collegi invece è un bel problemino, proprio per quella quota di sovranità che gli verrebbe a mancare».
    Obiettivo, come si diceva, da sempre dichiarato dei prodiani: «Così si rafforzerebbe il processo di costruzione dell'Ulivo, perché i partiti verrebbero ridefiniti come rappresentanze di orientamenti politici e come strutture organizzative valide solo per la quota proporzionale», ha sempre affermato Parisi. E, forse soprattutto, si svincolerebbe il candidato premier dai giochini partitici come quelli che portarono alla fine del governo Prodi nel '98. «Si eviterebbe anche - auspica Barbera - quello che successe con la scelta tra Amato e Rutelli, scelta delegata a pochissime persone».
    Tutti ragionamenti lineari, però conditi da molti «se», fondamentali. Se l'Ulivo esisterà, se le primarie saranno accettate, se Prodi vorrà candidarsi. Soprattutto, come confidava ieri Parisi agli amici, «se Berlusconi non deciderà di cambiarci il calendario».

    Sergio Stimolo

  10. #110
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    Ormai è è Prodimania. Tutti lo vogliono.

    L'idea del ticket Prodi-Cofferati sta convincendo tutti, persino Mastella.

    Lunedì 16 Dicembre 2002, 19:20


    Violante lancia Prodi alla guida dell'Ulivo

    Di Mario Lavia


    ROMA - Alle prese con gli eterni problemi delle regole e della leadership, l'Ulivo accelera sull'una e sull'altra questione. E' stato Luciano Violante a dare voce al sentimento diffuso che invoca Romano Prodi candidato a palazzo Chigi: "Puo' essere lui il nostro numero uno", ha detto oggi il capogruppo diessino a Radio Radicale.

    A conferma che i diessini (Fassino è scontato, ma adesso anche D'Alema) sponsorizzano il professore bolognese visto come l'unico in grado di battere Berlusconi, è toccato al presidente dei deputati della Quercia essere estremamente chiaro: "Mi pare che nessuno contesti la legittimazione di Prodi a guidare la coalizione, ha governato bene la Commissione Europea e penso che possa essere il numero uno".

    "Certo - ha aggiunto - si può benissimo pensare a una coppia, nella quale il numero due potrebbe avere le sembianze di Sergio Cofferati. Ma per questo c'è tempo". La notizia, se tale è davvero, è che il nome del presidente della commissione Ue è da oggi ufficialmente in campo. Soprattutto è un nome che mette d'accordo tutti. Del sì dei ds si è detto. La "sinistra" dell'Ulivo non ha obiezioni, soprattutto se dietro Romano ci fosse il Cinese. La Margherita è composta per metà da prodiani e l'altra metà potrebbe avere ben poche rimostranze da fare, Rutelli compreso.

    Persino Mastella, che per queste cose ha naso, è d'accordo. C'è un unico intoppo: Prodi medesimo. Tornerà? Non tornerà? Inutile fare previsioni. C'è chi giura che se il suo Paese chiamasse non si tirerebbe certo indietro ma è pure accreditata la tesi di chi lo dipinge come ansioso di conquistare un secondo mandato a Bruxelles, un mandato davvero "storico", quello dell'allargamento dell'Europa.

    Poi c'è Sergio Cofferati, l'altra ruota dell'ipotizzato "ticket" che fa sognare il centrosinistra. Peccato che lui stesso, quando ancora era segretario della Cgil, disse una volta che il leader deve essere uno solo. E' pur vero che le idee cambiano, tanto più se il popolo ulivista chiamasse... Ed è in fondo la sua idea, neanche tanto riservata. Come leggere altrimenti la sua apertura alle primarie che devono essere aperte - ha detto - "a tutti gli elettori, non solo ai grandi elettori"?

    Insomma, la parola al popolo, non alle segreterie dei partiti. E' definibile "berlusconismo di sinistra"? Per Cesare Salvi sì, ma è una voce fuori dal coro. Ormai all'estremo orlo dell'Ulivo, più vicino a Bertinotti. D'accordo invece con la strada suggerita da Cofferati un po' tutti (tranne Mastella): da Franceschini e Parisi per la Margherita al socialista Villetti, a Fassino ("Le primarie le ho proposte io"), e D'Alema, la cui conversione ulivista segna così il suo coronamento.

    La rivista della sua Fodazione ha in fondo anticipato tutti, con la proposta messa a punto dai costituzionalisti (ulvisti della prima ora) Augusto Barbera e Stefano Ceccanti, proposta concreta sulle primarie che verrà presentata in pompa magna (ci saranno D'Alema, Rutelli, Fassino e Amato) mercoledì pomeriggio.

    Qualche ora più tardi si riunirà l'assemblea dei parlamentari che dovrà decidere sulle famose regole. C'è un accordo di massima sul voto a maggioranza. Più intricata la vicenda degli speaker unici, di cui presumibilmente si prevederà l'istituzione "facoltativa" e non "obbligatoria" come vorrebbero quelli del gruppo trasversale "Artemide".

    Violante ha rilanciato i nomi di D'Alema per la Camera e di Mancino per il Senato. Ma ci sono troppi no sul primo, per ora è meglio soprassedere. Se le difficoltà persistessero, sono pronti da tempo Pierluigi Bersani e Tiziano Treu. Quando sarà. Se sarà.



 

 
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