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Discussione: MRE in Calabria

  1. #1
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    Predefinito MRE in Calabria

    Dalla "Gazzetta del Sud" - 19 Aprile 2001 - Edizione di Reggio Calabria

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    Luciana Sbarbati a Reggio Calabria

    L'on. Sbarbati sui motivi dello strappo che ha dato vita ai Repubblicani europei
    Non si può cancellare una storia ultracentenaria

    Pino Toscano

    «Una scelta difficile, dolorosa, ma assolutamente necessaria». L'on. Luciana Sbarbati definisce con queste parole lo strappo che si è consumato nel Pri dopo il congresso di Bari e che ha dato vita ai Repubblicani europei. E ora, dice, «siamo pronti ad una battaglia politica di dignità e di coerenza». Brucia ancora la decisione di La Malfa di schierarsi con la Casa delle libertà. Una decisione giudicata politicamente contro natura. Inevitabili perciò le conseguenze in quella parte del Pri che considera un valore storico la collocazione dei repubblicani nell'area di centrosinistra. Di quella componente, la Sbarbati è stata la sostenitrice più accesa, fino al punto di rottura: «Non potevano chiederci di rimanere assenti o strabici. E soprattutto non ci si poteva chiedere di cancellare la nostra storia». La “pasionaria” dell'edera, anzi delle cinque piccole edere che compongono il simbolo del nuovo soggetto politico, attacca duramente il segretario del Pri: «Ha svenduto il partito per assicurarsi la rielezione rifugiandosi sotto le insegne di Forza Italia e dietro le spalle di Tremonti». Applausi. La sala dell'Excelsior, affollata di candidati, amici e simpatizzanti, è calda. Al tavolo della presidenza, con Cangiamila, Cerra, Gatto, Laganà, Gangemi e Laratta, c'è anche Mimì Chirico, un pezzo di vita repubblicana della nostra città. Ci aveva pensato lui, con la sua passione di vecchio dirigente avvinto alle radici, a riscaldare la platea, non solo risvegliando i ricordi del passato ma puntando soprattutto sull'orgoglio del presente. E il presente, come scandisce Roberto Cangiamila, che proprio ieri ha rassegnato le sue dimissioni da assessore provinciale, è rappresentato dalla linea verde: «Nella nostra lista c'è il candidato più giovane in assoluto: diciott'anni da pochi mesi». Chirico si rammarica della scissione: «Quando si vive nella stessa casa per oltre mezzo secolo, la separazione è sempre un fatto triste». Ma non c'era altro da fare: «Il Pri doveva restare nel centrosinistra. Invece ha scelto di diventare satellite di Berlusconi e alleato di Rauti». Poi assicura pieno appoggio a Italo Falcomatà: «Il sindaco merita la riconferma. Ha amministrato la città con rigore morale, mettendo al bando le consorterie e i comitati di affari». Marco Minniti apprezza «il coraggio della scelta» di Luciana Sbarbati e considera la posizione di La Malfa frutto di un calcolo elettorale. Che non necessariamente deve rivelarsi indovinato. Il sottosegretario alla Difesa, infatti, ritiene che l'urna potrebbe riservare un'amara sorpresa a chi pensa di avere già vinto. Piuttosto, il centrosinistra «deve rivendicare con più orgoglio i risultati di governo». Un punto, dice Minniti, che stranamente finora non è stato utilizzato con la necessaria convinzione: «Ha ragione Luciana. Dobbiamo essere capaci di spiegare meglio ai cittadini cosa abbiamo fatto per il Paese in questa legislatura». Ai Repubblicani europei promette un impegno leale per l'oggi e dà un appuntamento per il futuro nella casa comune dei riformisti, «un grande progetto che ha radici in Italia e orizzonti europei». Italo Falcomatà confessa di essere stato scettico all'apparire sulla scena politica della nuova “edera”, ma di avere ben presto superato le sue riserve rendendosi conto dello spessore dell'iniziativa sotto il profilo della continuità con la tradizione repubblicana. E, al riguardo, il sindaco ricorda con una punta di civetteria di essere stato il biografo di Gaetano Sardiello, fondatore del Pri a Reggio nel 1907. Il pensiero va poi alla svolta amministrativa del 1993, che diede luogo alla cosiddetta “Giunta del sindaco”, per sottolineare che l'inizio di quella esperienza fu possibile anche grazie al contributo di due repubblicani come Pino Simonetta e Franco Azzarà. «Appena un anno prima avevamo avuto una gestione commissariale che era stata una tragedia. Volevamo allontanare la ulteriore umiliazione del commissario». Così fu. Il resto è storia di questi anni.

  2. #2
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    Dalla "Gazzetta del Sud" - 20 Aprile 2001 - Edizione di Reggio Calabria

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    Consiglio provinciale / La seduta di ieri è andata deserta, ma l'ordine del giorno era stato quasi esaurito mercoledì
    Molto rumore, ma non per nulla
    Approvati importanti provvedimenti rivolti allo sviluppo del territorio

    Paola Suraci - La campanella ha suonato ripetutamente per chiamare in Aula i consiglieri provinciali, ma nella sala delle adunanze di Palazzo Foti sono arrivati solo in pochi. La seduta così non si è potuta svolgere per mancanza di numero legale. Dopo la lunga e movimentata assemblea del giorno procedente, infatti, restavano da discutere soltanto pochi argomenti e perciò si è rinviato tutto... a data da destinarsi. Vertenza Isotta Fraschini; chiusura della Centrale del latte; sistema dei trasporti provinciali ed elezione del Collegio dei revisori dei conti, ecco i quattro punti che non sono stati discussi dall'assemblea e che slitteranno alla prossima riunione. Se c'è chi pensa che la seduta dell'altro giorno passerà alla storia per “i salti della quaglia” di quattro consiglieri (Giorgio Dal Torrione, Gianni Bentivoglio, Paolo Laganà e Mario Mazza) che hanno ufficializzato la scelta di lasciare i gruppi di appartenenza per aderire ad altri partiti, insieme alle dimissioni dell'assessore Roberto Cangiamila uscito dal Pri per aderire alla nuova formazione dei Repubblicani europei, c'è chi ritiene, invece, che è stata una riunione importante e decisiva per lo sviluppo della provincia reggina. Sono state assunte infatti decisioni e scelte che vanno nell'interesse dei più deboli e delle minoranze, caratterizzando così quella “fracassona” seduta del Consiglio in una assemblea attenta alle esigenze dei cittadini, cercando di fare una politica per abbattere l'esclusione sociale, partendo anche dal piano delle Opere pubbliche. I consiglieri provinciali infatti non solo hanno approvato il bilancio di previsione 2001 e quello pluriennale 2001-2003 con 20 voti a favore, 2 contrari e 3 astenuti, (tra cui quello di Luigi Parisi, Cdu, secondo cui il documento contabile è solo propagandistico poiché alcune opere sono elencate nel piano 2001, con una voce totale, mentre poi sono riprese nel piano pluriennale); il piano delle opere pubbliche è passato con 23 voti favorevoli, uno contrario e uno astenuto. «Per il Piano delle opere pubbliche, – dice il consigliere Gianni Bentivoglio – abbiamo lavorato di concerto con il collega Pasquale Inzitari, capogruppo Ccd, per quanto concerne le necessità del comprensorio della Piana di Gioia Tauro. Abbiamo segnalato opere che ricadono in località sprovviste della presenza di consiglieri provinciali e la nostra approvazione sta ad evidenziare il fatto di avere avuto accolte da parte del presidente della Giunta tutte le nostre richieste». Ma si è finalmente arrivati alla nomina del Difensore civico, il trentaseienne Ernesto Siclari, avvocato, su cui maggioranza e opposizione hanno trovato convergenza. Sarà sicuramente un passo avanti per avvicinare i cittadini alla politica. Ma non finisce qui. Ancora è stato nominato Concetto Iannello (Ppi) a rappresentante presso la Consulta regionale dell'emigrazione e dell'immigrazione. È stata istituita la Commissione Pari Opportunità i cui membri saranno nominati a breve e attraverso questo strumento si potrà davvero cercare di cambiare questa terra dove molti uomini e molte donne sono costretti a fare i conti con la mancanza di opportunità e con un territorio strutturalmente complesso che per mancanza di infrastrutture adeguate tende a creare condizioni di opportunità differenti. Ecco allora che la politica del fare sarà utile soprattutto ai cittadini e anche l'adesione dell'Amministrazione alla costituenda spa “Patto territoriale della Piana e del versante tirrenico della provincia reggina” va in questo senso. Ancora, si è pensato alle minoranze linguistiche e alla loro tutela secondo la Legge 482 del 15/12/1999 e per i grecanici sarà sicuramente una svolta decisiva cercando l'integrazione nel segno della differenza. Se l'Amministrazione provinciale guarda avanti e allo sviluppo di questa terra ecco allora che la programmazione dei fondi strutturali 2000/2006 è diventata l'elemento fondamentale dell'attività dell'assessorato Energia, ambiente, sviluppo, retto da Silvio Gangemi. «Nell'ottica dell'utilizzazione rapida e produttiva dei fondi disponibili nei vari settori dell'economia e delle opere pubbliche, la Provincia – dice l'assessore Gangemi –, ha attivato tutti gli organismi, interni ed esterni all'Amministrazione, che hanno competenza nella individuazione delle linee di sviluppo da perseguire nel territorio. In particolare è stato attivato l'Ambito territoriale ottimale, previsto dalla Legge 36/94 (Legge Galli) e dalla L.R. 10/97, con il compito di approvare il primo “Piano stralcio” di intervento sulle reti idriche di tutta la provincia di Reggio Calabria. I novantasette sindaci dei Comuni reggini hanno approvato il Piano predisposto dalla segreteria tecnico operativa dell'Ambito con il supporto di un gruppo di esperti individuati dall'assessorato». «Si tratta di un piano organico di interventi, – prosegue Gangemi – sulle reti idriche dei comuni della provincia, tendente a porre le condizioni per un riequilibrio delle caratteristiche di qualità e quantità del servizio fornito ai cittadini. L'obiettivo di questo primo piano è quello di aumentare la dotazione idrica dei cittadini che attualmente soffrono i limiti del servizio, soprattutto nelle aree a più forte carenza idrica e nei periodi estivi».

  3. #3
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    Dalla "Gazzetta del Sud" - 9 Maggio 2001 - Edizione di Reggio Calabria

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    Calabrò garante di Cangiamila

    In riferimento alle dimissioni da assessore di Roberto Cangiamila, che in questi giorni di campagna elettorale hanno dato la stura a varie interpretazioni, interviene il presidente della Provincia, Cosimo Antonio Calabrò, per ribadire quanto già affermato in sede di consiglio provinciale, e cioè che «le dimissioni, peraltro annunciate da tempo, sono avvenute autonomamente in coincidenza con la candidatura come capolista dei Repubblicani europei al consiglio comunale. Lo stesso Cangiamila – precisa Calabrò – le ha motivate con la necessità di non esporre le proprie scelte alla possibile strumentalizzazione che una sua permanenza nell'esecutivo provinciale avrebbe generato». Con l'occasione, Calabrò sottolinea «la correttezza e la lealtà dimostrate da Cangiamila nei tre anni di lavoro comune».

  4. #4
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    Dalla "Gazzetta del Sud" - 16 Maggio 2001 - Edizione di Reggio Calabria

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    Le elezioni amministrative hanno provocato qualche novità all'interno dei due Poli. DE con Lucio Dattola in Consiglio
    Ds primo partito, Fi sorpassa An
    La maggioranza può contare su 24 seggi, 15 la minoranza della Cdl. Oggi il Tar su «Uniti per la città»

    Pino Toscano
    I Democratici di sinistra, con 14.250 voti, pari al 14,7 per cento, e 7-8 seggi. sono il primo partito di Reggio. Un dato inedito, trascinato anche dall'effetto-Falcomatà, vero dominatore dell'urna. Al secondo posto si piazza il Partito Popolare, con 13.579 voti (14,1) e sette seggi. Al terzo Forza Italia, con 12.680 voti (13,1) e sei seggi. Poi viene Alleanza Nazionale con 11.543 (11.9) e cinque seggi. Quindi: Biancofiore 8.079 (8,4), tre seggi; Uniti per la Città 5.317 (5,50), tre seggi; Cpc-Rinnovamento Italiano-I Democratici 4.771 (4,9), due seggi; Democrazia Europea 4.082 (4.2), un seggio; Nuovo Psi 3.949 (4,1), un seggio; Sdi 3.743 (3,9), due seggi; Udeur 3.600 (3,7), 1-2 seggi; Prc 3.396 (3,5), un seggio; Comunisti Italiani 2.004 (2,1), un seggio. Seguono, senza aver conquistato alcun seggio, Forza Reggio 1.637 (1,7), Pri 1.516 (1,6), Repubblicani Europei 850 (0,9), Fiamma tricolore 684 (0,7), Reggio Libera 600 (0,6), Lista di Pietro-Italia dei valori 399 (0,4). Giuseppe Meduri, della segreteria regionale dei Ds, interpreta il voto come frutto della spinta al cambiamento impressa dal partito in questi anni: «Questo riconoscimento ci stimola a proseguire con sempre maggiore impegno sulla strada intrapresa». La soddisfazione dei Popolari, che a Reggio si confermano in buona salute grazie alla qualità della giovane classe dirigente del partito, è espressa dal vicesindaco Demetrio Naccari (primo eletto della lista con ampio margine e con diffusi consensi d'opinione sul territorio), che molto probabilmente sarà ancora il primo collaboratore di Italo Falcomatà nella prossima giunta municipale. Dice Naccari: «I reggini hanno evidentemente apprezzato il lavoro che, come Popolari, abbiamo svolto in questi anni al servizio della città e ci hanno confermato il loro sostegno. Voglio assicurare che, ancora una volta, faremo di tutto per non deluderli, mettendo in campo nella nuova esperienza amministrative tutte le nostre energie». Alessandro Nicolò, coordinatore provinciale degli azzurri, rileva il balzo in avanti di Forza Italia, che diventa il primo partito della Casa delle libertà spodestando Alleanza Nazionale: «Siamo cresciuti dal 9 al 13%. Ci siamo impegnati per questo risultato svolgendo un lavoro oculato e paziente di ricucitura e abbiamo ricevuto il giusto dall'elettorato». Soddisfatto anche Lillo Manti, coordinatore regionale del Centro popolare calabrese (Cpc): «La coalizione puntava ad un successo di rilievo. Abbiamo raggiunto un risultato straordinario. Da questo dato possiamo partire per realizzare il nostro progetto politico e una strategia di ampio respiro per la città». Oggi, intanto, le elezioni avranno una coda al tribunale amministrativo. Il Tar, infatti, dopo avere concesso alla formazione “Uniti per la Città” la sospensiva che, superando l'esclusione decretata dalla Commissione circondariale, le ha permesso di partecipare alla competizione (sia pure partendo con notevole ritardo) e di ottenere un lusinghiero successo, ora è chiamato a decidere nel merito del ricorso. Inutile dire che la pronuncia dei giudici amministrativi è attesa con molto interesse, e non solo dalla lista interessata. Un altro ricorso è annunciato da Forza Reggio. Giuseppe Nucera lamenta la mancata inclusione di un suo candidato della “civica” nel manifesto elettorale. Staremo a vedere.

  5. #5
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    Le preferenze raccolte dai candidati della lista "Repubblicani Europei" alle Elezioni Comunali di Reggio Calabria del 13 Maggio 2001

    Cangiamila Roberto 189
    Gangemi Giuseppe 159
    Aricò Grazia 7
    Assumma Grazia 33
    Bruno Erminio 14
    Caracciolo Antonino 12
    Caridi Umberto 8
    Cogliandro Davide 28
    Cortese Giuseppe 9
    Crea Giuseppe 0
    Dama Massimo 0
    De Stefano Domenico 5
    Delfino Luigi 4
    Giustra Paolo 30
    Lucisano Vincenzo 5
    Mangano Mario 41
    Molinari Vincenzo 4
    Monea Gregorio 1
    Nevoso Demetrio 0
    Nicolò Giuseppe 0
    Oliveti Daniela 0
    Paturzo Giulia 1
    Puliatti Giuseppe 0
    Rossi Marcello 53
    Ruffo Margherita 6
    Sapone Domenico 0
    Schembari Franco 29
    Spanò Aldo 35
    Vitersi Maria 0

  6. #6
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    Dalla "Gazzetta del Sud" - 19 Agosto 2001 - Edizione di Reggio Calabria

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    I Repubblicani europei non accettano di non essere considerati parte integrante dello schieramento
    «L'Ulivo deve cambiare strategia»

    Acque agitate in seno all'Ulivo. Almeno a livello provinciale. A fare onde, questa volta (quelle di Rifondazione comunista hanno riguardato tutto il centro sinistra) sono i Repubblicani Europei e il loro coordinatore provinciale Roberto Cangiamila. Cangiamila ha scritto una lettera aperta al Comitato provinciale dell'Ulivo: «Prendiamo atto che non avete ravvisato l'esigenza di considerare i Repubblicani Europei quale soggetto politico facente parte integrante dell'Ulivo. Ci indigna che per motivare il vostro incontro si è parlato di “rilancio dell'azione politica dell'Amministrazione provinciale”, termine largamente usato, anche nel recente passato, per adeguare le giunte alle nuove esigenze dei partiti. Eppure avevano ritenuto che il comitato provinciale dell'Ulivo fosse nato con spirito e obiettivi politici diversi da quello che, purtroppo, sembrano emergere. Ritenevamo che fosse stato costituito per intraprendere, concertare e organizzare l'azione politica in vista dei futuri appuntamenti elettorali, nonché promuovere le azioni necessarie a rendere edotta l'opinione pubblica della positività del lavoro fin qui svolto dalle Amministrazioni di centro sinistra relativamente a tutti i consessi elettivi e non comprendiamo, invece, perché non ci sia stata, ad oggi, un'attenta disamina del risultato politico-elettorale dello scorso 13 maggio». Poi Cangiamila plaude a Rifondazione comunista: «Prc, a giusta ragione, afferma che in una coalizione di partiti non possono esistere momenti separati di discussione politica per non vanificare lo spirito unitario che è stato il collante della vittoria del '98. Non vorremmo pensare che l'esigenza dell'Ulivo sia quella di trovare prima un equilibrio al suo interno per poi rappresentarlo alla coalizione. Non vogliamo credere che al duopolio Ds-Ppi si fosse sostituito quello Margherita-Ds; se così fosse, avremmo motivo di credere che essi stiano lavorando seriamente per non ottenere la riconferma del centro sinistra alla guida della Provincia». «Se l'on. Meduri – continua Cangiamila – pensa che, incassato il sostegno del Cpc di Manti, il centro sinistra possa ripetere il successo elettorale del '98 senza il necessario apporto di forze politiche portatrici di altre culture, dovrebbe trarre insegnamento dalle recenti esperienze politiche del centro sinistra in cui la somma dei precedenti risultati si è rivelata ben lontana dal traguardo sperato. Il segreto, invece, è rappresentato dal valore aggiunto che una coalizione di partiti riesce a intercettare. Il valore aggiunto è rappresentato dalla capacità di interagire con larghe fasce della società che non sempre, per causa nostra, si riconoscono nei partiti. Oggi avvertiamo la necessità di ricondurre la politica nell'alveo di un vero e serio progetto, anche operando rinunce se queste sono necessarie ad accrescerne la credibilità della stesso. Questa è una condizione che l'elettorato esige per fare scelte importanti – conclude Cangiamila –, per dare ancora fiducia a un'azione amministrativa, per continuare a credere nella laboriosità degli uomini impegnati n politica. Ridurre tutto ciò alla semplice occupazione di posti e all'ottenimento di incarichi svilisce il nostro mandato di attenti osservatori delle esigenze dei cittadini».

  7. #7
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    Dalla "Gazzetta del Sud" - 6 Novembre 2001 - Edizione di Reggio Calabria

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    Repubblicani Europei, a Reggio la convention

    REGGIO CALABRIA – Entro la fine di questo mese si terrà la prima convention regionale del movimento dei Repubblicani europei. Ad annunciarlo è stato il coordinatore regionale Roberto Cangiamila appena nominato nella direzione nazionale del movimento insieme ad altri due esponenti calabresi, Aldo Gatto coordinatore provinciale di Catanzaro, e Rita Laratta responsabile per Vibo Valentia. «L'elezione dei tre esponenti del movimento calabrese nell'organismo nazionale», ha sottolineato Cangiamila, «è la testimonianza di una particolare attenzione verso la Calabria per il ruolo ed il contributo che ha saputo dare nella costruzione del nuovo soggetto politico». L'elezione è avvenuta recentemente a Roma nell'ambito dell'assemblea costituente del partito conclusa con l'elezione del segretario nazionale Luciana Sbarbati. A distanza di qualche giorno si è riunito il coordinamento regionale in cui sono stati focalizzati i rapporti con le altre forze politiche del centrosinistra a livello locale. È emerso l'unanime convincimento, si legge in una nota dei Repubblicani europei, che «il ruolo del movimento, così come per le altre forze politiche dell'Ulivo, potrà certamente essere valutato per il contributo che sapranno esprimere in occasione dei futuri appuntamenti elettorali. I Repubblicani europei sono comunque convinti che non si possa prescindere dal riconoscimento della pari dignità che dovrà concretamente manifestarsi fin dalla stesura del progetto politico e dovrà riguardare anche la definizione di tutti gli aspetti politico amministrativi finora non riconosciuti».

  8. #8
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    Dalla "Gazzetta del Sud" - 2 Febbraio 2002 - Edizione di Reggio Calabria

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    Repubblicani europei, Cangiamila “vice” nazionale


    Al termine della direzione dei Repubblicani europei svoltasi a Roma e presieduta dall'on. Luciana Barbati, il reggino Roberto Cangiamila è stato eletto, assieme all''avv. Vittorio Dotti, vicesegretario nazionale del partito. Cangiamila ha militato fin dall'inizio del suo impegno politico nelle file del Pri calabrese, ricoprendo, tra l'altro, la carica di consigliere nazionale e coordinatore regionale. Assessore provinciale nella giunta guidata da Cosimo Antonio Calabrò, si dimise dalla carica all'indomani della scissione provocata dalla scelta di Giorgio La Malfa di aderire alla Casa delle libertà e fu protagonista in Calabria della costituzione del movimento dei Repubblicani europei.

  9. #9
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    Dalla "Gazzetta del Sud" - 5 Febbraio 2002 - Edizione di Reggio Calabria

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    Parla il vicesegretario nazionale dei Repubblicani europei
    Cangiamila: mai più asilo a industriali mordi e fuggi

    Roberto Cangiamila, reggino, è stato eletto nei giorni scorsi a Roma, assieme a Vittorio Dotti, vicesegretario nazionale dei Repubblicani europei.
    – Se l'aspettava? «Un po' sì. Ma non nego che l'aver trovato conferma ai miei... sospetti mi abbia fatto molto piacere. A parte la soddisfazione personale, però, ritengo che questa carica rappresenti la volontà del partito di radicarsi sempre più sul territorio e guardare al Mezzogiorno con la giusta attenzione».
    – Ma per lei, forse, questo riconoscimento ha anche il sapore della rivincita... «Acqua passata. Voglio solo ricordare che ero consigliere nazionale del Pri in quota alla minoranza e che ho lasciato la carica di assessore provinciale all'indomani del passaggio a destra di Giorgio La Malfa. L'ho fatto per coerenza e dignità politica, malgrado l'ammissione unanime di un lavoro svolto con molto scrupolo nel settore della Pubblica istruzione e soprattutto dell'edilizia scolastica».
    – Come vi state preparando all'appuntamento elettorale? «Saremo presenti alle elezioni di maggio con una nostra lista al Comune e alla Provincia, e quello che ci fa piacere constatare è che è vivo in questa città un repubblicanesimo “di sinistra”, fatto di persone dal significativo passato politico, pronte a sposare una causa e a dare il loro contributo per riaffermare la continuità del pensiero mazziniano, ricco di valori e di attenzioni verso il mondo riformista e di sinistra in generale».
    – Che condizioni avete posto agli alleati? «Nessuna. Anzi, una solo ma strategica e di principio: le elezioni si debbono affrontare con gli uomini migliori per centrare l'obiettivo della continuità amministrativa, una continuità capace di sanare vecchi guasti e di imprimere un'accelerazione diversa per raggiungere quegli obiettivi che legittimamente i cittadini di Reggio e della provincia rincorrono da tempo. E per queste ragioni riteniamo di secondaria importanza l'appartenenza ad una stessa area dei candidati. L'obiettivo primario è quello di vincere, soprattutto per evitare che altri si approprino di quanto di positivo è stato fino ad oggi fatto e realizzato sia alla Provincia che al Comune».
    – Quali sono le priorità da inserire nel programma? «Abbiamo l'obbligo di pensare a come realizzare nuova occupazione, iniziando a consolidare quella esistente attraverso tutti gli strumenti oggi a disposizione e attraverso un'analisi per certi versi spietata di ciò che di negativo è stato fatto. Il riferimento è, per esempio, al polo tessile, dove a nostro giudizio non sono state bene amministrate le risorse finanziarie a disposizione. Quindi contrasteremo la presenza di industriali “mordi e fuggi”, costruendo i presupposti per la presenza di industrie “vere”, consolidate da tempo, e che con il loro insediamento consentano anche la creazione di un indotto capace di andare al di là dei 250 posti dell'area di San Gregorio. La stessa attenzione va portata nel comparto dei trasporti e dell'industria metalmeccanica, senza tralasciare forse la risorsa più importante, quella turistica, che tuttavia non può essere affrontata con la dismissione di questa o di quella scuola sul Lungomare ma attraverso un serio progetto di rilancio del settore, allungando lo sguardo alle zone della provincia».
    – Che impegno si sente di assumere con i reggini da vicesegretario nazionale? «Mi propongo di portare nelle sedi nazionali i problemi più assillanti del nostro territorio e di contribuire alla loro soluzione».
    – E sul piano politico? «Lavoremo per creare nel Mezzogiorno, e nella nostra provincia in particolare, le migliori condizioni per ripartire con un rinnovato Ulivo che sappia guardare oltre i suoi stessi confini, anche attraverso l'arricchimento della cultura propria di quelle forze politiche che oggi non sono all'interno del centrosinistra». (pitos)

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    Dalla "Gazzetta del Sud" - 29 Marzo 2002 - Edizione di Reggio Calabria

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    L'Italia dei Valori è alleata con i Repubblicani europei

    Accordo anche tra Repubblicani europei e Italia dei Valori. L'intesa è stata siglata nel corso di un incontro al quale hanno preso parte, per i repubblicani, il vicesegretario nazionale Roberto Cangiamila e il coordinatore provinciale Mimmo Pitarresi, e per la Lista Di Pietro il coordinatore provinciale Michelangelo Azzarà e i componenti del direttivo provinciale Gianni Surace e Claudio Caminiti. La convergenza, spiega una nota, «trae origine dal comune sentire nel centrosinistra , anche a riguardo del sistema elettorale che, dopo la grande illusione del maggioritario, vede i due movimenti interessati ad una correzione proporzionale per dare voce alle diversità culturali e politiche in un Ulivo sempre più Ds e Margherita». La collaborazione è rafforzata inoltre dalla vicinanza dei leader nazionali Luciana Sbarbati e Antonio Di Pietro, entrambi appartenenti al gruppo Liberal repubblicano (Eldr) del parlamento europeo. «Una comunione d'intenti e una visione della politica», dicono Azzarà e Cangiamila, «caratterizzata da alcuni presupposti imprescindibili quali il rispetto della legalità e dell'ordine giudiziario, il rilancio del Mezzogiorno, la difesa della scuola pubblica, l'ottimizzazione del sistema sanitario nazionale, la salvaguardia dei diritti acquisiti dai lavoratori, la tutela delle fasce deboli, l'attenzione verso un'economia che sappia essere anche sociale e verso il sistema del volontariato, unica vera risorsa di solidarietà del Paese, oltre alla comune idea di un federalismo solidale a tutela delle regioni più deboli, e tutto ciò nella consapevolezza di una inadeguata azione del Governo di centrodestra nazionale e regionale». I dirigenti dei movimenti, convinti che solo un percorso comune potrà consentire di raggiungere gli obiettivi preposti, hanno deciso di attuare il progetto politico con la presentazione di una lista, sia a Palazzo San Giorgio che alla Provincia, aperta a quanti si riconoscono nelle ragioni stesse del loro stare insieme per rappresentare le reali esigenze di cambiamento politico-amministrativo che provengono dalla società. (pitos)

 

 
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