dal CorSera :
" Corriere della Sera del 02/08/2002 --------------------------------------------------------------------------------
Giustizia e politica, radici di un conflitto
Un pericoloso cortocircuito
Ernesto Galli Della Loggia
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Lo scontro divampato nell'aula del Senato squassa da anni il Paese. È lo scontro tra i sostenitori della legalità, «costi quello che costi» da una parte, e quelli della volontà popolare «costi quello che costi» dall'altra, tra il partito dei giudici e il partito di Mediaset. Ma esso ne copre un altro, che va più alla radice delle cose, verte sulla loro sostanza storico-fattuale, e per questo è lo scontro decisivo. Anche perché è quello che finisce per determinare l'orientamento di una fascia intermedia di elettori strategici: quelli che da circa un decennio si sforzano di non essere accecati dal pregiudizio e di conservare - come su queste colonne è stato già autorevolmente auspicato - insieme al senso della realtà, un po' di carità istituzionale (e di patria, il che non guasta).
Lo scontro è quello tra chi riconosce che all'origine del nuovo corso politico del maggioritario c'è stato un formidabile cortocircuito tra giustizia e politica, che «Mani pulite», ne è stata un'espressione, e chi invece non vuole riconoscerlo. Così come non vuole riconoscere che quel cortocircuito è proseguito ben oltre il 1994. Intendiamoci: non vuole riconoscerlo in pubblico, perché poi, in privato, invece, è quasi sempre disposto ad ammettere che sì, è vero, indubbiamente qualcosa di grave è accaduto.
Su questo verte lo scontro vero. Non già dunque tra coloro che vogliono e quelli che non vogliono l'indipendenza della magistratura o lo Stato di diritto. Queste cose stanno a cuore a tutti. Ma un conto è volerle prendendo però atto allo stesso tempo che nel sistema dei poteri italiani si è verificata durante l'ultimo decennio una serie drammatica di anomalie gravi, di veri strappi, di inversioni di ruoli tra sfera giudiziaria e sfera politica, che chiedono di essere una buona volta superati e sanati; un conto ben diverso, invece, è dire di volere il trionfo del bene e della divisione dei poteri facendo però finta che finora non sia successo nulla, che negli ultimi dieci anni in Italia tutti siano stati rispettosissimi delle leggi e del loro spirito, salvo quei birbanti di Berlusconi e dei suoi manutengoli .
Per entrare nel merito della questione oggi al centro dello scontro: ha ragione da vendere chi dice che non è ammissibile il giudice à la carte , che gli imputati non possono scegliere il proprio giudice. Sì, ma a patto che aggiunga che non è ammissibile neppure l'imputato à la carte , e cioè che i giudici si scelgano a loro piacere l'imputato da indagare ed eventualmente perseguire . Precisamente questa insindacabile libertà, invece, questo vero e proprio arbitrio, vuol dire, e non da oggi, la cosiddetta obbligatorietà dell'azione penale. Risultato: su Berlusconi e i suoi circa un centinaio di inchieste e una dozzina di processi, sull'intero areopago dell'imprenditoria italiana nessuna inchiesta e nessun processo: evidentemente tutti i grandi imprenditori italiani sono angeli tranne uno; così come nessuna azienda ha trovato modo di aggiustarsi le sue cose tranne una .
Davvero il centrosinistra crede che sia questa una verosimile fotografia del nostro Paese? Davvero crede che questa e tante altre disparità di trattamento non abbiano profondamente influenzato e alterato la sfera politica, e fatto di molti magistrati degli indebiti attori politici?
Proprio su tutto ciò, che è la vera questione, l'opposizione però non dice nulla, non vuole e non è capace di dire nulla di vero, nulla che abbia a che fare con un decennio di storia reale del Paese, coi suoi problemi e drammi reali; non vuole o non è capace di proporre alcuna accettabile soluzione politica di nulla. Vuole solo sbarazzarsi di un avversario senza passare dalle urne . Ma su uno scontro così impostato essa è destinata a restare minoranza, perché chi ha senso della realtà e non è accecato dal pregiudizio è difficile che possa seguirla : alla fine sarà costretto a ingoiare la cattiva soluzione del governo - che rappresenta, come il Corriere ha già detto, un'evidente forzatura - anziché nessuna soluzione. "
Saluti liberali




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