Vaticano, conti in rosso dopo otto anni
Di Philip Pullella
CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Il Vaticano ha reso pubblico il suo primo bilancio in rosso dopo otto anni di attivo. Nemmeno la Santa Sede, insomma, è stata risparmiata dalla crisi che ha colpito i mercati nel 2001 sulla scia degli attentati dell'11 settembre agli Stati Uniti.
Il Vaticano ha anche detto che non è ancora chiaro se i contributi dei fedeli in tutto il mondo diminuiranno nel 2002 per via degli scandali dei preti pedofili che recentemente hanno colpito gli Usa.
Il deficit della Santa Sede nel 2001 è pari a 6,7 miliardi di vecchie lire.
"Come sapete, per l'economia mondiale il 2001 è stato molto difficile", ha detto il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura vaticana per gli Affari economici.
Sebastiani ha detto che il risultato negativo si deve in parte alla "drastica diminuzione di entrate dal settore finanziario", e ha aggiunto che in seguito agli attentati Usa le entrate delle attività economiche del Vaticano nel 2001 sono diminuite del 50 per cento rispetto all'anno precedente.
Il budget della Santa Sede è pari a una frazione di quello di molte città e corporazioni e persino di alcune singole diocesi cattoliche nel mondo. Copre l'amministrazione della Chiesa cattolica centrale e delle sue missioni diplomatiche, come pure di Radio Vaticana e del quotidiano L'Osservatore Romano.
Buona parte delle entrate della Santa Sede derivano da rendite da investimenti e contributi da diocesi, ordini religiosi, fondazioni e organizzazioni di tutto il mondo.
Sebastiani ha detto che sul deficit del 2001 hanno pesato spese maggiori per attività istituzionali come quelle delle ambasciate e delle società editoriali quali giornali, stazioni radio e centri di produzione televisiva.
Il Vaticano era stato in rosso dal '93 al 2000, quando Papa Giovanni Paolo II dovette utilizzare fondi destinati a opere di carità. Non è chiaro se anche questa volta si ricorrerà a una soluzione analoga.




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