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Discussione: Texas

  1. #1
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Texas



    La prima bandiera ufficiale della Repubblica del Texas (1836-1839)




    La "Bandiera della Stella solitaria" adottata nel 1839 dalla Repubblica, e rimasta in vigore anche dopo l'annessione agli Stati Uniti.




    Lo stemma della Repubblica, con stella a 5 punte circondata da un ramo d'ulivo e uno di quercia.

    ***

    Senza voler enfatizzare oltre misura lo spirito orgoglioso ed indipendente del popolo texano, è necessario prendere atto che, fra tutti gli Stati dell'Unione, il Texas - con un passato da nazione autonoma alle spalle, seppur per un periodo di soli 9 anni - è quello che preoccupa maggiormente il potere centrale. Ne abbiamo una riprova nelle dichiarazioni del governatore dello Stato Rick Perry, successore del più conosciuto George W. Bush, che ha accusato Washington di «opprimere i texani, interferendo nella vita dei cittadini e nella conduzione dello Stato», fino a minacciare come rappresaglia la secessione del Texas dagli Stati Uniti, ipotesi improbabile ma accarezzata da una fetta importante dell'opinione pubblica. Il Parlamento di Austin si è spinto a tal punto da approvare una risoluzione che ordina di «vietare o respingere» tutte le misure imposte dall'alto lesive dell'indipendenza del Texas.

    Insomma, Obama è avvertito: il Texas, Stato del profondo Sud, roccaforte repubblicana, fieramente schierato per la pena di morte e in generale per una dura repressione dei reati, non si farà danneggiare dalle scellerate politiche federali, nè tantomeno consentirà lesioni alle proprie prerogative. Se non è una rivendicazione del diritto di secessione - negato con la forza delle armi in seguito alla guerra civile del 1861 - poco ci manca. Ma da dove deriva questo "spirito ribelle"? Perchè il Texas rivendica questa posizione così radicalmente autonomista?

    Per rispondere a queste domande, è bene volgere lo sguardo al passato. Non tutti sono a conoscenza del fatto che, fra 1836 e 1846, il Texas fu a tutti gli effetti uno Stato indipendente, riconosciuto come tale dagli stessi Stati Uniti, nonchè da altri paesi europei, fra i quali Francia, Belgio e Olanda. L'Inghilterra, nonostante la presenza di una legislazione schiavista, fece dello stato texano un mercato alternativo per le esportazioni di manifatture rispetto agli USA, e usufruì a piene mani delle piantagioni di cotone, sempre in sostituzione di quelle statunitensi. Il Messico continuò a considerare il Texas come una regione ribelle da riconquistare appena possibile; ma il ricordo della Battaglia di San Jacinto scottava ancora il generale Antonio Lopez de Santa Ana, reso prigioniero durante i combattimenti. L'unico motivo di orgoglio per i messicani era costituito dall'effimera vittoria a Fort Alamo, dove era morto, da vero eroe, il celebre Davy Crockett.

    Il Texas rinnova ancora oggi, tramite il nome di due importantissime città dello stato, il ricordo dei suoi due eroi fondatori. Stephen Austin fu il primo leader dei colonizzatori americani giunti in Texas per rendere abitate e produttive terre allora abbandonate dal governo messicano. All'inizio il Messico sembrò favorire lo sviluppo di centri urbani e delle piantagioni, e adottò una politica aperta e liberale, ma ben presto si rese conto di non aver alcun reale controllo su coloni che acquistavano porzioni di terre sempre più considerevoli e importavano schiavi dal sud degli Stati Uniti. La schiavitù fu poi ufficialmente abolita nel 1829, ma in Texas continuò ad essere applicata dagli immigrati americani. Quando Santa Ana revocò la Costituzione federale, e impose a tutte le regioni il pieno rispetto delle leggi del Messico, e del suo potere autoritario e centralizzatore, il Texas prese le armi e si ribellò. La guida della Rivoluzione texana fu Sam Houston (già governatore del Tennesse), che in soli 18 minuti riuscì a vendicare gli eroi periti ad Alamo e a catturare Santa Ana. Grazie al suo genio militare, il Texas potè dichiarare la sua indipendenza dal Messico. Houston fu quindi eletto, dopo una breve parentesi iniziale, Presidente della Repubblica del Texas.

    Il Texas, sin dal primo momento, capì di non essere in grado di sorreggersi sulle proprie gambe, e di garantire ai propri cittadini i servizi resi da uno Stato effettivamente indipendente. Venne approvata una risoluzione in cui si chiedeva l'annessione agli Stati Uniti, che in fondo rappresentava la madre-patria della grande maggioranza dei primi pionieri. Ma Andrew Jackson, nonostante i buoni rapporti con Houston, prese atto della contrarietà del Congresso per via della presenza della schiavitù nello stato. L'eventuale ammissione nell'Unione avrebbe comportato uno squilibrio fra Stati schiavisti e non. Fu John Quincy Adams ad opporsi con maggior forza all'approvazione del Trattato di annessione.

    Così, per più di 9 anni, il Texas rimase repubblica indipendente, con bandiera ed istituzioni proprie. Non furono anni facili, e l'Inghilterra più volte tentò di strumentalizzare lo stato per creare un "cuscinetto" fra Stati Uniti e America Centrale, in modo tale da avere mani libere per la costruzione di un canale di collegamento fra Atlantico e Pacifico. Alla fine, nel 1845, il Presidente Tyler fece approvare una risoluzione a maggioranza semplice per l'annessione (un Trattato avrebbe richiesto il voto positivo di 2/3 del Senato), con grandi polemiche da parte di Adams, che parlò di "stroke", di un colpo alla Costituzione. Tyler agì per anticipare, nel suo ultimo scorcio di mandato, il successore Polk, che in campagna elettorale aveva promesso l'espansione in Texas e in Oregon. Nel 1846, le procedure di annessione furono completate, e il Texas divenne il 38° Stato dell'Unione.

    L' epopea texana è inserita all'interno del processo di espansione continentale degli Stati Uniti (si pensi all'articolo di John O'Sullivan relativo al Destino Manifesto, nel quale l'autore si felicita per l'allargamento degli USA in seguito all'annessione del Texas), ma con sviluppi originali e caratteristiche proprie. Chi di noi non ha mai visto film sulla Battaglia di Alamo, non ha tremato per la sorte degli eroi texani, non ha esultato per la sorprendente vittoria finale di San Jacinto? Washington ancora oggi deve fare i conti con la fiera virtù del Texas e del suo popolo, orgoglioso e caparbio. Il mito della nazione indipendente del Texas, unito alle richieste secessioniste del Sud, rimane intatto come simbolo di inesausto coraggio, di sfida al potere centrale oppressivo e tentacolare.


    Per maggiori informazioni di carattere storico:
    Repubblica del Texas - Wikipedia
    Ultima modifica di FalcoConservatore; 10-09-09 alle 18:28

  2. #2
    .
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    Predefinito Rif: Texas

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Senza voler enfatizzare oltre misura lo spirito orgoglioso ed indipendente del popolo texano, è necessario prendere atto che, fra tutti gli Stati dell'Unione, il Texas - con un passato da nazione autonoma alle spalle, seppur per un periodo di soli 9 anni - è quello che preoccupa maggiormente il potere centrale. Ne abbiamo una riprova nelle dichiarazioni del governatore dello Stato Rick Perry, successore del più conosciuto George W. Bush, che ha accusato Washington di «opprimere i texani, interferendo nella vita dei cittadini e nella conduzione dello Stato», fino a minacciare come rappresaglia la secessione del Texas dagli Stati Uniti, ipotesi improbabile ma accarezzata da una fetta importante dell'opinione pubblica.

    Bah,roba demagogica,da guerra di seccessione americana...
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Texas

    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    Bah,roba demagogica,da guerra di seccessione americana...
    Ipotesi per l'appunto assai improbabile, ma mi serviva come incipit dell'articolo per sottolineare lo spirito indipendente del popolo texano, che comunque è presente e ha origini particolari. Poi è ovvio che una eventuale secessione è fuori dalla realtà...ma se il Texas rivendica con le unghie e con i denti il rispetto delle sue prerogative noi ne prendiamo atto (personalmente con piacere, visto che è Obama ad alzare le tasse )

  4. #4
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    Cool Rif: Texas

    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    Bah,roba demagogica,da guerra di seccessione americana...
    Risposta demagogica da italica ignoranza sull'epopea di libertà (quella vera, non vera liberale) di un grande popolo, come quello texano.

    Grazie a Falco per la presente discussione.
    Grazie alla stella solitaria per la saua esistenzaiaociao:
    IO REGNERO' malgrado satana e i suoi satelliti

    http://vandeano2005.splinder.com/

  5. #5
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    Predefinito Rif: Texas

    Onore ai Texani
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  6. #6
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    Predefinito Rif: Texas

    Un giorno andrò in Texas. Mi affascina molto.
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  7. #7
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    Predefinito Rif: Texas

    Il Texas è stato una roccaforte democratica sino, grossomodo, agli anni dello choc petrolifero, e minaccia di tornarlo se i tassi di fertilità degli ispanici restano stabili ... :gluglu:

  8. #8
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    Predefinito Rif: Texas

    comunque il fatto che il texas possa fare la secessione è tutto da vedere, la corte suprema si è pronunciata più volte sulla questione. la costituzione americana vieta la secessione

  9. #9
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Rif: Texas

    Citazione Originariamente Scritto da benfy Visualizza Messaggio
    comunque il fatto che il texas possa fare la secessione è tutto da vedere, la corte suprema si è pronunciata più volte sulla questione. la costituzione americana vieta la secessione
    La questione è più complessa. Riporto alcune considerazioni riguardanti la "Guerra Civile" (qui sotto definita piuttosto come vera e propria guerra internazionale) americana, che possono però ritornare utili al dibattito sul diritto alla secessione:





    Fin dallo scoppio della guerra si presentò il problema della sua classificazione, anche allo scopo di definire se ad essa si potessero applicare le norme del Diritto bellico consuetudinario e delle (poche) convenzioni internazionali in vigore.

    Ovviamente i contendenti diedero due interpretazioni opposte.

    Gli Stati Uniti sostenevano che gli Stati secessionisti avevano violato la Costituzione, che al primo comma della Sez. 10 dell'Art. I, vieta la partecipazione degli Stati a trattati, alleanze o patti confederali. Avevano inoltre tutto l'interesse a mantenere la questione nell'ambito del diritto interno, per evitare indesiderate interferenze da parte degli Stati europei.

    Gli Stati Confederati per contro propugnavano fermamente il loro diritto ad essere Stati liberi e indipendenti, richiamando la frase conclusiva della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America e forti del fatto che la Costituzione degli Stati Uniti d'America fosse un vero e proprio Trattato internazionale e quindi soggetto non solo a ratifica ma anche a denuncia. Dalla loro parte stavano quasi tutti gli Stati europei, e il Regno Unito di Gran Bretagna aveva addirittura emanato un proclama di neutralità che riconosceva la sovranità della Confederazione, documento assolutamente inutile se il conflitto avesse avuto un carattere esclusivamente interno.

    Dal punto di vista del Diritto internazionale consuetudinario gli Stati secessionisti, in quanto Stati liberi ed indipendenti, avevano pieno diritto di denunciare la Costituzione che li legava agli Stati Uniti: essa era infatti una vera e propria Convenzione internazionale, non deliberata in via definitiva da un Organo legislativo rappresentativo ma concordata fra Stati e soggetta alla loro successiva ratifica in base al suo Art. VII.

    È peraltro anche vero che gli Stati Uniti d'America, di fronte ad una manifestazione ritenuta di ostilità, avevano il pieno diritto di ricorrere alla guerra, sempre secondo il Diritto internazionale consuetudinario dell'epoca, allo scopo di far valere il proprio punto di vista. Peraltro gli Stati Uniti d'America adottarono il 24 aprile 1863 le "Instructions for the Government of Armies of the United States in the Field", meglio note come Codice Lieber. La Sezione X delle Istruzioni sembra scritta appositamente per la guerra in corso, ma essa in pratica ordina l'applicazione alle insurrezioni, guerre civili e ribellioni delle norme del Diritto internazionale consuetudinario di guerra. Una estensione di tale portata non è neppure prevista al giorno d'oggi dal II Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949, adottato nel 1977. Gli Unionisti dovevano avere delle ottime ragioni per adottare un codice così generoso nei confronti di "ribelli": queste ragioni potrebbero risiedere nel timore che una repressione senza regole potesse provocare l'intervento a favore dei Confederati di qualche Potenza europea.

    Tutto quanto detto finora rafforza il concetto che i due contendenti fossero ambedue soggetti di Diritto internazionale ed in tale considerazione si può correttamente affermare che la Guerra di secessione americana è un vero e proprio conflitto internazionale.

    Pertanto la definizione di "Guerra civile" con la quale gli Stati Uniti d'America definirono il conflitto, più che altro per ragioni di propaganda interna, anche se largamente usata, non è accettabile sotto il profilo del Diritto internazionale e pertanto è da considerarsi impropria oltre che di parte.

    Guerra di secessione americana

 

 

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