L'UNIONE SARDA
18 giugno 2002 NUORO Pagina 23
Dorgali.
Utilizzati anche alcuni elicotteri che hanno effettuato oltre 14 ore di volo
Vietato perdersi, costa troppo
All’estero i soccorsi pagati dagli escursionisti
Dorgali Una volta conclusa, a lieto fine, la vicenda che ha avuto come protagonisti due turisti olandesi, Frank Dippel e sua moglie Yanne Van Gent, dispersi per quattro giorni nel Supramonte, si tirano le somme sulla macchina dei soccorsi e sul turismo ambientale.
Fin dai primi giorni, quando sono state avviate le ricerche da parte di vigili del fuoco, volontari del soccorso alpino e forze dell’ordine, i responsabili della Protezione civile hanno voluto mettere in evidenza la necessità di sensibilizzare i turisti armati di scarpe da trekking e zainetto. Servirebbe una sorta di protocollo, dicono in Prefettura, per i turisti e soprattutto chi va in escursione dovrebbe segnalare con precisione il tracciato, per evitare un notevole dispiegamento di mezzi.
Le ricerche. Nei giorni scorsi, infatti, è stato messo in campo uno schieramento di mezzi e uomini rilevante. E anche molto costoso. «Solo noi del Soccorso alpino abbiamo totalizzato circa 70 giornate di lavoro (a cui bisogna aggiungere poi quelle di vigili del fuoco e forze dell’ordine)», spiega Cristian Pilo, vice delegato provinciale del Soccorso alpino. I volontari dell’associazione non ricevono alcun compenso, ma lo Stato paga al datore di lavoro la giornata persa per prendere parte alle ricerche. All’estero gli escursionisti (anche i due olandesi che si sono persi in Supramonte) hanno un’assicurazione che copre le spese di soccorso, per legge a carico di chi si perde. In Italia, invece, i costi sono garantiti dalla Protezione civile.
Nell’intervento dei giorni scorsi, inoltre, sono state totalizzate 14 ore di volo degli elicotteri. Un’ora di volo di un mezzo privato costa dai due milioni e mezzo di lire ai tre milioni. «E i mezzi della pubblica amministrazione sono anche più costosi», dice ancora Cristian Pilo, che poi aggiunge: «Si parla tanto di turismo delle zone interne, senza però dare servizi agli escursionisti, che devono essere messi in condizione di andare avanti da soli, con cartelli, segnalazioni e quant’altro». Una richiesta condivisa anche dall’assessore provinciale della Protezione civile Alessandro Murgia, che ha ribadito l’intenzione di convocare al più presto una conferenza di servizi. «È necessario», ha detto, «consentire ai turisti di godere delle bellezze naturali e culturali del territorio in sicurezza».
La polemica. Qualche strascico polemico non manca sul ritrovamento dei due escursionisti olandesi. A mostrare alcune perplessità sulla gestione delle ricerche è Giacomo Murgia, esperto speleologo e profondo conoscitore del Supramonte. «A mio parere il coordinamento delle ricerche non è stato condotto nel migliore dei modi», dice, «in questi casi, invece di far decollare gli elicotteri subito, è meglio sistemare cinque o sei vedette nei punti strategici da dove si domina tutta la zona di Oliena, Orgosolo e Dorgali che fa parte del Supramonte. Se le vedette avessero stazionato almeno un giorno e una notte in questi punti, gli escursionisti sarebbero stati avvistati, perché è impossibile che lì passi qualcuno senza essere visto. Una volta effettuato l’avvistamento, gli escursionisti possono essere avvicinati dai soccorritori e solo se le condizioni fisiche lo richiedono, si fa intervenire un mezzo aereo, evitando così sprechi di denaro pubblico».
G. D.
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