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Discussione: turisti.....

  1. #41
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    L'UNIONE SARDA

    18 giugno 2002 NUORO Pagina 23



    Dorgali.
    Utilizzati anche alcuni elicotteri che hanno effettuato oltre 14 ore di volo

    Vietato perdersi, costa troppo
    All’estero i soccorsi pagati dagli escursionisti

    Dorgali Una volta conclusa, a lieto fine, la vicenda che ha avuto come protagonisti due turisti olandesi, Frank Dippel e sua moglie Yanne Van Gent, dispersi per quattro giorni nel Supramonte, si tirano le somme sulla macchina dei soccorsi e sul turismo ambientale.
    Fin dai primi giorni, quando sono state avviate le ricerche da parte di vigili del fuoco, volontari del soccorso alpino e forze dell’ordine, i responsabili della Protezione civile hanno voluto mettere in evidenza la necessità di sensibilizzare i turisti armati di scarpe da trekking e zainetto. Servirebbe una sorta di protocollo, dicono in Prefettura, per i turisti e soprattutto chi va in escursione dovrebbe segnalare con precisione il tracciato, per evitare un notevole dispiegamento di mezzi.
    Le ricerche. Nei giorni scorsi, infatti, è stato messo in campo uno schieramento di mezzi e uomini rilevante. E anche molto costoso. «Solo noi del Soccorso alpino abbiamo totalizzato circa 70 giornate di lavoro (a cui bisogna aggiungere poi quelle di vigili del fuoco e forze dell’ordine)», spiega Cristian Pilo, vice delegato provinciale del Soccorso alpino. I volontari dell’associazione non ricevono alcun compenso, ma lo Stato paga al datore di lavoro la giornata persa per prendere parte alle ricerche. All’estero gli escursionisti (anche i due olandesi che si sono persi in Supramonte) hanno un’assicurazione che copre le spese di soccorso, per legge a carico di chi si perde. In Italia, invece, i costi sono garantiti dalla Protezione civile.
    Nell’intervento dei giorni scorsi, inoltre, sono state totalizzate 14 ore di volo degli elicotteri. Un’ora di volo di un mezzo privato costa dai due milioni e mezzo di lire ai tre milioni. «E i mezzi della pubblica amministrazione sono anche più costosi», dice ancora Cristian Pilo, che poi aggiunge: «Si parla tanto di turismo delle zone interne, senza però dare servizi agli escursionisti, che devono essere messi in condizione di andare avanti da soli, con cartelli, segnalazioni e quant’altro». Una richiesta condivisa anche dall’assessore provinciale della Protezione civile Alessandro Murgia, che ha ribadito l’intenzione di convocare al più presto una conferenza di servizi. «È necessario», ha detto, «consentire ai turisti di godere delle bellezze naturali e culturali del territorio in sicurezza».
    La polemica. Qualche strascico polemico non manca sul ritrovamento dei due escursionisti olandesi. A mostrare alcune perplessità sulla gestione delle ricerche è Giacomo Murgia, esperto speleologo e profondo conoscitore del Supramonte. «A mio parere il coordinamento delle ricerche non è stato condotto nel migliore dei modi», dice, «in questi casi, invece di far decollare gli elicotteri subito, è meglio sistemare cinque o sei vedette nei punti strategici da dove si domina tutta la zona di Oliena, Orgosolo e Dorgali che fa parte del Supramonte. Se le vedette avessero stazionato almeno un giorno e una notte in questi punti, gli escursionisti sarebbero stati avvistati, perché è impossibile che lì passi qualcuno senza essere visto. Una volta effettuato l’avvistamento, gli escursionisti possono essere avvicinati dai soccorritori e solo se le condizioni fisiche lo richiedono, si fa intervenire un mezzo aereo, evitando così sprechi di denaro pubblico».

    G. D.


  2. #42
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    Arrow Finas su paba chistionat de turirmu...

    Il Papa guarda all'ambiente e condanna il turismo selvaggio, veicolo di sfruttamento

    Roma. Il Papa condanna il turismo che danneggia l’ambiente e porta al «dissesto» per esclusivo vantaggio di «interessi particolari». Segnala i rischi insiti nel pur positivo «ecoturismo». Ma esalta il viaggio come esperienza che può «colmare le carenze di umanità» come strumento per «formare una coscienza» anche ecologica. Il Papa, che alla fine del mese si appresta a partire per il suo 97.mo viaggio internazionale, ha delineato la sua idea di un turismo sano ed equo nel messaggio per la Giornata mondiale del turismo, che la Chiesa celebrerà il prossimo 27 settembre, ma il cui testo è stato diffuso ieri.
    «Un certo turismo selvaggio ha contribuito e tuttora contribuisce all’emergenza ecologica», osserva Giovanni Paolo II definendo quest’ultima «uno scempio» e condannando gli «impianti turistici costruiti senza una pianificazione rispettosa dell’impatto ambientale».
    Papa Wojtyla, pur apprezzando come cosa «certamente buona» il cosidetto ecoturismo, invita «tuttavia a vigilare perchè non si snaturi e non diventi un veicolo di sfruttamento e di discriminazione». A suo avviso, infatti, «qualora si promuovesse la tutela ambientale come fine a se stante, si correrebbe il rischio di vedere nascere forme moderne di colonialismo, che danneggerebbero i tradizionali diritti delle comunità residenti in un determinato territorio». E «verrebbero ostacolati la sopravvivenza e lo sviluppo delle culture locali».

    (dal quotidiano L'UNIONE SARDA del 26 giugno 2002.

  3. #43
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    Alghero.
    Negli ultimi anni i turisti fai da te hanno realizzato decine di insediamenti nell’area protetta (da L'Unione Sarda del 5 luglio 2002)

    Ruspe contro le baraccopoli
    Il sindaco: «Libererò il parco dai campeggi abusivi»

    Alghero La giunta Tedde dichiara guerra aperta alle tendopoli nel bel mezzo del Parco naturale di Porto Conte. I campeggi sorti in piena area di tutela ambientale sono destinati a sparire. Verranno demoliti spontaneamente o dalle ruspe della Regione.
    Un chiaro indirizzo politico amministrativo su come verrà affrontato questo argomento lo ha espresso lo stesso sindaco Marco Tedde che nelle dichiarazioni programmatiche ha definito l’occupazione dell’area di Sant Imbenia da parte di roulottes «una situazione vergognosa, mai risolta dalle precedenti amministrazioni comunali. Costituisce una vera e propria offesa al buon senso, al buon gusto, al rispetto dell’ambiente e degli interessi della collettività». Una dichiarazione di guerra al turismo fai da te, alle baraccopoli sorte come funghi nel più importante contesto ambientale della Riviera del Corallo. Terreni di privati trasformati in campeggi senza autorizzazioni comunali. Roulottes che diventano fisse dimore. Ancorate a terra spesso sono arricchite da pertinenze di ogni genere: piccole tettoie, barbecue e servizi igienici. Insomma una casa, un immobile, ma con la targa di immatricolazione. Un escamotage bello e buono: in questo modo non erano necessarie licenze edilizie. Almeno fino alla sentenza della Corte di cassazione dell’inverno scorso. Il massimo grado di giudizio ha infatti equiparato le ruolottes ancorate al terreno o che perdono la loro funzione di bene mobile alla stregua di veri e propri edifici. Per cui è necessaria una licenza edilizia. In caso contrario sono da considerare abusi edilizi. Insanabili. Una vicenda che si trascina da una decina di anni. Inseriti nell’elenco delle opere da demolire redatto dalla giunta di Mino Sasso (fine anni 80) tra ricorsi al Tar, scarsa volontà politica e inefficienze amministrative i camping, una decina in tutto, continuano a esistere indisturbati. Due in particolare, il Sant’Imbenia e il Sant’Igori, si sono perfino organizzati in veri Circoli, con tanto di direttivo e regolamento interno. Non si sono fatti mancare gli optional: un bar e un campo di calcetto. Tutto ciò nonostante le evidenti contraddizioni sia dal punto di vista urbanistico sia sanitario. L’area in questione, infatti, ricade per la maggior parte in una zona di salvaguardia assoluta ed ecologica. Così, la Giunta Baldino due anni fa aveva emanato le ordinanze di demolizione delle strutture che sorgono nei lotti di proprietà privata, fazzoletti di terra su cui ognuno ha costruito baracche di fortuna. Ma le ruspe non sono mai arrivate. Ora spetta alla giunta Tedde affrontare questo imbarazzante discorso. Il Parco Naturale di Porto Conte è considerato il futuro prossimo del turismo algherese. Di quel flusso di vacanzieri che non conosce stagioni. Ma all’interno di una riserva ambientale non possono coesistere bidonville e sentieri naturalistici, boschi di leccio e ginepretti con le fosse asettiche, limitazioni alle produzioni agricole e tendopoli affacciate sul mare. Non sarebbe un parco naturale. O lo sarebbe solo sulla carta.


    Maurizio Olandi

  4. #44
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    Predefinito ....e rapine

    La storia.
    Ieri il malvivente e la complice sono stati fermati dalla polizia a Olbia

    «Ho aggredito il rapinatore»
    Parla il tabaccaio che ha sventato l’assalto in viale Diaz
    (dall'Unione Sarda del 7 luglio 2002)


    «Mi ha colpito in testa con il calcio della pistola, sono riuscito a reagire e il rapinatore è scappato». È ancora sotto choc Stefano Cabras, il commerciante di 35 anni protagonista giovedì sera di un movimentato episodio nella tabaccherìa di viale Diaz. Ha ancora un po’ di mal di testa, ma saluta con soddisfazione l’operazione della Squadra mobile che ha portato all’arresto del malvivente che ha tentato il colpo e della sua complice. Si tratta di Francesco Mariani, 36 anni, di Tivoli (Roma) e della fidanzata Raika De Leo, 27 anni, di Baronissi (Salerno) I due sono stati arrestati a Olbia dopo un’indagine conclusa a tempo di record. Da venerdì sono rinchiusi nel carcere di Tempio con l’accusa di tentata rapina e lesioni personali.
    «Quando l’uomo è entrato nel locale Ñ racconta Stefano Cabras Ñ ho pensato ad uno scherzo. Aspettavo infatti un mio amico e inizialmente non ho badato al chiasso, poi quando il rapinatore si è avvicinato al banco della ricevitoria del lotto ho capito che si trattava di una rapina.
    «Il malvivente è entrato nel gabbiotto e mi ha minacciato. Aveva una pistola in pugno e mi ha detto di prendere i soldi dal cassetto. Per qualche secondo ho perso il respiro, ancora non mi rendevo conto di quello che stava accadendo. Che faccio? Mi sono detto. Ho cercato di prendere tempo, ma erano istanti lunghissimi. Il rapinatore si è messo a urlare: «caccia fuori i soldi». Ma non l’ho fatto e allora l’uomo ha cercato di aprire il cassetto. Io non ci ho visto più. D’istinto ho richiuso il cassetto. A quel punto il malvivente mi ha aggredito.
    «Sono stato colpito alla testa con il calcio della pistola. Ma ho trovato la forza per reagire e quando mi sono ripreso ho sferrato due pugni colpendo al volto il rapinatore. Ho visto che sanguinava e aveva il naso rotto. A quel l’uomo è scappato. Poi no so cosa sia successo».
    Poi è successo Francesco Mariani ha attraversato viale Diaz rischiando di essere investito da un pullman del Ctm ed ha raggiunto l’altra parte della strada dove lo attendeva la fidanzata a bordo di una Fiat 500. L’autista del bus ha segnato su un foglio il numero di targa, poi al resto ci ha pensato la Squadra mobile. Una volta individuata la proprietaria dell’automobile i poliziotti si sono messi alla ricerca del rapinatore e della sua complice. L’indagine è stata chiusa nel giro di qualche ora. Raika De Leo è stata rintracciata in un campeggio di Murta Maria . Il fidanzato, invece, è stato bloccato in un bar del centro di Olbia. «Durante la perquisizione nel suo appartamento Ñ ha detto il capo della Squadra mobile Piero Arangino Ñ abbiamo ritrovato gli abiti sporchi di sangue. L’uomo ha ammesso le sue responsabilità ed è stato arrestato insieme alla fidanzata».
    Stefano Cabras ieri mattina ha saputo dell’esito positivo delle indagini. «Li hanno presi e la cosa non può che farmi piacere. Ma sono ancora provato da quello che è successo giovedì sera. Mi fa male la testa».


    Francesco Pintore

  5. #45
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    Predefinito belli e con la faccia pulita.....

    L'UNIONE SARDA

    15 luglio 2002 NUORO Pagina 16

    Cala Gonone
    Entrambi stranieri mangiavano in ristorante senza pagare

    Svizzeri? Si, ma turisti scrocconi
    Coppietta in vacanza occupa una casa sul lungomare

    Cala Gonone Vacanze a scrocco. Come fare? Fatevi consigliare da Richard Pistis (elvetico di passaporto e sardo di Aritzo d’origine) e Catherine Both, duo specializzato nel settore del “consuma e scappa”.Una coppia di ragazzi in vacanza come tanti, carini e simpatici all’apparenza ma con il naso lungo, le gambe corte e il vizietto di occupare gli appartamenti altrui. La singolare storia di Bonnie & Clyde, con passaporto svizzero, ha avuto un finale rocambolesco ieri mattina. Quando Graziano Mulas, alle 10 del mattino, è entrato nel suo appartamento e si è ritrovato i due sconosciuti in casa quasi gli è venuto un collasso. Ha chiamato subito i carabinieri che sono arrivati in un batter d’occhio in via Vespucci: i militari (della squadriglia della caserma rurale d‘Iloghe) sono entrati nell’ appartamento e hanno scovato i due sul tetto, dove si erano nascosti dopo l’arrivo del padrone di casa (mentre al giornalista racconteranno che stavano prendendo il sole). Come di rito i carabinieri hanno chiesto documenti e spiegazioni. I due non si sono persi d’animo e hanno raccontato di aver incontrato una coppia tedesca che ha offerto loro l’appartamento per 200 euro. Tutto molto strano. Entrano da una finestra ma non si pongono dubbi, pagano e poi misteriosamente la coppia tedesca svanisce nel nulla. Questa la versione di Richard e Catherine. C’ è qualcosa che non quadra ma sia i proprietari che gli inquirenti sembrano convinti della buona fede dei due. In effetti perchè non credere ad una coppia dalla faccia pulita con un’ Audi 100 e l’ ottimo impiego del ragazzo (di 36 anni) alla Siemens . Il proprietario si fa pagare i danni per la finestra e rinuncia alla denuncia per violazione di domicilio. Tutto bene quel che finisce bene, insomma. Diabolik e Eva Kant in salsa elvetica restano tranquillamente sul luogo del delitto. Si fanno addirittura intervistare e offrire la colazione dal giornalista. Posso scattare una foto? Lei è d ‘accordo, lui no «mio padre è di Aritzo, meglio no». Ci si saluta. E qui arriva il bello. La notizia dell’insolita avventura fa il giro di Gonone, e arriva subito all’orecchiodel barista, Gigi Plastino , da due giorni in cerca della coppietta per un conto non saldato. Iniziano i dubbi e la ricerca. Incredibile ma vero la coppia è sempre al solito posto. Ma questa volta non bastano le scuse davanti a Gigi (titolare del Bocadillo) e a Bovore ed Agostina del ristorante il Brigantino (creditori di un conto di 48 euro). In un primo momento i due fanno finta di non capire l’italiano (eppure poco prima Richard aveva conversato tranquillamente con il giornalista nella lingua del babbo), poi ritrovano la memoria linguistica e iniziano le scuse «pensavamo di aver pagato - spiegano a Bovore che mastica anche il tedesco - ci dispiace». Messi alle strette, la discussione finisce, aprono il portafoglio e saldano i debiti. Non manca un beffardo e irriverente ghigno contro il fotografo che immortala gli scrocconi. «Vorrei far sapere alla stampa svizzera chi sono questi due - ripete con rabbia Agostina - hanno preso in giro molta gente. Da noi si sono completamente volatilizzati dopo aver pasteggiato e brindato con il Noriolo». Insomma pochi soldi (parlando del più e del meno si lamentavo dei prezzi dei traghetti) ma bocca buona e gusti raffinati. Soprattutto quando pagano gli altri. «Sono stati incredibili quando mi sono accorto che erano andati via senza pagare li ho rincorsi al porto e con tanta faccia di bronzo mi hanno detto di aver dato i soldi alla cameriera. Quella naturalmente che aveva finito il turno - racconta Gigi del Brigantino - a quel punto non essendo sicuro gli ho anche chiesto scusa». Quando la bugia è un arte... Vista la sfacciataggine non è detto che a qualcuno non capiti di incontrarli in giro per l ‘isola. Buona fortuna.


    Gianbasilio Nieddu


  6. #46
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    Predefinito Re: belli e con la faccia pulita.....

    Originally posted by sosunturzos
    L'UNIONE SARDA

    15 luglio 2002 NUORO Pagina 16

    Cala Gonone
    Entrambi stranieri mangiavano in ristorante senza pagare

    Svizzeri? Si, ma turisti scrocconi
    Coppietta in vacanza occupa una casa sul lungomare

    Cala Gonone Vacanze a scrocco. Come fare? Fatevi consigliare da Richard Pistis (elvetico di passaporto e sardo di Aritzo d’origine) e Catherine Both, duo specializzato nel settore del “consuma e scappa”.Una coppia di ragazzi in vacanza come tanti, carini e simpatici all’apparenza ma con il naso lungo, le gambe corte e il vizietto di occupare gli appartamenti altrui. La singolare storia di Bonnie & Clyde, con passaporto svizzero, ha avuto un finale rocambolesco ieri mattina. Quando Graziano Mulas, alle 10 del mattino, è entrato nel suo appartamento e si è ritrovato i due sconosciuti in casa quasi gli è venuto un collasso. Ha chiamato subito i carabinieri che sono arrivati in un batter d’occhio in via Vespucci: i militari (della squadriglia della caserma rurale d‘Iloghe) sono entrati nell’ appartamento e hanno scovato i due sul tetto, dove si erano nascosti dopo l’arrivo del padrone di casa (mentre al giornalista racconteranno che stavano prendendo il sole). Come di rito i carabinieri hanno chiesto documenti e spiegazioni. I due non si sono persi d’animo e hanno raccontato di aver incontrato una coppia tedesca che ha offerto loro l’appartamento per 200 euro. Tutto molto strano. Entrano da una finestra ma non si pongono dubbi, pagano e poi misteriosamente la coppia tedesca svanisce nel nulla. Questa la versione di Richard e Catherine. C’ è qualcosa che non quadra ma sia i proprietari che gli inquirenti sembrano convinti della buona fede dei due. In effetti perchè non credere ad una coppia dalla faccia pulita con un’ Audi 100 e l’ ottimo impiego del ragazzo (di 36 anni) alla Siemens . Il proprietario si fa pagare i danni per la finestra e rinuncia alla denuncia per violazione di domicilio. Tutto bene quel che finisce bene, insomma. Diabolik e Eva Kant in salsa elvetica restano tranquillamente sul luogo del delitto. Si fanno addirittura intervistare e offrire la colazione dal giornalista. Posso scattare una foto? Lei è d ‘accordo, lui no «mio padre è di Aritzo, meglio no». Ci si saluta. E qui arriva il bello. La notizia dell’insolita avventura fa il giro di Gonone, e arriva subito all’orecchiodel barista, Gigi Plastino , da due giorni in cerca della coppietta per un conto non saldato. Iniziano i dubbi e la ricerca. Incredibile ma vero la coppia è sempre al solito posto. Ma questa volta non bastano le scuse davanti a Gigi (titolare del Bocadillo) e a Bovore ed Agostina del ristorante il Brigantino (creditori di un conto di 48 euro). In un primo momento i due fanno finta di non capire l’italiano (eppure poco prima Richard aveva conversato tranquillamente con il giornalista nella lingua del babbo), poi ritrovano la memoria linguistica e iniziano le scuse «pensavamo di aver pagato - spiegano a Bovore che mastica anche il tedesco - ci dispiace». Messi alle strette, la discussione finisce, aprono il portafoglio e saldano i debiti. Non manca un beffardo e irriverente ghigno contro il fotografo che immortala gli scrocconi. «Vorrei far sapere alla stampa svizzera chi sono questi due - ripete con rabbia Agostina - hanno preso in giro molta gente. Da noi si sono completamente volatilizzati dopo aver pasteggiato e brindato con il Noriolo». Insomma pochi soldi (parlando del più e del meno si lamentavo dei prezzi dei traghetti) ma bocca buona e gusti raffinati. Soprattutto quando pagano gli altri. «Sono stati incredibili quando mi sono accorto che erano andati via senza pagare li ho rincorsi al porto e con tanta faccia di bronzo mi hanno detto di aver dato i soldi alla cameriera. Quella naturalmente che aveva finito il turno - racconta Gigi del Brigantino - a quel punto non essendo sicuro gli ho anche chiesto scusa». Quando la bugia è un arte... Vista la sfacciataggine non è detto che a qualcuno non capiti di incontrarli in giro per l ‘isola. Buona fortuna.


    Gianbasilio Nieddu



    Ci diamo la zappa sui piedi!
    L'illustre sig. Pistis è Sardo!

    Salude
    Antoneddu

  7. #47
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    Predefinito Re: Re: belli e con la faccia pulita.....

    Originally posted by Antoneddu




    Ci diamo la zappa sui piedi!
    L'illustre sig. Pistis è Sardo!

    Salude
    Antoneddu
    Il signor Pistis ha un cognome sardo ma sardo non è, anche se fosse nato ad Aritzo (e non mi sembra che sia così). Egli è figlio di un emigrato che ha assimilato in modo rapido e completo la cultura del luogo dove vive. Egli è svizzero a tutti gli effetti.

    A proposito di ticket, se sarà introdotto, bisognerà tener conto di queste situazioni, che sono la maggioranza, e non agire in modo demagogico con esenzioni generalizzate.


  8. #48
    Morigadori
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    Predefinito Re: Re: Re: belli e con la faccia pulita.....

    Originally posted by sosunturzos


    Il signor Pistis ha un cognome sardo ma sardo non è, anche se fosse nato ad Aritzo (e non mi sembra che sia così). Egli è figlio di un emigrato che ha assimilato in modo rapido e completo la cultura del luogo dove vive. Egli è svizzero a tutti gli effetti.

    A proposito di ticket, se sarà introdotto, bisognerà tener conto di queste situazioni, che sono la maggioranza, e non agire in modo demagogico con esenzioni generalizzate.


    Con questo volevo solo dire, che anche in Sardegna ci sono degli elementi non proprio di ottima qualità, non sarà il caso sig. Pistis, che come tu dici, di Sardo ha solo il cognome, credo che nella democratica Svizzera quanto a fato non gli sarebbe nemmeno saltato in mente.

    Ciò che bisogna fare è essere inclementi con chiunque crei queste situazioni, siano essi stranieri o Sardi.
    Per quanto riguarda il ticket, ritengo che sia una cosa insensata in tutti i casi, immaginati se tutte le regioni tutte le province e tutti i comuni istituissero questo balzello come si potrebbe circolare, sarebbe un nuovo medio evo con i posti di dazio.

    I denari devono entrare in maniera alternativa creando strutture redditizie, eliminando il campeggio selvaggio, creando servizi, hotel e quant'altro e necessario per accogliere i turisti, disincentivando le seconde case che non portano nessun introito.
    controllando il territorio in modo che il nostro patrimonio naturale rimanga inalterato, controllando i prezzi in modo che non siano stratosferici, sviluppando i collegamenti, eliminando i monopoli sia di Tirrenia per il trasporto marittimo scontato che delle compagnie aeree sulle rotte da e per Roma e Milano, io ero uno dei viaggiatori del 11/8 da Malpensa a Elmas, Volare ha dato il meglio di se, orario previsto 21,00 sono partito alla 3,00 notte da incubo, neanche il personale sapeva, se e a che ora dovevamo partire.
    Se non avesse il monopolio sulla rota credo che questo non si sarebbe verificato.
    Anche chi non ha gli sconti è costretto a servirsi di loro.



    Ciò di cui abbiamo veramente bisogno e che la gente si svegli e cominci a pensare di non votare sempre i soliti partiti (mi riferisco alla regione), anche se anno cambiato abbigliamento, dietro ci sono sempre gli stessi personaggi, finché questo non avverrà le nostre saranno solo parole campate in aria.
    Purtroppo se permane questo clientelismo loro avranno sempre il coltello dalla parte del manico.

    Salude
    Antoneddu

  9. #49
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    Predefinito e...maneschi...

    Baja Sardinia. (dall'Unione Sarda del 25 luglio 2002)
    Oggi dal gip il giovane che avrebbe ucciso l’automobilista dopo uno scontro

    Il turista killer accusato da 5 testi
    Ma lui si difende: «Era vivo quando sono andato via»

    Baja Sardinia Luigi Centofanti sarà interrogato questo pomeriggio in carcere dal gip e dal pubblico ministero per la convalida dell’arresto eseguito nella tarda serata di martedì dagli agenti di polizia. Il giovane turista ligure è accusato di omicidio preterintenzionale. Mario Gazzetta, stando al racconto di cinque testimoni che hanno assistito alla lite con Centofanti, è stato stroncato da un infarto al termine della colluttazione. Partita da una mancata precedenza all’uscita da un bivio sulla strada che collega Arzachena a Baja Sardinia. Domani, il medico legale Roberto Demontis effettuerà l’autopsia sul cadavere di Gazzetta chiuso in una cella frigo del cimitero di Olbia. L’esame necroscopico, tuttavia, non dovrebbe modificare la posizione processuale di Centofanti che, questo è sicuro, non aveva intenzione di uccidere l’anziano turista. È certo, però, che, dopo la disputa verbale per la precedenza, Centofanti sarebbe sceso dalla sua Smart e, avvicinatosi alla Bmw, avrebbe rifilato alcuni pugni al suo avversario ancora seduto al posto di guida. Gazzetta, per reazione, avrebbe aperto lo sportello della sua auto subendo così una seconda scarica di cazzotti che lo avrebbe tramortito. Tutto questo, è avvenuto alla presenza di diverse persone. Che hanno notato Centofanti risalire a bordo dell’auto e ripartire, lasciando a terra il poveretto. L’arrivo dell’ambulanza del 118 e gli sforzi dello staff medico si sono rivelati inutili. Mario Gazzetta è morto pochi istanti dopo la lite. Quindi, la ricerca, in verità durata davvero qualche minuto, di Centofanti che è stato portato in commissariato a Porto Cervo per essere interrogato. Il giovane, accompagnato da Manuela Massi, la sua fidanzata, ha cercato di difendersi in tutti i modi.
    Aiutato anche da lei che dice di aver visto tutto. Il diverbio per una mancata precedenza, le parole grosse tra il fidanzato e quell’uomo, la scazzottata. «Ma quando siamo andati via, quel signore era ancora lì, in piedi, che inveiva contro Luigi», ha raccontato la ragazza ai poliziotti. Dice che non sono scappati, e che quel signore era in piedi quando sono andati via, e che poi li ha raggiunti la polizia, «Seguiteci». Dall’altro ieri la ragazza di Luigi Centofanti è in casa di amici, dopo ore e ore passate in commissariato a Porto Cervo fino a quando gli agenti hanno mandato via lei e accompagnato in carcere lui.
    Cordiale, mite. É un ritratto che stride troppo col personaggio che avrebbe picchiato selvaggiamente un sessantenne cardiopatico, quello che viene fuori dalle parole della ragazza e degli amici. Un amico in particolare - un professionista genovese - allarga le braccia e definisce incredibile quanto accaduto a Baja Sardinia: «Luigi? Mite, al limite della codardia». E la caratteristica del suo carattere, Centofanti l’avrebbe mostrata più volte quando lavorava come buttadentro nei locali della riviera ligure. Chi lo conosce bene giura che non alzava mai le mani, anche quando - dopo il suo esame all’ingresso - chi era costretto a stare fuori dalle discoteche qualche ceffone glielo mollava. Titolare di una società di pubbliche relazioni a Genova, Centofanti si occupa soprattutto di discoteche e di aziende, dopo anni di gavetta (proprio come buttadentro e pierre) nei locali della Liguria e anche della Costa Smeralda.
    Luigi Centofanti e Manuela Massi erano arrivati a Cannigione, in un albergo, qualche giorno fa. Ora quest’accusa pesantissima nei confronti del giovane. La ragazza ripete che non ci sono state botte terribili e che Mario Gazzetta non era a terra quando loro sono andati via.


    Red. Ol.


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    L'Unione Sarda, venerdi 27 luglio 2002

    È stato il cortocircuito di un’auto a scatenare l’incendio di giovedì notte

    Inferno di fuoco all’Ortobene, indagati tre turisti olandesi

    Nuoro È stato il cortocircuito di un’auto a scatenare l’inferno che giovedì, in appena dodici ore, ha ridotto in cenere ottocento ettari di bosco e pascolo alberato sul monte Ortobene. La fiammata è partita dal motore di una Peugeot 206 con a bordo tre giovani turisti olandesi che stavano percorrendo la Nuoro - Orosei e in un attimo ha trasformato le sterpaglie a bordo carreggiata in un micidiale innesco. Il sostituto procuratore della Repubblica di Nuoro, Maria Grazia Genoese, ha aperto un’inchiesta per incendio colposo iscrivendo nel registro degli indagati i tre turisti olandesi che sono stati rintracciati solo nella tarda serata di giovedì in un camping di Cala Gonone. Il carro attrezzi con sopra l’auto semi bruciacchiata era stato invece notato da molti automobilisti e dagli uomini dell’antincendio proprio nel momento in cui il primo focolaio, alimentato da un fortissimo vento di maestrale, diventava un rogo immenso. La circostanza ha trovato conferma in serata da parte del comandante regionale del Corpo Forestale Carlo Boni. L’auto dei turisti olandesi è stata già messa sotto sequestro.
    Si traccia intanto il primo bilancio del rogo che ha interessato le pendici dell’Ortobene (dove sono stati bruciati circa 250 ettari) e le zone di “Sa Mendula” e “Jacu Piu” e per fronteggiare il quale piloti ed elicotteristi dell’antincendio hanno rischiato la vita a causa del forte vento. E mentre per tutta la giornata sono andate avanti le operazioni di bonifica, con l’ausilio di un helitanker e due canadair, non sono mancate le polemiche. Sotto accusa, il ritardo con cui sarebbero arrivati i mezzi aerei, ma soprattutto il continuo attacco dei piromani al Monte Ortobene, mentre gli organici ridotti dei vigili del fuoco e i pochi mezzi a disposizione dei forestali fanno gridare allo scandalo. «In tutta la Sardegna mancano circa duecento persone in organico e a Nuoro siamo sotto di tredici unità», dice Nino Manca della Cisl, «di recente sono stati trasferiti a Cagliari e Sassari circa diciassette sottufficiali e solo tredici sono stati rimpiazzati, mentre altri cinque attendono ancora il trasferimento».
    Ieri mattina, durante il vertice convocato in prefettura per preparare una conferenza di servizi sull’Ortobene, si è fatto il punto anche sulle carenze di mezzi e organici. «Si è discusso di come fare prevenzione e attuare un maggior controllo sul Monte», spiega il sindaco Mario Zidda, «abbiamo invitato l’assessore Pani a venire a Nuoro perché si renda conto di quanto è accaduto, un atto criminale nei confronti della città». Già due anni fa il problema era stato segnalato alla Regione con una lettera nella quale si chiedeva maggiore prevenzione. Ma nonostante questo non c’è stata alcuna risposta.
    Le prime risposte invece le ha fornite il dirigente dell’Ispettorato forestale Giuseppe Delogu che, pur affermando di non voler «partecipare al balletto delle polemiche», sostiene che la macchina del servizio antincendio sia partita tempestivamente. «Per quanto riguarda l’intervento dei mezzi aerei sono stati rispettati i tempi tecnici, relativi ai piani di volo dei canadair e alle disposizioni impartite dal Centro operativo aereo unificato di Roma», sostiene Delogu, che poi aggiunge: «I piloti hanno rischiato la vita: il vento, che arrivava dal versante di Marreri, provocava sulla vallata di Badde Manna forti correnti, che hanno ostacolato l’attività degli elicotteri facendo correre non pochi rischi ai piloti».


    Giuseppe Deiana
    Massimo Ledda

 

 
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