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  1. #121
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    Originally posted by Diabolik


    P.S. : come ho scritto in altro thread, il tempo lavora contro il cinese, tra 4 anni sarà caduto nell'oblio, ricordati il consenso di cui godeva Di Pietro ai tempi di mani pulite, e guarda com'è ridotto adesso quel poveraccio ....

    Il timing in politica è essenziale, se non sfrutti il momento nel quale sei sulla cresta dell'onda ... ( altro esempio Segni dopo i suoi referendum... )
    Doveva essere un timing a scoppio ritardato, se, incredibilmente (per te) Cofferati è stato incoronato dai movimenti capo della sinistra.

    Se leggi il discorso che ha fatto riuscirai forse anche tu a intuire che ha intenzione di andare d'accordo sia con Prodi che con Di Pietro che con Bertinotti, che, casualmente, è quello che vogliamo noi tutti elettori di centrosinistra.

    E' FINITA PER BERLUSCONI. NOI SIAMO MOLTI DI PIU' DI LORO.

    Venerdì 10 Gennaio 2003, 22:22


    Cofferati: "Voglio unità, non delegittimo nessuno"

    FIRENZE - Leader. Non solo della sinistra radicale, ma di tutta la sinistra. I movimenti incoronano l'ex leader della Cgil, Sergio Cofferati, nel giorno in cui anche D'Alema scende in campo a sostiene a spada tratta il segretario dei Ds Fassino e il suo sfogo di ieri in direzione contro il cofferatismo. Ma qui, nel palasport affollato da 12 mila persone di cui molte costrette a restare all'esterno, non c'è spazio per partiti, tatticismi, polemichette e personalismi.

    Qui c' solo da incoronare un leader, leader di tutti. E l'attore-regista Nanni Moretti lo dice senza mezzi termini aprendo la manifestazione che segna l'avvio della rete che Cofferati ha intenzione di realizzare e che accompagnerà il suo ingresso nella politica. Moretti lo esorta addirittura ed esorta contemporaneamente i movimenti che gli riservano un'accoglienza a dir poco trionfale: "Non si faccia costringere da noi al ruolo riduttivo di leader soltanto della nostra galassia, di associazioni e movimenti, della sinistra radicale. Sergio deve poter parlare anche agli altri''.

    E' lui il leader. E Moretti gli indica la linea, il credo dei movimenti, e soprattutto l'obiettivo. "E' stato un anno esaltante perché ricorre l' anniversario della nascita dei movimento e noi qui siamo a ricordare soprattutto che il nostro nemico è il centro destra''. E scatta la prima ovazione da parte del pubblico.

    E il leader risponde. Indica le quattro parole d'ordine della nuova sinistra, di quella che lo ha scelto e che ora lo ascolta alternando applausi, grida ed eloquenti silenzi: unità, regole, impegno civile, partecipazione. Ma è proprio sull'unità della sinistra che Cofferati ha qualche sassolino da togliersi dalla scarpa. Fassino dice che lui delegittima il vertice dei Ds, il suo partito? L'ex segretario della Cgil non gliela manda a dire: ''Non voglio delegittimare nessuno. So quanto è faticosa la vita di chi si occupa di politica, hanno bisogno della mia e della vostra disponibilità, insieme possiamo fare cose molto importanti come dimostrate voi qui stasera''. Insieme, insomma, a patto che lo si voglia coinvolgere. ''Non ho nessuna intenzione di essere immaginato e descritto come una persona che vuole rappresentare una parte''.

    Massimalista? Addirittura "peggiorista", come lo definisce sprezzantemente il "Riformista"? No, lui era ed è ancora un riformista. "Non ho mai creduto alla contrapposizione tra antagonismo e riformismo. Credo di essere sempre stato un riformista, e da questa posizione di saper apprezzare anche gli antagonisti, e sono così pazzo da pensare che vi possano essere dei punti in comune".

    Quello trascorso, dice, è stato un anno di ''cose straordinarie'', in cui milioni di persone si sono mosse per i propri ideali, ''con pacatezza e determinazione nonostante gli attacchi violenti e arroganti, portati anche preventivamente''. La grande manifestazione del 23 marzo scorso, per esempio, ''una grandissima giornata di emozioni violente'', ma anche l'appuntamento dell'autunno in piazza San Giovanni, e poi la manifestazione di Genova che ''si è poi ripetuta anche a Firenze con lo spirito giusto''.

    La folla continua negli applausi a scena aperta mentre Cofferati sottolinea la sua visione della politica, ''l'intenzione comune" con i movimenti "di rivitalizzarla e di dare sostanza alla democrazia''. Quindi il tema della guerra: ''Sono molto preoccupato - dice - per la guerra che può arrivare ma anche per come molti si pongono di fronte a questo pericolo''.

    Ritrovare il filo di una politica fatta di passione, di impegno. Quello "spirito del '96" che portò Prodi alla vittoria. Ricreiamolo quello spirito, dice Cofferati, costruendo ''un progetto comune fatto di contenuti'' per ridare forza al centro sinistra. Cofferati, in realtà, distingue tra centro sinistra e Ulivo e spiega di voler ''ricreare le condizioni del '96'' che consentirono la nascita del governo Prodi. Lui, da sindacalista, era ''molto contento'' che Prodi fosse a Palazzo Chigi e aggiunge:''Salivo e scendevo gli scaloni di Palazzo Chigi con il cuore più leggero. Avevo conosciuto il volto pessimo della destra nel '94''.

    Nella sala si respira il clima dell'evento: lo testimoniano gli striscioni ("Il popolo di sinistra ha un sogno: quello di liberarsi da un incubo. Sergio, guidaci e facci sperare"), gli applausi e l'insolita presenza dei "professori fiorentini" - Pancho Pardi e Paul Ginsbourg in testa - che vanno ad attaccare coccarde e a raccogliere fondi per autofinanziare la serata e per sottoscrivere a favore di Emergency.

    E lo testimoniano anche tanti dettagli, come la traduzione simultanea degli interventi nel linguaggio dei sordomuti o dai saluti portati da Leonardo Domenici, sindaco di Firenze, e Claudio Martini, presidente della Toscana; Antonio di Pietro ha inviato una lettera di adesione. In sala vi sono numerosi esponenti del centrosinistra, e non solo del "correntone" Ds (Mussi, Folena, Buffo, Melandri) ma anche Lidia Ravera, Alfonso Pecoraro Scanio, Ermete Realacci. Tutti con una partecipazione entusiasta, che tocca il culmine quando prende la parola Cofferati, più volte interrotto da un tifo da stadio.

  2. #122
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    Cofferati sarà presto dimenticato????????

  3. #123
    Diabolik
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    Originally posted by brunik



    Se leggi il discorso che ha fatto riuscirai forse anche tu a intuire che ha intenzione di andare d'accordo sia con Prodi che con Di Pietro che con Bertinotti, che, casualmente, è quello che vogliamo noi tutti elettori di centrosinistra.

    Brunik, ti do una brutta notizia : peccato che vi stiate perdendo per strada Fassino e D'Alema, ossia quelli che ci mettono i voti..

    salutami il mortadellone, che bella squadra con Bertinotti e Di Pietro ..

    D'Alema: Cofferati vieni a tirare la carretta!
    (Del 11/1/2003 Sezione: Interni Pag. 2)


    «CONTRO IL SEGRETARIO SOLO ACCUSE INGIUSTE, HA FATTO L´IMPOSSIBILE PER L´UNITÀ A SINISTRA»
    D´Alema all´ex leader della Cgil


    inviato a IVREA (Torino)

    «Vorrei capire che cosa deve ancora fare Fassino. Ha incontrato anche Moretti e Flores, personalmente io non l´averi mai fatto, non è nel mio carattere. Ha sempre cercato di portare avanti una linea unitaria e, in cambio, riceve ogni giorno calcagnate e intimazioni che non hanno fondamento. Dicono che l´Ulivo non deve trattare? La settimana prossima il Parlamento è convocato per discutere e decidere sulle riforme. Cosa facciamo? Non andiamo? I parlamentari dell´Ulivo non vanno? Ma dove siamo? Queste sono posizioni infantili». Massimo D´Alema, presidente dei Democratici di Sinistra, dal palco del centro congressi Le Serre di Ivrea, difende così la linea del dialogo sulle riforme istituzionali portata avanti dal segretario del partito. Poi invita di nuovo Sergio Cofferati ad «assumersi le sue responsabilità». Spiega: «Non si può dire: "io non faccio politica perché sono un rappresentante della società civile" e poi fare conferenze stampe e comizi ogni giorno. A Cofferati, a tutti quelli che hanno delle proposte dico di venire tirare la carretta perché più siamo e meglio è visto che la strada è in salita. Ad oggi non vedo rilevanti questioni che ci dividono ed è per questo che rinnovo il mio appello per lavorare insieme». L´appello all´unità del presidente diessino è l´ultimo atto di una puntigliosa difesa delle posizioni attuali, ma anche delle scelte passate, che arriva in risposta alle domande del direttore de La Stampa, Marcello Sorgi. E la prima questione, naturalmente, non può che partire dal tema delle riforme istituzionali e dalla proposta di dialogo arrivata dal centrodestra. «Sono scettico sulla possibilità di fare le riforme. Berlusconi si muove per interessi a breve termine, tattici. In questi anni non si è mai impegnato per risolvere i problemi dell´Italia. Ma dal punto di vista delle opposizioni dobbiamo porci la domanda: la riforma delle istituzioni è necessaria? La mia risposta è sì. Abbiamo il dovere di avanzare la nostra proposta. Dire no al dialogo è sempre un errore ed è ancor più grave quando investe i temi di fondo del paese».


    Lei si dice scettico sulla possibilità di fare le riforme ma se la Casa delle Libertà di fronte alle divisioni della sinistra decidesse di approvare da sola la sua riforma costituzionale?

    «In queste settimane la destra ha proposto di tutto, dal modello di presidenzialismo americano al premierato forte. Berlusconi ha proposto una cosa, il presidente del Senato, Marcello Pera ha avanzato un progetto più o meno simile a quello del centrosinistra. Un progetto di tutto l´Ulivo, approvato all´unanimità da tutti i segretari e che sarà portata all´approvazione dell´assemblea di tutti i parlamentari del centrosinistra che hanno il potere di decidere».

    Ieri sera a Firenze il no al dialogo con Berlusconi è stato ribadito da Cofferati e MOretti e dagli altri leader dei movimenti che dicono di rappresentare la società civile: i 3 milioni in piazza a marzo contro l´articolo 18 e i 250 mila dei girotondi in difesa della giustizia. I ds possono mettersi contro questa gente?

    «E´ una domanda semplicistica. Nessuno può appropriarsi delle persone che scendono in piazza. A marzo c´ero anche io. C´era anche mia figlia. In Parlamento ci si confronta su proposte concrete, ci si scontra o si possono trovare convergenze ma non è il luogo dove si fanno trattative oscure. Questo pensiero appartiene alla peggior tradizione del qualunquismo, quella che ha permesso a Berlusconi di vincere. Chi cavalca da sinistra questa tentazione fa un gioco tremendo perché fa il gioco della destra. La polemica basata sul sospetto avvelena la vita di un grande organismo democratico. Non si può dire siamo contro Fassino e D´Alema perché sospettiamo che vogliano l´accordo con Berlusconi e non si batteranno contro la guerra in Iraq. Tra l´altro sulla guerra la nostra posizione è chiarissima. Io rispetto il pacifismo ma non sono pacifista ad oltranza. In Kosovo ho sostenuto la legittimità dell´intervento e dopo aver visto il genocidio avrei anche detto sì all´attacco di terra. La guerra contro l´Iraq non è legittima. Non lo dico solo io ma gli ispettori dell´Onu. Invadere adesso l´Iraq vuol dire fornire ai terroristi cento anni di motivazioni per venire a mettere le bombe a casa nostra».

    Ma ci sono anche cose concrete che vi dividono. Ad esempio la riforma delle pensioni la cui necessità è stata riproposta da Piero Fassino...

    «Esiste la necessità di verificare i risultati della riforma Dini e di completarla. Personalmente sono per estendere il sistema contributivo. Una posizione che la Cgil di Cofferati appoggiava all´epoca del governo Prodi e che fu poi accantonata per l´opposizione della Cisl, della Uil e di Bertinotti. Il centro sinistra deve funzionare come una squadra dove non tutti possono giocare centravanti ma dove ognuno, con ruoli diversi, cerca di fare goal agli altri e non alla propria squadra».

    Eppure c´è chi dice che qualcuno punti alle elezioni europee del 2004, dove si vota con il proporzionale, per presentare una lista magari con i simboli delle barbe di Cofferati e Moretti. Chi pensa alla scissione dei Ds o comunque del loro elettorato?

    «Cofferati ha detto anche recentemente che esclude la possibilità di organizzare scissioni. Sono convinto che non presterà la sua barba per una simile operazione. Può darsi che ci sia un disegno. Non voglio escluderlo. Sarebbe sbagliato e dannoso una frammentazione della sinistra. Poi ci rivolgiamo allo stessa gente che alla fine può anche perdere la pazienza».
    Maurizio Tropeano



    Fassino furente: "Basta con i girotondi".
    Il segretario della Quercia, durante il direttivo a porte chiuse, sfoga tutta la sua amarezza sulla situazione del centrosinistra: "Ne ho piene le tasche di chi vuole delegittimarci".
    "Ho le tasche piene".

    Fassino "apre" sulle pensioni: insorgono i sindacati.
    Fassino si dice pronto a discutere di riforma previdenziale e si apre un'altra polemica.



    D'Alema difende Fassino: "Dialoga e riceve calcagnate"


    Il segretario della Quercia precisa: "Io miro all'unità". E il presidente del partito scende al suo fianco: "Parla con tutti, ma viene maltrattato". Su Cofferati: "Venga a tirare la carretta oppure faccia l'impiegato"


    di Antonello Salerno

    ROMA - Piero Fassino tenta di ridimensionare il problema del rapporto con i movimenti e con il "cofferatismo", e precisa le dichiarazioni di ieri durante la direzione Ds, in cui avrebbe detto di "averne le tasche piene di chi cerca di delegittimare il gruppo dirigente". E intanto il presidente del partito, Massimo D'Alema, scende al suo fianco per difenderlo dagli attacchi che vengono dagli altri settori dell'opposizione, dalla minoranza nella Quercia e dai movimenti.

    "Il centrosinistra deve essere una squadra - afferma l'ex premier da Ivrea, intervistato dal direttore della Stampa Marcello Sorgi - tutti si devono passare la palla con l'obiettivo di fare gol agli altri e non di segnare nella propria porta. Il segretario ha tutte le ragioni, gli esprimo grande solidarietà umana prima che politica. Ha lavorato con grande serietà e spirito unitario, tenendo conto di tutti, ha parlato anche con Moretti e Flores, cose che io non avrei fatto. E in cambio di questa sua apertura riceve ogni giorno calcagnate, aggressioni, intimidazioni che non hanno fondamento".

    Ma qualche frase D'Alema la riserva anche a Cofferati: "Ho detto mille e mille volte a Cofferati di venire con noi alla guida del partito, non ci chiudiamo certo - afferma - più vengono a tirare la carretta, meglio è, specie adesso che la strada è in salita. Riconosco a Cofferati una virtù: dice quello che pensa e fa quello che dice. E non ho il minimo dubbio: non userà la sua barba per la scissione del nostro partito''.

    Il segretario Ds, intanto, in mattinata, aveva collocato il problema del rapporto con i cittadini autorganizzati non semplicemente in via Nazionale, ma allargandolo a tutta la coalizione, puntualizzando che non si è trattato di uno sfogo, ma di un reale problema politico. Dalla Margherita, però, risponde Pierluigi Castagnetti, smentendo indirettamente, e con poche parole, la tesi del leader della Quercia: "Non entro nei problemi interni di un altro partito, i Ds. La gente che si organizza e va in piazza è una ricchezza, una risorsa".

    Da sole, queste due opinioni, bastano a delineare un clima non del tutto chiaro dentro l'opposizione. Se da una parte è comprensibile che Fassino non voglia aprire un nuovo caso politico, e abbia piuttosto intenzione di collocare il problema tra i punti da gestire insieme con il resto dell'opposizione, è altrettanto chiaro che dall'altra molti alleati non ne vedano la necessità. Per questo è illuminante il fatto che non abbiano parlato della questione i dirigenti dei Verdi o dei Comunisti italiani, ma uno dei leader della Margherita, il partito cioé che negli ultimi tempi ha registrato più attriti con il mondo dei movimenti.

    La linea di Piero Fassino, comunque, è a questo punto netta: nessun coinvolgimento personale, nessuno sfogo, nessuna guerra intestina ai Ds: "Io ho a cuore l'unità del centrosinistra - afferma - la questione di ieri non era uno sfogo, e riguarda tutta la coalizione, era un allarme in nome dell'unità. Nel 2002 - prosegue il leader della Quercia - mentre tutti si chiedevano dove fosse l'opposizione, noi le abbiamo ridato vita, anche grazie al rapporto con i movimenti, mantenendo esigenze e modalità diverse. Oggi che l'opposizione è tornata a farsi sentire, dobbiamo trovare un nuovo terreno di convergenza, per diventare alternativa di governo. Non ci devono essere competizione o conflitto".

    E se la nuova versione del pensiero di Fassino, o meglio la versione ufficiale, visto che le parole di ieri sono trapelate da una direzione di partito a porte chiuse, non fa una piega, a far tornare l'ombra del dubbio ci pensa Pierluigi Castagnetti: "Io non ho le tasche piene di nessuno - commenta uscendo dalla sala Capranichetta, di fronte a Montecitorio - l'Ulivo non ha le tasche piene dei movimenti, i cittadini che si mobilitano sono una ricchezza. Altri vorrebbero i cittadini spettatori - afferma - noi no. A me Cofferati non dà fastidio nemmeno quando non siamo d'accordo, e ultimamente è successo più di una volta. Per il resto, non voglio entrare nei problemi in casa di un altro partito di questa coalizione".



    Fassino: basta con i girotondi
    Accesa riunione del Direttivo Ds
    Evidentemente le difficoltà incontrate nel summit dei leader del centrosinistra per trovare un punto d'accordo sulle proposte per le riforme istituzionali sono state l'occasione per un vero e proprio sfogo di Piero Fassino, che ha detto senza mezzi termini di "avere le tasche piene di chi vuole delegittimare gli attuali dirigenti dell'Ulivo". L'occasione è giunta durante la direzione dei Democratici di sinistra, che si è svolta a porte chiuse.
    Uno "sfogo" contro il cofferatismo nel partito e un appello all'unità per contrastare tentativi di delegittimare il gruppo dirigente: sarebbe stato questo dunque uno dei passaggi più importanti della relazione svolta Fassino al Direttivo della Quercia. Il segretario dei Ds avrebbe detto di "aver piene le tasche" di un modo di far politica portato avanti soprattutto dai movimenti e dai girotondi che tentano di delegittimare il gruppo dirigente dell'Ulivo e dei Ds.

    Il discorso di Fassino pero' era rivolto soprattutto alla minoranza Ds. In uno dei passaggi del suo intervento, infatti, il segretario avrebbe aggiunto, in merito alle critiche che vengono dai movimenti: "Se questo lo dice Flores D'Arcais gli rispondo pubblicamente. Se lo dice qualcuno all'interno del mio partito non replico per spirito di unita', ma bisogna stare attenti perche' cosi' non si va da nessuna parte".

    Fassino avrebbe citato il nome di Cofferati una sola volta, riferendosi all'intervista dell'ex segretario della Cgil al "Corriere della sera": "Vorrei dire amichevolmente a Cofferati - avrebbe sottolineato Fassino - che e' senz'altro vero che il Pci parlava alla societa', ma e' esattamente quello che cerchiamo di fare anche noi".

    Fassino secondo quanto si e' appreso si sarebbe soffermato nella parte finale della sua relazione sul rapporto tra partito e movimenti esprimendo giudizi duri su chi tenta di delegittimare il gruppo dirigente della Quercia. Il segretario avrebbe ribadito l'importanza di un rapporto con i movimenti definendolo vitale ma si sarebbe anche lamentato del modo di far politica da parte dei girotondi. Fassino avrebbe ricordato come un anno fa i girotondi
    accusavano il gruppo dirigente dell'Ulivo e in particolare i Ds di non occuparsi dei temi del lavoro e della giustizia sostenendo che non facevano opposizione e arrivando anche a insinuare che il partito ha al suo interno dei guerrafondai fino ad evocare il pericolo di un inciucio con Berlusconi sulle riforme.

    E a questo punto che Fassino ha detto: "Questo e' un modo di far politica di cui ho piene le tasche perche' nel momento in cui c'e' una forte pressione esterna per tentare di destabilizzare i Ds, mandare a casa l'attuale gruppo dirigente vuol dire sfasciare tutto".

    Alcune componenti dell'alleanza, soprattutto Verdi e Comunisti italiani, ma anche una fetta degli stessi Ds, sono allineate, infatti, alla posizione di Sergio Cofferati, quindi nettamente contrarie ad aprire un dialogo con la maggioranza sul nuovo assetto istituzionale dello Stato. Tanto che già durante il vertice Fassino aveva dovuto richiamare all'ordine i più restii, sostenendo che non ci si poteva presentare in Parlamento senza un proposta organica. Ma il dialogo sembra comunque a un punto di stallo.

  4. #124
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    E chissenefrega se D'Alema e Fassino ci rimangono male, noi le vogliamo vincere le elezioni, mica perderle.

    E con Prodi + Cofferati le vinciamo al 100%, con D'Alema e Fassino non sono così sicuro. Poi gli troviamo un posto di ministri, vah, che sono contenti lo stesso.

  5. #125
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    Originally posted by brunik


    E chissenefrega se D'Alema e Fassino ci rimangono male, noi le vogliamo vincere le elezioni, mica perderle.

    E con Prodi + Cofferati le vinciamo al 100%, con D'Alema e Fassino non sono così sicuro. Poi gli troviamo un posto di ministri, vah, che sono contenti lo stesso.
    Ma proprio Cofferati come vice?... non c'è qualche cosa di meglio? secondo me se ci impegniamo la troviamo un alternativa

  6. #126
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    Originally posted by Manfr

    Ma proprio Cofferati come vice?...:( non c'è qualche cosa di meglio? secondo me se ci impegniamo la troviamo un alternativa
    Ti faccio rispondere da Cacciari:

    Sabato 11 Gennaio 2003, 12:55

    ''CON QUEL TICKET A BERLUSCONI NON RESTEREBBERO NEMMENO OCCHI PER PIANGERE''

    Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - ''Cofferati? Sono stato il primo a indicare in lui una risorsa indispensabile per il successo del centrosinistra''. Massimo Cacciari conferma la necessita' di coinvolgere direttamente l'ex segretario generale della Cgil nella costruzione del nuovo centrosinistra. ''Ma da risorsa a leader -spiega all'Adnkronos- il passo non e' breve, ne' tanto meno automatico. Nanni Moretti e' un uomo di spettacolo e fa bene a fare cose 'spettacolari', come l'investitura di Cofferati ieri a Firenze, che fanno parlare i giornali. Ma Cofferati stesso sa benissimo che non potra' essere lui il leader dell'Ulivo''.

  7. #127
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    Originally posted by brunik


    "non potra' essere lui il leader dell'Ulivo''.
    Meno male... Speriamo che il Professore torni presto

  8. #128
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    Originally posted by Diabolik


    Quali elettori ?

    io sono elettore e non mi sento rappresentato dal cinese....

    Il vostro entusiasmo vi fa sfuggire una cosa : in questo momento, l'eventuale consenso di cui gode Cofferati è relativo alla questione dell'art. 18, in realtà una coalizione che ambisce a governare deve proporre una politica che abbraccia molti aspetti ( politica fiscale, politica estera, ordine pubblico e lotta all'immigrazione, ecc. ) , non c'è alcuna evidenza di quale consenso possa godere Cofferati, riguardo a tutti gli aspetti che compongono una politica governativa.

    P.S. : come ho scritto in altro thread, il tempo lavora contro il cinese, tra 4 anni sarà caduto nell'oblio, ricordati il consenso di cui godeva Di Pietro ai tempi di mani pulite, e guarda com'è ridotto adesso quel poveraccio ....

    Il timing in politica è essenziale, se non sfrutti il momento nel quale sei sulla cresta dell'onda ... ( altro esempio Segni dopo i suoi referendum... )


    Alla luce degli ultimi avvenimenti, mi pare evidente una sola cosa: il tempo gioca contro Berlusconi, non contro Cofferati.

    Cofferati ha battuto Berlusconi sull'art. 18, si appresta a riunire la sinistra, ad allearla col centro e a dare una stangata memorabile a Berlusca.

    Bisogna solo avere pazienza.

    Questi sono i commenti di oggi all'ìinvestitura di Cofferati a capo della sinistra: mi pare che gli unici preoccupati siano D'Alema, Fassino e Bertinotti, che hanno paura di essere messi in disparte.

    Ma intanto alla fine dovranno chiedere conto ai loro elettori, di cosa ne pensano del ticket.

    Intanto ora Cofferati mi entra nel gruppo di lavoro dell'Ulivo che deve preparare il programma per mettere d'accordo Prodi, Di Pietro, Bertinotti e i DS e stravincere le prossime elezioni.

    Sabato 11 Gennaio 2003, 13:09


    Cofferati: Castagnetti, Sua Esperienza Importante Per Ulivo
    (ASCA) - Vallombrosa (Fi), 11 gen - ''Io ho conosciuto Sergio Cofferati anche negli anni difficili della trasformazione degli anni '90 ed era un Cofferati che seppe condurre il sindacato su posizioni riformiste utili per il Paese. Quindi le sue professionalita' sono sicuramente importanti per l'Ulivo''. Cosi' il capogruppo della Margherita alla Camera, Pierluigi Castagnetti, risponde ai giornalisti che gli chiedono un commento sull''incoronazione' di Sergio Cofferati come leader di sinistra ieri sera a Firenze. ''E' importante che si ponga l'obiettivo di parlare a tutti'', ha proseguito Castagnetti. Una posizione che fa di Cofferati ''uno dei leader di un Ulivo pluralista''. Ma deve essere un Cofferati diverso, secondo Castgnetti, da quelle che sono state le sue ''posizioni piu' recenti di intransigenza e di rifiuto, ad esempio a provare a dialogare sui temi instituzionali''. Quelle posizioni, per Castagnetti, infatti, ''non ne fanno il rappresentante di tutto l'Ulivo: credo - ha consluso - che se ne renda conto anche lui''.

    Sabato 11 Gennaio 2003, 13:09


    Cofferati: Parisi, e' Gia' Uno Dei Leader Del Centrosinistra

    (ASCA) - Vallombrosa (Fi), 11 gen - ''Cofferati? E' gia' uno dei leader del centrosinistra''. Cosi' Artuto Parisi, vice presidente della Margherita, risponde ai giornalisti che gli chiedono un commento sulla manifestazione di ieri sera a Firenze. Un'iniziativa che secondo Parisi, conferma la ''passione civile, un avvenimento a cui noi non possiamo non guardare con simpatia e allo stesso tempo - ha aggiunto - il nostro atteggiamento e' quello di chi vuole essere tra la gente''. E allora, ''agli amici che si sono incontrati ieri a Firenze, per indirizzare questa passione verso un progetto positivamente orientato al futuro'', Parisi manda a dire che questo puo' far superare ''i rischi di chi si trova all'opposizione di rimanere prigionieri dei ruoli assegnati dalla condizione di sconfitti''. Parisi, a margine della due giorni di Vallombrosa organizzata per mettere a fuoco le basi politiche per i prossimi mesi, indica quindi la necessita' di pensare al futuro, sapendo che ''la gente ci chiede quale progetto ci guidera' quando torneremo al Governo''.

    Sabato 11 Gennaio 2003, 13:25


    Cofferati: Bindi, Una Risorsa Ma Per Leader Ulivo Aspettiamo

    (ASCA) - Vallombrosa, 11 gen - Cofferati e' ''una risorsa per tutto il centro sinistra''. Ne e' convinta Rosy Bindi che ieri sera ha partecipato alla manifestazione fiorentina, riscuotendo tra l'altro calorosissimi applausi, ''ma il leader dell'Ulivo - aggiunge - lo sceglieremo con i metodi che ci siamo dati, ossia con le primarie''. ''Certo che sono stata contenta dell'accoglienza - ha detto a margine della due giorni organizzata dalla Margherita a Vallombrosa - soprattutto perche' credo che il rapporto con i movimenti non possa essere una prerogativa esclusiva della sinistra e dei Ds, o peggio ancora - aggiunge - che possa provocare dei problemi seri ai partiti della coalizione''. Insomma per Rosy Bindi ''tutta la politica italiana deve confrontarsi con questa 'primavera' che e' iniziata lo scorso anno e dalla quale e' venuta una spinta molto importante alla politica italiana''.

    Sabato 11 Gennaio 2003, 16:04


    Cofferati: Bordon, Entusiamo Aiuta e Non Divide

    (ASCA) - Vallombrosa (Fi), 11 gen - ''Tutto quello che da' segnale di entusiamo, di ripresa in questo momento e' un elemento che aiuta e non certo che divide''. Cosi' Willer Bordon, capogruppo della Margherita al Senato, commenta la manifestazione di ieri sera a Firenze con Sergio Cofferati e Nanni Moretti. ''Mi rendo conto che ieri ci siano stati a Firenze anche alcuni elementi naturalmente polemici, e quindi che possano indurre una parte di noi, in particolare i Ds - ha aggiunto Bordon - a viverla come una divisione. Ma la stragrande maggioranza delle persone che erano presenti ieri sera a Firenze non credo che avessero questa intenzione''. Quindi, per Bordon, cio' che e' emerso al Palasport di Firenze porta ''ricchezza e pluralita'''.

    Sabato 11 Gennaio 2003, 13:25


    Cofferati: Letta, Per Vincere Bisogna Guardare a 2006

    (ASCA) - Vallombrosa, 11 gen - Non vuole dare giudizi specifici su Cofferati, che comunque ''e' una risorsa''. Ma per Enrico Letta, responsabile Economia della Margherita, il centro sinistra ''riuscira' a battere il governo Berlusconi solo se guardiamo alla scadenza del 2006 altrimenti rischiamo di arrivare con il fiato corto''. Dal responsabile per l'economia della Margherita, insomma, arriva un invito preciso, quello di ''non fare le cose giorno per giorno, perche' se facciamo cosi' - conclude Letta - seguiamo il governo e perdiamo. Dobbiamo guardare lontano''

    Sabato 11 Gennaio 2003, 17:10


    Fassino a Cofferati: Tutti Insieme Per Un'Alternativa a Cdl

    (AGI) - Firenze, 10 gen. - Il segretario dei Ds Piero Fassino si e' detto pronto lavorare insieme a Sergio Cofferati "per creare un'alternativa forte a Berlusconi". Fassino ha risposto oggi all'appello di Nanni Moretti che, ieri a Firenze, aveva invitato l'ex leader della Cgil a rappresentare tutta la sinistra, praticamente a diventarne il leader. Fassino ha risposto anche allo stesso Cofferati, il quale, sempre ieri, aveva precisato di non essere animato da nessuna volonta' contro chicchessia e di non voler delegittimare nessuno. "Nei giorni - ha detto Fassino - scorsi avevo chiesto che si superassero divisioni e contrapposizioni. Da Firenze viene una risposta che dice che non si cercano lacerazioni; ne sono contento perche' era il mio obiettivo e il mio intento. Adesso alle parole devono seguire i fatti. I Ds sono pronti a fare la loro parte per un centro sinistra unito che sia la casa di tutti". Anche gli altri leader della coalizione hanno accolto Cofferati in nome di un Ulivo pluralista. Il presidente dei deputati Ds Violante lo invita a venire "a parlarci anche per confrontarci su cosa va corretto da parte nostra". Il leader dello Sdi Giulio Boselli crede una leadership del 'cinese' sarebbe difficile ma che l'Ulivo', senza Cofferati, avrebbe poche possibilita' di vincere". Commenti anche dalla Cdl: Per il Ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi "quella di Cofferati "e' una posizione primitiva che non tiene conto degli interessi del paese". "A Firenze - ha detto il segretario dell'Udc Follini e' nata una nuova sinistra, molto lontana dal crinale decisivo dell'Italia moderata". Per Maurizio Ronconi (Udc) Cofferati e Moretti rappresentano "un pericoloso arretramento" per l'Italia del bipolarismo e la "drammatica crisi dei DS" rischia di compromettere un confronto serio e produttivo sulle riforme".

    Sabato 11 Gennaio 2003, 16: 56


    Margherita: a Vallombrosa Per Riflettere e Ritrovare l'Unita'

    (ASCA) - Vallombrosa (Fi), 11 gen - La Margherita, quasi al completo, risponde all'appello dei 'quarantenni', Franceschini, Letta, Pistelli. Lo fa tornando in uno dei luoghi storici di quel passato al quale, almeno gli ex democristiani, non hanno nessuna intenzione di rinunciare. Vallombrosa diventa quindi il luogo della meditazione alla quale, quasi nessuno degli esponenti di spicco della Margherita, si e' sottratto. Da Rutelli a Castagnetti, da Bordon a Rosy Bindi, tutti pronti a parlare di grandi temi, ''di riformismo e di globalizzazione'' analizzati da un punto di vista economico e sociologico. Certo non sono mancati anche i segnali ''trasversali'', come quello di Arturo Parisi e Franco Marini, giunti insieme a Vallombrosa come per dire agli ex giovani, che forse proprio per questo scalpitano un po' piu' di qualche anno fa, che anche loro, i ''vecchi'', ancora ci sono. Non un congresso, ne' un convegno, ma piuttosto il tentativo, fino a domani, e' quello di discutere, di capire quale futuro puo' avere la Magherita in una coalizione che per vincere avra' probabilmente bisogno anche dei movimenti che ieri sera hanno incoronato Sergio Cofferati come loro leader, ma non solo di lui. A Vallombrosa e' sembrato infatti riaffacciarsi ''l'orgoglio'' di chi punta ad essere un punto di riferimento per tutto il centro, anche per quegli elettori che hanno votato a destra e ora si sono ''pentiti'' . Un'operazione che una certezza comunque sembra averla ritrovata: ''Se vogliamo battere il centro destra - hanno ribadito tutti dal palco a cominciare da Enrico Letta - non possiamo che essere uniti''. Uniti nella Margherita e uniti nell'Ulivo.

    Sabato 11 Gennaio 2003, 18:28


    Cofferati: Rutelli, entri in Ulivo


    (ANSA) - ROMA, 11 GEN - Rutelli ha proposto a Cofferati di entrare a far parte dell'ufficio per il programma che l'Ulivo sta istituendo. L'ex leader della Cgil ha dato una disponibilita' a Rutelli, a patto che si tratti di mettere in piedi un gruppo di lavoro largo e con il coinvolgimento dei movimenti.

    Domenica 12 Gennaio 2003, 9:45

    Cofferati: Bertinotti, Sergio Neo Liberista Come Gli Altri

    Di (Aka/Gs/Adnkronos)

    Roma, 12 gen. (Adnkronos) - ''Trovo positivo il nuovo protagonismo legato al conflitto sociale. Come anche la politica zdi opposizione, senza condizioni, alla guerra. Ma c'e' un errore di fondo commesso da Cofferati''. Lo ha dichiarato in un'intervista a ''Il Corriere della Sera'', il leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti. Secondo Bertinotti, l'errore commesso da Cofferati e' quello relativo alla ''scelta di restare imprigionato nel centrosinistra''.

    Domenica 12 Gennaio 2003, 10:28

    Ulivo: Moretti, Cofferati e Prodi Insieme a Guida Sinistra
    Di (Tes/Gs/Adnkronos)

    BINDI UNA VERA FORZA, PARDI LA VUOLE A PRESIDENZA REPUBBLICA Roma, 12 gen. (Adnkronos) - ''Non e' un mistero quello che penso: vedo bene Prodi e Cofferati insieme, vedranno loro in che forma, alla guida di tutta la coalizione di centro sinistra''. E' Nanni Moretti, anima e regista dei girotondi, ad incoronare cosi', in un'intervista al Giornale, al termine della gremitissima 'convention' al Palasport di Firenze, l'ex segretario generale della Cgil alla guida del nuovo Ulivo.


    Domenica 12 Gennaio 2003, 16: 56

    Cofferati: Monaco, Rispettiamone l'Autonomia
    Di (Aka/Gs/Adnkronos)

    Roma, 12 gen. (Adnkronos) - ''Chi ha sempre inteso l'Ulivo come soggetto politico non riducibile a una somma di partiti non puo' che apprezzare per davvero, senza retropensieri, il prezioso contributo di Cofferati e dei movimenti di opposizione civile, rispettandone l'autonomia''. Lo ha dichiarato Franco Monaco, vice presidente dei deputati della Margherita. ''Sbagliano percio' sia coloro che mirano a neutralizzarli sia, sul fronte opposto, quanti si propongono di cavalcarli. Cioe' -spiega Monaco- sia chi pretende di costringere tutti questi fermenti dentro le logiche e le caselle di partito, sia quei politici che stanno nei partiti e nelle istituzioni, e che goffamente rincorrono i movimenti, si mettono in prima fila e magari fanno conto di servirsene nelle contese interne di partito''. Secondo Monaco, devono abdicare ''alla fatica della proposta e della cultura di governo che Cofferati stesso mostra di apprezzare''.



  9. #129
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    Prodi rientra in Sardegna ed inizia il suo lavoro: risucchiare i voti pollisti e portarli all'Ulivo.

    Se ne è accorto Cossiga.

    Corriere, 19.1.2003

    L’EX PRESIDENTE


    Visita di Prodi in Sardegna Cossiga: prologo del ritorno


    La visita di Prodi in Sardegna la prossima settimana è il prologo del suo ritorno sulla scena politica nazionale. Ne è convinto Francesco Cossiga, che esprime anche stupore per l'annunciata partecipazione a un convegno a Sassari di due esponenti del centrodestra, il ministro Pisanu e il presidente della Regione sarda Mauro Pili. «È un comportamento tra il grottesco e l' estroso - ha detto l’ex Presidente -. Si intruppano con Segni e Parisi nel corteggiare Prodi che, sotto le spoglie di presidente della Commissione Ue, inizia da Sassari il suo rientro politico in Italia. E dà il via al riemergere dell' aggregazione prodiana e forse all' elezione di Fantola (dei Riformatori sardi, vicino a Segni, ndr ) a presidente della Regione».

  10. #130
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    Pare che Pili ne stia combinando di tutti i colori

 

 
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