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Discussione: Giusto per....

  1. #1
    PADANIA LIBERA!
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    Predefinito Giusto per....

    ....ricordare che la guerra partigiana non è stata solo cantare "bella ciao" e nascondersi tra i boschi con una bandiera rossa in mano!
    Chanoux nasce il 9-1-06 a Rovenaud in Val D'Aosta da una povera famiglia contadina della valle di Champorcher.Da autentico figlio della sua terra,non accetta di sopprimere la sua identità montanara e non abbandona la patria.Vi rimane ed a prezzo di innumerevoli sacrifici,consegue la laurea in giurisprudenza ed opera come notaio in mezzo al suo popolo,difendendolo dai soprusi e dalle angherie di un notabile locale e dell'amministrazione statale.
    A 19 anni(ossia nel 1925,in pieno periodo fascista)fonda ,con l'abate Treves ed un gruppo di amici il movimento della "JEUNE VALLE D'AOSTE" per la DIFESA DELLA LINGUA E DELLE AUTONOMIE LOCALI.
    Il movimento ben presto deve entrare in clandestinità e divenire(da movimento studentesco-intellettuale)il MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DEL POPOLO VALDOSTANO.
    Arrivano gli arresti,le perquisizioni,i processi,MENTRE IL REGIME STATALE PERSEGUE SISTEMATICAMENTE L'ITALIANIZZAZIONE COATTA DELLA VITA VALDOSTANA,ARRIVANDO A CAMBIARE I N OMI DELLA TOPONOMASTICA E PERFINO A SOSTITUIRE LE LAPIDI DEI CIMITERI!
    Nella primavera del 1943 Chanoux viene chiamato alle armi,diserta,fugge e si nasconde in Francia.Rientrato in Aosta dopo l'8 settembre '43 prende contatto con il partito d'azione e con ALTRI MOVIMENTI REGIONALI ALPINI DI LIBERAZIONE.Il 19 settembre 1943 anima il "CONVEGNO DI CHIVASSO",da cui venne promulgata la storica "DICHIARAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DELLE POPOLAZIONI ALPINE"(testo che successivamanete,alla Costituente,servirà quale fondamento nella discussione sugli statuti per le regioni a statuto speciale)
    Nascostosi nuovamente sulle montagne,organizza la lotta partigiana e scrive la sua opera più importante,"FEDERALISMO ED AUTONOMIE",un concentrato di saggezza politica e di verità storica.Nel mese di maggio del 1944 i nazi fascisti di Aosta,facendo sicuro affidamento sui suoi sentimenti di padre e marito,arrestano la moglie e le sue figliole.
    Quando si presenta alle autorità,lotorturano ed uccidono senza risparmiare le sevizie più brutali alla sua compagna.I vergognosi testi del regime italiota accennano unicamente "MORì IN CARCERE IL 18 MAGGIO 1944",senza ulteriori considerazioni quasi fosse un delinquente.
    "MA L'ASSASSINIO(IL MARTIRIO) DI QUEST'UOMO MITE,DI QUESTO BUON PADRE DI FAMIGLIA E PROFESSIONISTA ESEMPLARE è OLTRETUTTO,UNO DEI PIù BESTIALI ERRORI (ED ORRORI) COMMESSI DAI FASCISTI IN QUESTI MESI DI SELVAGGERIA.(prof.Giorgio Peyronel,che visse e lottò al fiando di Chanoux.)
    Saluti Padani

  2. #2
    PADANIA LIBERA!
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    LA CARTA DI CHIVASSO
    DICHIARAZIONE
    DEI RAPPRESENTANTI
    DELLE POPOLAZIONI ALPINE
    Chivasso, 19 settembre 1943



    Noi popolazioni delle vallate alpine

    CONSTATANDO

    che i venti anni di mal governo livellatore ed accentratore sintetizzati dal motto brutale e fanfarone di « Roma Doma » anno avuto per le nostre valli i seguenti dolorosi e significativi risultati:

    a) - Oppressione politica attraverso l'opera dei suoi agenti politici ed amministrativi (militi, commissari, prefetti, federali, insegnanti) piccoli despoti incuranti ed ignoranti di ogni tradizione locale di cui furono solerti distruttori;

    b) - Rovina economica per la dilapidazione dei loro patrimoni forestali ed agricoli, per l'interdizione della emigrazione con la chiusura ermetica delle frontiere, per l'effettiva mancanza di organizzazione tecnica e finanziaria dell'agricoltura, mascherata dal vasto sfoggio di assistenze centrali, per la incapacità di una moderna organizzazione turistica rispettosa dei luoghi; condizioni tutte che determinarono lo spopolamento alpino;

    c) - Distruzione della cultura locale per la soppressione della lingua fondamentale locale, laddove esiste, la brutale e goffa trasformazione dei nomi e delle iscrizioni locali, la chiusura di scuole e di istituti locali autonomi, patrimonio culturale che è anche una ricchezza ai fini dell'emigrazione temporanea all'estero;

    AFFERMANDO

    a) - che la libertà di lingua come quella di culto è condizione essenziale per la salvaguardia della personalità umana;

    b) - che il federalismo è il quadro più adatto a fornire le garanzie di questo diritto individuale e collettivo e rappresenta la soluzione del problema delle piccole nazionalità e la definitiva liquidazione del fenomeno storico degli irredentismi, garantendo nel futuro assetto europeo l'avvento di una pace stabile e duratura;

    c) - che un regime federale repubblicano a base regionale e cantonale è l'unica garanzia contro un ritorno della dittatura, la quale trovò nello stato monarchico accentrato italiano lo strumento già pronto per il proprio predominio sul paese; fedeli allo spirito migliore del Risorgimento

    DICHIARIAMO

    quanto segue:

    a) - AUTONOMIE POLITICHE AMMINISTRATIVE

    1. - Nel quadro generale del prossimo stato italiano che economicamente ed amministrativamente auspichiamo sia organizzato con criteri federalistici, alle valli alpine dovrà essere riconosciuto il diritto di costituirsi in comunità politico-amminstrative autonome sul tipo cantonale;

    2. - Come tali ad esse dovrà comunque essere assicurato, quale che sia la loro entità numerica, almeno un posto nelle assemblee legislative regionali e cantonali;

    3. - L'esercizio delle funzioni politiche ed amministrative locali (compresa quella giudiziaria) comunali e cantonali, dovrà essere affidato ad elementi originari del luogo o aventi ivi una residenza stabile di un determinato numero di anni che verrà fissato dalle assemblee locali;

    b) - AUTONOMIE CULTURALI E SCOLASTICHE

    Per la loro posizione geografica di intermediarie tra diverse culture, per il rispetto delle loro tradizioni e della loro personalità etnica, e per i vantaggi derivanti dalla conoscenza di diverse lingue, nelle valli alpine deve essere pienamente rispettata e garantita una particolare autonomia culturale linguistica consistente nel:

    1. Diritto di usare la lingua locale, là dove esiste, accanto a quella italiana, in tutti gli atti pubblici e nella stampa locale;

    2. Diritto all'insegnamento della lingua locale nelle scuole di ogni ordine e grado con le necessarie garanzie nei concorsi perché gli insegnanti risultino idonei a tale insegnamento. L'insegnamento in genere sarà sottoposto al controllo o alla direzione di un consiglio locale;

    3. Ripristino immediato di tutti i nomi locali.

    c) AUTONOMIE ECONOMICHE

    Per facilitare lo sviluppo dell'economia montana e conseguentemente combattere lo spopolamento delle vallate alpine, sono necessari:

    1. - Un comprensivo sistema di tassazione delle industrie che si trovano nei cantoni alpini (idroelettriche, minerarie, turistiche, di trasformazione, ecc.) in modo che una parte dei loro utili torni alle vallate alpine, e ciò indipendentemente dal fatto che tali industrie siano o meno collettivizzate;

    2. - Un sistema di equa riduzione dei tributi, variabile da zona a zona, a seconda della ricchezza del terreno e della prevalenza di agricoltura, foreste o pastorizia;

    3. - Una razionale e sostanziale riforma agraria comprendente:

    a) - l'unificazione per il buon andamento dell'azienda, mediante scambi e compensi di terreni e una legislazione adeguata, della proprietà familiare agraria oggi troppo frammentaria;

    b) - l'assistenza tecnico-agricola esercitata da elementi residenti sul luogo ed aventi ad esempio delle mansioni di insegnamento nelle scuole locali di cui alcune potranno avere carattere agrario;

    c) - il potenziamento da parte delle autorità locali della vita economica mediante libere cooperative di produzione e consumo;

    4. - Il potenziamento dell'industria e dell'artigianato, affidando all'amministrazione regionale cantonale, anche in caso di organizzazione collettivistica, il controllo e l'amministrazione delle aziende aventi carattere locale;

    5. - La dipendenza dall'amministrazione locale delle opere pubbliche a carattere locale e il controllo di tutti i servizi e concessioni aventi carattere pubblico.

    Questi principi, noi rappresentanti delle Valli Alpine, vogliamo vedere affermati da parte del nuovo stato italiano, così come vogliamo che siano affermati anche nei confronti di quegli italiani che sono e potrebbero venire a trovarsi sotto il dominio politico straniero

    Da notare il punto b,cioè AUTONOMIE CULTURALI E SCOLASTICHE!
    Perchè non si parla mai di questa parte della guerra partigiana????
    Saluti Padani

  3. #3
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    Contributo molto interessante, pero' non e' vero che non se ne parli. La Carta di Chivasso e' stata ampiamente citata in tutte le "Storie della Resistenza" (ne parla ad esempio Giorgio Bocca nella storia dell'italia partigiana).

    P.S.
    Qualche anno fa ci fu pure una diatriba fra gli eredi e i reduci di Chivasso e la Lega

    http://www.occitania.it/ousitanio/old/t1_09_96.htm

  4. #4
    PADANIA LIBERA!
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    Originally posted by Pitone
    Contributo molto interessante, pero' non e' vero che non se ne parli. La Carta di Chivasso e' stata ampiamente citata in tutte le "Storie della Resistenza" (ne parla ad esempio Giorgio Bocca nella storia dell'italia partigiana).

    P.S.
    Qualche anno fa ci fu pure una diatriba fra gli eredi e i reduci di Chivasso e la Lega

    http://www.occitania.it/ousitanio/old/t1_09_96.htm
    Più che diatribe tra gli eredi e reduci della carta di Chivasso e la Lega,direi "diatribe tra un reduce della carta di Chivasso,rappresentante di un movimento politico, e la Lega.
    Se ben ricordo un reduce di quella carta era in Lega,ed è stato anche consigliere comunale a Torino!
    Saluti Padani

 

 

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