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  1. #41
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    Predefinito Ma per voi sinistri Berlusconi...

    ...non era il nano di Arcore, il pagliaccio che ride, il mafioso della Brianza e così via, il corruttore di giudici, il dittatore mediatico...e tante altre cose?

    Adesso è solo un chiacchierone?

    Se lo dici tu...sai le chiacchiere che vi dovrete sorbire nei prossimi dieci anni?

  2. #42
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    Predefinito Re: Ma per voi sinistri Berlusconi...

    Originally posted by mustang
    ...non era il nano di Arcore, il pagliaccio che ride, il mafioso della Brianza e così via, il corruttore di giudici, il dittatore mediatico ... e tante altre cose?
    ... tra le tante altre cose non vorrei dimenticasse i temini bugiardo ed imbroglione. Grazie.

  3. #43
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    Originally posted by Diabolik
    Prodi, nessun ticket con Cofferati
    ROMA - Nessun ticket con Cofferati, Prodi replica con un 'no comment' alle affermazioni del leader della Cgil sulla necessità di dar vita ad un grande Ulivo. Non senza far trasparire una certa irritazione i collaboratori del presidente della Commissione Ue auspicano che 'non si continuino a dire cose insensate e prive di ogni fondamento sui fantomatici via libera, o su inesistenti dibattiti attorno a 'convitati di pietra''. Al convegno di Camaldoli - dicono - si e' parlato dei temi europei, 'tutto il resto e' semplicemente inventato'. (ANSA).
    2002-07-14 - 20:15:00

    © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati



    Leggiamoci bene questa intervista di Micheli, fedelissimo di Prodi, che ha appena passato un week-end con Prodi stesso.

    Pare di capire che il ticket verrà inaugurato alle europee del 2004.

    Continiamo a sghignazzare, astuto Diabolik?

    Corriere della sera, 8.8.2002
    Micheli, reduce da una vacanza con Prodi: ci è simpatico, con lui ticket delle idee

    «L’opposizione ha avuto un volto grazie a Sergio»


    ROMA - «Il ticket per vincere il centro destra? Per ora con Cofferati esiste il "ticket delle idee". Partiamo da questo. Poi arriverà quello delle persone». Enrico Micheli, fedelissimo nonchè amico personale di Romano Prodi, tanto che ha passato con lui l’ultimo week-end in Umbria, non se la sente di dire subito «saranno quei due», il Presidente della Commissione europea e Sergio Cofferati, a combattere la «battaglia finale» contro Silvio Berlusconi. Ma la prospettiva sembra proprio quella. Perchè anche lui, che non è solo ulivista ma anche «prodiano doc», dopo l’intervista al Corriere tifa senza riserve per il leader della Cgil. Premessa di un ticket «reale» che potrebbe materializzarsi alla vigilia delle Europee, fissate nel 2004. Che cosa condivide del «manifesto» di Cofferati per il centro sinistra?
    «Moltissimo. Dal rapporto con la società civile alla condivisione del progetto ulivista originario, un disegno politico che supera i piccoli steccati dei partiti».
    Un discorso che però ha spiazzato molti all’interno dello stesso Ulivo, a partire dallo zoccolo duro della Quercia.
    «Se molti diessini sono rimasti spiazzati è perchè hanno il grave vizio di personalizzare e schematizzare tutto: pensavano che il leader della Cgil fosse un massimalista ma si sbagliavano di gran lunga. Basta pensare alle difficoltà di rapporto esistenti fra lui e Fausto Bertinotti».
    E tra Cofferati e l’originario gruppo ulivista?
    «C’è sempre stato e c’è soprattutto oggi un rapporto costante. Proprio perchè noi abbiamo capito da tempo che il leader della Cgil è un riformista. Se nel marzo scorso è ruscito ad organizzare la più grande manifestazione dell’Italia repubblicana non è perchè le sue idee sono radicali, ma perchè sono condivise da una larga parte della popolazione».
    Insomma un vero riformista sul quale anche voi prodiani punterete, magari per il ticket con Prodi?
    «Una cosa è certa: in quest’ultimo anno e mezzo a impersonificare l’opposizione in Italia è stato Sergio Cofferati. Altra cosa importante: non mi sembra che il leader della Cgil abbia intenzone di omologarsi in un partito. Ecco perchè il suo identikit ci sta molto simpatico. Se vorrà fare politica con l’Ulivo il suo ruolo sarà senza dubbio importante».

    R. Zuc.

  4. #44
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    Predefinito

    Corriere, 8.8.2002

    La proposta del Cinese per
    il centrosinistra



    LEADER UNICO Tutti i partiti che partecipano alla stesura del programma elettorale dovrebbero essere rappresentati da un unico leader
    RIFONDAZIONE
    Il partito di Bertinotti «ha un suo progetto, diverso», ha osservato Cofferati. Con Rifondazione Comunista, tuttavia, la «coabitazione non mi pare un’ipotesi impossibile».
    I 20 SAGGI
    Per il segretario della Cgil, il compito di elaborare il programma del «nuovo» Ulivo va affidato a una ventina di saggi, rappresentativi delle diverse componenti della coalizione di centrosinistra

  5. #45
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    Predefinito Che bello leggere esperti quali...

    ...brunik pompare sondaggi tutti favorevoli alle sinistre e poi sentir sperare nel glorioso ritorno del grande Prodi (in effetti l'unico che è riuscito a battere Berlusconi che perse, guarda caso, anche con 6 reti televisive ai suoi ordini).
    Prodi che dovrebbe mettersi d'accordo con la nuova e brillante stella del firmamento ulivista, Cofferati il sindacalista, il quale dovrebbe accordarsi con D'Alema, noto per la capacità eccezionale
    di mettersi da parte; da convincere ci sarebbe pure Bertinotti; non dimentichiamo Mastella, con i suoi circa 5-7 per cento dei voti nel centro-sud; e gli ex socialisti come la metteranno? E i verdi di sinistra che più sinistra non si può?

    Pompa, brunik...pompa...che il pallone ti scoppierà tra le mani.

    saluti

  6. #46
    Diabolik
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    Originally posted by brunik



    Le ultime parole famose di Diabolik: "il tempo lavora contro il Cinese "

    A proposito, com'è che da quando sono usciti i sondaggi sulla popolarità di Cofferati i berluschini hanno smesso tutti insieme di dargli del terrorista e Berlusconi lo invita a cena?

    Troppo tardi: ormai lo avete fatto diventare una figura mitica che ricompatterà a sinistra RC e DS.

    Con Prodi al centro a succhiarvi un bel po' di elettori dell'UDC e di FI, vi rimarranno solo gli sfigati xenofobi e gli ex fascisti, nell'artea "moderata".


    La Stampa(Del 27/7/2002 Sezione: Interni Pag. 2)


    UN COMIZIO OGNI SERA, FRA IL CRESCENTE IMBARAZZO DELLA SEGRETERIA DELLA QUERCIA
    La trionfale «lunga marcia» del Cinese
    Sondaggio nella base ds: Cofferati miglior leader della sinistra

    QUELLA sera i compagni napoletani poterono assistere al primo miracolo di san Sergio. Era domenica 21 luglio e nel piccolo Stadio della Collana era in programma un dibattito tra Livia Turco e Sergio Cofferati in occasione della Festa delle Donne ds. L'ex ministra giocava in casa, sembrava un´amichevole estiva e invece la sorpresa fu grande quando dalla platea cominciarono ad alzarsi dissensi fragorosi all'indirizzo della Turco, «buuh!», «a casa», «vergogna». Una contestazione crescente, incontenibile, fino a quando Sergio Cofferati si alzò dalla sua poltroncina e si avvicinò al microfono: «Posso dire che non vi riconosco?». Bastò. La platea tacque e la ex ministra guadagnò pure qualche applauso. Lunedì 15 luglio, ad Orvieto, lo scenario è diverso, il finale analogo. E' sera, piove a dirotto, ma nulla può cancellare il succulento programma della serata, un'intervista in piazza di Bruno Ugolini a Sergio Cofferati. I protagonisti salgono sul palco, si siedono sulle poltroncine e prima che possano bagnarsi, vengono affiancati da tre compagni che restano lì, in piedi, con gli ombrelli aperti sulle teste degli oratori. Attorno, quasi mille persone bagnate che non demordono e applaudono sino alla fine il loro Sergio. Una scena da "Ultimo imperatore". O, a seconda dei gusti, da Nanni Moretti prima maniera, quello che raccontava con affettuosa ferocia i tic della sinistra. E a Roma, ieri sera, davanti a migliaia di militanti ds, Cofferati ha riparlato del «grande Ulivo», proponendo che, «senza perdere altro tempo», «venticinque personalità lavorino ad un programma comune». Soltanto dopo «arriverà la scelta delle persone». Da un mese Sergio Cofferati batte senza sosta l'Italia. Per il "Cinese" un comizio quasi ogni sera, in feste di partito attraversate da folate di fideismo. Un tour quasi ignorato da giornali e tv, distratti forse dall'annuncio che l'addio alla Cgil è posticipato al 21 settembre. Ma il Cofferati politico è già in campo. Diverso da quello che affiancò la campagna congressuale del "correntone", ma senza parteciparvi in prima persona. Stavolta hanno capito tutti che Cofferati corre. In prima persona. L'ultima prova viene dal sondaggio condotto tra i militanti della Festa dell'Unità di Roma e i cui risultati saranno resi noti oggi dal mensile "Aprile": Cofferati è considerato "il miglior leader per la sinistra italiana" dal 60% dei 4000 compagni che hanno risposto, mentre il secondo classificato, Massimo D'Alema, segue con significativo distacco. Il fascino del "Cinese", in questa fase, si dilata anche in una cerchia più larga: l'ultimo sondaggio della Directa indica il ticket Prodi-Cofferati (34,4%) come il più gradito agli elettori dell'Ulivo e di Rifondazione, sia rispetto al Rutelli-Cofferati (21,3%) che al Fassino-Prodi (31,3%). Nei comizi, l'inflessibile Cofferati si presenta sempre uguale a sé stesso: discorsi concreti, monocordi, dominati dalla parola "diritti", con gli stessi concetti ripetuti anche due, tre volte nel giro di pochi minuti. Mai una licenza, mai una battuta. «Cofferati non ha certo un'oratoria brillante, è schivo nell'approccio con la gente - dice Aldo Garzia, direttore di "Aprile" - eppure riesce a creare la stessa empatia che riusciva a stabilire un altro personaggio che aveva lo stesso approccio: Enrico Berlinguer». Entrato in competizione con politici che ribaltano spesso la propria opinione, Cofferati appare uno che crede in ciò che dice e questo per il momento sembra bastare. Dal "Botteghino" scrutano con crescente imbarazzo i movimenti del capo della Cgil e per ora la parola d'ordine resta quella del "containement". Tanto è vero che giorni fa nella segreteria ds si è discusso se offrire al leader della Cgil una tribuna privilegiata come l'apertura della festa nazionale dell'Unità, salvo poi glissare su una soluzione di compromesso: Cofferati sarà a Modena sabato 31 agosto, terza giornata della festa e sarà intervistato da un giornalista come Giampaolo Pansa. Ben diversi, ovviamente, i commenti che trapelano in privato. Poche ore dopo il comizio di Cofferati nello stadio napoletano, Claudio Velardi (già braccio destro di D'Alema a palazzo Chigi) scherzava con un amico: «Ci voleva un Pinochet che le chiudesse, le porte di quello stadio...». Per ora il vento popolare gonfia le vele del "Cinese", ma i suoi amici si chiudono a riccio non appena si cerca di capire cosa abbia in mente di fare Cofferati all'indomani del "numero mediatico" programmato con il ritorno in Pirelli. L'impressione diffusa, a sentire i suoi, è che neanche lui abbia un piano preciso. Tutte le opzioni sono subordinate ad un enigma: in autunno Massimo D'Alema, sull'onda del nuovo quotidiano "Riformista", lancerà o no una resa dei conti con tutti i radicali del suo partito? Per il momento Cofferati pensa a far comizi: «Se continuiamo di questo passo - ha confidato ai suoi - a fine estate avrò parlato direttamente a centomila persone». E pensa pure a rassodare la Fondazione Di Vittorio, di cui diventerà presidente in autunno. Dopo aver contattato - e quasi sempre ottenuto la collaborazione - di personaggi come Paolo Sylos Labini, Paolo Onofri, Luciano Gallino, Paolo Leon - il leader della Cgil ha sondato un personaggio carismatico del riformismo europeo: Jacques Delors. La prima risposta sarebbe stata incoraggiante.
    E' vero, Brunik, faccio ammenda, sono stato precipitoso a dire che il tempo lavora contro il cinese, intendendo che alla lunga l'elettorato non lo avrebbe considerato come carta vincente....

    Si, infatti il cinese si è già sgonfiato adesso, come risulta da questa indagine

    Complimenti al compagno Sergio, in poche settimane è passato dal 50% al 31% di popolarità , pure Fini gli è davanti

    Ma evidentemente, per Brunik, sono più importanti gli umori all'interno dei DS anzichè quelli dell'elettorato globale ....


    Ecco il sondaggio ISPO-CORRIRE DELLA SERA che conferma il distacco tra i due schieramenti a favore del centrodestra:

    Popolarità dei leaders:
    Silvio Berlusconi 35%
    Sergio Cofferati 31%

    Elezioni sistema maggioritario:
    Centrodestra 50%
    centrosinistra (ulivo+prc+dipietro) 45%
    Altre liste 5%


    Elezioni sistema maggioritario (se il leader della sinistra fosse cofferati):
    Centrodestra 50%
    centrosinistra (ulivo+prc+dipietro) 43%
    Altre liste 7%

    da notare che cofferati fa perdere voti alla sinistra

  7. #47
    Diabolik
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    Originally posted by brunik



    Leggiamoci bene questa intervista di Micheli, fedelissimo di Prodi, che ha appena passato un week-end con Prodi stesso.

    Pare di capire che il ticket verrà inaugurato alle europee del 2004.

    Continiamo a sghignazzare, astuto Diabolik?

    Corriere della sera, 8.8.2002
    Micheli, reduce da una vacanza con Prodi: ci è simpatico, con lui ticket delle idee

    «L’opposizione ha avuto un volto grazie a Sergio»


    ROMA - «Il ticket per vincere il centro destra? Per ora con Cofferati esiste il "ticket delle idee". Partiamo da questo. Poi arriverà quello delle persone». Enrico Micheli, fedelissimo nonchè amico personale di Romano Prodi, tanto che ha passato con lui l’ultimo week-end in Umbria, non se la sente di dire subito «saranno quei due», il Presidente della Commissione europea e Sergio Cofferati, a combattere la «battaglia finale» contro Silvio Berlusconi. Ma la prospettiva sembra proprio quella. Perchè anche lui, che non è solo ulivista ma anche «prodiano doc», dopo l’intervista al Corriere tifa senza riserve per il leader della Cgil. Premessa di un ticket «reale» che potrebbe materializzarsi alla vigilia delle Europee, fissate nel 2004. Che cosa condivide del «manifesto» di Cofferati per il centro sinistra?
    «Moltissimo. Dal rapporto con la società civile alla condivisione del progetto ulivista originario, un disegno politico che supera i piccoli steccati dei partiti».
    Un discorso che però ha spiazzato molti all’interno dello stesso Ulivo, a partire dallo zoccolo duro della Quercia.
    «Se molti diessini sono rimasti spiazzati è perchè hanno il grave vizio di personalizzare e schematizzare tutto: pensavano che il leader della Cgil fosse un massimalista ma si sbagliavano di gran lunga. Basta pensare alle difficoltà di rapporto esistenti fra lui e Fausto Bertinotti».
    E tra Cofferati e l’originario gruppo ulivista?
    «C’è sempre stato e c’è soprattutto oggi un rapporto costante. Proprio perchè noi abbiamo capito da tempo che il leader della Cgil è un riformista. Se nel marzo scorso è ruscito ad organizzare la più grande manifestazione dell’Italia repubblicana non è perchè le sue idee sono radicali, ma perchè sono condivise da una larga parte della popolazione».
    Insomma un vero riformista sul quale anche voi prodiani punterete, magari per il ticket con Prodi?
    «Una cosa è certa: in quest’ultimo anno e mezzo a impersonificare l’opposizione in Italia è stato Sergio Cofferati. Altra cosa importante: non mi sembra che il leader della Cgil abbia intenzone di omologarsi in un partito. Ecco perchè il suo identikit ci sta molto simpatico. Se vorrà fare politica con l’Ulivo il suo ruolo sarà senza dubbio importante».

    R. Zuc.
    Si, continuo a sghignazzare, astutissimo Brunik.

    Queste sono parole del cinese...


    ROMA - Un 'Nuovo Ulivo' con tutte le forze del centrosinistra, dai Comunisti italiani e Di Pietro, senza Rifondazione. E' questo lo schieramento cui pensa Sergio Cofferati, leader della Cgil, per vincere le prossime elezioni. In un'intervista al 'Corriere della Sera' Cofferati parla del suo progetto, proponendo di affidare la stesura del programma politico a una ventina di persone 'autorevoli', ''rappresentative delle culture e delle sensibilità storicamente individuate nell'arco di forze del centrosinistra''.

    ''Più è alto il profilo del tentativo - dice Cofferati- e meglio si risolvono anche i problemi contingenti, quelli di oggi. E va fatto subito perché nel 2004 ci sono le elezioni europee, nel 2005 le amministrative e nel 2006 le politiche''.

    Una sinistra 'allargata', dunque, a comprendere anche le associazioni dei no global, i girotondisti, i movimenti di intellettuali. Ma con un leader unico, ''perché è la condivisione del programma - dice Cofferati - che legittima tutti coloro che vi hanno partecipato a poter rappresentare l'universo che si identifica in quel programma''.

    Sull'impegno diretto che il leader della Cgil potrebbe avere in questo nuovo schieramento, Cofferati è fermo: ''Per il mio impegno politico - dice - penso a forme diverse da quelle tradizionali. Ringrazio per l'attenzione, ma voglio allontanare l'idea di commistione tra politica e rappresentanza sociale, che viene agitata strumentalmente dal centrodestra''.

    ''E anche se l'autonomia della Cgil è dimostrabile al di là di ciò che farà il suo segretario generale - conclude - non voglio dare anche un involontario contributo a chi dice che le cose che ho fatto in questi mesi le ho fatte pensando al mio futuro politico''.

  8. #48
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    Originally posted by Diabolik


    Si, continuo a sghignazzare, astutissimo Brunik.

    Queste sono parole del cinese...


    ROMA - Un 'Nuovo Ulivo' con tutte le forze del centrosinistra, dai Comunisti italiani e Di Pietro, senza Rifondazione. E' questo lo schieramento cui pensa Sergio Cofferati, leader della Cgil, per vincere le prossime elezioni. In un'intervista al 'Corriere della Sera' Cofferati parla del suo progetto, proponendo di affidare la stesura del programma politico a una ventina di persone 'autorevoli', ''rappresentative delle culture e delle sensibilità storicamente individuate nell'arco di forze del centrosinistra''.

    ''Più è alto il profilo del tentativo - dice Cofferati- e meglio si risolvono anche i problemi contingenti, quelli di oggi. E va fatto subito perché nel 2004 ci sono le elezioni europee, nel 2005 le amministrative e nel 2006 le politiche''.

    Una sinistra 'allargata', dunque, a comprendere anche le associazioni dei no global, i girotondisti, i movimenti di intellettuali. Ma con un leader unico, ''perché è la condivisione del programma - dice Cofferati - che legittima tutti coloro che vi hanno partecipato a poter rappresentare l'universo che si identifica in quel programma''.

    Sull'impegno diretto che il leader della Cgil potrebbe avere in questo nuovo schieramento, Cofferati è fermo: ''Per il mio impegno politico - dice - penso a forme diverse da quelle tradizionali. Ringrazio per l'attenzione, ma voglio allontanare l'idea di commistione tra politica e rappresentanza sociale, che viene agitata strumentalmente dal centrodestra''.

    ''E anche se l'autonomia della Cgil è dimostrabile al di là di ciò che farà il suo segretario generale - conclude - non voglio dare anche un involontario contributo a chi dice che le cose che ho fatto in questi mesi le ho fatte pensando al mio futuro politico''.

    Geniale Diabolik, ti ricordo che fino al 23 gennaio 1994 Berlusconi negava che sarebbe sceso in campo, anche se lo sapevano tutti ormai, anche il Financial Times.

    Il quale Financial Times ieri è corso ad intervistarlo.

    Forse la tua leggendaria perspicacia ti permetterà di intuire che parla già da leader europeo, e che sfrutterà il tempo alla Pirelli per costruirsi l'immagine e la rete necessaria per abbattere Berlusconi.

    Immagine che comunque ha già: il FT riconosce che è uno che parla diretto e che si fa capire dalla gente, come Berlusconi.

    Cofferati for Europe/ FT: Alla Fondazione Di Vittorio per combattere il trio Aznar-Berlusconi-Blair
    9 agosto 2002


    Dopo l'impero Cgil, il Cinese si scalda i muscoli per l'Europa. A fine settembre, quando Sergio Cofferati dovrà uscire di scena dal sindacato, avrà molto tempo libero. In un'intervista al Financial Times, riluttante nel rivelare i propri piani futuri (per ora lo esclude, ma - scrive il quotidiano britannico - "nessuno crede davvero che il leader 54enne si ritiri davvero dalla scena politica"), Cofferati ammette che farà ritorno alla Pirelli, dove lavorerà non più di 7 ore e mezzo al giorno. "Così, dichiara, avrò un sacco di tempo per fare altre cose".

    Tra queste c'è la direzione della Fondazione Di Vittorio della Cgil. Che vuole trasformare nel maggior veicolo di promozione della cultura sindacale europea. Con grandi ambizioni. Come il coinvolgimento di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea, e altri intellettuali e accademici.
    Con il socialista Delors, il segretario Cgil ha un'affinità: la stessa visione dell'Europa socialmente responsabile e della difesa dei diritti dei lavoratori. E lo vorrebbe nel comitato scientifico, a continuare il suo Libro bianco europeo.

    La cosa che più lo preoccupa è il trio Aznar-Berlusconi-Blair, che, nel patto non scritto sancito al vertice di Barcellona, ha mostrato un modello, "emblema della crisi del capitalismo americano", ritenuto "preoccupante" da Cofferati.

    Un modello che pone l'accento sul "massimo della flessibilità nel lavoro con il massimo della rigidità nel management finanziario, per fornire il massimo delle garanzie per gli amministratori".

    Cofferati - lascia intendere FT - potrebbe anche essere candidato a rafforzare le fila della Confederazione europea del lavoro. E, dopo tutto questo lavoro, non è detto che possa scendere in campo come sfidante del premier Berlusconi alle prossime elezioni tra quattro anni. Dopotutto, lui è stato indicato come il candidato ideale alla guida della sinistra. E ha una cosa in comune con il premier: parla in modo semplice e diretto all'uomo della strada.

  9. #49
    Diabolik
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    Originally posted by brunik


    Geniale Diabolik, ti ricordo che fino al 23 gennaio 1994 Berlusconi negava che sarebbe sceso in campo, anche se lo sapevano tutti ormai, anche il Financial Times.

    Il quale Financial Times ieri è corso ad intervistarlo.

    Forse la tua leggendaria perspicacia ti permetterà di intuire che parla già da leader europeo, e che sfrutterà il tempo alla Pirelli per costruirsi l'immagine e la rete necessaria per abbattere Berlusconi.

    Immagine che comunque ha già: il FT riconosce che è uno che parla diretto e che si fa capire dalla gente, come Berlusconi.

    Cofferati for Europe/ FT: Alla Fondazione Di Vittorio per combattere il trio Aznar-Berlusconi-Blair
    9 agosto 2002


    Dopo l'impero Cgil, il Cinese si scalda i muscoli per l'Europa. A fine settembre, quando Sergio Cofferati dovrà uscire di scena dal sindacato, avrà molto tempo libero. In un'intervista al Financial Times, riluttante nel rivelare i propri piani futuri (per ora lo esclude, ma - scrive il quotidiano britannico - "nessuno crede davvero che il leader 54enne si ritiri davvero dalla scena politica"), Cofferati ammette che farà ritorno alla Pirelli, dove lavorerà non più di 7 ore e mezzo al giorno. "Così, dichiara, avrò un sacco di tempo per fare altre cose".

    Tra queste c'è la direzione della Fondazione Di Vittorio della Cgil. Che vuole trasformare nel maggior veicolo di promozione della cultura sindacale europea. Con grandi ambizioni. Come il coinvolgimento di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea, e altri intellettuali e accademici.
    Con il socialista Delors, il segretario Cgil ha un'affinità: la stessa visione dell'Europa socialmente responsabile e della difesa dei diritti dei lavoratori. E lo vorrebbe nel comitato scientifico, a continuare il suo Libro bianco europeo.

    La cosa che più lo preoccupa è il trio Aznar-Berlusconi-Blair, che, nel patto non scritto sancito al vertice di Barcellona, ha mostrato un modello, "emblema della crisi del capitalismo americano", ritenuto "preoccupante" da Cofferati.

    Un modello che pone l'accento sul "massimo della flessibilità nel lavoro con il massimo della rigidità nel management finanziario, per fornire il massimo delle garanzie per gli amministratori".

    Cofferati - lascia intendere FT - potrebbe anche essere candidato a rafforzare le fila della Confederazione europea del lavoro. E, dopo tutto questo lavoro, non è detto che possa scendere in campo come sfidante del premier Berlusconi alle prossime elezioni tra quattro anni. Dopotutto, lui è stato indicato come il candidato ideale alla guida della sinistra. E ha una cosa in comune con il premier: parla in modo semplice e diretto all'uomo della strada.
    AHAHAHAHAH, adesso Cofferati sarebbe già un leader europeo per via di una intervista ?


    Ma ripigliati, o raccattato...
    si vede che i salesiani ti hanno abituato ad avere tanta, ma tanta fede...


    Anche Di Pietro è sceso in politica con la propria immagine per combattere Berlusconi, si è visto che bella fine ha fatto...

    P.S: : lavorerà 7 ore e mezzo alla Pirelli ? poverino, altimenti si sciupa

  10. #50
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    Predefinito Dimentica...

    ...il gonfiatore di palloni politicamente inutili brunik, che il Berlusconi del '94 interpellò vari personaggi noti e sulla cresta dell'onda, tra i quali Martinazzoli e Segni, che rifiutarono l'offerta.
    E persero il treno per la Storia.

    saluti

 

 
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