Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12
Risultati da 11 a 18 di 18

Discussione: Vampirismo

  1. #11
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da sacher.tonino
    ...ma è vero che la tomba di Draculia era vuota quando fù scoperta?
    In effetti non si sa bene che fine abbia fatto il corpo di Dracula.

    Si dice sia stato sepolto in un monastero su un'isoletta del lago Snagov dove, in una tomba anonima, sono stati trovati uno scheletro vestito di velluto rosso e diversi emblemi tipicamente nobiliari. Elementi insufficienti per permettere un'identificazione certa, anche se tra gli oggetti rinvenuti (e poi spariti) pare ci fosse un anello con inciso il simbolo del Drago. C'è chi dice che, quando la tomba venne riaperta nel 1931, siano state trovate solo ossa di animali, pare lo scheletro di un cavallo.

    E' anche possibile che il corpo di Vlad Tepes sia stato smembrato sul campo di battaglia dai turchi, ancora increduli di averlo effettivamente ammazzato. E che, come si racconta, la sua testa sia stata tenuta a lungo esposta su un palo a Istambul, perché tutti potessero vederla. Ma non ci sono prove neppure in questo senso: storia e leggenda si intrecciano continuamente... E l'incertezza sulla fine del suo corpo non ha fatto altro che alimentare il mito di un vampiro costretto in eterno tra la vita e la morte...

  2. #12
    Moderatore
    Data Registrazione
    14 Jun 2005
    Località
    Triest / Trst / Trieste
    Messaggi
    1,601
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    A tal proposito consiglio la lettura di questo libricino interessante :

    Dissertazioni sopra le apparizioni de' spiriti e sopra i vampiri o i redivivi d'Ungheria... (rist. anast. 1751)
    Calmet Agostino
    Ed. Arktos

    lo potete trovare qui

  3. #13
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    I Vampiri nel Medioevo, prima parte: I morti inquieti e la "Masnada Hellequin"

    Non comprendo io ancora, che cosa si fossero questi Vampiri, e molto meno in qual maniera cagionassero simili effetti, (…). I suddetti Vampiri altro non erano che alcuni uomini morti da alcuni giorni prima, i quali già sepolti e sotterrati comparivano di nuovo nella stessa forma, e negli stessi abiti e portamenti di quando erano vivi, e si facevano vedere da’ loro parenti ed amici di giorno e di notte, portandosi francamente nelle lor case, conversando, parlando e mangiando con esso loro: e talvolta mettendosi a letto, invitavano quelli a riposarsi parimente con esso loro.
    (Giuseppe Davanzati, Dissertazione Sopra i Vampiri, Besa editrice, Bari 1998. Pag. 19)


    I morti inquieti

    Nel 313 d.C. con l’editto di Milano, gli imperatori Costantino e Licinio permisero la pratica della religione cattolica all’interno dell’Impero Romano. La religione fondata da Gesù Cristo e ispirata ai suoi insegnamenti passò, da culto clandestino e passibile di persecuzione, a religione ufficiale, alla quale si convertirono anche molte popolazioni barbariche.La religione Cristiana sopravvisse al crollo dell’Impero Romano e, tra il 500 e il 1500, la Chiesa di Pietro fu protagonista indiscussa del Medioevo, sebbene, per i primi anni, i culti cristiani fossero praticati esclusivamente all’interno delle città mentre le campagne restavano prevalentemente pagane. Nell’età medievale la popolazione europea, sprofondata nella crisi economica dopo la caduta dell’Impero Romano e, profondamente provata dalle incursioni dei barbari, trovò un’àncora di salvezza nella religione cristiana, capace di infondere una nuova speranza, e contribuì, così, all’ascesa del potere ecclesiastico.

    Il riconoscimento della religione di Cristo come unica e vera doveva proporsi lo scopo di estinguere tutti i culti pagani presenti soprattutto nelle campagne. Dapprima i missionari si dimostrarono molto tolleranti per conquistarsi la fiducia del popolino al fine di evangelizzarlo; per fare un esempio pensiamo alle creature magiche: i racconti della tradizione celtica sulla presenza delle fate nei pressi delle sorgenti vennero associati ad apparizioni della Vergine Maria; mentre figure ibride come i Satiri della tradizione greca diventarono manifestazioni diaboliche.

    La questione principale che richiedeva un intervento urgente e tempestivo era una regolamentazione, che fosse la più chiara ed inequivocabile possibile, di tutto ciò che aveva a che fare col culto dei morti. Uno dei meccanismi principali della psicologia del lutto è l’incapacità di accettare che il defunto possa giacere immobile per l’eternità senza curarsi delle persone che lo hanno amato e che gli sono sopravvissute. Un cadavere deve provare il desiderio di ricongiungersi ai vivi a causa di un ambivalente sentimento, costituito da amore ed odio, al quale la morte non può porre fine. I fondamenti dell’antropologia cristiana, invece contemplano che l’uomo è composto da un corpo creato mortale e da un’anima immortale: quando un uomo muore, quando si spegne il principio vitale che lo “animava”, il suo corpo (involucro carnale e transitorio dell’anima) è inumato e destinato a un rapido disfacimento.Nei Secoli Bui l’idea del vampiro comincia a prendere forma, assumendo alcune delle caratteristiche moderne. In questo periodo il Vampiro non fa più parte della cerchia delle divinità malvagie che, nottetempo, succhiano il sangue ai viventi ma, diventa il morto che ritorna, costituendo un pericolo ben più concreto.

    I defunti cominciano ad uscire dai sepolcri, a camminare per le strade dei villaggi dove avevano vissuto, ad ammorbare l’aria e a cagionare terribili sventure, possono essere fermati dalla Croce, da un palo di legno conficcato nel corpo, con il rogo della salma e la dispersione delle ceneri. Le origini di queste testimonianze sono da ricercarsi, prevalentemente, nella confusione che i missionari cattolici avevano creato, nelle menti delle diverse popolazioni europee, per quanto riguardava gli usi e i costumi funebri. La Chiesa, dapprima aveva assimilato le tradizioni “barbare”per avvicinarsi ai popoli riluttanti alla conversione, poi appose qualche “modifica” che le avvicinasse ai propri dogmi: ci si trovava spesso di fronte ad un cadavere che non aveva espletato completamente tutti i rituali connessi al decesso caratteristici della sua religione d’origine ma, nemmeno, era stato sepolto in maniera perfettamente cristiana, quindi non poteva far accedere la sua anima in paradiso lasciando il corpo a decomporsi. Nella vasta area geografica in cui, prima della conversione al cattolicesimo, la componente sciamanica dei culti era predominante, le varie fasi della vita si susseguivano senza soluzioni di continuità, scandite da precisi riti di passaggio. Se, dopo il decesso, il defunto non riusciva ad integrarsi nel regno dei morti cercava di tornare indietro per infierire sui vivi. L’intervento della Chiesa, volto a sfatare questo tipo di superstizioni, ottenne il risultato opposto di consolidarle. Proprio la Bibbia, narrando della Resurrezione di Cristo e della sua promessa di vita eterna, forniva una testimonianza autorevole del fatto che dalla morte si potesse ritornare. Nelle Scritture, inoltre, compaiono fin troppi riferimenti al sangue per non considerarlo come “alimento” privilegiato per il sostentamento di chi ritorna dall’aldilà. La dottrina stessa sfruttò il vampiro per insegnare che l’obiettivo di Satana era di bere il sangue dei peccatori assicurandosi la loro anima, mentre coloro che vivevano in rettitudine, assumendo il vino transustanziato, partecipavano della santità di Cristo.

    Nelle regioni del Nord dell’Europa, dopo la conversione alla religione cattolica, cominciarono a raccontarsi, nei toni della saga epica, episodi di cadaveri irrequieti: Saxo Grammaticus, nella Historia Danica, descrive come un morto rifiuti davvero in malo modo l’offerta del suo amico di giacere qualche giorno con lui nella tomba:

    Morto Aswid prematuramente, il suo amico Asmund, che gli ha promesso di non lasciarlo, munito di provviste si fa calare nel sepolcro del morto. Qualche tempo dopo lo si trova sfigurato e coperto di sangue, ma vivo. Racconta che Aswid tutte le notti ritornava in vita . Dopo aver divorato prima il cavallo e poi il cane che erano stati calati nel sepolcro con lui, si era gettato sull’amico e gli aveva strappato un orecchio. Asmund dovette decidersi a tagliargli la testa e a piantargli un piolo nel corpo per immobilizzarlo.

    La "Eybyggiasaga" Islandese parla di pestilenze intorno al luogo di sepoltura di un certo Thorolf:

    a Hvamm in Islanda muore un certo Ehorolfr o Thorolf Boegifotr. Sepolto in una collina, la rende un luogo pericoloso, e molti animali e uccelli che vi si avvicinano muoiono. Thorolf visita anche la moglie e alcuni uomini del paese, e li fa morire. Il figlio Arnkell decide di andare a guardare il cadavere del padre, e lo trova non decomposto ma “gonfio come un bue”e mostruoso. Anche in questo caso soltanto dopo aver bruciato il corpo e disperso le ceneri in mare i fenomeni cessano.

    I morti, o dragur, che ritornano dell’Europa del Nord non hanno nulla in comune con quelli descritti nell’antica Roma (che in precisi periodi dell’anno celebrava, placandoli, i propri morti), sono dotati di corpo e possono nuocere, senza ricorrere a maledizioni e magie, chiunque li incontri.


    La Masnada Hellequin - Immagine tratta dal sito http://www.cosmovisions.com/

    La Masnada Hellequin

    La morte, nel medioevo, faceva parte del quotidiano, era antropomorfizzata nei dipinti e nelle narrazioni orali, ma la soppressione dei rituali pagani che consentissero un trapasso definitivo, e la negazione dell’esistenza dei paradisi precristiani (per esempio il Walhalla) in nome delle verità della nuova religione, causò in Francia, nell’Italia settentrionale e nella Germania il riversarsi di un gran numero di cadaveri proprio sulle strade. Intorno l’anno mille vediamo comparire gli Exercitus Mortuorum, guidati dal gigante a cavallo Hellequin (probabilmente assimilabile all’Odino dei Celti): si trattava di cortei di morti che attraversavano le contrade senza aver cura di risparmiare ciò che si trovava sul loro cammino. Il prete normanno Gualchelmo, riferì di essere stato salvato dalla furia dei cavalieri infernali proprio da uno di questi, nel quale riconobbe suo fratello:

    Nella notte del primo gennaio 1091 il cappellano (Gualchelmo) ritornava da una visita a un malato della sua parrocchia quando, solo e lontano da qualunque abitazione, sentì il fracasso di un «esercito immenso», che prese per quello di Roberto di Bellême, in marcia per assediare Courcy. La notte era chiara, il prete era giovane, coraggioso e robusto: si pose al riparo di quattro nespoli, pronto a difendersi se fosse stato necessario. In quel momento gli apparve un gigante, armato di randello, che gli ordinò di rimanere sul posto per assistere alla sfilata dell’exercitus, a ondate successive.

    Il primo gruppo era il più composito. Era un’«immensa truppa di fanti», con bestie da soma cariche di vesti e di utensili diversi, come briganti che camminano oppressi sotto il peso del bottino. Affrettavano il passo gemendo e fra loro il prete riconobbe dei vicini recentemente deceduti. Seguiva una schiera di sterratori (turma vespillionum), alla quale si unì il gigante; essi portavano a due a due una cinquantina di barelle cariche di nani, che avevano la testa smisuratamente grossa o a forma di vaso(dolium). Due etiopi -demoni neri – portavano un tronco d’albero sul quale era legato e torturato uno sventurato che urlava per il dolore; un demone terrificante, seduto sul tronco, lo feriva ai reni e alla schiena colpendolo con i suoi speroni incandescenti. (…). Seguiva un gran numero di donne a cavallo, sedute all’amazzone su selle dotate di chiodi ardenti; incessantemente il vento le sollevava all’altezza di un cubito per lasciarle poi ricadere dolorosamente sulle loro selle; i seni erano trapassati da chiodi arroventati che le facevano urlare e confessare i loro peccati. (…).
    Il prete, terrorizzato, vide in seguito un «esercito di preti e di monaci», guidati da vescovi e abati, che portavano ognuno la propria croce. I secolari erano vestiti con una cappa nera, i regolari con una cocolla nera. Essi si lamentavano e supplicavano Gualchelmo, che chiamavano per nome, di pregare per loro.(…).

    Ancor più spaventoso era il gruppo successivo: era l’«esercito dei cavalieri» (exercitus militum). Tutto nero e che vomitava fuoco. Su immensi cavalli essi si affrettavano, muniti di ogni sorta di armi e di bandiere nere, come se andassero alla guerra. (…).

    Passate ormai parecchie migliaia di cavalieri, Gualchelmo si rese conto che si trattava senza alcun dubbio della Masnada di hellequin (familia Herlechini): aveva già sentito dire che molte persone l’avevano vista, ma non aveva mai creduto ai suoi informatori, anzi si era burlato di loro. Temeva quindi di non essere creduto a sua volta, se non avesse portato una prova sicura della sua visione. Per questo motivo decise di catturare uno dei cavalli neri che passavano privi di cavaliere. Il primo gli sfuggì. Sbarrò allora la strada al secondo, che si fermò come per lasciarlo montare ed emise dalle froge una nuvola di fuoco della grandezza di una quercia. Il prete passò il piede nella staffa e afferrò le redini, ma sentì improvvisamente un intenso bruciore al piede e un freddo indicibile alla mano. Dovette lasciar andare l’animale, quando improvvisamente comparvero quattro cavalieri, i quali lo accusarono di aver cercato di rubare la loro proprietà e gli ordinarono di seguirli. (…)

    Il morto enumerò dunque i «segni» che finirono col convincere il prete, il quale ascoltò il messaggio che doveva trasmettere. Ma Gualchelmo tornò in sé: non voleva fare da messaggero per un criminale. Preso da furore l’altro lo afferrò alla gola con una mano ardente che vi avrebbe lasciato un marchio indelebile, il signum dell’autenticità dell’apparizione. Lasciò la presa quando il prete invocò la Madre di Dio, anche perché un nuovo cavaliere si era interposto, levando la sua spada e accusando gli altri quattro di voler uccidere suo fratello.

    Il nuovo arrivato rivelò la propria identità: si trattava del fratello di Gualchelmo, Roberto, figlio di Rodolfo il Biondo


    A questo punto i ministri della Chiesa, a fronte di tali testimonianze, provenienti da personaggi degni di fiducia, cominciarono a chiedersi come mai questi trapassati non se ne stessero tranquilli sottoterra e, dopo aver studiato quanto scritto in proposito dai filosofi cristiani, giunsero alla conclusione che il responsabile era il Diavolo.

    La fonte più autorevole in materia furono gli scritti di Sant’Agostino (De cura pro mortis Gerenda e De Civitate Dei), nei quali egli asseriva che i morti, se appaiono ai vivi è solo per opera di Dio e non appaiono col loro corpo ma con lo spirito, esclusivamente per chiedere d’essere sepolti o per ricevere preghiere. Qualora un morto si presenti ad un congiunto con il proprio corpo, è da ricercarsi, in questa manifestazione, l’intervento del Diavolo, ma anche il Diavolo non può nulla senza il benestare del Signore. Di conseguenza le apparizioni dei fantasmi erano “legittime”, mentre quelle dei defunti “in corpore” erano frutto del malvagio operato di Satana. Prima dell’anno 1000 le anime dei defunti se erano meritevoli ascendevano in paradiso (raffigurato come un giardino fiorito in cui essi beatamente oziavano) oppure, coloro che in vita furono malvagi, bruciavano all’inferno: non c’era una soluzione intermedia per chi, pur non avendo grossi meriti, non era poi completamente malvagio. Tuttavia, se le anime avevano bisogno delle intercessioni dei vivi doveva pur esistere un luogo di confine nel quale le anime dei morti potessero riscattarsi con le preghiere dei vivi; questo spazio era strettamente collegato alle antiche credenze pagane e suffragato dalle visioni monastiche medievali; solitamente queste anime sfortunate soggiornavano nei pressi del luogo dove avevano trovato la morte al fine di apparire con più facilità ai vivi. Presto i teologi elaborarono il concetto di purgatorio, conseguentemente ad un diverso approccio nella considerazione dell’uomo che non era più o buono o cattivo ma costituito da un insieme di elementi sia positivi che negativi che andavano soppesati.

    Tra il 1024 e il 1033 il monastero di Cluny istituì la festa dei morti che si sarebbe svolta ogni anno il 2 novembre, dopo il giorno dei Santi. In questa giornata si recitavano le preghiere per le anime del purgatorio al fine di accorciare la loro permanenza in quel luogo di transizione dal quale potevano, col permesso di Dio, affacciarsi al mondo dei vivi per esortarli a compiere qualche azione che desse loro sollievo nell’attesa di congiungersi a Dio. La pratica di celebrare messe, le indulgenze e le preghiere per i morti divenne una costante che durò almeno fino all’età dell’illuminismo.
    La leggenda che sta all’origine della festa vuole che: Un eremita siciliano sentì i diavoli, che si davano da fare nelle fiamme dell’Etna, deplorare che le preghiere, le elemosine e le messe dei monaci cluniacensi strappassero troppo rapidamente alle loro torture le anime dannate: Informato di questa visione, l’Abate Odilone istituì la Festa dei Morti. Presto un’apparizione del defunto Papa Benedetto, liberato dalle pene dell’aldilà dai suffragi dei cluniacensi, confermò la fondatezza di questa iniziativa.

    Dell’esercito dei morti, le cui testimonianze più antiche risalgono ai tempi in cui il Cristianesimo, ormai largamente diffuso nell’Europa, cominciava a corrompersi a causa degli errori introdotti dalla Chiesa Romana, si ebbero notizie fino alla fine del secolo XVI. Sebbene le apparizioni fossero diventate più rare a Francoforte s’instaurò la consuetudine di pagare alcuni giovani che, una volta all’anno, conducessero di notte davanti alle porte delle case, un carro coperto di foglie cantando canzoni. In questo modo si celebrava la memoria dell’esercito dei morti. Il destino del terribile cavaliere Hellequin, dopo essere stato demonizzato, fu di ricomparire, in veste di maschera, nel teatro borghese assumendo il nome di Arlecchino.

    (Fine prima parte - Continua)

    http://digilander.libero.it/catafalc...20inquieti.htm

    Dal sito http://digilander.libero.it/catafalco/

  4. #14
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 May 2007
    Messaggi
    83
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I Vampiri nel Medioevo, seconda parte: le Sanguisughe, Incubi e Succubi

    Le sanguisughe
    Una volta accertato che la faccenda dei ritornanti puzzava di zolfo, le successive narrazioni che avevano a che fare con le visite post-mortem segnalavano immediatamente il Diavolo come artefice degli accadimenti. Intorno 1200 vediamo un intenso proliferare di racconti attinenti al ritorno di alcuni defunti malvagi. I cronisti più famosi di questo periodo sono Guglielmo di Newburg, un canonico che scrisse la “Historia rerum Anglicarum”, soffermandosi particolarmente sugli eventi prodigiosi accaduti nello Yorkshire e Walter Map, un Ufficiale del re Enrico II delegato al Concilio Lateranense III, che raccolse alcuni aneddoti (in maniera meno scrupolosa e veridica del contemporaneo Guglielmo di Newburg) nel De nugis Curialum; una sorta di pettegolezzi aventi a che fare con la vita a corte.
    A riferire i fatti a Guglielmo di Newburg sono persone degne di fiducia, appartenenti all’ambiente ecclesiastico come l’arcidiacono Stefano che riferì quest’episodio:

    Un uomo è seppellito alla vigilia dell’ascensione. La notte successiva entra nella camera della moglie, la sveglia, e gli si getta addosso con tutto il peso del suo corpo lasciandola mezza morta. La seconda notte l’incidente si ripete. La terza notte la moglie si organizza e rimane sveglia con un gruppo di amici: quando il defunto si accorge che la donna non è sola fugge, come spaventato dalle alte grida dei presenti. Vistosi respinto dalla moglie comincia ad attaccare i fratelli, ma questi ormai conoscono il modo di respingere la sanguisuga: rimangono svegli e, quando il defunto compare, lo spaventano con alte grida. Non domo, il defunto comincia ad apparire ad altre persone, questa volta in pieno giorno. L’arcidiacono locale scrive al Vescovo di Lincoln, chiedendo lumi su che cosa si debba fare. (…) I teologi raccomandano al vescovo di far bruciare il corpo, ma questo metodo sembra al prelato “del tutto indesiderabile e sconveniente”. Preferisce scrivere di suo pugno un decreto di assoluzione per il morto. Aperta la tomba, il corpo è trovato incorrotto “precisamente com’era il giorno della sepoltura”, e da quel momento gli incidenti cessano completamente.

    A Berwick (al confine fra Scozia e Inghilterra), sempre nel 1196, accadde che:


    Qui viene seppellito un uomo ricco ma malvagio, che di notte “per il potere di Satana” esce dal sepolcro e terrorizza gli uomini e anche gli animali. Dopo pochi giorni nessuno ha più il coraggio di uscire di notte. Che si tratti di un artificio di Satana diventa chiaro quando il defunto stesso suggerisce a qualcuno il metodo per far cessare le sue apparizioni: si esumi il suo corpo e lo si bruci. Così viene fatto, ma il corpo non è affatto incorrotto: è invece orribilmente decomposto. Viene bruciato, ma i miasmi dell’esumazione causano una terribile pestilenza che si porta via la maggior parte della città. In nessun altro luogo la malattia fu così virulenta, benché certo nello stesso periodo vi fossero state epidemie nei diversi distretti dell’Inghilterra.

    Newburg riporta altri due episodi, uno riguarda un cappellano dell’ Abbazia di Melrose che in vita era più propenso a dedicarsi alla caccia che alla predicazione e alle opere pie, il quale, dopo morto cerca di rientrare nel suo monastero ma, non riuscendovi terrorizza una nobildonna.

    Benefattrice dell’abbazia, la signora chiede aiuto ai monaci, che decidono di fare la guardia alla tomba del prete cacciatore, “bene armati con armi tanto spirituali quanto terrene”. Poco dopo la mezzanotte – mentre tre dei quattro religiosi che fanno guardia alla tomba sono andati a riscaldarsi – “il Diavolo, pensando di avere una buona occasione perché il sepolcro è vegliato da uno solo dei monaci, fa uscire il defunto. Il monaco però, dopo un primo momento di terrore, lo colpisce con una lancia, lo insegue, lo costringe a rifugiarsi nella tomba che sembra immediatamente aprirsi, come spontaneamente, per accoglierlo”. Non si tratta di un incubo del monaco perché il mattino dopo, quando il corpo è esumato, la ferita è ben presente e la tomba è piena di “sangue nero”. Il corpo viene bruciato, e le apparizioni del defunto cessano.

    L’altro episodio parla di un uomo che, essendosi arrampicato su un tetto per spiare la moglie infedele, perde l’equilibrio e cade ferendosi gravemente e morendo senza essersi confessato.
    Benché evidentemente non sia morto in grazia di Dio, gli è concessa una sepoltura cristiana “che non si merita e non gli serve a nulla”. In effetti, appena sepolto, “per il potere di Satana”, comincia a uscire di notte dalla tomba e ad aggirarsi intorno alle case vicine, terrorizzando la popolazione. Anche in questo caso il defunto va in giro con il suo corpo, che non è però intatto ma in decomposizione. La sue apparizioni causano così in breve tempo un’orribile pestilenza che uccide buona parte della popolazione del borgo, mentre altri fuggono trasformando la contrada “quasi in un deserto”. (…) La comitiva decide quindi di recarsi al cimitero dove trova il corpo in parte gonfio e decomposto, ma “con una faccia florida”. Molti si spaventano, ma i due fratelli colpiscono il corpo con la spada e, immediatamente ne esce una tale quantità di sangue rosso e caldo da convincerli che la sanguisuga si è nutrita del sangue di molti sventurati. Portano il corpo fuori dalla città e lo bruciano.
    Dopo il rogo purificatore, cessano le apparizioni del ritornante ed anche la pestilenza ha fine.
    Walter Map riferisce la storia di un certo William Laudun, “un soldato inglese di grande forza e di coraggio più volte dimostrato”. Laudun chiede consiglio al vescovo di Hereford a proposito di un gallese di cattivi costumi morto nella sua casa. Dopo la morte è tornato e ha chiamato per nome diverse altre persone della casa; ciascuna persona così chiamata è morta dopo pochi giorni.(...) Il vescovo commenta: “Forse il Signore ha permesso all’angelo malvagio di far uscire questo disgraziato dalla tomba e camminare con il suo corpo di morto.”
    Nonostante una prima decapitazione e aspersione della salma con acqua benedetta, il morto ritorna e chiama per tre volte Laudun che, senza farsi intimorire lo insegue e lo decolla di nuovo, questa volta i fenomeni cessano.
    L’altro episodio degno di nota, riferito da Map, coinvolge il vescovo di Worcester che testa la repulsione di un ritornante nei confronti della croce; dimostrando che l’operato del Diavolo nella rianimazione dei defunti è indispensabile.
    Intorno al 1200 il resoconto di fatti macabri è un fenomeno quasi di moda presso le corti, ma queste cronache, a differenza di quelle di altri contemporanei come Gervasio di Tillbury e Giraldo Cambrense, sottolineano la corporeità dei defunti che tornano e le loro cattive intenzioni. Sono racconti più vicini alle saghe epiche dei popoli Nord Europei che alle ghost-stories inglesi che fioriranno in seguito.


    L’Europa Orientale
    Nell’Europa orientale la cristianità si trovò a dover fare i conti con una superstizione profondamente radicata negli usi e costumi delle genti: dai Balcani alla Russia il Vampiro esisteva davvero (è dal magiaro Vampir che è stato coniato il termine che indica, in tutto il mondo, a partire dal XV sec. queste particolari creature della notte), esistevano persino alcuni soggetti candidati a questa particolare condizione.
    Un ruolo importante nell’evoluzione del mito del vampiro è da attribuirsi allo scisma avvenuto nel 1054 fra chiesa cattolica d’Occidente e Chiesa cattolica d’Oriente che causò una certa “confusione” nella mente delle popolazioni dell’Europa orientale e lo sfruttamento delle tradizioni popolari, da parte dei ministri della chiesa, per stabilire condanne all’anima di coloro che non si fossero attenuti perfettamente ai dogmi della religione praticata nella zona in cui vivevano.
    L’arma principale della Chiesa, sia cattolica che Ortodossa, era la scomunica con la quale si privava l’anima di tutti i privilegi della comunione con Dio acquisiti col battesimo (che era automaticamente annullato) e, di conseguenza, era inevitabile la dannazione eterna e il Diavolo poteva fare camminare sulla terra il loro corpo morto come Vampiro. La terra consacrata stessa respingeva i cadaveri degli scomunicati spingendoli fuori dalle loro tombe. Secondo la Chiesa Ortodossa i corpi di coloro che ricevevano la scomunica, quelli degli eretici e dei grandi peccatori non erano soggetti ai normali processi di decomposizione post-mortem perché il Diavolo aveva bisogno di un corpo integro per agire. Questa considerazione fu causa di un ulteriore conflitto dottrinale fra le due chiese perché, secondo la chiesa di Roma, a non decomporsi erano i corpi di coloro che erano morti dopo aver condotto una vita santa, la soluzione che si ipotizzo si basava sulle semplici caratteristiche del cadavere. Il santo manteneva una carnagione rosea morbida e profumata, il peccatore invece diventava gonfio, la pelle si scuriva ed emanava esalazioni mefitiche.

    Altri candidati a diventare vampiri erano i suicidi, i quali, avendo interferito col volere di Dio per quanto concerne la durata della vita concessagli, la loro anima e il loro corpo erano a disposizione del Diavolo.
    Prima dell’adozione della scomunica nei paesi dell’Europa centro-orientale esistevano alcune condizioni che portavano al vampirismo senza che il soggetto potesse interferire: una morte violenta, il nascere morti o nascere con la camicia, nascere il 25 dicembre, mangiare la carne di una pecora uccisa da un lupo, consentire che alcuni animali passassero sulla propria tomba, avere i capelli rossi, essere figli illegittimi ed essere guardate dal vampiro durante la gravidanza poteva segnare il destino del nascituro. Si tratta, prevalentemente, di credenze dell’età precristiana che hanno convissuto accanto alle Verità Evangeliche insegnate dai predicatori cattolici.
    Fu in questa vasta area geografica che, nel 1700, si diffusero le epidemie vampiriche, che destarono l’interesse degli studiosi di tutta Europa e, per arginarle, occorsero gli interventi di Papi e Regnanti; comunque non mancano le testimonianze scritte di episodi accaduti secoli prima.
    Un'altro aspetto da tenere in considerazione sono le invasioni dei barbari dell'estremo oriente, in particolare le orde dei Mongoli (che i popoli sottomessi non faticavano ad identificare come demoni vomitati da chissà quale inferno), e i resoconti dei viaggi dei primi esploratori che, come i Polo, ebbero profondi contatti con le tradizioni e la cultura dei popoli cinesi; episodi che influirono in maniera determinante sulla immagine del vampiro che abbiamo conservato fino ad oggi: la capacità di assumere le sembianze del pipistrello e la presenza delle ali del chirottero nelle sue rappresentazioni artistiche.
    In Cina, a partire dal periodo Chou (XI - III a. C.) si era sviluppato nell'arte il criterio di raffigurare le schiere delle divinità malvagie in forma di uomo-chirottero, inoltre, i diavoli cinesi assomigliano in alcune caratteristiche ai non morti balcanici. Il motivo delle ali di pipistrello passò rapidamente nell'arte gotica comportando la scomparsa del diavolo in forma di caprone a favore dell'uomo (con o senza tratti somatici bestiali) con le ali di pipistrello, il topo volante che aveva portato la peste in Europa e, al pari di Satana, anche i suoi servitori come i vampiri non potevano essere privi di questo attributo.


    Incubi e succubi
    Il diavolo aveva anche un altro sistema per impadronirsi delle energie vitali dei viventi, senza necessariamente rianimare un cadavere, è proprio alla fine del Medioevo che si inizia a parlare di succubi e di incubi, queste due entità, sebbene appartengano all’ambito demoniaco hanno alcune caratteristiche in comune con i vampiri. Il succubo è un demone femminile che si introduce nelle stanze da letto degli uomini e si sdraia sul loro corpo stimolandoli a compiere un estenuante amplesso al fine di catturare il seme. L’incubo, invece, è di sesso maschile ed entra nelle camere delle donne, si siede sul loro petto e le invita ad accoppiarsi con lui. L’effetto che queste entità demoniache hanno sulle vittime è il medesimo: gli sventurati si svegliano esausti, con una sensazione di soffocamento dovuta al peso del demone sul corpo, e pieni di sensi di colpa per il terribile piacere che hanno provato; se le visite si ripetono per molte volte il soggetto non sopravvive. I teologi hanno pensato che il diavolo usasse questo sistema per riprodursi. Il meccanismo, secondo, S. Tommaso d’Aquino, sarebbe che il diavolo, sottoforma di Succubo, rubi il seme agli uomini; e poi si trasformi in Incubo per eiacularlo nella donna da ingravidare ma, siccome le donne che avevano avuto rapporti con l’incubo generavano figli mostruosi sia nel fisico che nell’animo, se ne deduce che il seme sottratto si corrompe perché il demone non ha le caratteristiche fisiche che ne garantiscano l’adeguata conservazione.
    Interessante è la teoria di Sinistrari che prevede che, oltre ai demoni materializzati, esista un'altra specie d’incubi e succubi non diabolica; tale conclusione era motivata dal fatto che quelle creature copulavano anche con gli animali: la loro intenzione non era corrompere le anime (poiché gli animali non ne possiedono) ma appagare i propri istinti. I figli nati dai rapporti sessuali con queste creature erano, inoltre, dotati di grandi doti morali e intellettuali, tanto da essere considerati superiori in virtù agli altri uomini.

    Stupefacente e quasi incomprensibile è come questi incubi, o in italiano folletti, o in spagnolo duendes, in francese folet, non obbediscano agli esorcisti né temano esorcismi; essi non rispettano gli oggetti sacri, manifestando paura al loro avvicinarsi come fanno i demoni che tormentano gli ossessi. (…) Di un fatto del genere fui testimone oculare io stesso.(Sinistrari, Demonialità, Palermo 1986. pp. 41, 42.)
    Dovrà passare ancora qualche secolo, prima il vampiro si liberi dei connotati di ripugnante marionetta di Satana, e deve ancora intervenire la fantasia degli scrittori. La dentatura non è, ancora, quella caratteristica, i ritornanti assorbivano l’energia vitale attraverso una sorta d’osmosi che non richiedeva il morso; ma siamo già abbastanza vicini al moderno vampiro: c’è la paura dei simboli cristiani, la preferenza per la notte ed esistono già anche personaggi preposti a scovarli e ad ucciderli, con l’inevitabile paletto, da conficcare nel cuore, che è ancora oggi presente nell’armamentario, magari accanto a prodotti ultratecnologici di dubbia efficacia, dei vampire-hunters moderni.

  5. #15
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ottimo, caro Artorius, ma ribadiamo per correttezza che la fonte da cui è stato tratto quanto sopra è il sito http://digilander.libero.it/catafalco/ .

  6. #16
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 May 2007
    Messaggi
    83
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    hai ragione, me lo ero perso. sorry

  7. #17
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 May 2007
    Messaggi
    83
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    sono anche a segnalarVi una pagina dedicata ai "Vampiri e Vampirismo", nel sito dello studioso Enrico Baccarini. Mi sembra che tra tante sia una delle poche ricca di materiale interessante e serio. http://www.enricobaccarini.com/vampirismo.htm

    Art

  8. #18
    Sua Eccellenza
    Data Registrazione
    07 Aug 2006
    Località
    Questo mondo è sempre più marcio...
    Messaggi
    18,552
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Bisogna guardare Buffy..

 

 
Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12

Discussioni Simili

  1. Il vampirismo
    Di Tomás de Torquemada nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 41
    Ultimo Messaggio: 24-10-17, 05:43
  2. Vampirismo a Venezia: sangue servito al bar
    Di Biancaneve nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 12-02-13, 05:28
  3. La nuova moda: il vampirismo
    Di zwirner nel forum Fondoscala
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 27-12-09, 15:11
  4. vampirismo
    Di Dark Knight nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 17-10-06, 19:16
  5. Vampirismo: malattia o mistero?
    Di legio_taurinensis nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 28-06-04, 13:20

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito