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Discussione: Salve a tutti!

  1. #31
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    Originally posted by Azione77
    Quindi compagno sei di Falce e martello, bene se è questo il tuo scopo, lavorare all'interno di Rifondazione per portare via i militanti più onesti, ti rendo onore. Confido nella tua buona fede di comunista. Per "amichetti" intendevo coloro che si richiamano al trozkismo, tu conosci meglio di me la mala-fede che accompagna certi esseri che circolano in Rifondazione.
    Io ti inviterei a rientrare in RC ed a fare politica con noi,ti assicuro che è tutt'altra cosa che fare il semplice iscritto a RC.
    Comunque non voglio portare via i mlitanti più onesti da RC ma toglierli dall'influenza dei burocrati cercando magari di trasformare questo partito in un vero partito rivoluzionario.
    Saluti comunisti

  2. #32
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    Originally posted by Azione77
    Quindi compagno sei di Falce e martello, bene se è questo il tuo scopo, lavorare all'interno di Rifondazione per portare via i militanti più onesti, ti rendo onore. Confido nella tua buona fede di comunista. Per "amichetti" intendevo coloro che si richiamano al trozkismo, tu conosci meglio di me la mala-fede che accompagna certi esseri che circolano in Rifondazione.
    Io ti inviterei a rientrare in RC ed a fare politica con noi,ti assicuro che è tutt'altra cosa che fare il semplice iscritto a RC.
    Comunque non voglio portare via i mlitanti più onesti da RC ma toglierli dall'influenza dei burocrati cercando magari di trasformare questo partito in un vero partito rivoluzionario.
    Saluti comunisti

  3. #33
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    Ulianov si vede che sei un militante onesto e di sani principi, ma quello che dici io l'ho gia' sentito...trasformare il partito dall'interno...non lasciare che i militanti onesti siano preda dei dirigenti...In teoria tutto giusto , nella pratica i militanti onesti che rimangono in un partito marcio servono a legittimare proprio la cricca dirigente.Sembrera' paradossale, ma per me è cosi'...Posto che tutte le scelte sono legittime, se realmente motivate, è vero che in Argentina la classe lavoratrice non avendo un partito di riferimento non ha saputo dare sbocchi reali al conflitto,ma è anche vero che i PC nel mondo che non hanno saputo innovare il proprio bagaglio teorico e politico sono sempre stati un freno al cambiamento ed ai possibili sbocchi rivoluzionari.A proposito ma che mi dici della poszione del PCE spagnolo sullo scioglimento di Batasuna ed RC che fa in proposito? Dorme?

  4. #34
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    Ulianov si vede che sei un militante onesto e di sani principi, ma quello che dici io l'ho gia' sentito...trasformare il partito dall'interno...non lasciare che i militanti onesti siano preda dei dirigenti...In teoria tutto giusto , nella pratica i militanti onesti che rimangono in un partito marcio servono a legittimare proprio la cricca dirigente.Sembrera' paradossale, ma per me è cosi'...Posto che tutte le scelte sono legittime, se realmente motivate, è vero che in Argentina la classe lavoratrice non avendo un partito di riferimento non ha saputo dare sbocchi reali al conflitto,ma è anche vero che i PC nel mondo che non hanno saputo innovare il proprio bagaglio teorico e politico sono sempre stati un freno al cambiamento ed ai possibili sbocchi rivoluzionari.A proposito ma che mi dici della poszione del PCE spagnolo sullo scioglimento di Batasuna ed RC che fa in proposito? Dorme?

  5. #35
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    Originally posted by pietro
    Ulianov si vede che sei un militante onesto e di sani principi, ma quello che dici io l'ho gia' sentito...trasformare il partito dall'interno...non lasciare che i militanti onesti siano preda dei dirigenti...In teoria tutto giusto , nella pratica i militanti onesti che rimangono in un partito marcio servono a legittimare proprio la cricca dirigente.Sembrera' paradossale, ma per me è cosi'...Posto che tutte le scelte sono legittime, se realmente motivate, è vero che in Argentina la classe lavoratrice non avendo un partito di riferimento non ha saputo dare sbocchi reali al conflitto,ma è anche vero che i PC nel mondo che non hanno saputo innovare il proprio bagaglio teorico e politico sono sempre stati un freno al cambiamento ed ai possibili sbocchi rivoluzionari.A proposito ma che mi dici della poszione del PCE spagnolo sullo scioglimento di Batasuna ed RC che fa in proposito? Dorme?
    Guarda Pietro,non è così Bertinotti se potesse farebbe benissimo a meno di noi,ma si sa RC non è il PCI dal quale siamo stati espulsi negli anni '80.
    E' vero che i partiti comunisti sono stati sempre un freno ai possibili sbocchi rivoluzionari,ma da comunisti dobbiamo dotarci di una strategia tenendo presente in primo luogo lo scopo finale e cioè la rivoluzione proletaria,in secondo luogo l'attuale condizione storica ed in terzo luogo dobbiamo imparare dall'esperienza storica e questa ci insegna che il settarismo dei vari partiti e movimenti al di fuori dalle organizzazioni tradizionali di massa non hanno mai avuto lunga vita e se sono riusciti ad incidere realmente nella società ed avere un minimo di radicamento è stato solo per brevi periodi e per lo più in periodi diciamo rivoluzionari quali il '68 ed il '77.Cosa è stata ad esempio DP se non un movimento di opinione completamente slegato dai movimenti reali?
    Allora la domanda principale che deve farsi un comunista è chiedersi quale strategia e quale tattica adottare per riuscire a radicarsi nella classe operaia,partendo dall'analisi della situazione attuale e cioè l'egemonia assoluta di Cofferati nel movimento operaio.Ad esempio non lavorare nella CGIL adesso sarebbe solo un suicidio politico,come fai a spiegare a tanti lavoratori che adesso hanno fiducia in lui che è solo un opportunista e che vuole difendere solo i suoi interessi di burocrate reintroducendo la concertazione,anche se oramai è oggettivamente impossibile,se non lavorando in questa organizzazione e come diceva Lenin spiegando pazientemente,magari facendosi eleggere delegato e portando avanti piattaforme rivendicative di controffensiva e solo difensive?Fare il catechismo del comunista e magari fare a gara tra i gruppetti a chi lo predica meglio non ha senso se si è marxisti anche se le analisi sono giuste e poi la strategia è sbagliata non si riuscirà mai ad avere quel consenso necessario per la rivoluzione,purtroppo la maggior parte dei lavoratori non ha coscienza di classe e bisogna lavorare per fargliela aquisire,comportandosi come setta però non ti capiranno mai.Il processo di radicamento specie in questo momento è lungo e difficile,sappiamo che questo è un percorso di lunga durata ma è l'unico modo secondo me per giungere allo scopo finale.
    Saluti rivoluzionari

  6. #36
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    Originally posted by pietro
    Ulianov si vede che sei un militante onesto e di sani principi, ma quello che dici io l'ho gia' sentito...trasformare il partito dall'interno...non lasciare che i militanti onesti siano preda dei dirigenti...In teoria tutto giusto , nella pratica i militanti onesti che rimangono in un partito marcio servono a legittimare proprio la cricca dirigente.Sembrera' paradossale, ma per me è cosi'...Posto che tutte le scelte sono legittime, se realmente motivate, è vero che in Argentina la classe lavoratrice non avendo un partito di riferimento non ha saputo dare sbocchi reali al conflitto,ma è anche vero che i PC nel mondo che non hanno saputo innovare il proprio bagaglio teorico e politico sono sempre stati un freno al cambiamento ed ai possibili sbocchi rivoluzionari.A proposito ma che mi dici della poszione del PCE spagnolo sullo scioglimento di Batasuna ed RC che fa in proposito? Dorme?
    Guarda Pietro,non è così Bertinotti se potesse farebbe benissimo a meno di noi,ma si sa RC non è il PCI dal quale siamo stati espulsi negli anni '80.
    E' vero che i partiti comunisti sono stati sempre un freno ai possibili sbocchi rivoluzionari,ma da comunisti dobbiamo dotarci di una strategia tenendo presente in primo luogo lo scopo finale e cioè la rivoluzione proletaria,in secondo luogo l'attuale condizione storica ed in terzo luogo dobbiamo imparare dall'esperienza storica e questa ci insegna che il settarismo dei vari partiti e movimenti al di fuori dalle organizzazioni tradizionali di massa non hanno mai avuto lunga vita e se sono riusciti ad incidere realmente nella società ed avere un minimo di radicamento è stato solo per brevi periodi e per lo più in periodi diciamo rivoluzionari quali il '68 ed il '77.Cosa è stata ad esempio DP se non un movimento di opinione completamente slegato dai movimenti reali?
    Allora la domanda principale che deve farsi un comunista è chiedersi quale strategia e quale tattica adottare per riuscire a radicarsi nella classe operaia,partendo dall'analisi della situazione attuale e cioè l'egemonia assoluta di Cofferati nel movimento operaio.Ad esempio non lavorare nella CGIL adesso sarebbe solo un suicidio politico,come fai a spiegare a tanti lavoratori che adesso hanno fiducia in lui che è solo un opportunista e che vuole difendere solo i suoi interessi di burocrate reintroducendo la concertazione,anche se oramai è oggettivamente impossibile,se non lavorando in questa organizzazione e come diceva Lenin spiegando pazientemente,magari facendosi eleggere delegato e portando avanti piattaforme rivendicative di controffensiva e solo difensive?Fare il catechismo del comunista e magari fare a gara tra i gruppetti a chi lo predica meglio non ha senso se si è marxisti anche se le analisi sono giuste e poi la strategia è sbagliata non si riuscirà mai ad avere quel consenso necessario per la rivoluzione,purtroppo la maggior parte dei lavoratori non ha coscienza di classe e bisogna lavorare per fargliela aquisire,comportandosi come setta però non ti capiranno mai.Il processo di radicamento specie in questo momento è lungo e difficile,sappiamo che questo è un percorso di lunga durata ma è l'unico modo secondo me per giungere allo scopo finale.
    Saluti rivoluzionari

  7. #37
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    Ulianov , per me è legittimo e sacrosanto stare in un partito o sindacato e lavorare per far avanzare la coscienza di classe, per carita', ne' mi piacciono gruppi e gruppetti settari e fuori della realta' che come giustamente sottolinei non hanno alcun raccordo con la realta'.Dico solo e con me anche tanti altri compagni piu' importanti di me che senza un rinnovamento del bagaglio teorico del marxismo che non sia solo eurocentrico , ma tenga conto della realta' mondiale e dell'importanza vitale dell'antiimperialismo anche per le classi lavoratrici italiana ed europea , non ci si muove di un millimetro.Un dibattito come questo è difficile farlo in un Partito che per sua natura,deve tenere conto di interessi elettoralistici, piu' che altro, e di quando in quando di fare "difesa" di quel poco che è rimasto ...Perche' di ben poco si tratta !Non vedo tracce di un'analisi seria in tema di antiimperialismo e di sostegno alle lotte di liberazione nazionale, ma solo capziosi distinguo, tranne Grimaldi e pochi altri, in Rc, non vedo un'analisi seria di come gli Usa siano il centro-motore, e non un paese imperialista come gli altri, non vedo aperture verso le istanze rivoluzionarie che provengono da piu' parti del mondo per supponenza ideologica...
    Senza un coerente antiimperialismo , in NESSUN paese, men che meno europeo, sara' possibile liberarsi del capitalismo, si potra' al massimo contrattare un aumento salariale...ma mi concederai che fare un partito solo per questo mi sembra un po' riduttivo..anche la caritas fa di meglio...Quanto alla CGIL meno male che si è svegliata, ma perche' negli anni dell'Ulivo ha avallato l'incredibile precarizzazione del lavoro e lo smantellamento dei diritti sociali?
    Vedo, invece, disperati tentativi di navigare a vista tra tentazioni no-global ed accordi con la borghesia di sinistra dell'Ulivo.

    Il dibattiito è aperto e si fa interessante

    saluti rivoluzionari

  8. #38
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    Ulianov , per me è legittimo e sacrosanto stare in un partito o sindacato e lavorare per far avanzare la coscienza di classe, per carita', ne' mi piacciono gruppi e gruppetti settari e fuori della realta' che come giustamente sottolinei non hanno alcun raccordo con la realta'.Dico solo e con me anche tanti altri compagni piu' importanti di me che senza un rinnovamento del bagaglio teorico del marxismo che non sia solo eurocentrico , ma tenga conto della realta' mondiale e dell'importanza vitale dell'antiimperialismo anche per le classi lavoratrici italiana ed europea , non ci si muove di un millimetro.Un dibattito come questo è difficile farlo in un Partito che per sua natura,deve tenere conto di interessi elettoralistici, piu' che altro, e di quando in quando di fare "difesa" di quel poco che è rimasto ...Perche' di ben poco si tratta !Non vedo tracce di un'analisi seria in tema di antiimperialismo e di sostegno alle lotte di liberazione nazionale, ma solo capziosi distinguo, tranne Grimaldi e pochi altri, in Rc, non vedo un'analisi seria di come gli Usa siano il centro-motore, e non un paese imperialista come gli altri, non vedo aperture verso le istanze rivoluzionarie che provengono da piu' parti del mondo per supponenza ideologica...
    Senza un coerente antiimperialismo , in NESSUN paese, men che meno europeo, sara' possibile liberarsi del capitalismo, si potra' al massimo contrattare un aumento salariale...ma mi concederai che fare un partito solo per questo mi sembra un po' riduttivo..anche la caritas fa di meglio...Quanto alla CGIL meno male che si è svegliata, ma perche' negli anni dell'Ulivo ha avallato l'incredibile precarizzazione del lavoro e lo smantellamento dei diritti sociali?
    Vedo, invece, disperati tentativi di navigare a vista tra tentazioni no-global ed accordi con la borghesia di sinistra dell'Ulivo.

    Il dibattiito è aperto e si fa interessante

    saluti rivoluzionari

  9. #39
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    Originally posted by pietro
    Ulianov , per me è legittimo e sacrosanto stare in un partito o sindacato e lavorare per far avanzare la coscienza di classe, per carita', ne' mi piacciono gruppi e gruppetti settari e fuori della realta' che come giustamente sottolinei non hanno alcun raccordo con la realta'.Dico solo e con me anche tanti altri compagni piu' importanti di me che senza un rinnovamento del bagaglio teorico del marxismo che non sia solo eurocentrico , ma tenga conto della realta' mondiale e dell'importanza vitale dell'antiimperialismo anche per le classi lavoratrici italiana ed europea , non ci si muove di un millimetro.Un dibattito come questo è difficile farlo in un Partito che per sua natura,deve tenere conto di interessi elettoralistici, piu' che altro, e di quando in quando di fare "difesa" di quel poco che è rimasto ...Perche' di ben poco si tratta !Non vedo tracce di un'analisi seria in tema di antiimperialismo e di sostegno alle lotte di liberazione nazionale, ma solo capziosi distinguo, tranne Grimaldi e pochi altri, in Rc, non vedo un'analisi seria di come gli Usa siano il centro-motore, e non un paese imperialista come gli altri, non vedo aperture verso le istanze rivoluzionarie che provengono da piu' parti del mondo per supponenza ideologica...
    Senza un coerente antiimperialismo , in NESSUN paese, men che meno europeo, sara' possibile liberarsi del capitalismo, si potra' al massimo contrattare un aumento salariale...ma mi concederai che fare un partito solo per questo mi sembra un po' riduttivo..anche la caritas fa di meglio...Quanto alla CGIL meno male che si è svegliata, ma perche' negli anni dell'Ulivo ha avallato l'incredibile precarizzazione del lavoro e lo smantellamento dei diritti sociali?
    Vedo, invece, disperati tentativi di navigare a vista tra tentazioni no-global ed accordi con la borghesia di sinistra dell'Ulivo.

    Il dibattiito è aperto e si fa interessante

    saluti rivoluzionari
    Guarda Pietro che in RC il dibattito c'è ed anche spesse volte aspro,non è solo Fulvio Grimaldi che si interessa di antimperialismo,ad esempio noi produciamo oltre che al mensile(Falce e martello) ,anche una rivista teorica "In difesa del marxismo"(sempre con l'auto finanziamento e proprio per questo più difficile da diffondere) in cui affrontiamo le varie questioni teoriche e tanto spazio è stato ed è dedicato all'intimperialismo.Anche proposta pubblica la sua rivista teorica.
    Non credere che in RC esista solo la maggioranza che ha come unico fine l'unità del movimento dei movimenti e le rivendicazioni sindacali.

  10. #40
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    Originally posted by pietro
    Ulianov , per me è legittimo e sacrosanto stare in un partito o sindacato e lavorare per far avanzare la coscienza di classe, per carita', ne' mi piacciono gruppi e gruppetti settari e fuori della realta' che come giustamente sottolinei non hanno alcun raccordo con la realta'.Dico solo e con me anche tanti altri compagni piu' importanti di me che senza un rinnovamento del bagaglio teorico del marxismo che non sia solo eurocentrico , ma tenga conto della realta' mondiale e dell'importanza vitale dell'antiimperialismo anche per le classi lavoratrici italiana ed europea , non ci si muove di un millimetro.Un dibattito come questo è difficile farlo in un Partito che per sua natura,deve tenere conto di interessi elettoralistici, piu' che altro, e di quando in quando di fare "difesa" di quel poco che è rimasto ...Perche' di ben poco si tratta !Non vedo tracce di un'analisi seria in tema di antiimperialismo e di sostegno alle lotte di liberazione nazionale, ma solo capziosi distinguo, tranne Grimaldi e pochi altri, in Rc, non vedo un'analisi seria di come gli Usa siano il centro-motore, e non un paese imperialista come gli altri, non vedo aperture verso le istanze rivoluzionarie che provengono da piu' parti del mondo per supponenza ideologica...
    Senza un coerente antiimperialismo , in NESSUN paese, men che meno europeo, sara' possibile liberarsi del capitalismo, si potra' al massimo contrattare un aumento salariale...ma mi concederai che fare un partito solo per questo mi sembra un po' riduttivo..anche la caritas fa di meglio...Quanto alla CGIL meno male che si è svegliata, ma perche' negli anni dell'Ulivo ha avallato l'incredibile precarizzazione del lavoro e lo smantellamento dei diritti sociali?
    Vedo, invece, disperati tentativi di navigare a vista tra tentazioni no-global ed accordi con la borghesia di sinistra dell'Ulivo.

    Il dibattiito è aperto e si fa interessante

    saluti rivoluzionari
    Guarda Pietro che in RC il dibattito c'è ed anche spesse volte aspro,non è solo Fulvio Grimaldi che si interessa di antimperialismo,ad esempio noi produciamo oltre che al mensile(Falce e martello) ,anche una rivista teorica "In difesa del marxismo"(sempre con l'auto finanziamento e proprio per questo più difficile da diffondere) in cui affrontiamo le varie questioni teoriche e tanto spazio è stato ed è dedicato all'intimperialismo.Anche proposta pubblica la sua rivista teorica.
    Non credere che in RC esista solo la maggioranza che ha come unico fine l'unità del movimento dei movimenti e le rivendicazioni sindacali.

 

 
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