....….libertà per le strade europee.
Sulle montagne del cuneese, protetti dai carabinieri, gli appassionati dei rave party possono ballare, sbaciucchiarsi e impasticciarsi come angeli smandrappati, tutti presi nella loro festa ideologica e sotto i vigili sorveglianti dell’attrezzatissimo team di Medecins du monde.
Angeli in fuga dalla Francia, per una norma imposta dall’ex ministro dell’Interno dell’ex governo di sinistra, Daniel Vailant, che sottomette a un rigido regime di autorizzazioni di polizia le feste selvagge della miglior gioventù europea; che non può fare altro che chiedere “asilo politico” in Berlusconia.
Grande e straordinario paese, tutto sommato liberale, dove ancora (ripeto:ancora) non è stabilito che gli adolescenti intrattabili debbano subire un regime penale.
Sempre nel filona della libertà leggiamo lord Ralph Dahrendorf, mostro sacro della politologia anglogermanica ch si dice convinto che i poteri del Presidente Usa siano inferiori a quelli dei premier europei. Egli è certo che in Italia sia in atto la “dittatura elettiva” delle maggioranze, concetto che risalterebbe assai meglio suonato dall’orchestra diretta da Nanni Moretti.
Scrive Dahrendorf che il premier italiano sistema i suoi affari personali, quello inglese impone la “ghigliottina” ai dibattiti di Westminster, i capi dei governi si rivolgono direttamente all’opinione pubblica e i parlamenti muoiono come fonte di sovranità.
Dahrendorf dimostra di temere l’autoritarismo dei governi europei e propone il modello americano (peraltro pregevole), dimenticando che il Presidente degli Usa ha il potere di veto sulle leggi varate dal Congresso, è il commander in chief nella tutela della sicurezza nazionale, è fonte diretta di sovranità in tutte le nomine che contano, a partire da quelle della Corte suprema.
Quanto alla capacità di usare i media e i sondaggi gli inquilini della Casa Bianca sono insuperabili maestri. D’altra parte è vero che il Presidente americano è insieme il più forte e il più autorevolmente controllato governante democratico.
Quanto al Cav. che sistema i casi suoi, questi soloni, un po’ svagati e molto distratti che prendono come oro zecchino tutto quello che le loro fonti, la Aspesi e il Bocca, manda loro, non dicono
altre cose, cioè molto.
Dahrendorf, come la Aspesi e il Bocca, dovrebbero sapere, siamo nell’era dell’informazione globale, che le immunità politiche esistono in Francia, in Spagna e in molti altri paesi europei, ma non ci sono più in Italia, dove poche persone assennate ne invocano il ripristino dopo che la ghigliottina giustizialista del ‘903 le mise a morte.
Qui non c’è il supplicatorio spagnolo, la sospensione a carico dei membri di governo, né il regime che consente a Jacques Chirac di trattare da importuni i suoi inquisitori, stravincere le elezioni e tenere lontani non già i processi, ma addirittura le indagini.
Gli altri governanti europei sono protetti da uno scudo costituzionale che impedisce la formazione di una casta giudiziaria sovraordinata alla sovranità politica, l’Italia è l’unico pese in cui la difesa dalle invasioni di campo del potere giudiziario si realizza a tentoni. Qui non c’è la subordinazione del pubblico ministero al governo (purtroppo); c’è piuttosto da anni una totale impunità disciplinare dei magistrati, una assoluta anarchia gerarchica negli uffici, il trionfo decennale di una corrente togata, radicale e moraleggiante, che ha preteso di scrivere la storia del paese riducendola a mafia e malaffare, costruendosi una rete di solidarietà e di inimicizie politiche che dovrebbe suscitare scandalo in un liberale come Lord Dahrendorf.
Se fosse informato, se sapesse di cosa sta parlando.
tratto da il Foglio di lunedì 19 agosto
saluti




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