Secondo voi Giorgio Almirante può essere considerato un simbolo per l'area o come un antesignano di quello che è Fini.


Secondo voi Giorgio Almirante può essere considerato un simbolo per l'area o come un antesignano di quello che è Fini.




Sinistra Nazionale!


Visto quello che è stato dopo l'8 settembre, credo molti lo considerino un SIMBOLO!Originally posted by Thiene
Secondo voi Giorgio Almirante può essere considerato un simbolo per l'area o come un antesignano di quello che è Fini.
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Giuseppe Niccolai
Nessuno lo ha colto. C'è stato, dentro la passionalità e le tensioni forti che hanno animato, come non era mai accaduto prima, il XV Congresso del MSI, un confronto che, se ci si pensa bene, è la morale che sostanzia i quattro giorni sofferti nel catino del grande albergo di Sorrento: il confronto fra Giorgio Almirante ed i giovani.
Nel confronto Giorgio Almirante è risultato perdente. E per due motivi: perchè Giorgio Almirante, più che amarli, i giovani li ha considerati come «strumento» della sua grande o piccola, secondo le opinioni, politica. Più che un elemento di disturbo che una componente viva da costruire, da educare, da far valere nel partito, nella Comunità. Il secondo perchè i giovani si possono amare e capire se si è capaci di un'amicizia quelle che vanno fino in fondo. Costi quello che costi. Meraviglierà, sarò tacciato di spergiuro, ma Giorgio Almirante non ha mai avuto amici.
Le amicizie valutate e pesate sul metro della cortigianeria. Non più di tanto. Se si è tali si «vola in alto». E la dimostrazione è che coloro che ne hanno voluto fare l'idolo dei loro «sogni» (ideali), o sono stati, ieri, i suoi più implacabili avversari, tanto da lasciare il partito e rientrarne per vie non certo almirantiane; o devono a lui, oggi, favori, alcuni dei quali riguardano perfino le casse del partito. Salvo poi, alle spalle, dirne di tutti i colori. I traghetti d'oro e la desiderata nomina di Vitalone, amico di Andreotti, a Presidente della Commissione Inquirente sono vicende di piccolo taglio di fronte ad altre; ma io, su questi non secondari «impatti», ci ho perso, insieme alla salute, amici per i quali avrei dato tutto: anche l'anima.
Ci vuole tutta una vita per costruirsi, ma bastano pochi attimi per distruggere tutto. Il motivo almirantiano, di sapore forte, e che tante volte ce lo siamo sentito ripetere fino alla noia, è stato: l'unità del partito. Ebbene, nel suo discorso del riprodursi a capo del partito, quando ha visto che il riprodursi poteva non riuscirgli, non ha esitato un attimo: ha cercato deliberatamente la rissa. E l'ha cercata là dove riteneva che il suo proposito potesse essere facilmente raccattato: nella «passionalità» dei ragazzi accorsi a Sorrento per delle idee, giuste o sbagliate che fossero.
I ragazzi -che non ha mai saputo educare- gli hanno risposto con un senso di responsabilità che ha dell'incredibile.
Al richiamo della spaccatura fra buoni e cattivi, fra figli prediletti e figli gobbi, al non aver saputo tacere quando aveva solennemente promesso di farlo; all'aver tentato, nel momento più difficile e più caldo del Congresso, lo scontro (c'è in questa sala, chi ha l'ardire di contestare il mio carisma: puniteli!); i «ragazzi» gli hanno dato la risposta più alta: accogliendo la sua provocazione per quella che era: un falso addio recitato male, soprattutto nei sentimenti; poi lasciandolo ai suoi prudenti plauditori quando hanno capito che, alle idee, le stellette, gli organigrammi, i posti promessi, ancora una volta, avevano avuto il sopravvento. E mentre nella sala il Segretario dichiarava: sì, questa è la scelta che volevo, sono soddisfattissimo, fuori i ragazzi piangevano. Non si è preoccupato di quelle lacrime. Non una parola.
Mi chiedo se quanto scrivo sia duro, ingiusto, ingeneroso. Se lo sono stato anche in altre occasioni. Se sono divenuto talmente fazioso da respingere anche la verità più palmare. Mi chiedo come sia stato possibile passare da una amicizia carica di passione e di stima a non rispettare «l’altro», nemmeno come avversario; mi sono chiesto se sono nell'errore più imperdonabile, senza appello. No, non credo di essere nel torto. Ci sono quelle lacrime. E dell'altro i «padri» del partito che, appena pochi giorni prima, davanti a tutti, in Comitato Centrale, si erano dichiarati, vicendevolmente, la propria reciproca disistima, fino ad accusarsi di «storiche» fughe nei momenti cruciali della propria vita; eccoli lì, sul palco del "Palace Hotel" di Sorrento, sorridersi, abbracciarsi, baciarsi, scambiarsi, non-parole di circostanza, ma addirittura di sempiterna, reciproca, storica riconoscenza. Per sè e da consacrare alla storia del partito. Non solo, ma l'intera classe politica del MSI, accusata nella sua totalità appena un mese fa, di malcostume e peggio, tanto dal prendere la decisione «io non verrò più fra voi se non vi inchinerete ai miei voleri», ora portata sugli altari come la classe politica più pura, più pulita che fosse mai esistita. Chi è che bara, chiese Romualdi, allora? Non se lo è chiesto più, dopo.
Quello spettacolo, quelle lacrime. Ma sono quest'ultime a dire e a testimoniare che il MSI è vivo, e vivrà. Per e grazie ai suoi ragazzi. Che sanno piangere, non solo chiedere.
Giuseppe Niccolai
Sinistra Nazionale!


Un antesignano di quello che è Fini... Migliore di lui, certo, ma non che ci voglia molto...Originally posted by Thiene
Secondo voi Giorgio Almirante può essere considerato un simbolo per l'area o come un antesignano di quello che è Fini.
Saluti.


Prima del 45,un camerata,scriveva nel"la difesa della Razza"
Dopo,un ambiguo,premetto che ho cmq del rispetto per lui,ma amici che lo hanno conosciuto di persona mi hanno assicurato che era filoamericano.
In piu' non dimenticate che la famosa frase sui "valori" del 25 aprile,prima che la pronunciasse fini,era SUA,l'aveva detta nel 77-78.
Poi pensatela come volete,ma per quanto mi riguarda,il M.s.i non e' mai stato veramente fascista,c'erano si camerati di tutto rispetto,ma non bisogna dimenticare il filoatlantismo di alcuni,il sostegno alla Dc(come quando venne eletto Leone),il governo tambroni(msi-dc),in piu' l'ENORME presenza di massoni nel sudetto partito.
Alla fine credo che la nascita di an,sia solo stata una naturale evoluzione del msi.
88 saluti a tutti!


Senz'altro l'antesignano di Fini-badoglio.Originally posted by Thiene
Secondo voi Giorgio Almirante può essere considerato un simbolo per l'area o come un antesignano di quello che è Fini.
A causa della sua famosa e infausta trovata del "doppiopetto", tantissimi camerati ci lasciarono la pelle, oppure finirono nelle galere repubblicane.
E pensare che andai al suo funerale... beninteso che ne onorai la salma, non certo il politico, bah, errori di gioventù.


Secondo me è stato un grande sicuramente il migliore politico italiano dopo Mussolini.
Grazie a lui certe idee si sono potute portare aventi senza finire fuorilegge e disperse nel terrorismo.
Era sicuramente un fascista ma che aveva capito l'epoca in cui viveva.
Purtroppo mi accorgo che molti di voi che magari un tempo lo adoravano ora ne prendono le distanze.
"Vivi come se tu dovessi morire subito pensa come se tu non dovessi morire mai"


Sento ripetere spesso che non sappiamo adeguarci al tempo in cui viviamo e credo che tale ragionamento sia quanto di più sbagliato ci possa essere.
Siamo rivoluzionari appunto perchè il sistema non va bene, adeguarsi significa essere sconfitti.
Almirante lo considero per quello che era: un politico del dopoguerra.