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  1. #81
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    PIANO DEL TRAFFICO: CONTINUA L’IMPEGNO DEL PRI

    RAVENNA - Il capogruppo del PRI in Consiglio Comunale Paolo Gambi ed il vicesindaco Giannantonio Mingozzi ribadiscono che sul piano del traffico il confronto con il mondo del commercio e dell’artigianato deve mantenersi costante e costruttivo, come lo è con i sindacati sugli impegni di bilancio e con le altre organizzazioni d’impresa sul porto e sugli investimenti.

    “Gli impegni assunti con le associazioni di categoria concernenti in particolare il centro storico di Ravenna (in parte mantenuti ed inseriti nel PGTU), la regolamentazione e l’assetto della sosta nelle zone a pagamento del centro storico, l’eventuale aggiornamento del Piano Particolareggiato della sosta, sono temi da affrontare in accordo con le associazioni del commercio, dell’artigianato e dei pubblici esercizi; altrettanto dicasi per Piazza Kennedy la cui eventuale riconversione ad altro uso va strettamente correlata alla realizzazione di nuovi parcheggi e posti auto da reperire nel centro storico e in città”.

    “Infine, concludono Gambi e Mingozzi, circa la nostra proposta di liberalizzare e rendere gratuiti i parcheggi e l’accesso al centro storico nella fascia oraria dalle 17,30 in poi, si è convenuto di sperimentare, in periodi, giornate e orari da concertare con le associazioni del commercio e dell’artigianato, modifiche dei livelli tariffari o la gratuità della sosta al fine di favorire l’accesso pomeridiano e serale al centro storico; questa sperimentazione va attuata, anche in coincidenza con particolari manifestazioni e iniziative tese a rivitalizzare il centro e promosse dagli operatori, con i quali l’Amministrazione comunale si è impegnata a verificarne i risultati al fine di renderla più efficace e duratura”.

    tratto da http://www.racine.ra.it/partiti/pri-...ima_pagina.htm

  2. #82
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    A Cesenatico per l'anniversario della Repubblica Romana - Sono intervenuti il segretario nazionale Nucara e l'onorevole Italico Santoro
    Nuove prove da affrontare con impegno

    L'onorevole Francesco Nucara, segretario nazionale del Pri, e l'on. Italico Santoro, condirettore de "La Voce Repubblicana", hanno ricordato a Cesenatico l'anniversario della Repubblica Romana.

    In un incontro presso la sezione di Borella, Brunella Righi – consigliere comunale di Cesenatico – ha aperto la manifestazione sottolineando la presenza di tanti giovani che sono una garanzia per il futuro del partito. Hanno poi preso brevemente la parola Paolo Montesi e Giovanni Postorino – che della nuova leva giovanile repubblicana sono una significativa espressione – per ripercorrere il lavoro svolto in questi anni per ricostruire la FGR ed assicurarle un ruolo nel mondo politico giovanile.

    Nel suo intervento, l'on. Italico Santoro – prendendo spunto dal messaggio inviato da Giuseppe Mazzini al Convegno della Pace del 1876 e pubblicato dalla Voce Repubblicana proprio in occasione dell'anniversario della Repubblica Romana – ha ricordato come la pace, per essere duratura, deve essere conquistata; e come invece il pacifismo finisca per rafforzare, come appunto diceva Mazzini, i despoti. E ha concluso invitando i giovani alla battaglia quotidiana per il rilancio del paese.

    La manifestazione è stata chiusa dall'intervento dell'on. Francesco Nucara. Il segretario nazionale si è soffermato sul difficile momento politico e sulle prove che attendono il Pri nel prossimo futuro. Prove che richiedono spirito di sacrificio e dedizione al partito da parte di tutti, perché il Pri è patrimonio comune e vive dell'impegno dei suoi militanti. Rivolto poi ai giovani, l'on. Nucara ha rivolto loro l'invito a crescere come uomini liberi, che non hanno padroni ma contribuiscono tutti insieme – e in piena autonomia – alla crescita del partito e alla rinascita del paese.

    tratto da http://www.pri.it/11%20Febbraio%2020...pRomanaCes.htm

  3. #83
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    FORLI' - Elezioni 2009. Biondi (Pri): ''Prima attenzione alle politiche''

    FORLI’ – “Attenzione alle elezioni politiche anticipate ed uno stop alla prematura campagna elettorale per le comunali del 2009”. Questo chiede Lauro Biondi, responsabile del Pri. Ma sembra che alcune idee ci siano già e, dopo il ‘giuramento pubblico di fedeltà’ a Viva Forlì, anche indirizzi per le alleanze. “Saranno da analizzare i risultati delle politiche”.

    “Faremo ogni sforzo per produrre un’alternativa all’attuale amministrazione – assicura Biondi – le elezioni sono l’esame per il rinnovo delle forze politiche, che nel caso di Forlì non raggiungono la sufficienza, per quello che la giunta Masini ha fatto e continua a fare”.

    Infine la confessione dell’intesa con Viva Forlì: “Condividiamo soluzioni per un’amministrazione decente”.

    Chiara Fabbri

    tratto da http://www.romagnaoggi.it/showarticl...ion=news/Forli

  4. #84
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  5. #85
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    REPUBBLICANI ROMAGNOLI: ELEZIONI SENZA EDERA

    Alle prossime elezioni Politiche del 13-14 aprile non sarà presente sulla scheda l'Edera del PRI nè alla Camera nè al Senato: questa cose forse purtroppo passerà inosservata tra la maggioranza degli elettori italiani, anche perchè il PRI nel suo massimo storico nell'epoca Spadolini rappresentò appena il 5% dell'elettorato italiano, ma certamente non tra gli elettori romagnoli. Il PRI infatti ha deciso di chiedere, come già nel 2001, ospitalità per i suoi candidati nelle liste del PDL di Berlusconi ed in cambio ha deciso di rinunciare a presentare agli elettori il proprio simbolo. Frutto di questo accordo con Berlusconi sarà la rielezione alla Camera del Segretario Nazionale Francesco Nucara e di uno dei leader storici repubblicani ovvero Giorgio La Malfa (candidati il primo in Calabria ed il secondo nelle Marche) e l'elezione, difficile ma non impossibile, dello storico esponente del PRI milanese Antonio Del Pennino al Senato. Ciò però significa che i repubblicani romagnoli si troveranno per la prima volta a non avere nemmeno un loro esponente candidato nel proprio collegio regionale dell'Emilia Romagna. Stupisce il fatto che nessun altra lista abbia colto l'occasione per inserire candidati repubblicani nelle proprie liste (il Movimento Repubblicani Europei oramai disciolto dentro al PD ha strappato le candidature di Sbarbati e Musi in Sardegna e in Campania) e ancor più che non l'abbiano fatto partiti che si richiamano esplicitamente alla laicità come PS e PLI. Per la prima volta quindi i repubblicani romagnoli si ritrovano di fatto nella condizione di non avere riferimenti politici precisi e questo sta creando una forma di spaesamento tra gli elettori storici del PRI. Forse è difficile spiegare a chi non conosca o viva la realtà politica romagnola che cosa rappresenti il PRI in province come quella di Forli'-Cesena o di Ravenna; qui il PRI oltre aver da sempre ottenuto risultati eccellenti per tutta la Prima Repubblica! (sempre 4 o 5 volte maggiori alla media nazionale del PRI) ha sempre rappresentato uno dei segni distintivi dell'identità stessa della Romagna e dei romagnoli, un qualcosa che andava al di là della politica. Il PRI romagnolo prima di tutto era, ed è anche oggi pur se ridotto per dimensioni causa la diaspora che ha colpito duramente anche un partito storico come quello repubblicano, una comunità umana e politica dall'identità forte che derivava dallo spirito ribelle, anticlericale ed anarchico che aveva contraddistinto i romagnoli per tutto l'Ottocento e che aveva trovato nelle idee di Giuseppe Mazzini quella esplicazione politica di quei sentimenti viscerali da sempre presenti. Il culto patriottico e risorgimentale legato alle idee e alle gesta di Mazzini e Garibaldi che ancora oggi si materializza nei festeggiamenti per il IX Febbraio e la Repubblica Romana con le cene nei vari circoli repubblicani e con i lumini rossi alle finestre, un tempo tradizione assai rispettata e che ancora oggi resiste in qualche casa di campagna, è stato quell'elemento fondamentale per i successi elettorali del PRI in Romagna. Spesso questa passione e attaccamento a queste tradizioni non è stato pienamente compreso persino dagli altri repubblicani delle altre regioni, pensate che persino il grandissimo Ugo La Malfa un giorno disse che andavano spenti quei lumini rossi, ma rappresenta quel repubblicanesimo di popolo che ha contraddistinto il PRI romagnolo. Non va dimenticato che la Romagna è stata ed è terra di decine e decine di Case del Popolo repubblicane e di circoli del PRI sparsi per tutto il territorio (ancora oggi nella Provincia di Ravenna se ne contano una cinquantina) anche nei più piccoli paesini di campagna, nei quali rappresentavano una sfida orgogliosa alle sezioni comuniste e alle parrocchie, e di associazioni e cooperative culturali, politiche, sportive di estrazione repubblicana: fu questa rete politica e sociale che fece definire il PRI romagnolo da Togliatti "un piccolo partito di massa". Per tutti questi motivi i repubblicani romagnoli stanno vivendo male, anche come una sofferenza personale tale è l'attaccamento alla storia del PRI, le difficoltà che sta vivendo oggi il PRI. Non vi nego che molti oggi non condividono la scelta di non presentare il simbolo e di essere presenti nelle liste del PDL, non va dimenticato infatti che il PRI in molte realtà locali come Ravenna governa con coalizioni in cui oltre al PD sono presenti pure Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista, perchè sentono il modo di far politica di Berlusconi troppo distante da quello repubblicano dei Pacciardi, Ugo La Malfa e Spadolini. Allo stesso tempo non va nascosto che alleanze locali che comprendono partiti come quelli di Bertinotti o Diliberto o le scelte a favore di Prodi compiute dal PRI a livello nazionale in passato abbiano contribuito alla diaspora repubblicana e ai risultati che anche a livello locali non sono più minimante paragonabili a quelli del passato. Io non so dirvi per chi voteranno i repubblicani romagnoli (e non credo nemmeno certi esegeti interessati del PD e del PDL...) ma posso registrarvi questo malessere diffuso e questa paura che il mondo repubblicano sia destinato a scomparire. Credo che molti, come il sottoscritto, andranno a votare mal volentieri il prossimo 13 e 14 aprile, ma andranno a votare anche per rispetto di tutti coloro che sono morti per dare a noi la possibilità di votare in piena libertà, perchè non si sentiranno rappresentati praticamente da nessuno e cercheranno il meno peggio in attesa di tempi migliori. Io spero che i dirigenti nazionali del PRI, consci anche del fatto che anche per motivi anagrafici oltre che politici questa sia l'ultima volta in cui si è potuto chiedere ospitalità a Berlusconi (nel 2013 La Malfa e Del Pennino avranno 74 anni e Nucara 73..) si rendano disponibili gia' dal 15 aprile per riprendere un cammino sognato già piu' di 20 anni fa da Spadolini quando teorizzò il Partito della Democrazia e abbozzato nel convegno dello scorso ottobre a Milano per la Costituente Liberal-Democratica e che quindi i repubblicani romagnoli possano presto riavere una casa politica degna della loro storia. Perchè non va mai dimenticato che, come disse 20 anni fa Spadolini, il PRI "è un partito che ha un culto profondo dell'opposizione; che è sempre non conformista, che è spesso bastian contrario, che vive in qualche modo in antitesi ai maggiori partiti" e proprio da queste parole credo che tutti i repubblicani romagnoli, qualsiasi sia il loro voto il 13 e 14 aprile, vorrebbero dal 15 aprile ripartire: orgogliosi della loro storia e consapevoli che l'Italia e la Romagna hanno ancora bisogno dei repubblicani.

    Federico Baldini

    tratto da http://www.pensalibero.it/Dettaglio.asp?IDNotizia=3280

  6. #86
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    Le sedi del PRI in Emilia Romagna

    Bologna BO
    Bagno Di Romagna FC
    Bertinoro FC
    Cesena FC
    Cesenatico FC
    Civitella Di Romagna FC
    Forlì FC
    Forlimpopoli FC
    Gambettola FC
    Longiano FC
    Meldola FC
    Mercato Saraceno FC
    Modigliana FC
    Predappio FC
    San Mauro Pascoli FC
    Codigoro FE
    Comacchio FE
    Ferrara FE
    Carpi MO
    Modena MO
    Pavullo MO
    Spilamberto MO
    Piacenza PC
    Parma PR
    Varano De' Melegari PR
    Alfonsine RA
    Bagnacavallo RA
    Cervia RA
    Cotignola RA
    Faenza RA
    Fusignano RA
    Lugo RA
    Ravenna RA
    Russi RA
    Cattolica RN
    Rimini RN


  7. #87
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    Appuntamenti elettorali del segretario nazionale

    Venerdì 4 aprile, ore 12.00, Bologna: conferenza stampa con l'on. Berselli, presso il Gazebo di P.zza Minghetti. Ore 13.00, Bologna: pranzo con l'associazione "Calabria nel mondo", presso il ristorante da Carlo, Via Marchesana, 2. Ore 16.00, Vignola (MO): aperitivo con l'on. Berselli organizzato presso la Pizzeria - Ristorante Pegaso, Corso Italia. Ore 17,30, Modena: incontro presso Artigianauto 1, Via Divisione Acqui, 95. Ore 20.30, Montefiore Conca (Rimini): incontro con i repubblicani romagnoli.

    tratto da http://www.pri.it/new/NucaraAppuntamElet.htm

  8. #88
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    Nucara a Rimini: l'attuale collocazione del Pri decisa in varie assemblee/Punti comuni col Pdl: politica estera, abolizione delle Province, energia nucleare e Piano di Lisbona
    "Esigue minoranze non possono imporre le scelte nazionali"

    "Una parte di amici repubblicani romagnoli contesta l'aggregazione di cui il Pri fa parte in queste consultazioni elettorali. Naturalmente non si discute l'orientamento dei singoli ma l'impostazione che il gruppo dirigente del partito di Ravenna ha voluto sostenere fin dall'inizio della campagna elettorale. Un partito è tale se trova la sintesi di quelle che possono essere le varie posizioni politiche al suo interno. Diversamente è il caos o, per dirla più esplicitamente, un casino".

    Inizia così il suo appassionato discorso il segretario del Pri, Francesco Nucara, a Montefiore Conca (Rimini) alla presenza di numerosi repubblicani nel corso di una cena organizzata da Paolo Cipriani – vicesindaco della cittadina – con la presenza di consiglieri nazionali tra cui Bruno De Modena, il segretario regionale Valbonesi, il segretario provinciale di Forlì Biondi e di quello di Rimini, Barbiani.

    Alla riunione ha partecipato Filippo Berselli, candidato del Pdl al Senato.

    Proseguendo, Nucara ha ricordato che l'attuale collocazione del Pri discende dalle decisioni di ben quattro Congressi nazionali ed è stata ribadita nell'ultima Direzione Nazionale e nell'ultimo Consiglio nazionale con soli 4 voti contrari (tutti di Ravenna) su 154 componenti. Le decisioni congressuali vanno osservate, diversamente sarebbe meglio non fare i congressi.

    E Nucara ha ricordato le condizioni in cui si è trovato alle ultime elezioni comunali e provinciali di Ravenna, rammentando che "il successo del Pri in quella tornata elettorale fu dovuto all'impegno corale del Pri senza steccati di destra e di sinistra, ma di tutto il Pri". Non avremmo preteso tanto, ma un po' di buon gusto, sì.

    Si è letto su un'agenzia di stampa: "Non si sta con i figli dei fascisti"; per la verità non si dovrebbe stare nemmeno con i figli degli assassini di Marino Pascoli, altrimenti è ipocrita andare a commemorarlo. Non vogliamo fare polemiche e non ne sono state fatte, anche se ci sarà bisogno di un chiarimento definitivo.

    Venendo ai temi politici, Nucara ha ribadito: "Il Pri da sempre – fin dal Risorgimento – si è battuto contro le ideologie privilegiando la politica dei contenuti. A Ravenna si sta a sinistra perché programmaticamente i repubblicani ravennati hanno considerato un programma migliore dell'altro e lo hanno arricchito con i loro suggerimenti e/o emendamenti. La stessa cosa si è fatta negli accordi nazionali. Tanto per fare qualche esempio: siamo d'accordo con la politica estera delineata nel programma del Pdl, molto meno con quella del Pd; una battaglia storica impostata da Ugo La Malfa, quale l'abolizione delle province, è stata recepita dal programma del Pdl, così come l'altra battaglia storica – l'energia nucleare - che troviamo nel programma berlusconiano. E c'è stato il Piano di Lisbona, preparato da un ministro repubblicano e fatto proprio dalla coalizione. Sulle infrastrutture – vedi TAV e corridoi europei - siamo d'accordo. Non si capisce quindi se è più utile – secondo i dirigenti repubblicani ravennati - stare con il campione della ‘monnezza' Pecoraro Scanio, con il castrista Bianchi, con Amato che su un problema politico - schede elettorali – si nasconde pavidamente dietro la burocrazia".

    In sostanza i repubblicani non desiderano un altro governo "tassa e spendi", ma un "governo detassa e sviluppa".

    E per finire non può un'esigua minoranza pretendere di gestire la politica nazionale del Pri. E, se lo pretendesse, semplicemente sbaglierebbe.

    Ps. Mentre andiamo in stampa riceviamo un comunicato di un fantomatico "Comitato di Liberazione Repubblicano romagnolo" dal titolo: "Quando una visita risulta sgradita". Vista la presenza di autorevoli dirigenti del Pri romagnolo a Montefiore Conca, tanto sgradita non doveva essere.

    Sul problema ritorneremo.

    tratto da http://www.pri.it/new/7%20Aprile%202...fioreConca.htm

  9. #89
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    Francesco Nucara al "Resto del Carlino"/L'eccessiva litigiosità del partito locale
    Alla Romagna serviva un parlamentare, non una candidatura

    Intervista a Francesco Nucara pubblicata su "Il Resto del Carlino", 6 aprile 2007.

    La Romagna è repubblicana, ma il Pri è poco romagnolo. Al segretario del partito, Francesco Nucara, in tour elettorale dalle nostre parti, questa domanda non crea imbarazzi.

    Perché, onorevole Nucara, tra gli eletti del PRI nel futuro Parlamento non ci sarà nessun rappresentante della Romagna verde, di quella terra che bene rappresenta uno degli azionisti di riferimento del vostro partito?

    "Credo che la ragione sia stata l'eccessiva litigiosità degli amici romagnoli. Si sono divisi tra loro. Se fossero stati uniti avrebbero avuto certamente un riconoscimento"

    In ogni caso è una mancanza che colpisce. Si parla molto di rinnovamento e poi i vostri eletti saranno La Malfa, Del Pennino e lei. Ovviamente con tutto il rispetto di tutti voi. Ma Giorgio La Malfa è in parlamento da 36 anni.

    "Guardi, il discorso è presto fatto. Sulla scarsa rappresentanza dei repubblicani nelle liste del Pdl siamo d'accordo. Avremmo meritato di più, e penso che sia stato un errore della coalizione. Punto e basta. Sul discorso rinnovamento, diciamo che La Malfa ha espresso il desiderio di esserci. Lui crede che questa sarà la legislatura delle riforme e non vuole mancare".

    Ma almeno un romagnolo nelle posizioni di rincalzo, tanto per dare rappresentanza….

    "Guardi, se avessimo voluto un candidato in posizione non sicura certamente ce l'avrebbero dato, ma non sarebbe stato dignitoso per nessuno. Quindi è stato meglio non chiederlo neppure.
    Diciamo che la prossima volta non solo ci sarà un candidato repubblicano romagnolo, ma ci sarà un parlamentare romagnolo".

    Si parla di La Malfa come possibile nuovo vice-presidente UE, al posto di Frattini.

    "E' un ipotesi che a noi non interessa. Vogliamo una rappresentanza nel prossimo Governo, questo sì, ma il posto di vice presidente dell'UE non ci scalda, anche perché se va a Bruxelles deve dimettersi dal Parlamento. E' questa un'ipotesi non realistica".

    Veniamo alle dispute interne al Pri, che hanno toccato molto la Romagna ed in particolare Ravenna, dove i vostri compagni di partito hanno scelto il Pd. Voi invece siete nel Pdl.

    "Non voglio fare polemiche, perché non sono nel mio carattere. Ma non credo che si possa stare col centrosinistra quando il mio partito sta col centrodestra. Mi sembra una contraddizione grossa. In ogni modo il caso di Ravenna è isolato, il mio invito è a guardare avanti. Loro comunque sono in minoranza nel partito e quindi valgono le regole della politica, nel senso che chi ha più voti comanda".

    tratto da http://www.pri.it/new/7%20Aprile%202...DelCarlino.htm

  10. #90
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