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Il Castello
"Noi Signore di Milano e Conte di Virtù, Vicario Generale Imperiale, volendo compiacere per speciale grazia i nostri egregi e diletti Signori Giovanni Anguissola e Beatrice Visconti sua consorte, concediamo che nella loro proprietà di Grazzano, nel nostro distretto di Piacenza, possano far costruire liberamente e impunemente una fortificazione quale loro aggradi, nonostante alcuni decreti o nostri ordini emessi in contrario."
Con questo manoscritto, il duca Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano e di altre città del nord, autorizzava la sorella Beatrice sposata al nobile piacentino Giovanni Anguissola a costruire un castello nella loro proprietà di Grazzano.
Il complesso castrense fu impostato su schema quadrato con quattro torri agli angoli delle quali: due a base circolare e due a base quadrata. All'interno del corpo di fabbrica una corte a base quadrata circondata da porticati.
Sopra ai porticati i corpi di collegamento si affacciano sulla corte interna con delle finestrature o con dei ballatoi aperti.
A base quadrata, circondata da un ampio fossato, i torrioni merlati agli angoli, questa rocca, baluardo di difesa dei Ghibellini nelle lotte per il dominio di Piacenza, è vera, autentica; ha tutte le carte in regola con storia: cruenti scontri, impiccagione di prigionieri e congiurati, episodi gloriosi.
Un ampio fossato circonda il castello. Lo schema di costruzione è classico del periodo in cui è stato realizzato e testimonia l'influenza Viscontea nella zona. Diversi sono i richiami al castello Visconti di Pavia.
Tra una successione e un fatto d'arme furono apportati al maniero numerosi rifacimenti: nel 1698 si sostituì il preesistente ponte levatoio in legno con una struttura "in quadrelli" (Autorizzazione firmata dal notaio pubblico e cancelliere di Piacenza Alessio Dosini a favore del marchese Felice Anguissola).
Alla fine del 1800 attorno al maniero, sparuti contadini popolavano catapecchie e vecchie stalle. Molte parti del Castello erano andate in rovina: logge e camminamenti erano pericolanti, le mura sgretolate, la stabilità del fortilizio compromessa.
Nel 1822 si ebbero interventi di falegnameria edile per un importo di lire 2947,8 completate, nell'anno successivo, da "296 giornate da muratore e 215 da garzone". Si hanno notizie di altri lavori compiuti negli anni 1829 e 1849 quando, sulla base delle perizie redatte dal geometra Paolo Martini di Ponte dell'Olio, furono ristrutturati i fabbricati di servizio adibiti a "arsenale da legname e buganderia". Ancora "lavori di scalpellino per 339,39 lire di Parma" nel 1859 e altri nel 1879.
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Velleia Romana
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Veleia è un'antica città romana di piccole dimensioni ma completa; il suo territorio, di circa 1200 Km. si estendeva fra le attuali provincie di: Genova, Tortona, La Spezia, Lucca, Parma e Piacenza. Decadde nel IV secolo dell'era cristiana, a causa di un'infiltrazione d'acqua che provocò il distaccamento di una parte della rupe soprastante che scendendo distrusse l'abitato.
Nel 1747 la città fu rinvenuta per caso e solo due anni dopo, per volontà di Filippo Borbone, duca di Parma, fu dato il via alla campagna di scavi. Poiché la città fu edificata sulle pendici del colle, gli edifici si trovano su piani diversi.
Soltanto da pochi anni, nel 1994, sono nuovamente ripresi gli scavi allo scopo di ritrovare il tempio, la necropoli, l'impianto urbanistico e gli insediamenti preromani.
Per quanto riguarda i ritrovamenti archeologici, in sito vi è un museo, l'antiquarium che contiene i calchi in gesso di due tavolette in bronzo e numerosi altri reperti, mentre nel Museo Nazionale di Parma si trovano le statue di marmo e i bronzi.
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Il Castello di Rezzanello di forma quadrilatera, con 4 torri circolari è detto castello guelfo o del Papa per aver ospitato nel 1212 la fazione Guelfa di Piacenza minacciata dai Ghibellini Viscontei.
Il Maniero risale al X° secolo, ed è dotato di 7 ettari di parco con diverse spece arboree, piante secolari ed esotiche che si sono ben sviluppate grazie al microclima esistente.
Il parco del castello di Rezzanello è segnalato come uno dei più belli e protetti d'Italia.
La torre primaria si erge inalterata nel tempo. Edificata nell'anno mille, furono poi erette nel tempo a completamento, altre tre torri. Nel sottotetto si nota il ghirigori gotico eseguito dall'arch.Guidotti, nella seconda metà dell'800.
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Il territorio del comune di Gropparello racchiude in sè una moltitudine di stupendi paesaggi, luoghi di grande serenità e località dove lo sguardo spazia verso un orizzonte lontanissimo.
Certamente i corsi d'acqua che solcano le sue valli da sud verso nord un tempo avranno avuto maggiore irruenza e di conseguenza maggiore peso sulla possibilità di stabilirsi a poca distanza dalle sponde. Alcuni ritrovamenti e successivi studi infatti ipotizzano l'esistenza di nuclei abitati in numerosi luoghi del comune fin dalla Preistoria, in particolare sul crinale del Monte Falò-Castellana lungo i primissimi chilometri di corso del torrente Vezzeno, poco distante, in vicinanza di Groppovisdomo, nel 1956 furono ritrovati frammenti ceramici databili alla fase iniziale dell' Età del Ferro.
Sono sicure le presenze di popolazioni liguri nell'epoca preromana ed incontestabile appare l'attività proprio degli antichi Romani nella zona che ha in Veleia una delle principali località di studio dell'Italia del Nord. Tracce della presenza romana si hanno anche lungo il torrente Chero, presso Magnani (proprio di fronte a Veleia), nell'area dove oggi sorge Gropparello ed in località Barzano, sono di chiara origine romana e stanno ad indicare le proprietà terriere dei diversi individui. La distribuzione di Veleia, il declino dell'Impero romano ed il conseguente arrivo di popolazioni barbare, in special modo dei primi Longobardi, portano al decadimento dei nuclei abitati del comune.
Tale periodo può dirsi terminato con il passaggio a Cagnano dell'imperatore Carlo Magno che nel 780 dona il castello sul Vezzeno alla Chiesa piacentina che di seguito condizionerà tutta la storia della zona.
Nella stessa età si ha l'espansione del controllo terriero da parte del monastero di Valtolla, in alta Val d'Arda; nel 1014 Enrico II cede al monatero alcuni beni tra cui Sariano, destinato a divenire frazione di Gropparello più tardi; conferme dell'assegnazione verranno nel 1148 da Eugenio III e nel 1167 da Federico Barbarossa.
Nel 1299 la rocca di Cagnano è ancora della Chiesa, ma già nel 1307 appare feudo della famiglia Fulgosio. Di contro la zona di Montechino diventa parte della "Magnifica università della Valnure", un organismo federativo nato in seguito ad un privilegio concesso da Filippo Maria Visconti ai fratelli Carbrino e Bertolino Nicelli dai quali il castello di Montechino, che ancora oggi giganteggia sulla Valriglio, passerà a Niccolò Confalonieri.
Nel 1535 Paolo III, a fronte dell'abbandono dell'abbazia di Valtolla, cede i territori della stessa a Guido Ascanio Sforza ed alla stessa famiglia Sforza, nel 1544, viene data Cagnano; nel 600 la zona di Gropparello passa agli Anguissola che vi governeranno per più di duecento anni.
Attorno al 1832 si hanno le prime notizie circa la riunione del territorio di Montechino con quello più importante di Gropparello; di seguito si avrà anche l'abbinamento del territorio di Groppovisdomo. L'economia è ancora del tutto agricola con la proprietà terriera divisa secondo le cosiddette "ville", cioè le frazioni, costituite da insiemi di fabbricati rurali attorno cui vi sono i campi coltivati dai residenti. Solo più tardi si avranno i primi mestieri a carattere artigianale.
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La provincia di Piacenza è vasta potrei stare qui giorni interi per illustrare tutte le sue meraviglie.......
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A proposito del Castello di Gropparello... ;)
Si dice che nel Castello di Gropparello vaghi senza pace lo spirito infelice di Rosania Fulgosio, giovane donna che - nella seconda metà del 1300 - venne murata viva dal marito Pietrone da Cagnano in un luogo inaccessibile ricavato nelle fondamenta del castello, per punirla del suo tradimento con Lancillotto Anguissola, antico amore di gioventù… In questa cella sotterranea scavata nella roccia, tutt’ora inviolata, sarebbero
racchiuse ancora oggi le ossa delle sventurata…
Lo spirito infelice di Rosania sopravvive tra queste antiche mura da oltre sei secoli e si manifesta in molte occasioni, ora con strazianti lamenti (soprattutto nelle notti di tempesta…), ora con il suono melodioso di un’arpa, ora anche in forma visibile... Rosania sembra cercare spasmodicamente contatto con i vivi che abitano quella che un tempo era stata la sua dimora e chiedere insistentemente aiuto per trovare finalmente la pace…
E si dice anche che nel giardino del Castello spuntino da secoli solo fiori bianchi, i preferiti da Rosania… E pare sia vero (e tuttavia,anche se mi spiace spezzare l’incanto, mi sembra che la complicità del giardiniere sia fuori discussione… :D ).
Questa storia così triste e commovente mi ha sempre affascinata e sarei perfino tentata di crederci, anche perché so che il proprietario del Castello non è un visionario e, anzi, è una persona seria ed equilibrata.
C’è da dire però che il Castello di Gropparello, molto bello e ben tenuto, è ormai un luogo turistico ben pubblicizzato con visite guidate, rievocazione di eventi storici, cene in costume e tipici mercatini medievali con relativi giullari, saltimbanchi e mangiafuoco… Addirittura, alla domenica, il parco secolare che circonda il castello si trasforma in “Parco delle Fiabe”, dove vivono, in carne ed ossa, dame, cavalieri, elfi, maghi e streghe, che danno vita a tipiche (e improbabili) scene di vita quotidiana medievale… C’è da considerare, inoltre, che una parte del castello viene messa a disposizione per ricevimenti, matrimoni e cene aziendali…
Si tratta di business, insomma, e si sa che un castello con relativo fantasma ammalia molto di più di un castello privo di presenze inquietanti… Inevitabilmente, però, diventa meno affascinante la storia.
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:)
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Dubbio: in Emilia c'è solo Piacenza? Coraggio forumisti, dobbiamo realizzare un nuovo collage (dove andrà messo lo si deciderà dopo), se non postate foto della vostra terra come facciamo? ;)
Ciao ciao
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Citazione:
Originally posted by Sant'Eusebio
Dubbio: in Emilia c'è solo Piacenza? Coraggio forumisti, dobbiamo realizzare un nuovo collage (dove andrà messo lo si deciderà dopo), se non postate foto della vostra terra come facciamo? ;)
Ciao ciao
Sant'Eusebio ha ragione avanti parmigiani, modenesi, reggiani, bolognesi, ferraresi dove siete finiti? vogliamo conoscere anche noi le meraviglie della vostra città?
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