Citazione:
Originally posted by franco damiani
Chiamato in causa da Yuri e da Lupo Solitario, rispondo.
Agli studenti ho cercato di dar conto, con la massima onestà possibile, dello "status quaestionis" storiografico. Che fanno gli altri insegnanti? Ripetono meccanicamente la vulgata più stantia senza tener minimamente conto degli studi revisionisti, o perché non li conoscono (ignoranza) o per malcelato opportunismo (vigliaccheria): provate a leggere i libri di testo. Non c'era nemmeno bisogno di accertasi di quale fosse la visione che della seconda guerra mondiale (perché ci sarebbe da aprire anche tutto il capitolo sulle responsabilità della guerra: ce n'è di lavoro da fare) avevano gli studenti (è la stessa grossolanamente parziale e mitologica che ne hanno tutti gli studenti d'Italia), eppure per scrupolo l'ho fatto, servendomi come base di un vecchio articolo di Buscaroli sul "Borghese", con i risultati scontati. La vulgata più favolistica ("la "frottola" peggiore per me è la mezza verità) era profondamente impressa nelle loro menti, in cui era stata inculcata come nelle nostre fin dalla più tenera infanzia, e in cui avrebbe dovuto restare fino alla più tarda età, facendone altrettanti intolleranti difensori di questi dogmi contemporanei. Quello, insomma, era un lavoro già fatto: inutile perderci altro tempo. Faccio presente che si trattava di una conversazione estemporanea (eravamo all'inizio dell'anno), ispirata dalla proiezione televisiva del film "Vincitori e vinti", avvenuta la sera prima. Conversazione poi prolungatasi esclusivamente per l'interesse mostrato dagli studenti, ma non inquadrata in un regolare ciclo di lezioni. A me premeva gettare il seme dell'interesse al fine di preparare il terreno per una futura trattazione sistematica. Lo so che sono argomenti scottanti, ma è stato Berlinguer a imporre tassativamente il Novecento nell'ultimo anno. Ho quindi riassunto per sommi capi la situazione degli studi, avvertendo che una parte di essi è fuori gioco, nel senso che non ha visibilità editoriale e mediatica (inutile, ho detto, che andiate a cercare questi libri in libreria. Ho visto cinquantadue occhi accendersi. Non avevo ancora Internet e non sapevo che la maggior parte sono reperibili lì. Si dimentica che siamo nell'era della comunicazione globale e che da ogni parte non si fa che ripetere che la figura dell'insegnante è sempre meno decisiva nella formazione dei giovani. Invece nel mio caso pareva che ogni sillaba pronunciata da me li condizionasse per sempre. Ciò da una parte mi lusinga, dall'altra mi preoccupa) e rispondendo ai perchè degli studenti sui motivi di tale oscuramento, che non possono essere di scarso valore perché ho verificato personalmente lea perfino maniacale acribia di questi studiosi e in particolare del nostro Mattogno. A titolo esemplificativo ho letto un brano di Graf e uno di Harwood, prendendomene intera la responsabilità come di ogni cosa che faccio - sono cattolico, mi confesso regolarmente e so che bisogna dar conto anche del proprio più segreto pensiero; aggiungo che sono venuto volontariamente allo scoperto, benchè nessuno mi accusasse per nome, solo perché detesto chi agisce nelle tenebre; l'accusatore, oltre due anni dopo, è ancora anonimo - e segnando sul registro (poi controllato dall'ispettore) gli interventi e financo la bibliografia. Da ciò, e solo da ciò. è nato tutto. Qualcuno mi spiega in che cosa ho mancato e che c'è di così mostruoso in ciò che ho fatto? Non si fa così per ogni argomento di lezione? Il Consiglio di Disciplina del Ministero P.I. non ha trovato alcunchè da ridire, non aprendo alcun provvedimento nei miei riguardi nonostante una ponderosa e pesantissima relazione dell'ispettrice, contro la quale conto peraltro di rifarmi in sede legale. Forse i signori Yuri e Lupo Solitario, che quanto a responsabilità potrebbero imparare da me almeno a firmarsi con nome e cognome, ne sanno più di quel consesso, che ha esaminato fino all'ultima carta? Vogliono ordinare una nuova ispezione nei miei confronti? I miei studenti, in ciò ripeto privilegiati rispetto ai loro colleghi di tutta Italia, usati come pedine di un gioco politico di cui sono ignari, si sono fatti un'idea chiara - per quanto possa farsela uno studente di istituto tecnico in due ore settimanali - della situazione (anche perchè molti si sono interessati, hanno chiesto bibliografie, si son fatti fotocopie, il che ben raramente di solito avviene; guardatevi per piacere le loro dichiarazioni a "Libero" del 5/11/2000) e avranno, ripeto unici o quasi in Italia, la possibilità di approfondire il tema per conto loro e di farsi un'idea propria. Perché Yuri e Lupo Solitario gliela vorrebbero togliere? Loro mi sono grati e dopo due anni vengono ancora a salutarmi; siamo rimasti amici perché hanno capito che li ho trattati da persone e non da burattini e che per loro ho rischiato il posto di lavoro. Lascerei stare "la maggior parte degli storici" perché in questo caso la quantità non è sinonimo di autorevolezza, al contrario la quantità spropositata di testi sterminazionisti dimostra che è un approccio "facile" e che schiude, anziché le porte delle galere, quelle delle cattedre più prestigiose. Si dibatte ancora oggi su Nerone, su Carlo Magno, su Napoleone, ma sull'"Olocausto" (anche sulla parola ci sarebbe molto da dire) no, è vietato. Eppure sono fatti di meno di sessant'anni fa. Non è ridicolo? Ricordate l'appello dell'aaargh: "Non morite idioti", non fatevi ridere dietro dalla future generazioni per aver creduto alle "streghe del XX secolo" : Per tornare alla "quantità": è come nella tradizione testuale, dove un'intera famiglia di codici puà essere screditata da un solo errore nel codice capostipite, ribadito da tutti i copisti, oppure semplicemente come quando ci si passa parola a tavola e l'ultimo riferisce sempre una frase diversissima da quella iniziale. In fondo è quel che ha detto Rassinier: il reduce ha visto dieci e racconta cento, gli altri per interessi vari gli fanno dire mille. Compito dello studioso è risalire alla verità storica, distinguendola il più possibile dai miti che vi si sono incrostati sopra, e questo è qppunto quello che si propongono i revisionisti. Quanto alla mia conoscenza "di massima" è quella di chi per professione non fa lo studioso ma il divulgatore e deve avere degli argomenti che tratta una conoscenza adeguata a questo ruolo. Considerato che i testi revisionisti non li conosce quasi nessun insegnante in italia, non dico medio ma nemmeno universitario (almeno a giudicare dalle reazioni), ritengo che ciò sia sufficiente. Possiedo e leggo, limitatamente al tempo di cui dispongo, tutto ciò che è possibile reperire in italia sul tema, testi revisionisti e antirevisionisti come quelli (invero risibili) della Pisanty. Quando mi daranno uno stipendio doppio (guadagno poco più di due milioni al mese e devo anche mangiare) potrò fare di più, considerato anche che questo non è l'unico argomento che devo insegnare. Alle domande di Lupo Solitario rispondono in modo diverso anche se analogo Mattogno, Faurisson, Walter Sanning e Jurgen Graf. Perché si rivolge a me, che non sono uno specialista? A me interessa la tesi di fondo del revisionismo, che è molto chiara al di là delle cifre e che altri in questo forum hanno egregiamente riassunto. Su qualsiasi altro argomento l'insegnante fa così: non dà "sue interpretazioni" che sarebbero ridicolmente presuntuose, ma fa una scelta ragionata di testi in base alla loro maggiore o minore autorevolezza, che deriva unicamente dalla quantità di fatti che spiegano. Posso dire che per me i testi revisionisti spiegano una quantità di fatti molto maggiore di quanti ne spieghino i testi sterminazionisti? E' reato pensarlo e dirlo? La verità storica dev'essere subordinata a interessi ideologici? E' questa la lezione che si deve dare ai giovani? Oppure che quando uno perde gli si possono gettare addosso anche colpe non sue? Ma li avete letti i verbali di Norimberga? E non vi si è accapponata la pelle? Perché gli insegnanti di diritto non ne fanno un caso esemplare di stravolgimento della giustizia nel segno del "vae victis"? Io poi sono anche uno sportivo e detesto l'infierire sullo sconfitto. Loro cattivi, noi buoni: questo lo schema che si insegna ai ragazzi: solo che "loro" non si possono difendere, e allora dobbiamo farlo noi, se siamo e vogliamo essere giusti.
Mi dispiace di aver usato più di due parole e che quindi Lupo Solitario, cui chiedo consiglio per migliorare il mio "mediocre lessico"(ma si va in Paradiso anche così, e comunque ho passato un severo esame di concorso con 76/80) - non mi leggerà, ma perchè mai uno dovrebbe comprimere in due righe ciò che ne richiede trenta o quaranta? Cos'è, un quiz, questionario a risposta aperta tipo quelli della terza prova d'esame? Perché chiede a me una cifra (approssimata a quanto, alle decine, alle unità?) quando non ci sono due studiosi che siano d'accordo su essa e soprattutto quando non è il numero dei morti il nodo della questione? Di certo i sei milioni sono una cifra mitico-simbolica, lontanissima dalla realtà. La cifra più attendibile è a mio giudizio quella fornita, sulla base dei registri ufficiali dei campi, da Walter Sanning, che fa ammontare il numero totale dei decessi registrati (per qualsiasi causa) nei campi tedeschi a 289. 597. Duecentottantanovemilacinquecentonovantasette. Ebrei e non ebrei. Morti per qualsiasi causa (anche sotto i bombardamenti dei "liberatori"). Questo al 31 dicembre 1988. Ma se vi stanno tanto a cuore le cifre, perchè non lasciate che se ne parli liberamente? Dopodichè, ragazzi, se ogni frase pronunciata da un insegnante in classe fosse vivisezionata come quelle dette allora da me, la scuola italiana sarebbe la migliore del mondo. L'ispettrice è andata comunque anche oltre: ha passato in rassegna tutto ciò che ho fatto e detto dal 1991 (non sto scherzando) a oggi. E neppure così sono riusciti a "segarmi", applicando nei miei confronti quella "soluzione finale" cui esplicitamante aspiravano. Altre domande? Io rinnovo ai vari Yuri e Lupo Solitario l'invito a rispondere a quelle di Graf. Impiegando tutte le righe che vogliono.
Grazie infine di cuore agli amici Alessandra e Torquemada che mi hanno anticipato nelle repliche. Amici, sì, anche se non li conosco di persona: mai come in questa vicenda ho capito il vero significato della parola. Saluti a tutti, ai cattolici in Christo Rege et Maria.
Venezia-Mestre, 21 agosto 2002
nella festa di S. Giovanna Frémiot di Chantal, vedova.
ah!289.597 morti, ebrei e non ebrei e per qualsiasi causa, gli altri ebrei che mancano all'appello, a milioni, se li sono rapiti gli Ufo. Come no, complimenti professore!