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  1. #31
    MILANESE DI UNA VOLTA
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    FUORI DA PORTA CICCA, LUNGO CORSO SAN GOTTARDO...
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    Originally posted by Il Condor


    Ahhh, aaahhh !!

    Perche' secondo te gli arabi sono solo quelli che abitano in Arabia Saudita ?

    Ma dai, non credo a cotanta ignoranza.
    Bravo, hai ragione.

  2. #32
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    L'Europa di Massimo D'Alema

    Massimo D'Alema, che peraltro consideriamo l'uomo più lucido del sempre più variopinto schieramento di sinistra, ha criticato di recente la posizione assunta dal Presidente del Consiglio all'ONU e nell'incontro con Bush - Silvio Berlusconi - sostiene D'Alema - ha schierato l'Italia con gli Stati Uniti invece che con l'Europa.

    Critica analoga, d'altro canto, è stata risolta più o meno esplicitamente al governo italiano durante la Conferenza di Johannesburg degli esponenti verdi che erano presenti nella città sudafricana.

    A questi critici - ma soprattutto a Massimo D'Alema - chiediamo allora se la Gran Bretagna, la Spagna, la Danimarca e tutti gli altri paesi europei che hanno posizioni analoghe a quelle del governo italiano siano o meno da considerare parte dell'Unione. Probabilmente al Presidente dei DS è sfuggito che la diplomazia inglese accusa il governo tedesco di impedire - con il suo atteggiamento rigido - la definizione di una comune linea europea sulla questione irakena.

    Il punto di fondo, in realtà, è un altro. D'Alema - e in genere la sinistra italiana - identificano l'Europa con il governo rosso-verde della Germania e più in generale con la socialdemocrazia, sempre più condizionata peraltro dai postcomunisti che sono entrati nell'Internazionale socialista e dai verdi che con essa sono al governo o all'opposizione.

    Ma la Germania di Schroeder e la socialdemocrazia non sono l'Europa, e neppure la maggioranza in Europa. Mentre i liberali, i conservatori e i laburisti inglesi (che non sono condizionati né dai verdi né dai postcomunisti) hanno una concezione "atlantica" della politica estera europea - e quindi collocano al centro delle loro scelte il rapporto con gli Stati Uniti -, la socialdemocrazia e il governo rosso-verde in Germania lavorano guardando velletariamente ad un'Europa distinta e magari distinta e magari distante dall'altra sponda dell'Atlantico.

    E non è certo un caso che il cancelliere Schroeder, con un'economia in forte crisi e a corto di altri argomenti elettorali, abbia imboccato la via del pacifismo, ottenendo sull'immediato un risultato tattico ma aprendo una voragine strategica nel rapporto con gli Stati Uniti.

    Perché allora la posizione del governo italiano e di Berlusconi non sarebbe stata, all'ONU, una posizione "europea"? E' stata invece la posizione di quelle forze politiche che oggi governano nella maggioranza dei paesi europei. Noi repubblicani, che la condividiamo fino in fondo, abbiamo l'impressione che sia proprio la politica estera a rappresentare in futuro, in Italia come in Europa, la principale linea di demarcazione tra i grandi schieramenti.

    Roma, 17 settembre 2002

    ------------------------------------------------------------------------------------
    tratto dal sito web del

    ------------------------------------------------------------------------------------

    NUVOLAROSSA website

  3. #33
    Roderigo
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    Originally posted by nuvolarossa
    L'Europa di Massimo D'Alema
    Il punto di fondo, in realtà, è un altro. D'Alema - e in genere la sinistra italiana - identificano l'Europa con il governo rosso-verde della Germania e più in generale con la socialdemocrazia, sempre più condizionata peraltro dai postcomunisti che sono entrati nell'Internazionale socialista e dai verdi che con essa sono al governo o all'opposizione.
    Ma anche Stoiber, l'avversario cristiano democratico di Schroeder, è contrario alla guerra contro l'Iraq. Ed anche Chirac.
    Quello che i sostenitori della guerra dovrebbero spiegare è perchè su questa questione, come su altre, l'Europa dovrebbe avere una posizione subalterna agli Stati Uniti. Sorvolando sull'aspetto immorale e criminale di un conflitto che costerà la vita a decine di migliaia di persone innocenti, gli interessi americani nella guerra irakena sono chiari, ma quelli europei?

    R.

  4. #34
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    chiedi quali siano gli interessi?
    Ma non sono interessi venali, ovviamente...qua e' in gioco la "Democrazia"....mi spiego con un esempio semplice:

    Se le potenze mondiali avessero "prontamente" bloccate le insane "follie" di menti annebbiate dall'edonismo e dal desiderio di dominio...quali quelle di Hitler e di Mussolini.....il genere umano avrebbe evitato centinaia di migliaia di morti ed una seconda guerra mondiale.......e' quello che devono fare le "democrazie mondiali" che vogliono evitare questo "ricorso" storico della follia e del neo-nazifascismo ancor piu' pericoloso perche' alimentato dal fondamentalismo religioso.


    La storia ci deve essere amica nell'insegnamento, onde evitare gli errori del passato....diabolico e' il perseverare nell'errore.....con la scusante di un falso pacifismo che non risolve i problemi di una pacifica convivenza mondiale.
    NO alla guerra, certo!
    Ma proprio per questo dobbiamo contribuire a "non far crescere" la mala erba, che si alimenta di solo guerra ed odio razzistico per i popoli e che, non avendo altro da offrire ai propri popoli malgovernati (che avrebbero invece diritto ad essere amministrati in modo piu' umano e civile) , porge loro l'istigazione ad odiare culture e religioni diverse dalle proprie in un clima ancora medioevale ed oscurantista !
    Questa puo' essere la vera strategia per evitare la guerra ed indirizzare i popoli ad una vera "pace".

    Un fraterno saluto da un mazziniano.

  5. #35
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    dimenticavo....

    Stoiber ed anche Chirac, pur se con accenti e...intendimenti politici contingenti diversi......hanno dichiarato di attenersi a quelle che saranno le decisioni del "Consiglio di Sicurezza" dell'O.N.U.

    Mi sembra che come impostazione sia molto vicina a quelle citate nell'articolo tratto dal sito web del P.R.I.

  6. #36
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    Originally posted by Roderigo

    Quello che i sostenitori della guerra dovrebbero spiegare è perchè su questa questione, come su altre, l'Europa dovrebbe avere una posizione subalterna agli Stati Uniti.
    R.

    La risposta e' ovvia. Perche' l'Europa si affida agli States per la sua difesa militare.

    L'Europa deve spendere meno soldi per pensioni e sanita' e piu' per tank e aerei, poi potra' avanzare le sue proposte.

  7. #37
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    Ottima l' idea di un confine che separi (tendenzialmente, e senza danni per gli arabi-israeliani) palestinesi e israeliani, perchè occorre uno stato ebraico per gli ebrei e uno arabo per i palestinesi.
    Il problema è realizzare ciò unilateralmente con un ritiro (fuga precipitosa?) degli israeliani dai TO.
    Così facendo i palestinesi si considererebbero vincitori sul campo di battaglia e attaccherebbero sul nuovo confine, qualunque esso sia.
    Meglio che Israele presidi tutti i TO e attenda pazientemente il ritorno dei palestinesi al tavolo negoziale, rispondendo colpo su colpo a tutti i loro attacchi armati per insegnargli che con le armi non ottengono nulla, ma anche che col negoziato possono avere uno stato su quasi tutti gli attuali TO + qualche territorio oggi israeliano come conguaglio (e qui è ciò che manca alla linea Sharon).
    Poi negoziato per 2 popoli 2 stati.
    Scorciatoie non ne vedo.

  8. #38
    Cavaliere
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    Originally posted by nuvolarossa
    chiedi quali siano gli interessi?
    Ma non sono interessi venali, ovviamente...qua e' in gioco la "Democrazia"....mi spiego con un esempio semplice:

    Se le potenze mondiali avessero "prontamente" bloccate le insane "follie" di menti annebbiate dall'edonismo e dal desiderio di dominio...quali quelle di Hitler e di Mussolini.....il genere umano avrebbe evitato centinaia di migliaia di morti ed una seconda guerra mondiale.......e' quello che devono fare le "democrazie mondiali" che vogliono evitare questo "ricorso" storico della follia e del neo-nazifascismo ancor piu' pericoloso perche' alimentato dal fondamentalismo religioso.


    La storia ci deve essere amica nell'insegnamento, onde evitare gli errori del passato....diabolico e' il perseverare nell'errore.....con la scusante di un falso pacifismo che non risolve i problemi di una pacifica convivenza mondiale.
    NO alla guerra, certo!
    Ma proprio per questo dobbiamo contribuire a "non far crescere" la mala erba, che si alimenta di solo guerra ed odio razzistico per i popoli e che, non avendo altro da offrire ai propri popoli malgovernati (che avrebbero invece diritto ad essere amministrati in modo piu' umano e civile) , porge loro l'istigazione ad odiare culture e religioni diverse dalle proprie in un clima ancora medioevale ed oscurantista !
    Questa puo' essere la vera strategia per evitare la guerra ed indirizzare i popoli ad una vera "pace".

    Un fraterno saluto da un mazziniano.
    Questo significa che sei per il progettato attacco USA contro l' Iraq?
    A me pare che questa volta manchino del tutto le motivazioni forti dell' attacco contro l' Iraq del 1991 (legittima difesa del Kuwait) e contro l' Afganistan del 2001 (legittima difesa degli USA stessi) e che si progetti di attaccare uno stato unicamente in quanto autoritario e dalla politica estera contraria agli interessi USA.
    I prossimi potrebbero essere Cuba, Venezuela, Iran.
    Non è pericoloso dare agli USA il potere di disfarsi con la forza di tutti i governi che non gli piacciono?

  9. #39
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    Originally posted by gribisi
    Ottima l' idea di un confine che separi (tendenzialmente, e senza danni per gli arabi-israeliani) palestinesi e israeliani, perchè occorre uno stato ebraico per gli ebrei e uno arabo per i palestinesi.
    Il problema è realizzare ciò unilateralmente con un ritiro (fuga precipitosa?) degli israeliani dai TO.
    Così facendo i palestinesi si considererebbero vincitori sul campo di battaglia e attaccherebbero sul nuovo confine, qualunque esso sia.
    Meglio che Israele presidi tutti i TO e attenda pazientemente il ritorno dei palestinesi al tavolo negoziale, rispondendo colpo su colpo a tutti i loro attacchi armati per insegnargli che con le armi non ottengono nulla, ma anche che col negoziato possono avere uno stato su quasi tutti gli attuali TO + qualche territorio oggi israeliano come conguaglio (e qui è ciò che manca alla linea Sharon).
    Poi negoziato per 2 popoli 2 stati.
    Scorciatoie non ne vedo.

    Ma se lasciano gli islamici dentro Israele, che separazione hanno fatto ? Il rischio kamikaze e attentati rimane.

    Poi non ho capito che "conguaglio" dovrebbe concedere ancora Israele, dopo avere GIA' RESTITUITO il 90% dei territori legittimamente conquistati.

    La separazione deve essere fatta lasciando si' gran parte dei cosiddetti TO agli arabi, ma senza compromettere la sicurezza di Israele (che in certi posti avrebbe una larghezza di soli 12 km). Se i palestinesi non avranno sufficiente territorio per starci tutti, si facciano dare qualcosa dalla Giordania (che e' MOLTO piu' grande di Israele). Inoltre la Giordania (se ci sara' la guerra contro l'Iraq, alla quale io sono contrario) potrebbe essere ricompensata dandogli del territorio a est, ai danni dell'Iraq.

  10. #40
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    L'idea della "guerra preventiva" è semplicemente delirante. Com'è delirante, oltreché comico all'inverosimile, che i nostri bravi governanti, tendenzialmente esponenti di una cultura e di una retorica nazionalista (ma solo quando giocano gli 11 imbecilli in maglia azzurra, però.... ) siano disposti a mettersi sotto i tacchi la dignità del paese e accorrere a fare il cavaliere di ventura per il padrone. Quest'aspetto, dicevo, fa veramente ghignare a morte

    Per il resto ancora non si capisce il perché della guerra. Perché Saddam ha "armi di distruzione di massa"? le hanno pure gli americani....Nella realtà dei fatti l'Irak non costituice un pericolo per nessuno, e comincio a pensare che Bush usi l'arma della guerra per mantenere compatto un fronte interno che altrimenti avrebbe molto da domandargli (Florida, Enron, trasgressione legge Guantanamo, leggi speciali Rumsfeld....)

    nella realtà dei fatti, scevra da ogni retorica e dall'arma di ricato morale dell'11/09, quella che si vuole far passare è il diritto degli Usa ad intervenire militarmente ogni qualvolta vi sia un governo ad essi sgradito, con l'unico rispetto delle zone d'influenza della Cina e della Russia in cui continuerebbe a vigere il principio medievale del cuius regio, eius religio.
    Uno scenario da guerra perenne e permanente contro nemici invisibili ed inventati, in cui chiaramente nelle intenzioni di Bush e di qualche cagnolino pavloviano governante in disgraziati paesi europei, la Ue dovrebbe esseer al max il amggiordomo della Casa Bianca

 

 
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