fra poco, esaurita la pausa estiva, ricomincerà il dibattito parlamentare sulla legge Cirami, quella che, per intenderci, autorizza il PdC a farsi spostare il processo qualora ritenga che il collegio giudicante non sia imparziale nei suoi confronti.
Ecco alcuni pretesti che l'Autoassolto ha messo in campo a suffragio di tale tesi.
Ma è veramente costituzionale togliersi dal proprio giudice naturale? sentiamo l'opinione del prof. Cordero: "togliere un caso dal giudice naturale è l'estremo rimedio; non bastano i sospetti; occorre la prova d'effetti perturbanti da fuori, tali che il processo risulti patologicamente anomalo; e quando colpiscano l'organo giudicante, dev'esserne affetto l'intero ufficio; non interessano gli atti del PM investigante e, ancor meno, l'asserito "accanimento" (quasi che l'imputato avesse diritto ad accuse svagate e morbide)".
Per la cronaca, va detto che i difensori del PdC, a gennaio 2002, hanno avanzato la richiesta (piuttosto imbarazzante, ma respinta per fortuna) che il loro assistito fosse prosciolto per prescrizione del reato.
sentiamo le ragioni dello spostamento del processo:
1) STAMPA OSTILE. Berlusconi asserisce che sarebbe in atto una "campagna persecutoria di stampa" che, secondo lui, turberebbe i giudici milanesi. mah. eppure i giornali escono regolarmente in edicola sia a Milano che a Brescia.
2) CE L'HANNO CON LUI. Berlusconi asserisce che le indagini giudiziarie sarebbero iniziate subito dopo la sua "discesa in campo". Motivo più che sufficiente a far spostare il processo. Vale ancora una volta la pena di ricordare le indagini su Fininvest relative alla corruzione della GdF, iniziate nel 1987, e quelle relative alle false fatturazioni in Publitalia, tangenti Vigano e Verzellesi, All Iberian, disarica di Cerro Maggiore, fra il 1992 ed il 1993. Così scrive il GUP Bianchetti il 15-5-2001: "(...) si può affermare conclusivamente che l'impegno politico del denunciante e le indagini ai suoi danni non si pongono tra loro in rapporto causa-effetto; la prosecuzione delle indagini già iniziate, e l'avvio di ulteriori indagini collegate, in nessun modo possono connotarsi come 'attività giudiziaria originata dalla volontà di sanzionare' il sopravvenuto impegno politico dell'indagato, ed a tal fine diretta".
3) SIMM 'E NAPULE, PAISA'. Berlusconi afferma che gli fu notificato un avviso di garanzia mentre presiedeva il vertice sulla criminalità a Napoli, il 21-11-1994. Ciò, a suo dire, provocò la caduta del suo primo esecutivo. Il tutto per andare a parare sull'accanimento giudiziario.
Non era un avviso di garanzia ma un mandato di comparizione. Non gli fu notificato il 21, ma il giorno dopo con un atto ufficiale. Il giorno prima un carabiniere gli aveva telefonato notificandogli l'atto (dovuto). Quando il Corsera lo pubblicò, Sb lo conosceva già da diverse ore.
In ultimo, ma non meno importante, il primo governo di Sb cadde perché la Lega gli aveva notificato il 6-11-1994, la volontà di togliergli la sua fiducia. 15 giorni prima del mandato di comparizione.
4) ESTERNAZIONI DA POOLLAIO. Sb cita tutte le esternazioni del pool che, a suo dire, minerebbero l'imparzialità di chi lo giudica. Dimentica però analoghe esternazioni dei giudici milanesi contro provvedimenti legislativi dl centrosinistra (il 513, la depenalizzazione dell'abuso d'ufficio, le bozze Boato alla Bicamerale). Eppure nessuno, nell'Ulivo, ha chiesto la testa di Borrelli e co.
5) PARLAMENTO IN. Sb accusa il GIP Rossato di "esasperazione accusatoria" nei confronti dell'on. Previti, allorché, nel 1997, la Camera gli negò l'arresto. Parere politico a tutto tondo, e della peggior specie poi, frutto di accordi sotterranei trasversali fra Polo ed Ulivo. Fra l'altro, il Parlamento non avrebbe potuto entrare nel merito delle indagini affermando che "di prove contro Previti ce n'è fin troppe, non potrebbe inquinarle, ed allora arrestarlo è inutile" (niente prove, niente manette; troppe prove, niente manette lo stesso. Niente manette in ogni caso. Il Parlamento dica chiaramente sopra e sotto quale soglia di prove un deputato può essere arrestato).
Utilizzare una votazione parlamentare per dimostrare che a Milano sarebbe in atto una corruzione. Escamotage che nessun comune mortale potrebbe permettersi.
6) ALL'ESAME MI HANNO CHIESTO L'ARIOSTO. Cesare Previti afferma che le testimonianze sarebbero viziate dalla presenza della Stefania Ariosto, vera pietra del contendere nella campagna stampa della destra. Il Cesarone nazionale parla di calunnie contro di lui, "tutte dimostrate documentalmente". Tutte da dimostrare, semmai, tanto è vero che sono state archiviate. Per converso, la Ariosto ha vinto numerose querele contro vari esponenti della CdL.
7) LESA MAESTA'. Sb afferma che l'intervento di Borrelli, all'inizio dell'anno giudiziario, si sia svolto "in un clima da stadio", con "pesanti minacce ad esponenti di Fi presenti in aula, i quali, a seguito di pesanti e ripetute minacce, hanno dovuto abbandonare l'aula ()", e con "pesanti intimidazioni nei confronti del Governo". Sovversivi rossi, i fucili in spalla, agli angoli delle strade di Milano, quindi. Fuochi accesi per scacciare lupi e vecchie col rosario, per dirla con Battiato. 7a) i deputati di Fi se ne andarono per protesta. Uscendo, rilasciarono dichiarazioni di belligeranza contro il pool. 7b) il discorso di Borrelli fu non contro il Governo, "paragonato all'invasore austriaco", ma contro il degrado morale dilagante: "ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del Diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere, come su una irrinunciabile linea del Piave.
8) DIFESE INTIMIDITE. Ne ho già parlato prima in un altro 3d. Sb parla di una "patologica" aggressività del PM non solo nei suoi confronti, ma anche nei confronti dei suoi difensori di fiducia. Quindi, tutti a Brescia.
dal 1994 ad oggi, la Fininvest ha messo in campo novantotto avvocati difensori e trentadue consulenti di parte. Più, ovviamente, le varie bocche da fuoco filogovernative (Tg4, Studioaperto, il Giornale, Libero, il Tempo). Qualcuno mi spieghi come fanno 130 legali, 1 presidente del consiglio ed 1 deputato di maggioranza, coadiuvati fra l'altro dalle TV berlusconiane, a sentirsi "intimiditi" da 2 PM (Boccassini e Colombo).
9) TESTI A DISCARICA. Sb, a suffragio della parzialità della Corte, afferma che i giudici milanesi avrebbero sforbiciato i testi a difesa, il che comporterebbe una "menomazione" del diritto alla difesa stessa. Per la verità, Sb aveva chiesto l'audizione di 4776 testimoni (contro i 136 ammessi dall'accusa): 361 soci del circolo canottieri del Cesarone Nazionale, 2346 cancellieri e personale del tribunale di Roma; 1777 magistrati in servizio a Roma dal 1986 ad oggi; svariati giornalisti e confindustriali. Smaltendo un ritmo di 5 testi la settimana, il processo, solo per il primo grado, sarebbe durato 15 anni. Eppure la parola d'ordine di Sb a Rimini è stata "ridare slancio al Diritto", e c'è anche qualcuno che gli crede.
10) CORROMPERE NON è REATO. Pecorella, a difesa del suo assistito-Padrone, si è inventato una curiosa tesi secondo cui all'epoca dei fatti (nel 1990) il suo assistito non era imputabile di Corruzione in atti d'ufficio, in quanto esso reato è entrato in vigore solo nel 1992, quindi il fatto (l'aver pagato 434.000$ USA a Squillante), non costituirebbe un atto illegale. In realtà, prima del 1990, esisteva COMUNQUE il reato di corruzione semplice. Oppure il presidente della commissione giustizia alla Camera, laureato in Legge ed abilitato all'esercizio del Patrocinio, non conosce il Codice Penale?
11) ROGATORIE AL MACERO. Sb afferma che il pool non può usare le rogatorie svizzere "in virtù della nuova legge, e poi in quanto si tratta di fotocopie, facilmente falsificabili". 2 bugie in una. Prima di tutto i magistrati non hanno disatteso nessuna legge, ma hanno semplicemente obbedito al trattato bilaterale Svizzera-Italia (contro il quale la "nuova legge" cozza paurosamente) sulle rogatorie internazionali. Poi le documentazioni che arrivano dalla Svizzera non sono fotocopie, ma tabulati e stampati di computer che non necessitano di alcuna autenticazione.
12) TACI, IL NEMICO TI ASCOLTA. Sb cita anche una "falsa" intercettazione: quella famosa al bar "Mandara" a Roma, il 2-3-1996. secondo l'Autoassolto di Arcore, quelle intercettazioni, che vedono implicati Squillante e Misiani, sarebbero "palesemente false". I suoi difensori hanno poi pensato bene di denunciare i due agenti i quali sono stati in seguito iscritti al registro degl'indagati del tribunale di Perugia. Un banale avviso di garanzia che per Sb e Cp è bastato questo per scrivere una sentenza di colpevolezza.
I fatti. Il 2 marzo 1996, a un tavolo del bar "mandara" sono seduti Squillante e Misiani. Il primo sta parlando di varie amenità, fra cui i 434.000 $ USA ricevuti in dono da Berlusconi. A insaputa dei due però, altri due agenti, tali Ragone e Vardeu, stanno registrando il discorso su un piccolo supporto magnetico. Dopo un po' le pile del registratore si esauriscono e Vardeu è costretto a riportare la converaszione su salviettine di carta. Fuori tutto, l'intercettazione ambientale dura circa 30 minuti. Gli imputati, venuti poi a conoscenza del fatto, e credendo che la loro conversazione fosse stata intercettata integralmente (e non solo per 30'), hanno denunciato i due agenti per "false intercettanzioni". Ora, se la Cassazione dovesse far trasferire un processo per questo, ogni imputato non dovrebbe far altro che denunciare l'agente che lo ha arrestato.
13) IL COMPAGNO BRAMBILLA. il 31-12-2001 il ministro della Giustizia Castelli firma il trasferimento del giudice Brambilla al tribunale di sorveglianza di Milano (in seguito ad una vecchia richiesta dello stesso Brambilla). Finqui, tutto bene.
Di solito però, in Italia decine e decine chiedono il trasferimento (e lo ottengono) ma vengono lasciati pro tempore al vecchio posto, in attesa di smaltire i processi cui sono statoi assegnati per competenza. Ma essendo Brambilla nel collegio giudicante, competente al processo IMI-SIR, Castelli lo trasferisce facendogli interrompere tutto il cursus giudiziario, in data 3-1-2002. Altro motivo sufficiente per far trasferire il processo.
14) PROCESSATO DA UN SOVIET SENZA AVVOCATI. al fine di allungare sine die i tempi processuali, Sb ha pensato bene di far ritirare i suoi legali dall'esercizio della difesa col pretesto che "non sono più sussistenti i requisiti di imparzialità e terzietà dei giudici". Per la cronaca, il collegio giudicante gli ha designato un difensore d'ufficio il quale ha chiesto 3 settimane di tempo (la legge stabilisce un termine di circa 1 settimana) per leggersi tutti gli atti processuali. Nel frattempo però, come da regolamento, i difensori "vecchi" sarebbero dovuti rimanere nell'esercizio delle loro funzioni pro tempore, al fine di indirizzare il nuovo difensore verso una valida linea difensiva. L'articolo 107 del Cpp recita testualmente: "la rinuncia del difensore non ha effetto finché la parte non risulti assistita da un nuovo difensore di fiducia o da un altro difensore d'ufficio, E NON SIA DECORSO". Gli avvocati sarebbero dovuti rimanere per dar tempo al nuovo legale di esaminare le carte, invece di boicottare il processo. Macché. i legali di Sb non ottemperano a questo dovere elementare salvo poi gridare su Tv e giornali che "Berlusconi viene processato senza l'avvocatura della difesa". Che stalinisti. "Ridare slancio al Diritto". Appunto.
fra pochi giorni, tutti questi deliri legali diventeranno legge.




)", e con "pesanti intimidazioni nei confronti del Governo". Sovversivi rossi, i fucili in spalla, agli angoli delle strade di Milano, quindi. Fuochi accesi per scacciare lupi e vecchie col rosario, per dirla con Battiato. 7a) i deputati di Fi se ne andarono per protesta. Uscendo, rilasciarono dichiarazioni di belligeranza contro il pool. 7b) il discorso di Borrelli fu non contro il Governo, "paragonato all'invasore austriaco", ma contro il degrado morale dilagante: "ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del Diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere, come su una irrinunciabile linea del Piave.
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Marco Travaglio

